Massimo Cacciari, “Nel tempo del manuale universale della scrittura chi scriverà lo farà introiettando una prospettiva di uguaglianza, utilizzando un linguaggio il più possibile globale: questo avviene già in ambito scientifico e accadrà anche in quello filosofico. La langue tende a diventare unica e questo influirà sui contenuti”

ora abbiamo a disposizione uno schermo che può racchiudere tutto il sapere universale. E’ un sistema totalizzante: se in mano ho una biblioteca universale il resto è niente>>. La conseguenza di questo manuale finale è che il sapere diventa immediatamente disponibile. Accessibilità immediata alla totalità del sapere grazie a uno strumento. <<A questo punto però il sapere va a rientrare nella realtà virtuale, dove tutto è artificio e finzione. Le differenze si assottigliano e le diverse tematiche e argomenti diventano uguali. Così libri diversi appariranno indifferenti nella realtà virtuale dove vengono assorbiti>>. Ma è un processo democratico? Un percorso che ha a che fare con il nostro destino? Cacciari è piuttosto critico su questo punto: <<Questa della digitalizzazione del sapere è una prospettiva che molti stanno inseguendo in maniera strategica – precisa il filosofo –  si pensi all’operazione che Google ha in mente. Ma non solo, si pensi alla Cina, che vuole mettere disponibili gratuitamente online migliaia di volumi. Queste sono operazione che genereranno enormi problemi nell’editoria>>. E non solo, sembra di capire. Le conseguenze sono  anche per chi scriverà e chi leggerà. Nel tempo del manuale universale della scrittura chi scriverà lo farà introiettando una prospettiva di uguaglianza, utilizzando un linguaggio il più possibile globale: questo avviene già in ambito scientifico e accadrà anche in quello filosofico. La langue tende a diventare unica e questo influirà sui contenuti: pensare Leopardi in inglese è diverso dal farlo in italiano. Permarranno parole che caratterizzano diversi ambiti culturali ma la lingua sarà la stessa. Il lettore invece sarà limitato a poter navigare nella breve carta ma perderà il privilegio della ricerca: sfogliare i libri, andare in biblioteca, discutere davanti a un caffè. Percorre un cammino, ricavare dell’esperienza diversa rispetto al mero contenuto del libro sono connotati che tendono ad essere sostituiti dal navigare in rete.

<<Di certo non c’è da stupirsi – dice, sollevando un sopracciglio – il libro è l’ultimo prodotto dell’eliminazione della cultura orale. Con il libro permaneva tuttavia un rapporto corporale: il libro ha una fisicità, un odore, dei caratteri che lo distinguono e lo rendono unico, sempre. La cultura della digitalizzazione elimina anche questo: la nostra cultura tende ora verso la desomatizzazione>>.

tutto il Post qui  Scuola di scrittura Omero Sezione Rivista Omero.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...