DAL SASSO ANDREA, Creatio ex nihilo. Le origini del pensiero di Emanuele Severino tra attualismo e metafisica, Mimesis edizioni

Uno spaccato sulla storia della filosofia italiana del Novecento, interpretata alla luce del significato ontologico della creatio ex nihilo nel dibattito tra attualismo, problematicismo e metafisica, con il proposito di introdurre il lettore al pensiero di Emanuele Severino, mediante l’analisi delle sue origini e delle maggiori influenze (Gentile, Bontadini). L’analisi storica è affiancata all’intento teoretico di problematizzare l’inizio del filosofare […]

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Francesco Cardone, NICHILISMO, TÉCHNE E POESIA NEL PENSIERO DI EMANUELE SEVERINO, Tesi di laurea in Sociologia dell’arte e della letteratura. Relatore: Prof. Stefano Benassi, Anno Accademico 2003-2004

Francesco Cardone, NICHILISMO, TÉCHNE E POESIA NEL PENSIERO DI  EMANUELE SEVERINO. Tesi di laurea in Sociologia dell’arte e della letteratura. Relatore: Prof. Stefano Benassi Anno Accademico 2003-2004. INDICE Introduzione………………………………………………………………………………..2 I. IL SENTIERO DELLA NOTTE…………………………………………………….8   1.1) Nichilismo come pensiero dominante dell’Occidente: il sentiero della notte…….10   1.2) Téchne, il culmine del nichilismo…….………………………………………………21 1.3) Nichilismo, téchne e poíesis…………….…………………………………………….33   1.4) Il linguaggio, il mortale e l’agire della tecnica…………………….……………….64   II. IL SENTIERO DELLA NOTTE NELLA POESIA……………………………74   2.1) Eschilo e Leopardi: origine e compimento dell’Occidente……….…………………75   2.2) Tragedia ed epistéme (Eschilo)……………….……………………………………..80   2.3) Hýbris e Dike………….………………………………………………………………95 2.4) Prometeo: la téchne come phármakon………….…………………………………112 2.5) Divenire, nulla, illusione e poesia in Leopardi………….…………………………118 2.6) La ginestra: nulla, tecnica e poesia………….……………………………………..134 III. IL SENTIERO DEL GIORNO NELL’ARTE…………………………………158   3.1) L’epistéme: l’identità dell’essere eterno……………………………………….….159 3.2) Il sentiero del giorno: l’apparire dell’eterno………….…………………………..188 3.3) L’epistéme dell’arte: l’identità dell’opera d’arte………………….………………208 3.4) Il sentiero del giorno dell’arte: l’eterno apparire dell’opera d’arte…….………221 Bibliografia………………………………………………………………………………249 tutta la tesi: vai a questo link http://www.filosofico.net/nichilsevcardonefranc.htm

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Niente

Niente [nièn-te] SIGN Nulla, nessuna cosa; di poco conto forse dal latino [ne inde] ‘non di questo’; più probabilmente, da [nec entem] ‘nemmeno una cosa’. Pare che non ci sia… niente da dire su questa parola, ma non è così. Certo il suo uso è molto comune, vivissimo in una gran quantità di locuzioni che non necessitano di spiegazioni, e il suo significato è più che cristallino. Ma sulla sua etimologia circolano certe versioni affascinanti da ponderare bene. In rete – specie per influsso dell’antiquato e spesso inattendibile dizionario etimologico Ottorino Pianigiani, quello di etimo.it – si trova spesso riportato che niente deriva dal latino ne inde cioè ‘non di questo’, ‘altro da questo’. Una versione suggestiva, perché invita a pensare che ‘niente’ significhi originariamente non qualcosa di vuoto, ma qualcosa di ‘pieno d’altro’. Quindi, se ti domando «Che cosa c’è che non va?», se rispondi «Niente» non intendi dire che non c’è davvero nulla che non va, ma che c’è altro, di inconsiderato, o di inesprimibile. Una complicazione assurda, che non ha alcun riscontro con l’uso di questa parola – e infatti non è l’etimologia corretta. Il niente è effettivamente il nulla: scaturisce dalla locuzione del latino medievale nec entem, cioè ‘nessuna cosa’. Ed è questo il significato con cui pervade la nostra lingua – con un’estensione verso ciò che è di poco conto. Nella stanza non c’è niente, il mio male è una cosa da niente, mi sorridi come niente fosse. In effetti pare perfettamente sovrapponibile a ‘nulla’, che […]

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L’autentica filosofia dell’Occidente, nella sua essenza e nel suo più rigoroso e potente sviluppo, è la filosofia di Leopardi, Emanuele Severino, “Il nulla e la poesia. Alla fine dell’età della tecnica: Leopardi, BUR, pp. 7-24

“Se la civiltà occidentale vuol essere coerente alla propria essenza, deve riconoscere che la propria filosofia è la filosofia di Leopardi. L’autentica filosofia dell’Occidente, nella sua essenza e nel suo più rigoroso e potente sviluppo, è la filosofia di Leopardi. […] Raramente il pensiero occidentale si porta ad una trasparenza eguagliabile a quella che si manifesta attraverso il linguaggio di Leopardi. Si tratta della trasparenza del linguaggio che esprime ciò che per l’Occidente è l’evidenza suprema: l’esistenza del divenire, cioè dello scaturire dal nulla e del ritornarvi, da parte delle cose esistenti. Questa trasparenza estrema mostra la grandezza estrema del pensiero di Leopardi e, insieme, la fedeltà estrema di questo pensiero all’essenza dell’Occidente.” [E. Severino, “Il nulla e la poesia. Alla fine dell’età della tecnica: Leopardi, BUR, pp. 7-24]

