EMANUELE SEVERINO, Ripensare l’Europa, da Scenari / Mimesis edizioni

…. L’Europa è altresì destinata ad abbandonare le proprie radici cristiane, in quanto destinata ad abbandonare la “tradizione”. Per capire questo punto è necessario chiarire in cosa consista la tradizione e in che senso il Cristianesimo le appartenga essenzialmente. Per spiegarlo, bisogna ripartire dal concetto di niente evocato dai Greci. Evocando il niente, cioè la variazione del mondo come un uscire e un ritornare nel niente, i Greci evocano l’angoscia estrema. Sarebbe un errore attribuire all’esistenzialismo, a Kierkegaard o Heidegger, il concetto di angoscia per il nulla: sono i Greci ad evocare per primi il “mostro”, la nullità delle cose, per poi, come l’apprendista stregone, restare terrorizzati di fronte a ciò che essi stessi hanno evocato: la variazione del mondo come intrisa di nulla è uno spettacolo che scatena l’angoscia. La parola aristotelica thauma non va tradotta come «meraviglia» e «stupore», ma come «angoscia», «meraviglia angosciata», «terrore». Un terrore che deriva dalla nuova consapevolezza che la variazione delle cose è il loro morire e che l’istante appena trascorso è ormai nulla. L’uomo comincia a pensare la morte come annientamento, come un andare nel nulla, non più come a un viaggio da cui si può ritornare. Si tratta di una concezione essenzialmente diversa da quella precedente. La tradizione che inizia con i Greci e arriva fino a Hegel, di fronte al pericolo estremo costituito dall’annientamento della vita, evoca un rimedio che nella sua configurazione più visibile e più nota viene chiamato «Dio», il «Sacro», l’«Eterno», l’«Immutabile», che protegge […]

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L’autentica filosofia dell’Occidente, nella sua essenza e nel suo più rigoroso e potente sviluppo, è la filosofia di Leopardi, Emanuele Severino, “Il nulla e la poesia. Alla fine dell’età della tecnica: Leopardi, BUR, pp. 7-24

“Se la civiltà occidentale vuol essere coerente alla propria essenza, deve riconoscere che la propria filosofia è la filosofia di Leopardi. L’autentica filosofia dell’Occidente, nella sua essenza e nel suo più rigoroso e potente sviluppo, è la filosofia di Leopardi. […] Raramente il pensiero occidentale si porta ad una trasparenza eguagliabile a quella che si manifesta attraverso il linguaggio di Leopardi. Si tratta della trasparenza del linguaggio che esprime ciò che per l’Occidente è l’evidenza suprema: l’esistenza del divenire, cioè dello scaturire dal nulla e del ritornarvi, da parte delle cose esistenti. Questa trasparenza estrema mostra la grandezza estrema del pensiero di Leopardi e, insieme, la fedeltà estrema di questo pensiero all’essenza dell’Occidente.” [E. Severino, “Il nulla e la poesia. Alla fine dell’età della tecnica: Leopardi, BUR, pp. 7-24]

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Domandiamo a Gesù se a Cesare — cioè allo Stato — si possa dare qualcosa che sia contro Dio. Risponderebbe di no!, da Emanuele Severino, SE CESARE NON E’ DALLA PARTE DI DIO, in Corriere della Sera 25 settembre 2013

Domandiamo a Gesù se a Cesare — cioè allo Stato — si possa dare qualcosa che sia contro Dio. Risponderebbe di no! Assolutamente no! Ciò significa che le leggi dello Stato non potranno essere contro le leggi di Dio, del Dio di Gesù, della cui verità oggi la Chiesa si ritiene depositaria. Domandiamogli ancora se allo Stato si possono dare leggi neutrali, che cioè consentano ai cittadini sia di agire contro Dio, sia di non essergli contrari. Ancora una volta Gesù risponderebbe di no, e altrettanto risolutamente: si renderebbe lo Stato libero da Dio; si lascerebbe ai cittadini la libertà di vivere contro Dio. Con la prima risposta lo Stato sarebbe costretto a essere uno Stato cristiano (anzi cattolico); con la seconda lo si lascerebbe libero di non esserlo. Ma anche questa libertà è un modo di essere contro Dio. Quindi per Gesù le leggi dello Stato debbono essere cristiane (e cattoliche). … L’estremismo islamico che massacra i cristiani non è forse la conseguenza ultima della convinzione che nella società non si debba consentire ciò che — come le altre fedi — è contro il Dio in cui si crede? E viceversa, nel fanatismo degli amici di Cesare (vedi rivoluzioni francese e bolscevica) non si massacrano i credenti in nome del principio che non si debba dare al loro Dio ciò che è contro Cesare? qui tutto l’articolo di Emanuele Severino: severino-se cesare non è dalla parte di dio .Pdf

