Destino è l’apparire dell’esser sè di ogni essente
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WIM WENDERS … quando il bambino era bambino … , in IL CIELO SOPRA A BERLINO, 1987
Destino Filosofi lungo l’Oglio, Vito Mancuso – Maria Rita Parsi – Salvatore Natoli – Sergio Givone – Aldo Magris, a cura di Francesca Nodari
Che cos’è destino? Come si declina questa voce nelle nostre esistenze? È un viaggio da dove verso dove? Quali inquietudini muove, quanto ha a che fare – e fino a che punto – con l’al di qua che abitiamo e un oltre in cui, chi crede, spera? Come interpretarlo alla luce di una società sempre più globalizzata, crocevia di culture, usi, costumi, religioni diverse? A partire da questi interrogativi, si snodano le lezioni magistrali svoltesi nell’ambito della IV edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio raccolte in questo volume.
vai alla scheda dell’editore:Destino – Libreria on-line.
Un professore concluse la sua lezione con le parole di rito: “Ci sono domande?”. Uno studente gli chiese: “Professore, qual è il significato della vita?”
Gira sulla rete questo pensiero.
Non so a chi debba essere attribuito (forse a Bruno Ferrero, se risalgo a fonti più lontane nel tempo)
Sta di fatto che lo trovo straordinario e denso di significati.
Occorre sapere CHI lo ha scritto oppure COSA vuole dire?
PFerrario
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Un professore concluse la sua lezione con le parole di rito: “Ci sono domande?”.
Uno studente gli chiese: “Professore, qual è il significato della vita?”.
Qualcuno, tra i presenti che si apprestavano a uscire, rise.
Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria.
Comprese che lo era. “Le risponderò” gli disse.
Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta.
Poi disse: “Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo.
Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio.
Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita.
Anch’io sono il frammento di uno specchio
che non conosco nella sua interezza.
Con quello che ho, però,
posso mandare la luce, la verità,
la comprensione, la conoscenza,
la bontà, la tenerezza
nei bui recessi del cuore degli uomini
e cambiare qualcosa in qualcuno.
Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto.
In questo per me sta il significato della vita”.
Emanuele Severino parla della sua filosofia, dialogo con Armando Torno, Mendrisio (Svizzera), 25 gennaio 2012, incontro organizzato dalla Associazione Mendrisio MARIO LUZI poesia del mondo
Domenico Pelini legge LA PAROLA di Vladimir Nabokov
Lettura tratta da “Una Bellezza Russa”Adelphi editore su musica di Arvo Part (Spiegel im Spiegel)
Emanuele Severino, Sul “destino” della verità
Più specifici, meno divulgativi e trasmessi con un linguaggio più complesso, questi estratti provengono dalle lezioni universitarie di Severino e propongono passi importanti della sua riflessione filosofica.
Questo brano audio è tratto dal corso “Fede, volontà, destino” tenuto da Emanuele Severino nell’anno accademico 2005-2006 al S.Raffaele di Milano. (Ed.Mimesis)
La legna e la cenere, di Emanuele Severino
Emanuele Severino: de-stino indica lo stare: lo stare assolutamente incondizionato
La parola de-stino indica lo stare: lo stare assolutamente incondizionato.
Il destino è l’apparire di ciò che non può essere in alcun modo negato, rimosso, abbattuto, ossia l’apparire della verità incontrovertibile.
… Al di là di ciò che crede di essere, l’uomo è l’apparire del destino.
in Emanuele Severino, Il mio ricordo degli eterni. Autobiografia, Rizzoli, 2011, p.46/47
Emanuele Severino, Dolore e contraddizione
Le persone si stanno sempre più rendendo conto che per sopravvivere è necessario conoscere il senso del tempo e il senso del luogo in cui ci troviamo.
Il nostro essere qui dice che un popolo per sopravvivere deve conoscere il significato fondamentale del proprio tempo. E lo deve conoscere per salvarsi, per porre rimedio al pericolo della vita.
La vita è pericolosa perché è dolorosa
….