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Emanuele Severino sul libro: Biagio de Giovanni: Disputa sul divenire. Gentile e Severino, Editoriale Scientifica, 2013

Biagio de Giovanni: Disputa sul divenire. Gentile e Severino, Editoriale Scientifica, 2013 È Gentile il profeta della civiltà tecnica Ne rende possibile il dominio planetario. Eppure la legge del divenire è eterna  Emanuele Severino, Corriere, Lunedì 6 Gennaio, 2014 Giovanni Gentile fu assassinato perché era la voce più autorevole e convincente del fascismo. Eppure la sua filosofia è la negazione più radicale di ciò che il fascismo ha inteso essere. Non solo. Essa è tra le forme più potenti — non è esagerato dire la più potente — del pensiero del nostro tempo. Di tale potenza lo stesso Lenin si era accorto — forse gli assassini di Gentile non lo sapevano neppure. Tanto meno lo sa la cultura filosofica oggi dominante, che mai riconoscerebbe a un italiano un così alto rilievo. Non solo. Contrariamente agli stereotipi che vedono in Gentile un avversario della scienza, l’attualismo gentiliano è l’autentica filosofia della civiltà della tecnica: rende possibile il dominio planetario della tecno-scienza, ancora frenato dai valori della tradizione. Altrove ho mostrato il fondamento di queste affermazioni. Il recente libro di Biagio de Giovanni Disputa sul divenire. Gentile e Severino (Editoriale Scientifica, 2013) è un grande e suggestivo contributo al loro approfondimento — come d’altronde c’era da attendersi dalla statura culturale e sociale dell’autore. Va facendosi largo nel mondo la convinzione che l’uomo non possa mai raggiungere una verità assolutamente innegabile; che, prima o poi, ogni verità siffatta resti travolta da altri modi di pensare, da altri costumi, cioè si […]

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Emanuele Severino su INTORNO AL SENSO DEL NULLA

I l senso del vuoto, della privazione, dell’assenza sta al centro della storia dell’uomo. Il significato radicale che il «nulla» ha assunto nel pensiero filosofico accompagna come un’ombra non solo questa forma di pensiero, ma l’intera storia dell’Occidente. È la radice dominante dell’angoscia dell’uomo occidentale (che ormai è l’uomo planetario). Non solo perché il nulla è il nulla, ma anche per il carattere ambiguo di tale radice. Già Platone si accorge che pensare il nulla e parlare del nulla è pensare qualcosa e parlare di qualcosa. Come se il nemico che si ha di fronte si sdoppiasse. E ci ingannasse sulla sua identità.Da gran tempo i miei scritti hanno affrontato questo evento spaesante: da La struttura originaria (1958) a La morte e la terra (2011). Appunto a queste due opere si ricollega Intorno al senso del nulla: da un lato mostrando come l’ambiguità del nulla sia ben più profonda di quanto possa sembrare, dall’altro approfondendo le condizioni che rendono possibile la via di uscita. tutto l’articolo qui   Oltre l’ombra paurosa del Nulla dove le cose non finiscono mai.

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GLI ABITATORI DEL TEMPO, lezione del filosofo Emanuele Severino, al Teatro Sociale di Bergamo Alta, incontro organizzato e curato dalla associazione Noesis, 3 aprile 2012. AUDIO DELLA LEZIONE MAGISTRALE

martedì sera, 3 aprile 2012,  ho avuto il grande privilegio di essere a Bergamo, ad ascoltare la sapienza filosofica che si esprime attraverso EMANUELE SEVERINO. Ci sono filosofi che rendono chiaro il sentiero della storia che abbiamo imparato a conoscere nella nostra evoluzione culturale e personale. Emanuele Severino fa un’altra cosa: spalanca la vista su una strada completamente nuova e […]

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Emanuele Severino, Ontologia: riflessione sul senso dell’essere e del niente

  “Ontologia”, questo termine così tecnico, vuol dire riflessione sul senso dell’essere e del niente. Queste due parole, “essere” e “niente”, sembrano estranee al linguaggio nostro di tutti i giorni, ai nostri interessi, all’articolazione concreta del sapere scientifico; eppure queste due categorie costituiscono l’ambito all’interno del quale tutta la storia dell’Occidente è cresciuta, e si tratta anche di comprendere che queste categorie sorgono per la prima volta con i Greci. Questo è importante perché i Greci non solo portano alla luce una teoria, cioè una comprensione del mondo che non era mai apparsa, ma anche una comprensione del mondo che consente di porsi come la prima grande forma di rimedio contro il dolore. Quindi, secondo al mia opinione è errato insistere e considerare il pensiero greco, sin dalle sue origini, come una mera elaborazione teorica che non abbia il compito di prendere posizione rispetto a ciò che vi è di più angosciante nell’esistenza, e cioè il dolore. Io credo che la nostra riflessione potrebbe procedere cercando di vedere quali sono i rapporti tra le categorie dell’ontologia greca e il dolore dell’esistenza da INTERVISTE FILOSOFICHE.

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