prove di scrittura autobiografica: Paolo Ferrario, LA BIOLOGICA, 2015

Enrico si fermò ansimante a considerare i gradini mancanti all’arrivo a casa. “Li hanno proprio messi giù in qualche modo. Prima, almeno, erano tutti della stessa altezza e si faceva meno fatica”. Paolo e L., qualche gradino più su, sorrisero annuendo. Era il tempo in cui l’aria profumava di gelsomino e lavanda. Le case abbarbicate sul sentiero di sasso mostravano finalmente le persiane spalancate: anche quell’anno i tre uomini e le rispettive mogli erano arrivati a trascorrere il tempo estivo nella residenza di campagna. Coatesa bassa è una piccola frazione a ridosso del lago e raggiungibile unicamente attraverso la lunga gradinata di pietra che, simile a una cicatrice verticale, divide la montagna in due minuscole frazioni. Il fatto di non essere percorribile da auto e di animarsi solo nei mesi caldi, rende Coatesa bassa un luogo fuori dal tempo, un borgo reso interessante soprattutto per l’antico ponte di pietra che si specchia nel lago e da cui è visibile il salto della cascata. Pochi ormai i nativi del luogo e pochi, del resto, anche i suoi abitatori che da generazioni si tramandano l’uso delle dimore. A Coatesa gli argomenti di discussione sono quasi sempre centrati sull’avanzamento della modernità, ad esclusione ovviamente delle usuali banalità meteorologiche, delle gare sulla produzione di pomodori, degli aggiornamenti sui pettegolezzi delle vicende umane che costringono alla vendita dei campi, dei boschi o addirittura delle case stesse. L’arrivo del metano, per esempio, è stato a lungo […]

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sulle MAPPE. A proposito di carte geografiche, Un racconto di Jorge Luis Borges

Borges è stato un grande scrittore argentino. Il suo racconto ha qualcosa a che fare con quello che abbiamo letto sull’impossibilità di una carta geografica di rappresentare fedelmente la realtà. C’era una volta un imperatore avido e crudele. Aveva fatto costruire un’altissima torre in cima alla quale c’era una stanzetta con quattro finestre aperte ai quattro venti. L’imperatore si richiudeva nella stanzetta per intere giornate. “Che fa l’imperatore chiuso lassù, nella torre?” si chiedevano i cortigiani. L’imperatore passava le giornate a contare. Affacciato ad una delle quattro finestre, con gli occhi strizzati per vedere più lontano possibile, l’imperatore contava i campi, gli alberi, le case, i fiumi che c’erano nel suo regno sterminato. Dopo aver contato, l’imperatore annotava ogni cosa in certi suoi libriccini unti e pieni di orecchie per il troppo uso che ne aveva fatto. Un giorno passò sulla sua testa uno stormo di passeri e l’imperatore si mise a contarli. “Milletrecentotrentasette o milletrecentotrentotto? Maledizione ho sbagliato il conto!” Il solo pensiero che ci fosse qualcosa nel suo regno che non fosse segnato nei suoi libriccini lo faceva impazzire. Neppure un passero doveva sfuggire ai suoi conti, perché il regno era suo e di nessun altro. Aprì la porta della stanzetta e scese a precipizio le ripide scale della torre. Giunto nella sala del trono chiamò attorno a sé i suoi ministri ed ordinò loro che si facesse subito un inventario di tutto ciò che, vivente o inanimato, abitasse nel […]

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Giuseppe Pontiggia, “La mia blbliofilia è la brama di inghiottire l’universo”