PROGETTO E DESTINO: il «diventa ciò che sei» pindarico e la sua scomposizione nel campo psicoterapeutico, da Ai confini dello sguardo di Gabriele De Ritis
PROGETTO E DESTINO: il «diventa ciò che sei» pindarico e la sua scomposizione nel campo psicoterapeutico
Si tratta di «AIUTARE I SINGOLI A DIVENTARE QUELLO CHE SONO», facendo bene attenzione al cambiamento che subisce il ‘campo’ sul quale si esercita l’azione terapeutica, in quanto la formula da cui siamo partiti si moltiplica nelle altre formule: «DIVENTA CIÒ CHE NON SEI», «NON DIVENTARE CIÒ CHE SEI», «NON DIVENTARE CIÒ CHE NON SEI».
In questo senso, occorrerà capire bene cosa implichi il motto DIVENTA CIÒ CHE SEI. Una persona deve essere aiutata a realizzare la propria natura, più che a passare a vivere quella che a noi sembra la forma di vita migliore. Allora, tornare a vivere ‘libera-mente’ significa imparare a riconoscere e ad accettare come un dato il proprio Sé. A questo deve conformarsi la vera o pretesa libertà dell’Io. Ogni eventuale integrazione o «riparazione» del proprio nucleo originario non comporterà mai un mutamento sostanziale o un annullamento di quella parte di sé che «non piace». Su questa base teorica e metodologica l’asserto di partenza si potrà chiarire, allora, con le espressioni popolari «SII TE STESSO», «NON TRADIRE TE STESSO». La fuoriuscita dalla tossicodipendenza coinciderà, per il resto della vita della persona, con l’accettazione del proprio DESTINO.
«DIVENTA CIÒ CHE NON SEI», ovvero la possibilità del mutamento. L’esperienza ci ha insegnato che il PROGETTO supera il destino quando si avverte come possibile la trasformazione della propria vita sotto la spinta di mete ideali, per quanto esse siano arginate dal principio di realtà. L’utopia, l’esodo, la speranza non sono esiti negati dalla psicoterapia. Rispetto al «diventa ciò che sei», il «diventa ciò che non sei» non si pone come opposto che lo esclude ma come elemento complementare. Si tratta di far interagire ‘libera-mente’ i due momenti nella relazione terapeutica, orientando l’ascolto nella direzione suggerita dalle modificazioni che intervengono nel ‘campo’ e dai ‘punti di resistenza’ che affiorano.
«NON DIVENTARE CIÒ CHE SEI» o della liberazione limitata dai condizionamenti. Sia i condizionamenti naturali che i condizionamenti culturali costituiscono una determinazione che occulta una natura più originaria che non possiamo escludere di poter realizzare nel corso della nostra vita. Non saremo noi a suggerire all’utente questa meta come senz’altro desiderabile, in quanto essa si mostrerà spontaneamente e in forme imprevedibili nello spazio terapeutico. La problematicità di quest’ultimo decide sul corso che prenderanno le cose. L’altro si dislocherà ‘libera-mente’ sotto la guida accorta dell’operatore.
«NON DIVENTARE CIÒ CHE NON SEI»: fedeltà al dato originario e perseverazione nella libertà finita. Solo apparentemente siamo ritornati al primitivo «diventa ciò che sei». In realtà, il progetto (diventare) si adegua al destino (ciò che sei) con un movimento che potremmo dire centrifugo, mentre nella forma originaria il movimento è, per così dire, centripeto. Qui si ammette la possibilità di diventare «altro», pertanto di assumere forme, norme, stereotipi e modalità forniti dai modelli storici diffusi in una determinata cultura, e questa possibilità è assunta come rischio di fuga da sé, come pericolo di infedeltà al dato originario. Tuttavia questa possibilità, per quanto astratta, comporta quella libertà senza la quale ogni imperativo non avrebbe senso. Si tratta di una libertà finita, una libertà che si esercita all’interno di condizioni sia pure non del tutto necessitanti. La possibilità di essere se stessi assume valore proprio perché viene preservata questa libertà finita. L’altro oscillerà ‘libera-mente’ dentro la personale dialettica libertà-necessità.
La scomposizione in quattro momenti, a partire dalla formula di partenza, è tipica della fondamentale problematicità che dischiude dinanzi a noi il campo psicoterapeutico: solo in questo spazio di incertezza costitutiva si manifestano sia le possibilità autentiche del diventare se stessi e del non fuggire da se stessi, sia i rischi fecondi della trasformazione del dato originario e del mutamento della direzione.
