Brian Dillon, Inseguendo eclissi. il piacere inafferrabile di una frase, traduzione di Andrea Sirotti, Il Saggiatore

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Guidato dal suo «istinto per il particolare», per circa venticinque anni Brian Dillon ha trascritto nei suoi taccuini frasi di qualsiasi libro leggesse. Andava «a caccia di eclissi: quei momenti di lettura in cui la luce cambia, una lucentezza più scura prende il sopravvento, le cose (le parole) sembrano farsi di colpo opache, anche nella più semplice tra le frasi, e ti accorgi di dover guardare due volte, o più di due volte».

In Inseguendo eclissi Dillon raccoglie una selezione di quelle frasi e a ciascuna dedica uno scritto, un’indagine di stili, voci, vite, inevitabilmente intrecciata con la propria visione di lettore. Racconta lo stupore di fronte a una frase di Virginia Woolf che all’improvviso vira verso una conclusione grammaticalmente sbagliata; la meraviglia davanti agli «O, o, o, o» che Shakespeare ha fatto pronunciare ad Amleto, Otello e Lady Macbeth, racchiudendo il mondo in una serie di vocali; o ancora di come Vogue divenne la fucina della scrittura di Joan Didion.

Da William Shakespeare a Joan Didion, Brian Dillon porta alla luce ventisette frasi della letteratura di ogni tempo. Non necessariamente le migliori; né, tantomeno, le più celebri. La sua è una ricerca tutta personale, alla scoperta di che cosa significhi fare letteratura e che cosa, viceversa, esserne posseduti.

«Inseguendo eclissi è un manifesto sulle potenzialità della lettura.»  Olivia Laing

«Brian Dillon è uno dei veri tesori della letteratura contemporanea – un critico e saggista di stile e sensibilità senza pari – e Inseguendo eclissi è un libro che solo lui avrebbe potuto scrivere. Leggerlo ha rinvigorito in me il senso stesso della scrittura.» Mark O’Connell

Traduzione di Andrea Sirotti


Brian Dillon (1969) insegna Critical Writing al Royal College of Art di Londra ed è editor della rivista Cabinet. Scrive abitualmente per The GuardianLondon Review of BooksThe Times Literary SupplementArtforum e Frieze. Tra i suoi libri ricordiamo In the Dark Room (2005), con cui ha vinto l’Irish Book Award, Ruins (2011), Sanctuary (2011) e Objects in This Mirror (2014).

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