Bibliografia di EMANUELE SEVERINO

* SEVERINO EMANUELE, (2016), Storia, Gioia, Adelphi * SEVERINO EMANUELE, (2015), Piazza della Loggia. Una strage dimenticata, * SEVERINO EMANUELE, (2015), In viaggio con Leopardi. La partita sul destino dell’uomo, Rizzoli * SEVERINO EMANUELE, (2015), Dike, Adelphi * SEVERINO EMANUELE, SCOLA ANGELO, a cura di Ines Testoni e Giulio Goggi, (2014), Il morire tra ragione e fede, Marcianum Press * SEVERINO EMANUELE, (2014), Sul divenire. Dialogo con Biagio De Giovanni, Mucchi editore * SEVERINO EMANUELE, (2013), INTORNO AL SENSO DEL NULLA, ADELPHI * SEVERINO EMANUELE, a cura di Nicoletta Cusano, (2013), Techne, A lezione da Emanuele Severino, Mimesis * SEVERINO EMANUELE, (2013), LA POTENZA DELL’ERRARE, Sulla storia dell’Occidente, RIZZOLI * SEVERINO EMANUELE, (2012), NICHILISMO E DESTINO, BOOK TIME * GALIMBERTI UMBERTO, SEVERINO EMANUELE, VATTIMO GIANNI, (2012), ESSERE, CORRIERE DELLA SERA * SEVERINO EMANUELE, (2012), Capitalismo senza futuro, Rizzoli * SEVERINO EMANUELE, (2012), A lezione da Emanuele Severino: Pòlemos, ovvero le origini della violenza, MIMESIS EDITORE * SEVERINO EMANUELE, intervista di Sara Bignotti, (2012), Educare al pensiero, La Scuola * SEVERINO EMANUELE, a cura di Nicoletta Cusano, (2012), Polemos, Mimesis, Con lezioni audio Mp3 * SEVERINO EMANUELE, VITIELLO VINCENZO, (2012), Il Decalogo. Ricordati di santificare le feste, AlboVerso Edizioni, libro + Cd audio * SEVERINO EMANUELE, (2012), NASCERE e altri problemi della coscienza religiosa, RIZZOLI * SEVERINO EMANUELE, a cura di Iris Tion e Giorgio Brianese, (2011), DEL BELLO, MIMESIS * SEVERINO EMANUELE, (2011), LA MORTE E LA TERRA, ADELPHI * […]

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Emanuele Severino: “si E’ a casa”

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Un altro amico, e fraterno, se ne è andato. Dove? Ognuno di noi abita una «casa» , chiamiamola così. Attorno, a perdita d’occhio, la brughiera. Il fuoco è acceso, la tavola imbandita. Ma capita, guardando verso la finestra, che il vento ci faccia credere di trovarci là fuori — e ci si dimentichi di dove siamo davvero. Si è «a casa». Sin da prima dell’inizio dei tempi. Ci rimarremo in eterno; la casa sarà sempre più accogliente. E invece crediamo di vivere nella terra inospitale che ci ha ghermito col vento.  Stando là fuori diciamo: «Ecco il mondo; questa è la vita che ci è toccata». Ci crediamo mortali. Ma quando si muore non si va da qualche parte. Ci si risveglia accanto al fuoco. Non più ingannati dal vento. Né intimoriti delle ombre e dal gelo della brughiera. Una povera favola? Non direi; ma una metafora sì: dello Spettacolo che da gran tempo tento di indicare. (Il tentativo è delle parole, non di ciò che esse indicano).  

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EMANUELE SEVERINO, Storia, Gioia, Adelphi, 2016, p. 250

scrive VASCO URSINI in https://www.facebook.com/vasco.ursini?fref=nf In molti suoi scritti, e ancora più direttamente in questo suo fresco di stampa “Storia, Gioia”, Emanuele Severino delinea un senso della “storia” abissalmente diverso da quello rappresentato dalla varie forme di cultura: la storia è l’infinito e sempre più ampio apparire degli “eterni” in ciascuno dei cerchi dell’apparire del destino della verità, Ciascun cerchio è […]

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PETER HANDKE, Elogio dell’infanzia, la splendida poesia con cui inizia Il cielo sopra Berlino di WIM WENDERS – da Berlino Magazine