Brani liberamente tratti e adattati da
MARIO TREVI, Il lavoro psicoterapeutico. Limiti e controversie, THEORIA 1993
Emanuele Severino: … di tutte le cose è necessario dire che è impossibile che non siano, cioè è necessario affermare che tutte sono eterne | da Coatesa sul Lario e dintorni. Con commento di Grazia Apisa
… la follia essenziale si esprime nella persuasione che le cose escono e ritornano nel niente. Il mortale è appunto questa volontà che le cose siano un oscillare tra l’essere e il niente.
Al di fuori della follia essenziale, di tutte le cose è necessario dire che è impossibile che non siano, cioè è necessario affermare che tutte – dalle più umili e umbratili alle più nobili e grandi – tutte sono eterne.
Tutte, e non solo un dio, privilegiato rispetto ad esse.
…
se il divenire non appare come annientamento, ma come l’entrare e l’uscire delle cose dal cerchio dell’apparire, allora l’affermazione dell’eternità del tutto stabilisce la sorte di ciò che scompare: esso continua a esistere, eterno, come un sole dopo il tramonto.
Non solo la legna fiammeggiante, le braci, la cenere, il vento che le disperde sono eterni astri dell’essere che si succedono nel cerchio dell’apparire, ma anche tutte le fasi dell’albero che
nella valle ove fresca era la fonte/e il giovane verde dei cespugli/giocava al fianco delle calme rocce/e l’etere tra i rami traluceva/e quando intorno i fiori traboccavano (Holderlin),
hanno preceduto la legna tagliata per il fuoco.
Quando gli astri dell’essere escono dal cerchio dell’apparire, il destino della verità li ha già raggiunti e impedisce loro di diventare niente.
Appunto per questo essi – tutti – possono ritornare
Emanuele Severino
in La strada. La follia e la gioia (1983), Rizzoli Bur, 2008, p. 103-104
Enunciato che sta a fondamento dell’essere stesso.
Infatti nulla si crea , nulla si distrugge , ma ciò che è continua ad essere , pur nei suoi mutamenti naturali, inerenti la sua stessa essenza.
Pertanto si deve affermare che se qualcosa è , è per sempre, è eterna.
Sconcertante, reale, vera questa asserzione, sia sul piano della realtà, sia sul piano della logica, mi affascina soprattutto per il suo aspetto poetico; in tal senso poesia viene a coincidere con l’essenza stessa ,che proprio in quanto tale è eterna.
Mi piace l’idea che hai avuto, Paolo, di scrivere questo pensiero di Emanuele Severino sulla lavagna con il segno labile del gesso…quasi a sottolineare un contrasto o una sfida tra il senso che permane ed il mezzo impermanente.
ABITATORI DEL TEMPO, edizione 2011: Kevin Mulligan, Enrico Berti, Emanuele Severino, Diego Marconi, Vittorio Possenti, Elio Franzini,Giulio Giorello, Roberto Mordacci, Laura Boella, Salvatore Natoli, Massimo Cacciari
Al via l’edizione 2011 di “Abitatori del tempo”, gli incontri con i grandi filosofi
Monza, 13 gennaio 2011. Si aprirà venerdì 21 gennaio 2011 al teatro Manzoni di Monza, con un intervento del prof. Kevin Mulligandell’Università di Ginevra, la VII edizione della rassegna “Abitatori del tempo”, il ciclo itinerante di incontri con i più grandi filosofi e pensatori contemporanei, tutti dedicati alla riflessione sull’oggi.
L’edizione 2011 della rassegna prevede 11 appuntamenti sul senso della ‘Verità’, che si terranno fino al 31 maggio in 9 Comuni della Brianza, con ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Per la prima volta la direzione scientifica della rassegna è affidata all’Università Vita-Salute del S.Raffaele di Milano, prestigioso ateneo con sede anche a Cesano Maderno. Il Preside della Facoltà di Filosofia Michele di Francesco – curatore scientifico di questa edizione – introdurrà il ciclo di incontri, che saranno moderati da Alfredo Tomasetta, del Dipartimento di Filosofia e Scienze Cognitive, già presentatore del fortunato festival letterario Parolario.
