Michel Onfray, testi filosofici in tempi di pandemia da coronavirus

Quali testi filosofici consiglia di leggere in questo periodo?
«In Saggezza: saper vivere ai piedi di un vulcano (uscito per Ponte alle Grazie nell’autunno 2019, ndr.) ho scritto un elogio della filosofia romana contrapposta a quella greca.

I greci amavano i concetti e le Idee con la i maiuscola, la purezza ideale e i voli metafisici. Facevano una filosofia per filosofi.

I romani si prendevano gioco della metafisica o dell’ontologia, detestavano la sofistica e la retorica, occasioni per sciorinare la propria scienza e sedurre gli interlocutori.

Hanno insegnato non tramite trattati incomprensibili ma con gli esempi concreti che si trovano presso storici o annalisti: Aulo Gellio, Valerio Massimo, Tacito, Tito Livio, Svetonio raccontano l’amore, l’amicizia, il senso dell’onore descrivendo i casi di persone che si sono amate di un amore profondo o di un’amicizia, che hanno incarnato il senso dell’onore, la fedeltà, il comportamento da tenere dinanzi alla malattia, la sofferenza, la vecchiaia, la morte».

Ebbene, tra i filosofi romani, quali secondo lei vanno riscoperti?

«Plutarco, Gaio Musonio Rufo, Seneca, Lucrezio, Epitteto, Marco Aurelio, Cicerone. Che in realtà sono tutti utili in ogni tempo, coronavirus o meno».

da Il filosofo Onfray: nell’isolamento più lotta di classe – La Stampa – Ultime notizie di cronaca e news dall’Italia e dal mondo

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