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Emanuele Severino, intervista a Lettera 43. Nessuno dà la giusta attenzione a ciò che sta succedendo veramente: La distruzione non solo del capitalismo, ma di tutte le ideologie del nostro tempo

… Da tempo si dà per scontato, ormai anche a sinistra, che l’unico tipo di organizzazione sociale sia quella capitalista.D. Marx si starà rivoltando nella tomba… R. Oggi la sinistra italiana si vanta di ispirarsi al modello democratico americano. Nessuno dà la giusta attenzione a ciò che sta succedendo veramente.D. Cioè? R. La distruzione non solo del capitalismo, ma di tutte le […]

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Emanuele Severino: “il tempo che stiamo vivendo, non è un tempo fatto di semplice scetticismo. Esso è fondazione dell’impossibilità di un Ordinamento Assoluto quale è appunto quello proposto dal passato” – a cura di Gianfranco Cordì, in Filosofia.it

Quando si parla di ateismo ci sono parecchi atteggiamenti ateisti che bisogna considerare. Dall’ateismo “di strada” su su salendo fino a forme sempre più rigorose di ateismo. Oggi, i popoli Occidentali prevalentemente, si stanno allontanando da Dio. E in maniera anche massiccia. Ma questo atteggiamento – facciamo attenzione – può essere altrettanto dogmatico dell’atteggiamento opposto: di tutti coloro che vogliono rimanere fedeli a Dio. Esiste una piramide. Dall’ateismo di strada a salire passando per atteggiamenti e modi di comportamento nei quali viene manifestata una crescente forza di negazione della tradizione, del passato. Ed è certamente diversa la negazione di strada del divino dalla negazioneincontrovertibile del divino. Il vertice della piramide per me è costituito dallafilosofia degli ultimi due secoli. Sicché l’autentico nemico dell’Islam non è l’Occidente ma è appunto l’ateismo stesso. E non l’ateismo nella sua forma diffusa (attraverso i vari strati della piramide). Ma quell’atteggiamento che mostra (in sé stesso) l’impossibilità di qualsiasi adesione al passato. Il nostro tempo, il tempo che stiamo vivendo, non è un tempo fatto di semplice scetticismo. Esso è fondazione dell’impossibilità di un Ordinamento Assoluto quale è appunto quello proposto dal passato.  da L’umanità della tecnica è la morte dell’uomo – Filosofia.it.

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EMANUELE SEVERINO sulla struttura e l’identità dell’ OCCIDENTE, lezione magistrale, Pistoia, 28 maggio 2010. Audio e Video

Severino parla del mito come rimedio contro la morte e il dolore, e della nascita dell’Occidente. Tale nascita è la critica più radicale al mito ed è insieme l’evocazione della forma inaudita del rimedio contro la morte e il dolore. Il filosofo si rivolge alla tradizione dell’Occidente (ovvero lo sviluppo di quel rimedio che da ultimo culmina in Dio), che è destinata a tramontare nella critica ad essa rivolta dalla modernità. Modernità in cui pensiero filosofico si unisce all’apparato tecno-scientifico su cui si regge il mondo, e che costituisce oggi l’autentica forma di globalizzazione, poiché la tecnica è il perseguimento della crescita indefinita della propria potenza. L’incontro intende gettare anche uno sguardo oltre il senso occidentale e planetario dell’identità, una riflessione sull’esser “cosa” e sull’identità dell’Occidente.   qui l’Audio in formato Mp3:  Emanuele Severino, Identità occidentale. Mp3   VIDEO (dal sito di Pistoia)   VIDEO  della lezione su youtube sull’identità dell’Occidente qui una raccolta di post in tema di Identità dell’Occidente  

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