“Quest’anno apriamo gli orizzonti della nostra rassegna filosofica, che dal pensiero classico spazia ai pensatori europei contemporanei – spiega EnricoElli, Assessore provinciale alla Cultura e Beni Culturali - La collaborazione con l’Università Vita-Salute del S.Raffaele consente uno sguardo internazionale sul tema della Verità, da sempre crocevia tra riflessione filosofica, scienza, teologia ed arte. La crescita di questa importante rassegna dimostra quanto l’intuizione di Rosanna Lissoni fosse fortunata fin dall’inizio: il nostro primo pensiero e il nostro grazie oggi non può che andare a lei”.
La rassegna – che nella scorsa edizione ha registrato più di 5000 presenze – è cresciuta nel corso degli anni e coinvolge oggi i principali Atenei milanesi, oltre alle Università di Torino, Padova, Venezia e Ginevra.
Protagonisti degli incontri i maggiori pensatori ed esponenti del pensiero filosofico contemporaneo: Kevin Mulligan, Enrico Berti, Emanuele Severino, Diego Marconi, Vittorio Possenti,Elio Franzini,Giulio Giorello, Roberto Mordacci, Laura Boella, SalvatoreNatoli, Massimo Cacciari.
Spiega Michele Di Francesco, Preside della Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele e docente di Filosofia della Mente: “Quest’anno abbiamo allargato la cerchia dei pensatori coinvolti proponendo molti tra i principali filosofi italiani e aprendo anche a quelle parti della nostra riflessione che più si confrontano con il dibattito internazionale. In questo quadro si colloca anche l’incontro inaugurale, che si terrà a Monza il 21 gennaio e che vede la partecipazione del prof. Kevin Mulligan di Ginevra, uno dei più autorevoli studiosi sulla questione della verità e fondatore della Società Europea di Filosofia Analitica, il cui congresso si terrà a Milano dall’1 al 6 Settembre 2011. Il ciclo di quest’anno di “Abitatori” può essere quindi interpretato come il primo passo di un percorso che porterà ad una grande riflessione internazionale sul ruolo e le prospettive della filosofia europea.”
“Concepire la di Abitatori anche come una riflessione complessiva sulla filosofia europea, – conclude Di Francesco - significa superare gli anacronistici steccati delle varie tradizioni (analitica, continentale – ermeneutica, fenomenologica…) e aprirsi al confronto teoretico su uno dei grandi temi del pensiero contemporaneo”.
Tutti gli incontri avranno inizio alle ore 21.00 e saranno ospitati nei teatri e nelle sale dei Comuni di Monza, Arcore, Brugherio, Cesano Maderno, Giussano, Lissone, Nova Milanese, Villasanta e Vimercate.Per la prima volta – inoltre – sarà sperimentata la diretta streaming suwww.radiobinario7.it, con la possibilità per il pubblico di interagire on-line con i filosofi protagonisti.
“La fame di cultura di qualità è ormai un dato di fatto, ampiamente dimostrato anche dal successo di pubblico che hanno riscosso le iniziative più recenti – ha aggiunto Dario Allevi, Presidente della Provincia MB – Per questo non è affatto anacronistico continuare ad investire in questo settore, pur in un momento di oggettive difficoltà per gli Enti pubblici: il confronto e la riflessione sui temi più profondi sono un’occasione per fermarci a riflettere sui rapidi mutamenti della società globale e il seme irrinunciabile per una crescita culturale autentica”.
da: Monza e Brianza
Cinque anni di Abitatori del tempo
Tutte le date e i nomi delle cinque stagioni della rassegna ideatata da Rossana Lissoni
2005
28 gennaio 2005 ore 21
EMANUELE SEVERINO
Abitatori del tempo
Teatro Manzoni Monza
11 febbraio ore 21
PIERANGELO SEQUERI
Di generazioni in generazioni: accumulazioni e dispersioni dell’umano
Sala Astrolabio Villasanta
25 febbraio 2005 ore 21
UMBERTO GALIMBERTI
Vizi capitali e nuovi vizi
Teatro Manzoni Monza
11 marzo 2005 ore 21
SALVATORE NATOLI
Stare al mondo: escursioni nel tempo presente
Sala Astrolabio Villasanta
2006
18 novembre 2005
Umberto Galimberti
L’etica e la religione nell’età della tecnica
Monza Teatro Manzoni
13 gennaio 2006
Mauro Mancia
Memoria, inconscio, sogno: la psicoanalisi in dialogo con le neuroscienze
Villasanta Sala Astrolabio
20 gennaio 2006
Salvatore Natoli
Sincerità e verità
Monza Teatro Villoresi
3 febbraio 2006
Francesco Botturi
Che cosa significa “abitare” il tempo?