Giuseppe Pontiggia, “La mia blbliofilia è la brama di inghiottire l’universo“ VENTOTTOMILA volumi su metri e metri di librerie. Nessun computer, libri schierati secondo collane, editori, argomenti e, per risparmiare spazio, anche secondo le dimensioni. Il metodo per ritrovarli? Guardarli, consultarli spesso. E’ così che Giuseppe Pontiggia ha organizzato la sua biblioteca: «Sono pochi i libri che elimino. Quando questo avviene non lo faccio mai con dolore. Infatti il mio criterio è di scegliere opere che avrei voglia di cominciare a leggere la stessa sera in cui le ho acquistate. Quelli che dò via non li considero necessari. Non sono un collezionista che ama i libri intonsi, solo per il piacere di averli». Ma come fa a trovare il tempo per leggere tutto quello che le interessa o che semplicementelo incuriosisce? «Leggo più libri insieme. In questo campo sono a favore dell’infedeltà e della poligamia. La lettura è una ricerca senza fine. Dante, è un esempio, l’ho cominciato a capire solo dopo averlo letto più volte. Però anche una rapida incursione può essere importante. E’ come vedere un paesaggio per scorci. Una biblioteca vasta può favorire questi veloci attraversamenti». Cosa si nasconde dietro la sua passione di bibliofilo? «Una biblioteca come la mia rappresenta sicuramente qualcosa di irresponsabile. Rappresenta un’attrazione visionaria, una spinta verso la ricerca senza confini né limiti. E’ come una brama malinconica di poter inghiottire l’universo intero attraverso i libri». DA www.segnalo.it – ricerche bilbiografiche.

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Jean Amery sul “concetto” di HEIMAT

La “Heimat” è il paese della infanzia e della giovinezza. Chi l’ha smarrita resta spaesato, per quanto all’estero possa avere appreso a non barcollare come un ubriaco e ad appoggiare il piede in terra senza timori da DI QUANTA PATRIA HA BISOGNO L’UOMO? (da  amery  ) Seguendo i sentieri dei contrabbandieri attraversavamo la Eifel notturna e invernale, in direzione di un […]

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il mio sogno estivo: una conversazioni tra amici lungo i corridoi di un giardino che si affaccia sul lago. Audio Lettura da: Pietro Citati, L’ARTE DELLA CONVERSAZIONE, in L’ARMONIA DEL MONDO, RCS libri, 1998

Questo è il mio sogno estivo: una conversazione tra amici lungo i corridoi di un giardino che si affaccia sul lago. Ne ho tratto ispirazione da alcune pagine del saggio L’ARTE DELLA CONVERSAZIONE, scritto da Pietro Citati in: L’ARMONIA DEL MONDO, RCS libri, 1998, pagg. 44-46, 50 clicca sulla Audio Lettura di Citati-Socrate-Amici-Giardino.Mp3

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Emanuele Severino su Etica e Capitalismo (1)

Il titolo della mia relazione e’ “Etica ed Economia”, e vorrei iniziare con il chiarire il senso di queste due parole, che sono due parole greche. “Etzos”, da cui derivano tutte le parole italiane, parole moderne che indicano l’etica, che nel suo significato iniziale indica “l’abitare”, il trattenersi in un luogo, il mantenersi in una sorta di stabilita’ protetta. Anche la parola “economia”, che sembra indicare qualcosa di cosi’ lontano dall’etica, indica in greco qualche cosa di simile alla parola “etica”, perche’ la parola “economia” viene da “oikos”, che indica la casa, l’abitazione, l’abitare, il luogo in cui si abita. Dunque, certamente le due parole sembrano indicare universi molto lontani, pero’ hanno anche aspetti di rilevante vicinanza, questo dell’abitare in un luogo sicuro, protetto, che non e’ una questione strana, ma e’ la condizione degli uomini… noi, uomini, intendiamo mantenerci all’interno di un luogo protetto, che a volte chiamiamo “etzos”, altre volte chiamiamo “oikos”, “casa”, e affinche’ l’abitazione, l’abitare, sia sicuro, l’uomo ha sempre pensato di allearsi a quella che egli ritiene la potenza massima esistente nella realta’. Si vuole vivere al sicuro, e per vivere al sicuro, si allea alla Potenza massima che dapprima e’ la Potenza Divina, e’ il Dio o gli Dei, cosicche’ da questo punto di vista “etica” significa “abitare in modo sicuro” dove la sicurezza e’ determinata dall’alleanza con quella potenza divina che viene considerata come la potenza massima. intera trascrizione della relazione qui: Emanuele […]

