5 pensieri riguardo “I nemici di Giovanni Gentile – Rai Storia

  1. —–
    ricevo e pubblico come mio promemoria storico. grazie a Gian Carlo Calidori
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    ho visto il suo “mi piace” sul video-rai “Gentile e i suoi nemici” da recentemente ‘postato’ nella pagina dove si parla del libro di Gentile pubblicato da Bompiani. Come lei sa, un libro analogo è stato pubblicato, qualche decennio fa, orami, da Garzanti, a cura di Eugenio Garin.
    Il tema che pongo io è quello dell’impossibilità di definire Gentile non-fascista. E su questo Severino sbaglia. Ed è lo stesso Severino che, dialogando con Biagio de Giovanni, parla di ‘historia rerum gestarum’ e di ‘res gestae’, come elementi costitutivi.
    Le ‘res gestae’ di Gentile sono fasciste, tutte: dall’adesione fin dalla prima ora, al delitto Matteotti, che segna la fine dello Stato di Diritto e, con la nascita dei Tribunali Speciali, l’inizio dello Stato Etico; dall’imposizione del giuramento imposto ai professori universitari (solo 12 si rifiutarono di farlo), alla firma sulle Leggi Razziali.
    Il fatto che Gentile abbia aiutato Eugenio Colorni (ebreo-italiano-antifascista) a passare dal confino di Ventotene a quello di Melfi, non “scolora” la firma di Gentile alle Leggi Razziali.
    Il fatto che Gentile abbia aperto le porte dell’Enciclopedia Italiana a intellettuali antifascisti, fu solo una scelta – per lui obbligata – di realismo politico. E questo lo spiega bene Gennaro Sasso, nel video-rai che ho ‘postato’.
    Colorni, dunque, è Maesto Vero. Come è Maestro Vero Leone Ginzburg, che viene ucciso – con le torture – dai tedeschi a Regina Coeli. Prima di morire, Ginzburg incontra, in un corridoio del carcere, Sandro Pertini, e gli dice poche parole che, ancora oggi, hanno qualcosa da insegnarci. Dice Ginzburg a Pertini: in futuro non dovremo avere in odio i tedeschi. Ed è sulla base di questo insegnamento che, oggi, possiamo leggere Heidegger, anche. Ma ricirdiamo che Heid. esprime il proprio antisemitismo solo nei “Quaderni neri”. Gentile, al contrario, il proprio antisemitismo lo fa passare dalla “potenza” all’ “atto”. Fossoli, con accanto il poligono di tiro di Carpi, e la Risiera di San Saba stanno in Italia. Il “16 ottobre” è stato anche un piccolo grande libro di Giacomo Debenedetti, che descriveva, però quello che i fascisti hanno fatto – con gli atti – nel ghetto di Roma. Dunque, leggiamo pure Gentile, ma ricordiamo che lui fu fascista convinto fino alla fine. Le parole di Severino, tese a dimostrare un presunto a-fascismo o non-fascismo di Gentile, sono parole da “pensiero debole”.
    Per favore, non facciamo confusione tra Brescia e Torino. Ma, soprattutto, evitiamo di pensare che quello di Severino sia – sempre e comunque – “il pensiero filosofico che si esprime per mezzo degli scritti di Emanuele Severino”. Poiché è lo stesso Severino che ricorda sempre di essere – lui, anche, un “soggetto empirico” – ricordiamolo anche noi, lettori di Severino. Con osservanza, Gian Carlo Calidori

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  2. Caro Paolo aggiungo qualche pensiero a “difesa” di ciò che ha detto il prof.Severino.
    Soggetto empirico dunque il prof. Severino (in errore sulla valutazione del fascista Gentile mentre non lo è il pensiero che si esprime attraverso i suoi scritti) e dunque soggetto empirico fu anche Giovanni Gentile. Crediamo sempre di essere noi i padroni dei nostri pensieri e non sospettiamo che invece ad essi apparteniamo (e mi sembra che su questo si concordi in prima battuta). L’attualismo gentiliano non è quindi Giovanni Gentile. I più grandi pensieri possono essere portati anche da persone “moralmente” discutibili ma ciò non li rende meno grandi. Paradossalmente una figura come Gandi ha innovato meno del pensiero gentiliano per quanto indiscutibile la santità della sua persona. Non con questo si vuole giustificare la condotta dei singoli e quindi dire che Gentile non fu fascista (e neanche Severino mi sembra lo affermi, le foglie sono secche si ma sono attaccate all’albero pur rimanendo secche o marcie), e perciò non meritevole di condanna (personalmente ho dentro di me, anche biograficamente, i geni antifascisti ma non per questo posso negare la grandezza del pensiero gentiliano). Se da domani (dio ci scampi) sapessimo che al professore Severino fosse imputato qualche reato anche dei più ripugnanti non per questo l’importanza delle sue opere verrebbe meno (parlandoci esse di altro della vita del soggetto empirico Severino). E che dire allora dei più grandi filosofi dell’antica Grecia che a quanto pare erano per la maggior parte anche dei pederasti, ma non per questo la grandezza dei loro pensieri è venute meno. Severino (assolutamente frainteso purtroppo anche dalla studiosa del video) si rammarica solamente del fatto che Gentile aderendo al fascismo non si sia accorto che i propri comportamenti erano incongruenti con ciò che mostrava il suo pensiero (la gerarchia fascista è uno degli immutabili che non può imbrigliare il divenire, come anche la storia ha dimostrato allora e più tardi con il crollo dell’Unione Sovietica). Gentile era fascista (e non solo) ma l’attualismo gentiliano era oltre il fascismo (e fondamentalmente incompatibile ad esso) e forse per questo era scomodo a molti all’interno dello stesso apparato statale fascista.
    Ciao
    Gabriele

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  3. grazie , gabriele, per queste tue argomentazioni. non ho la tua competenza filosofica e sono solo un lettore. ma credo che il problema ci sia anche quando si legge louis ferdinand celine. e penso anche alle riletture da parte di massimo cacciari di heidegger o di carl schmitt. certo è difficile distinguere. una cosa è certa: aspettare sotto un portone un professore di certo non armato e ucciderlo testimonia quella cultura dell’odio che poi si è protratta nel tempo arrivando fino ad oggi. saluti cari

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  4. caro Paolo sei sempre molto gentile nei miei confronti ma purtroppo non posseggo le competenze che presumi! al contrario mi sento sempre in difetto a parlare con persone con una cultura vasta come la tua. “Folgorato” purtroppo da Severino nel poco tempo a disposizione ho deciso di leggere quasi esclusivamente i suoi scritti. So che è un errore imperdonabile ma purtroppo una cernita andava fatta. Una lacuna che spero di ridurre nel “tempo che resta”. salutoni Gabriele

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    1. caro gabriele, siamo in due ad essere stati “folgorati” da Emanuele Severino. E pure mia moglie Luciana, che è molto meno passionale di me, è (un po’) folgorata. il suo è un pensiero necessario per vivere il tempo della tecnica e per dare senso ado ogni passo del cammino. ciao

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