Riflessioni sulla religiosità dell’esistenza
Monza Teatro Villoresi
10 febbraio 2006
Edoardo Boncinelli
Le diverse vie dell’immortalità
Villasanta Sala Astrolabio
17 febbraio 2006
Giulio Giorello
Religiosi per caso, atei per scelta
Monza Teatro Villoresi
24 febbraio 2006
Stefano Moriggi
La tentazione del Bene: vizi e virtù secondo natura…
Villasanta Sala Astrolabio
3 marzo 2006
Davide Bigalli
L’Eden e il cannibale
Villasanta Sala Astrolabio
2007
12 gennaio 2007
Monza, Teatro Manzoni
L’etica del capitalismo e lo spirito della tecnica
Emanuele Severino
19 gennaio 2007
Brugherio, Teatro S.Giuseppe
La morte dell’agire e il primato del fare nell’età della tecnica
Umberto Galimberti
26 gennaio 2007
Villasanta, Teatro Astrolabio
Immagine e destino del cristianesimo nell’epoca della modernità
Ernesto Galli Della Loggia
2 febbraio 2007
Cesano Maderno, Cine-Teatro Excelsior
Identità umana e senso dei valori
Massimo Marassi
9 febbraio 2007
Monza, Teatro Villoresi
I liberalismi: individualità, individuo, individualismo
Salvatore Natoli
16 febbraio 2007
Monza, Teatro Villoresi
Equità e sviluppo: prospettive economiche
Alberto Quadrio Curzio
23 febbraio 2007
Vimercate, Spazio Capitol
Verità come merce
Giulio Giorello
2 marzo 2007
Bovisio Masciago, Palamedia
Lo sterco del diavolo e i suoi nemici
Stefano Moriggi
9 marzo 2007
Villasanta, Teatro Astrolabio
Globalizzazione e libertà economica
Fabio Sdogati
16 marzo 2007
Villasanta, Teatro Astrolabio
La grande impresa nell’età della globalizzazione
Piergiorgio Marchetti e Lorenzo Ornaghi
2008
11 gennaio, Villasanta
Emanuele Severino
La ragione, la fede
Teatro Astrolabio
18 gennaio, Monza
Massimo Marassi
Una straordinaria follia della ragione
Teatro Manzoni
25 gennaio, Brugherio
Salvatore Natoli
Follie e società: disordini morali, malattie mentali, dispositivi istituzionali
Teatro S. Giuseppe
1 febbraio, Vimercate
Umberto Galimberti
Ragione e follia
Warner Village Torri Bianche
8 febbraio, Bovisio Masciago
Fabio Minazzi
La follia della ragione e le sue astuzie
Palamedia
15 febbraio, Monza
Carlo Sini
Dove sta la ragione?
Teatro Villoresi
22 febbraio, Lissone
Edoardo Boncinelli
Le forme del male
Palazzo Terragni
29 febbraio, Nova Milanese
Stefano Moriggi
Folli e filosofi, via sulle navi!
