A volte mi sono ritrovata a dirmi, in certi particolari frangenti, davvero ci sono gli angeli con noi in mezzo … di Laura di Firenze

Perduti angeli
poi ritrovati..angeli
ci sono sempre

Laura di Firenze, 25 giugno 2001

l’angelo con tutta la sua sfera attinente in termini di simbolicità, di mistero spirituale, di metafora sull’essenza coadiuvante è anche una grande risorsa ad esempio quale spunto per appropriarci di una consapevolezza frutto anche di una intuitività che riguarda il nostro stesso essere “usati” come angeli, come canali energetici a cui l’esistenza tutta possa fare ricorso, quante volte veniamo aiutati da qualcuno che agisce da angelo ma che è in carne e ossa come noi e pure noi talvolta siamo stati artefici di aiuto a qualcun altro, un aiuto beninteso gratuito imprevisto sganciato da ogni logica di tornaconto ma generoso e immediato con quella bellezza insita nel tratto umano. A volte mi sono ritrovata a dirmi, in certi particolari frangenti, davvero ci sono gli angeli con noi in mezzo a noi e sto riferendomi ad altri esseri umani (non dico in questo caso di tutte quelle altre suggestioni che hanno a che fare con qualcosa che non ti spieghi e che una parte di te vorrebbe considerare legata in qualche modo a qualcosa di speciale fuori delle cose visibili e raziocinanti)sarà successo anche a voi? e dentro senti un senso di pienezza, è come venire a contatto a livello di coscienza con la realtà di essere tutti noi come nodi di una tessitura dove l’unicità del nostro esserci ha il suo posto nella trama assoluta, quando accade di sentire cioè in maniera intuitiva semplice e non altisonante che tutti siamo in un tutto, in una logica di coerenza esistenziale e di
ricerca di significazione che va a calmierare anche le nostre ansie ed angosce rispetto all’ineluttabilità della finitezza.

Laura di Firenze, 31 ottobre 2010

7 pensieri riguardo “A volte mi sono ritrovata a dirmi, in certi particolari frangenti, davvero ci sono gli angeli con noi in mezzo … di Laura di Firenze

  1. Essere presenza per l’altro, captare il pensiero di chi non riesce ad esprimerlo,farsi voce per l’altro ,essere sintonici con il dolore dell’altro in momenti senza speranza,accompagnarlo ,liberarlo :noi talvolta ,noi umani possiamo tentare almeno di farlo,di percepire ed esserci,far sentire la presenza nostra lì ,pronta, disponibile ad accoglierlo.Gli Angeli di Wim Wenders non possono farlo.
    A volte basta soltanto una domanda.Qualche anno fa,in via XX Settembre, mentre osservavo oggetti esposti in una vetrina ,(mi trovavo alla fine di un pre-ingresso a V rovesciata) un uomo brandendo un ombrello e imprecando in dialetto francese in procinto di colpirmi,arretrò e scoppiò a piangere,quando voltandomi e andandogli incontro, gli chiesi con autentico trasporto “Cosa ti è successo”…

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  2. per analogia ho rammentato un episodio che mi vide agire con subitanea lucidità e una spontanea lettura empatica nei confronti di un malavitoso che brandendo un coltello nella storica focacceria san francesco di palermo si mise a minacciare il venditore che poco prima aveva osato allontanare suo figlio(peraltro un piccolo delinquente molesto ) fu un momento di panicolo ma lo affrontai dicendogli con fermezza ” perché se la prende per una cosa del genere, lei è fortunato ad avere un figlio pensi che io non posso dire altrettanto” non so come e perché mi venne quell’uscita ma fu un’intuizione giusta che sortì un effetto catartico, il malavitoso mise via il coltello e la rabbia sfumò in commozione nel raccontarmi dei suoi problemi, della moglie morta che era stata a lungo malata e di quel figlio così tanto vivace!

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  3. rispetto ai vostri vissuti e visioni, io – dopo l’11 settembre 2001 – ritengo che c’è un nemico irriducibile che vuole la mia morte e con costoro non c’è reazione assertiva o conciliatoria o intersoggettiva che tenga
    spero solo sia una fase storica
    emanuele severino prevede che l’islamismo sarà inghiottito dal dominio della tecnica come tutte le religioni
    tuttavia in questa epoca storica, in questo ventennio prossimo venturo occorrerà bene provare a sopravvivere
    paolo ferrario
    un caro saluto
    paolo

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  4. Caro Paolo,
    interessante la replica di Laura.
    Per quanto scrivi tu,Paolo,credo che ci sarebbe bisogno di molto più di un commento…
    Ma avremo altre occasioni.Abbracci
    Grazia

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  5. certamente, grazia
    è un tema sul quale sono estremamente sensibile
    oggi è la giornata in cui una cinquantina di cristiani in irak sono stati trucidati
    e il pogrom dei cristiani nei paesi islamici dura da vent’anni. ma anche in india
    l’intersoggettività oggi si ferma al confine di quella religione. e non parlo di “religioni”. ma solo e soltanto di quella religione
    sul mio paolodel1948 sto raccogliendo tutta la necessaria analisi storica che si deve fare di questa sanguinosa transizione che durerà fino a quando la “tendenza fondamentale del nostro tempo” di cui ha parlato ventidue anni fa emanuele severino ingloberà anche questi rimasugli di premedioevo
    un caro saluto. del caro saluto c’è certezza
    paolo ferrario

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