Peter Handke, Elogio dell’infanzia Quando il bambino era bambino, camminava con le braccia ciondoloni, voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente e questa pozzanghera il mare. Quando il bambino era bambino, non sapeva di essere un bambino, per lui tutto aveva un’anima e tutte le anime erano un tutt’uno. Quando il bambino era bambino non aveva opinioni su nulla, non aveva abitudini, sedeva spesso con le gambe incrociate, e di colpo si metteva a correre, aveva un vortice tra i capelli e non faceva facce da fotografo. Quando il bambino era bambino, era l’epoca di queste domande: perché io sono io, e perché non sei tu? perché sono qui, e perché non sono lì? quando comincia il tempo, e dove finisce lo spazio? la vita sotto il sole è forse solo un sogno? non è solo l’apparenza di un mondo davanti al mondo quello che vedo, sento e odoro? c’è veramente il male e gente veramente cattiva? come può essere che io, che sono io, non c’ero prima di diventare, e che, una volta, io, che sono io, non sarò più quello che sono? Quando il bambino era bambino, si strozzava con gli spinaci, i piselli, il riso al latte, e con il cavolfiore bollito, e adesso mangia tutto questo, e non solo per necessità. Quando il bambino era bambino, una volta si svegliò in un letto sconosciuto, e adesso questo gli succede sempre. Molte persone […]

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SENECA in edicola, con il quotidiano Corriere della Sera, il volume che raccoglie «La brevità della vita» e «La provvidenza» – Corriere.it

Riappropriarci di ciò che siamo: non è facile restare noi stessi quando intorno tutto cambia vorticosamente, eliminando punti di riferimento o appigli. Viene quasi da pensare che non esista qualcosa di autenticamente nostro, che possiamo chiamare legittimamente «io», perché siamo il prodotto delle interazioni sociali, il risultato della combinazione casuale degli eventi fortuiti che ci capitano. Nel mondo antico lo stoicismo è il movimento che più decisamente si è opposto a queste idee: possiamo decidere di non ascoltarla, ma dentro ciascuno c’è una coscienza morale, che parla. Siamo noi. Sorgente: In edicola la nuova collana del “Corriere”: in viaggio con i classici greci e latini – Corriere.it

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Emilio Pasquini, Il viaggio di Dante, Carocci editore

Seguendo il filo offerto dalle straordinarie miniature dei manoscritti più antichi e lasciando in primo piano il ritmo narrativo degli eventi, uno dei maggiori studiosi di Dante racconta la Commedia al pubblico non accademico, senza presupporre particolari conoscenze né rinviare a letture erudite o bibliografie accessorie. Grazie al risalto dato agli aspetti più concreti e stimolanti dell’opera, gli incontri con i personaggi e le atmosfere del poema invogliano di canto in canto ad attingere direttamente dal testo originale le emozioni e le conoscenze di cui il capolavoro dantesco si rivela, ancora e di nuovo, fonte inesauribile. Sorgente: Carocci editore – Il viaggio di Dante

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Che cos’è la STRUTTURA ORIGINARIA?, di Nicoletta Cusano, Capire Severino, Mimesis Filosofie, Milano 2011, pp. 55 – 57. Citazione segnalata da Vasco Ursini

  La struttura originaria è la struttura originaria dell’essere, ciò che è necessariamente presente in quanto un essente è e appare. Senza la presenza di tale struttura nessun essente potrebbe essere e apparire. In altre parole essa è lo scheletro dell’essere, la sua grammatica di base, la sua ‘sintassi’ fondamentale. Poiché tale sintassi non è un unico significato ma un ‘intreccio inscindibile di significati’, essa è una ‘struttura’, cioè un complesso logico-semantico consistente nella totalità delle determinazioni che devono essere presenti affinché un essente possa apparire. Si può quindi dire che la struttura originaria è la ‘forma essenziale’ di ogni essente, ciò che ogni essente ‘formalmente’ “è”, o meglio, ciò con cui esso è necessariamente “in relazione”. In quanto l’essere è l’immediatamente innegabile e l’innegabilmente immediato, la struttura originaria dell’essere è la struttura originaria della “necessità”, dove il termine ‘necessità’ – dal latino ne-cedo – esprime il senso assoluto dell’innegabilità quale autonegatività immediata del proprio negativo. In quanto il proprio negativo è l’immediatamente autonegativo, la struttura originaria è ciò che “sta”, innegabilmente ed eternamente; in altre parole, essa non è “un prodotto teorico dell’uomo o di Dio, ma il luogo già da sempre aperto della Necessità”. E’ lo stare innegabile dell’essere-significare. In quanto l’essenza dell’essere è quella di essere ‘innegabile’ nel senso suddetto, “l’intento dell’intera indagine contenuta ne “La struttura originaria” è di determinare in maniera rigorosa il senso dell’opposizione del negativo e del positivo”. [ … ] In quanto […]