Auditorium Comunale
7 marzo, Arcore
Giulio Giorello
Mad Doctor. Scienza, follia e fumetto
Cinema Teatro Nuovo
14 marzo, Cesano Maderno
Massimo Donà
Le ragioni della follia
Excelsior Cinema&Teatro
2009
9 gennaio 2009
IL PROBLEMA DELLA LIBERTÀ
Emanuele Severino
Monza – Teatro Manzoni
16 gennaio 2009
UNA LIBERTÀ FINITA
Massimo Marassi
Nova Milanese,- Auditorium comunale
22 gennaio 2009
OLTRE LA LIBERTÀ
Carlo Sini
Villasanta – Teatro Astrolabio
30 gennaio 2009
ONTOLOGIA DELLA LIBERTÀ
Gianni Vattimo
Bovisio Masciago – Palamedia
6 febbraio 2009
LIBERTÀ E DESTINO
Vittorio Possenti
Monza – Teatro Manzoni
13 febbraio 2009
LA LIBERTÀ E I SUOI PARADOSSI
Giulio Giorello
Cesano Maderno – Excelsior
16 febbraio 2009
PERCHÉ L’IMPERATIVO CATEGORICO PARLA IN SECONDA PERSONA
Vincenzo Vitiello
Brugherio – Teatro San Giuseppe
20 febbraio 2009
INCATENATI ALLA LIBERTÀ
Edoardo Boncinelli
Arcore – Teatro Nuovo
27 febbraio 2009
L’ ILLUSIONE DELLA LIBERTÀ
Umberto Galimberti
Villasanta – Teatro Astrolabio
6 marzo 2009
UN “CATTIVO PENSIERO” SULLA LIBERTÀ E IL SUO SPAZIO
Stefano Moriggi
Lissone – Palazzo Terragni
13 marzo 2009
AUTODETERMINAZIONE: VINCOLI E SCELTE
Salvatore Natoli
Vimercate – Omnicomprensivo
23 marzo 2009
LIBERTÀ ECONOMICA ED EMOTIVITÀ
Matteo Motterlini
Monza – Teatro Manzoni
2010
Abitatori del tempo 2010
La VI edizione di Abitatori del tempo si interroga e si confronta con ”Il senso della vita, la complessità della condizione umana, nelle riflessioni, nei problemi posti da filosofia, teologia, arte e scienze”. Un argomento complesso, articolato e dalle numerose sfaccettature, che prenderà forma attraverso le riflessioni dei più grandi intellettuali contemporanei.
Monza, 15 gennaio 2010, ore 21
Teatro Manzoni
EMANUELE SEVERINO
Le vite, la vita
Nova Milanese, 25 gennaio, ore 21
Auditorium, piazza Gio.I.A.
GIUSEPPE RIZZARDI
La domanda di senso dell’esistere e la religione cristiana
Monza, 5 febbraio 2010, ore 21
Teatro Manzoni
MASSIMO MARASSI
Ciò che resta del tempo
Cesano Maderno, 12 febbraio 2010, 0re 21
Cineteatro Excelsior, Via San Carlo, 20
VINCENZO VITIELLO
Testimoniare
Villasanta, 19 febbraio 2010, 0re 21
Teatro Astrolabio, Via Mameli 8
GIULIO GIORELLO
Il senso del peccato
Arcore, 26 febbraio 2010, 0re 21
Teatro Nuovo, Via San Gregorio 25
SALVATORE NATOLI
Stare al mondo. Generati dal caso, orientati al senso
Giussano, 5 marzo 2010, ore 21
Sala Consiliare, Piazzale Aldo Moro 1
STEFANO SERRA CAPIZZANO
Il senso della vita nella costruzione e nell’indagine scientifica
Brugherio, 15 marzo 2010, ore 21
Teatro S. Giuseppe, Via Italia 76
EDOARDO BONCINELLI
“Perché ci chiediamo se la vita ha un senso?”
Vimercate, 19 marzo 2010, ore 21
Sala Omnicomprensivo, via Adda 6
CARLO SINI
Senso e significato della vita in una prospettiva filosofica
Lissone, 26 marzo 2010, ore 21
Palazzo Terragni, Piazza Libertà
ELIO FRANZINI
Il simbolo e la vita delle forme
Destino, in Emanuele Severino La follia dell’angelo
Nei miei scritti ‘destino’ significa ciò che sta (de-stino) già da sempre manifesto, e nella cui luce già da sempre l’uomo si trova. Il destino si mantiene libero dalla dominazione dell’Occidente.[...]
Il destino vede che ogni essente è ed è impossibile che non sia. Vede che ogni essente è eterno: ogni istante e il contenuto determinato di ogni istante, ogni cosa, situazione, aspetto, forma, sfumatura, relazione, sostanza, ogni materia e ogni pensiero, ogni gesto, ogni verità e ogni errore, e la stessa Follia estrema dell’Occidente, ogni gioia e dolore, e la presenza stessa, l’apparire, il manifestarsi di tutti gli essenti. Ogni essente è eterno: non come è eterno Dio, rispetto alla non eternità delle cose divenienti del mondo; e nemmeno come è eterna la potenza della verità assoluta che domina il divenire delle cose.
