Il pensiero di Emanuele Severino è uno dei più radicali e originali del panorama filosofico contemporaneo, centrato sul recupero dell’ontologia parmenidea per denunciare quello che egli definisce il “nichilismo” dell’intera civiltà occidentale. [1, 2]
1. L’Eternità di tutti gli Enti
Il pilastro fondamentale della sua filosofia è che ogni ente è eterno.
Riprendendo il principio di Parmenide (“l’essere è e non può non essere”), Severino sostiene che se una cosa è, non può mai diventare un nulla. [3, 4, 5]
- Contro il divenire: La convinzione comune che le cose nascano dal nulla e vi ritornino (il divenire) è per Severino un errore logico insostenibile.
- Apparire e scomparire: Ciò che noi chiamiamo “nascita” o “morte” è in realtà solo l’entrare o l’uscire di un ente dall’orizzonte degli apparire, non la sua distruzione o creazione. [3, 4, 6, 7, 8]
2. La Critica al Nichilismo Occidentale [9]
Severino definisce il nichilismo come la “persuasione che l’ente sia niente”. [10, 11]
- Secondo il filosofo, tutta la storia dell’Occidente — dalla filosofia greca post-parmenidea al cristianesimo, fino alla scienza moderna — è nichilista perché accetta l’idea che gli enti possano diventare nulla attraverso il divenire.
- Questa “follia” ha permesso all’uomo di pensare di poter manipolare e distruggere la realtà a proprio piacimento. [11, 12]
3. Il Destino della Tecnica
Nella fase più recente del suo pensiero, Severino analizza il ruolo della tecnica come scopo supremo della civiltà. [13, 14]
- Mezzo diventato fine: Le grandi ideologie (capitalismo, socialismo) e religioni usano la tecnica come mezzo per i propri scopi. Tuttavia, per essere efficace, la tecnica deve liberarsi da ogni vincolo morale o religioso, diventando essa stessa lo scopo finale del mondo contemporaneo.
- Predominio globale: La tecnica è destinata a vincere su ogni altra forma di sapere perché è l’unica forza capace di produrre risultati concreti in un mondo che non crede più in verità immutabili. [14, 15, 16]
4. Il Destino della Verità (Episteme)
Severino contrappone al sapere ipotetico della scienza l’Episteme, ovvero il sapere che “sta sopra” e che non può essere smentito da nulla, nemmeno da un Dio. [17, 18]
- La filosofia nasce dal terrore della morte e del dolore (lo Zauma greco), cercando un rimedio che non sia un mito ma una verità incontrovertibile.
- Il “Destino della verità” è l’apparire dell’eternità di ogni istante e di ogni cosa, che libera l’uomo dall’angoscia del nulla. [4, 6, 17, 18, 19]
Opere principali per approfondire
- La struttura originaria (1958): Il testo fondamentale dove viene fondata la sua ontologia dell’essere eterno.
- Essenza del nichilismo (1972): Analisi critica della storia della filosofia come oblio dell’essere.
- Il destino della tecnica (1998): Riflessione sul potere tecnologico nel mondo contemporaneo. [10, 14, 20, 21]
fonti informative e di studio:
[2] https://www.mimesis-scenari.it
[4] https://www.marcelloveneziani.com
[6] https://www.frasicelebri.it
[8] https://www.emanueleseverino.it
[12] https://www.ilmiogiornale.net
[13] https://arenaphilosophika.it
[14] https://www.rizzolilibri.it
[16] https://www.filosofico.net
[20] https://www.lachiavedisophia.com
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