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Baldo Lami, Elena Briante, Paolo Ferrario, Claudia Reghenzi parlano di ANGELICAMENTE, Zephyro edizioni 28 novembre 2010

  ANGELICAMENTE. IL SENSO DELL’ANGELO NEL NOSTRO TEMPO Presentazione di Baldo Lami Questo libro è nato da una doppia esigenza: in generale quella di comprendere il senso dell’angelo come figura elettiva dell’immaginario spirituale dell’uomo alla luce della sensibilità moderna; e nello specifico quella di liberarlo dal recinto del folclore del sentimento religioso o della metafora solo poetica-letteraria, in cui è stato relegato, per restituirlo alla sua vera realtà vivente. Per fare questo ho ritenuto necessario richiamarmi a esperienze e a saperi diversi anche rispetto a quelli conosciuti. Anche perché la verità dell’angelo si presenta in discontinuità rispetto all’ordine valoriale stabilito, rispetto alla doxa del momento, cioè dell’opinione corrente. Infatti oltre a infrangere la barriera spaziotemporale, l’angelo infrange anche il sistema di conoscenza vigente. In questo contesto mi limito a riassumere in due parole il contenuto di ciascun articolo secondo la scansione presentata nel libro stesso. Il primo articolo s’intitola: “L’angelo come metafora della presenza dell’infinito e dell’oltre”, di Grazia Apisa, poetessa e psicoanalista abitante e operante a Genova. Non poteva esserci miglior incipit di questo. Secondo l’autrice, quando l’infinito si è presentificato l’angelo scompare perché ha esaurito il suo compito e non c’è più bisogno di lui. Segue l’articolo: “Gli angeli nella Bibbia e nella Riforma”, di Eliana Briante, pastora della chiesa evangelica metodista di Via Porro Lambertenghi a Milano, che è una comunità multietnica che dirige con molta sensibilità e saggezza. Nel protestantesimo si preferisce fare appello alla mediazione di Cristo, cioè […]

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PAOLO FERRARIO, Il Genius loci come angelo del luogo, in Angelicamente, a cura di Baldo Lami, Zephyro edizioni, 2011, p. 45-57

PAOLO FERRARIO, Il Genius loci come angelo del luogo INDICE DEL SAGGIO: 1. L’evento 2. Relazioni fra gli angeli e gli uomini 3. Il Genius loci 4. I luoghi concreti 5. Gli elementi dei luoghi 6. Ritorno a casa Presentazione, 28 novembre 2010: Bibliografia: BIBLIOGRAFIA Amman R., Il giardino come spazio interiore, Bollati Boringhieri, Torino 2008 Bachelard G., La terra e il riposo, le immagini della intimità (1948), Red Edizioni, Como 1994 Benjamin W., Il viaggiatore solitario e il flâneur, Il Nuovo Melangolo, Genova 1988 Berger P. L., Il brusio degli angeli, Il Mulino, Bologna 1969 Bevilacqua F., Genius Loci. Il dio dei luoghi perduti, Rubbettino, Catanzaro 2010 Calvino I., Lezioni americane, Mondadori, Milano 2000 Demetrio D., Filosofia del camminare. Esercizi di meditazione mediterranea, Raffaello Cortina, Milano 2005 Demetrio D., Ascetismo metropolitano. L’inquieta religiosità dei non credenti, Ponte alle Grazie, Firenze 2009 Galli M., Edgar Reitz, Il Castoro Cinema, Milano 2006 Guardini R., Rainer Maria Rilke: le Elegie duinesi come interpretazione dell’esistenza (1953), Morcelliana, Brescia 1974 Hillman J., Il piacere di pensare, conversazione con Silvia Ronchey, Rizzoli, Milano 2001 Hillman J., L’anima dei luoghi, conversazioni con Carlo Truppi, Rizzoli, Milano 2004 Jonas H, Memorie. Conversazioni con Rachel Salamander, Il Melangolo, Genova 2009 Michael J., Il giardino allo specchio. Percorsi tra pittura, cinema e fotografia, Bollati Boringhieri, Torino 2009 Moore T., L’incanto quotidiano, Sonzogno, Milano 1997 Peregalli R., I luoghi e la polvere. Sulla bellezza dell’imperfezione, Bompiani, Milano 2010 Rilke R.M., Elegie […]