L’eterno non è la potenza sovrastante del padrone; perché tutto è eterno. Non vi sono servi; non c’è nemmeno un padrone.
Il destino vede infatti che pensare che l’essente esce e ritorna nel niente, significa pensare che l’essente è niente. Il destino pensa l’impossibilità che l’essente sia niente. Questo stesso pensiero, che pensa l’eternità di tutte le cose, è eterno. Circonda la storia della Follia dell’Occidente e dei mortali, come il cielo circonda tutti coloro che non lo guardano. Nella nostra essenza più profonda noi siamo il cielo.
(da La Follia dell’Angelo, pp. 85-86, Rizzoli
viaE. Severino.
Emanuele Severino, La storia, l’aldilà, il destino
Emanuele Severino
La storia, l’aldilà, il destino
Cofanetto contenente 7 DVD
1.560 minuti
Grande filosofo italiano dal pensiero complesso e sorprendente, Emanuele Severino è nato il 26 febbraio 1929 a Brescia. Laureatosi a Pavia nel 1950 con un altro grande teorico del pensiero italiano, Gustavo Bontadini, scrisse una tesi che già delinea in modo essenziale il campo dei sui interessi. Titolo: “Heidegger e la metafisica”. Ora Severino non solo ha vinto numerosi premi (Premio Tevere, Guidorella, Columbus), ma è anche Medaglia d’oro della Repubblica per i Benemeriti della Cultura. Da svariati anni, inoltre, è collaboratore del Corriere della Sera. E’ Stato docente all’Università cattolica del Sacro cuore di Milano, all’Università Ca’ Foscari di Venezia, all’Universit Vita-Salute San Raffaele di Milano.
La parola “destino”, che nel titolo compare per ultima, dovrebbe stare all’inizio. Il suo senso stabilisce infatti il senso delle altre due. Le restituisce alla sua stabilità. Stabile è ciò che non può essere negato. Che cosa c’è di innegabile in ciò che diciamo “storia” e “aldilà”? E d’altra parte, sia la “storia”, sia l’ “aldilà” non sono forse interpretazioni e quindi qualcosa di negabile? Propriamente, l’intento di questi incontri riguarda il destino della “storia” e dell’ “aldilà”.
Riguarda quindi, innanzitutto, il senso autentico del destino – il suo differire da ogni forma di sapere e di agire di cui noi abbiamo notizia, e quindi il suo stare nell’ “inconscio” più profondo dell’uomo.
Eppure è nello sguardo del destino che la storia mostra la propria destinazione alla civiltà della tecnica e l’aldilà mostra di essere il destino stesso, cioè la stessa essenza più profonda dell’uomo
Filosofia e tragedia – Letture
Letture:
Sergio Givone, Oltre il cristianesimo secolarizzato, pp.109-121 di Filosofia ’86 (a cura di Gianni Vattimo), Laterza 1987 – sul rapporto tra cristianesimo e tragedia.
Sergio Givone, Il pensiero tragico (1996)
Sergio Givone, Tragedia e modernità (1999)
Pier Aldo Rovatti, L’esistenza tragica (2000)
Dario Del Corno, La tragedia greca (2000)
Dario Del Corno, Mito e teatro nel rito tragico (1999)
Carlo Galli, Legge e coscienza morale (1999)
Carlo Galli, Il principio di responsabilità (2000)
Fausto Petrella, Capaci di intendere e di volere (2000)
Sergio Givone, Il libero arbitrio (2000)
Sergio Givone, Le forme del male (1998)
Sergio Givone, Che cos’è il male? (1998)
“La responsabilità personale sotto la dittatura” di Hannah Arendt indica chiaramente il più grande “no” che occorre pronunciare. Le nazioni non ne sono capaci. Per questo, abbiamo avuto le tragedie dei totalitarismi di destra e di sinistra. E’ tragedia il consenso dato senza che nemmeno venisse richiesto. Un tempo credevo che solo i popoli sono morali, gli individui mai. Ora penso che c’è salvezza solo se i singoli dicono tanti “no”.
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