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Parmenide: l’essere è e non può non essere – da Studia Rapido

Originally posted on MAPPE nelle POLITICHE SOCIALI e nei SERVIZI:
… Parmenide sostiene che l’uomo possa scegliere tra due vie: quella della verità, basata sulla ragione, che porterà alla conoscenza dell’essere vero; quella dell’opinione, basata sui sensi, che porta alla conoscenza dell’essere apparente. Il filosofo è indotto a percorrere la via della ragione, che gli rivela che l’essere è e non può non essere, mentre il non essere non è e non può non essere. La tesi di Parmenide, secondo cui esiste solo l’essere, mentre per definizione il non essere non può esistere né venir pensato, si fonda su due principi logici che verranno codificati solo successivamente: il principio di identità, per il quale ogni cosa è se stessa, e il principio di non-contraddizione, per il quale è impossibile che una stessa cosa sia e nello stesso tempo non sia ciò che è. Con Parmenide inizia lo studio dell’ontologia … vai a: Sorgente: Parmenide: l’essere è e non può non essere – Studia Rapido

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LA FILOSOFIA NASCE DALLA PAURA (thâuma), Emanuele Severino

LA FILOSOFIA NASCE DALLA PAURA di Emanuele Severino Teniamo presente quello che dice Aristotele, uno dei massimi filosofi dell’umanità: «La filosofia nasce da thâuma». Quasi sempre si traduce la parola thâuma, in modo troppo debole, con «meraviglia» fa subito pensare a una sorta di gioco filosofico in cui un individuo, chiamato poi «filosofo», si meraviglia o si stupisce di cose di cui gli altri non si meravigliano. No, così è troppo banale. Thâuma vuol dire infatti ben di più: è una parola che, nel suo significato originario, significa «terrore», «paura». Paura di cosa? Del dolore, della morte, dell’infelicità: è questo che significa thâuma. Il termine richiama il gigante Taumante, che appartiene alla sfera demoniaca o divina dei demoni ctoni, cioè della terra, tenebrosi perché incutono terrore. La filosofia nasce dunque dalla paura. Estratto di “I presocratici e la nascita della filosofia”

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lo scaffale dedicato a EMANUELE SEVERINO e il libro: VASCO URSINI, Il dilemma verità dell’essere o nichilismo?, Book Sprint Edizioni, 2013

vai anche a: VASCO URSINI parla del suo libro: Il dilemma verità dell’essere o nichilismo?, BookSprint Edizioni, 2013, al Palafiori di Sanremo 2015 – Booksprint Edizioni Vasco Ursini presenta il suo libro: “Il dilemma verità dell’essere o nichilismo?”, Palafiori di Sanremo 2016 – Booksprint Edizioni

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i due aspetti (opposti) dell’ARCHETIPO DEL SENEX ~ da Informazione Consapevole

Originally posted on TRACCE e SENTIERI:
Soffermandoci per un momento sul Senex, vale ricordare che anch’esso è duplice, e che nella sua duplicità/polarità – costitutiva anche del Puer –  questo archetipo è sì freddo, lento e pesante, ma va detto che, nel contempo, questa pesantezza gli fornisce anche densità e stabilità; la sua lentezza è certo tristezza e melanconia, ma anche quiete e riflessione; è la notte che annuncia il giorno. Come il Puer è sessualmente potente (ma ricordiamo che lo è tendenzialmente fuori dalla relazione amorosa), così il Senex è arido e impotente; ma  poiché appartiene a Saturno è contemporaneamente anche dio della terra e della fertilità; è colui che raccoglie  i frutti, ma che anche ne fa anche incetta;  che tende a conservare le cose, ma sovente soltanto per sé; e tende a farle durare per sempre. E’ vero che batte moneta ed è signore della ricchezza, ma è anche avaro e rapace; e poiché è divoratore di ogni cosa nuova, di ogni cosa che nasce è anche, alla fine, sterile. Moralmente è altrettanto bifronte: è onesto e leale, ma anche egoista, crudele ed astuto. E’ il Vecchio Saggio buono e comprensivo che capisce e sostiene e dà buoni consigli,  ma anche il Vecchio Re, freddo, crudele  e vendicativo che  intimorisce ed annichilisce. E’ Padre Buono e Padre Cattivo. Anche il Senex, così il Puer, se separato dall’altra metà dell’archetipo bifronte, vede scomparire ogni possibilità di luce e cade preda del suo lato negativo; può…

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