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La sindrome di Anghiari di Duccio Demetrio

Quando una comunità si occupa di sentimenti “anomali” “…ricordò i suoi sogni confusi e con un indulgente sorriso, col senso di superiorità dell’uomo che si fa la barba alla luce diurna della ragionevolezza, scosse la testa a tutte quelle sciocchezze. Non che si sentisse molto riposato, ma era fresco come il nuovo giorno..“Thomas MannDa “La montagna incantata” Un preambolo: se appare quel, solo nostro, settimo giorno “Anomali” (inusuali, imprevedibili od anche ricorsivi) sono taluni nostri sentimenti taciuti. Li proviamo, però non ce li comunichiamo reciprocamente. Eppure sarebbero fecondi se in palio, oltre alle carriere di ogni tipo, mettessimo il nostro diventare donne e uomini dotati di un raziocinio più sincero. Sono anomali, poi, perché la vocazione naturale del sentire dovrebbe trovare luoghi di parola, di scrittura, di espressione appropriati. Questi luoghi non sono certo le organizzazioni o le modalità di convivenza usuali nelle quali lavoriamo, insegniamo, produciamo, ci impegniamo, ci riproduciamo o trasgrediamo.Sono emozioni e riflessioni, queste, che impariamo a contenere e che, a lungo andare, autoconvincendoci di ciò, possono anche scomparire venendoci soltanto a trovare in forma di sogno o mediante disturbi fastidiosi dal latente significato.Rabbia, disprezzo, indignazione, insofferenza, rancore, invidia, livore, sadismo ma nondimeno la malinconia, la nostalgia, la tristezza, la consolazione, il cordoglio, la compassione la tenerezza… non possono, o sanno, abitare le nostre parole normali e le nostre giornate uguali, nei diversi stati di veglia che potrebbero esaminarle.Le terapie sono state inventate anche per loro, è […]

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Nel “monastero” di Google nuova biblioteca di Babele

Il catalogo incomincia dalla Bibbia di Gutenberg del 1455 “Vogliamo riempire i buchi e i vuoti della nostra storia” di VITTORIO ZUCCONI MOUNTAINVIEW (California) – Il villaggio della memoria totale con quel buffo nome da cartone animato, Google, è tutto di palazzetti bianchi, sparpagliati tra le ultime marcite della baia dove l’Oceano Pacifico muore. Così candido sullo sfondo della Sierra Nevada, nel suo color calce, ricorda quei paesi medioevali del nostro Mediterraneo che John Steinbeck immaginò trovandosi davanti a San Francisco e non solo nell’aspetto. Un dubbio di Medioevo venturo lo percorre davvero, nel silenzio da chiostro che lo avvolge, nella laboriosa e maniacale operosità dei tecno frati e delle cyber suore che lo popolano, ma soprattutto nell’impresa nella quale si sono buttati. Niente altro che catalogare, ricomporre, riprodurre e salvare l’intera memoria dell’umanità contenuta in tutti i libri del mondo. I tecno monaci del nuovo ordine di San Google stanno in pratica tentando di ricomporre e ricostruire la Torre di Babele, sotto lo sguardo dello stesso Dio geloso che sbriciolò la prima. Il villaggio si chiama ufficialmente “Googleplex”, come lo hanno battezzato i nuovi “servi a manu”, i nuovi amanuensi che aborriscono espressioni burocratico aziendali come sede centrale o quartier generale. Ma questo, qualunque sia il nome che si vuol dare alla rosa, è il quartier generale di quella società che uno studente americano e un immigrato russo crearono insieme sette anni orsono per rendere più razionale e facile con […]

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