De Angelis Milo, DE RERUM NATURA di LUCREZIO, Mondadori, 2022

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https://www.mondadoristore.it/De-rerum-natura-di-Lucrezio-Milo-De-Angelis/eai978880474777/

Nicola Crocetti Jovannotti, Poesie da spiaggia, Crocetti editore, 2022. Indice del libro

La vita è breve, la filosofia è lunga. Primi libri della collana “Echi” dell’editore Bompiani

La vita è breve, la filosofia è lunga: lunga una, due, cento vite.

In questi libri si fa breve per avvicinare ai grandi pensatori chi non li ha ancora incontrati e vuole conoscerli meglio e vuole ascoltare parole distillate, parole di sapienza che arrivano da lontano.

I primi volumi della collana sono:

Il primo bene deve essere dentro di noi da Tommaso d’Aquino,

Il senso della vita è la ricerca da Platone,

Lo sguardo dell’anima è la ragione da Agostino,

Tutta la vita per imparare a vivere da Seneca,

Gli uomini sono nati gli uni per gli altri da Marco Aurelio

Perché non mangiare animali da Porfirio.

Sonia Scarpante, Pensa scrivi vivi. Il potere della scrittura terapeutica, prefazione di Eugenio Borgna, TS Edizioni, 2022

Franchini Antonio, Leggere possedere vendere bruciare, Marsilio, 2022

Maggi Giulio Cesare, Epicuro e oltre. Per un’etica della felicità, Obarra edizioni, 2012

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https://www.obarrao.com/libro/9788887510812

«Ed allora poniamo mente a ciò che ci può procurare la felicità, dato che quando la possediamo nulla ci manca e, per contro, in sua assenza mettiamo in atto tutto quel che è necessario per ottenerla.»

Per Epicuro, la felicità è da ricercare nella dimensione privata del “vivere nascostamente”: l’uomo “basta a se stesso”, non necessita delle divinità o dello Stato per sperimentarla. La felicità si realizza nel piacere al quale conduce la ragione che ha dominato le passioni.

A partire dalla Lettera a Meneceo, Maggi compie un excursus dalla filosofia classica ai giorni nostri e sottolinea il legame tra etica e felicità nella storia del pensiero, osservando come nel corso del tempo «l’uomo abbia barattato un po’ della sua felicità per un po’ di sicurezza» fino a fare della prima una questione politico-sociale.

Un ritorno alla filosofia del Giardino è allora da intendere come ripresa della dimensione privata e interiore della felicità quale ars vivendi: capacità di plasmare e dare forma alla propria vita.

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il concetto del TUTTO in filosofia

vai ad alcune fonti informative:

https://tinyurl.com/2p8ue78u

Le regole di (buona) comunicazione in DILEMMI, a cura di Gianrico Carofiglio, Rai3

Mappeser.com: Mappe nel Sistema dei Servizi

1: vietato attaccare la persona

2. vietato manipolare gli argomenti altrui

3. obbligatorio fornire le prove delle proprie affermazioni

https://www.raiplay.it/programmi/dilemmi

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Romanzo psicologico: caratteristiche, origini e libri da leggere – in ilLibraio.it

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Romanzo psicologico: caratteristiche, origini e libri da leggere – ilLibraio.it

I 10 poeti anglosassoni più influenti nella storia (e gli autori che hanno ispirato) – in ilLibraio.it

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I 10 poeti anglosassoni più influenti nella storia (e gli autori che hanno ispirato) – ilLibraio.it

Un libro non è un video. Un video vive da solo, è un’entità completa, funzionante … Un libro è ciò che nasce dal lavoro di chi scrive e di chi legge, Letizia Pezzali , in Domani 1 maggio 2022

da:

Un bravo genitore deve censurare i libri dei figli?

Un libro non è un video. Un video vive da solo, è un’entità completa, funzionante. Un libro è un oggetto silenzioso e inerte, invece, incapace di funzionare senza la collaborazione del lettore. Un libro, dunque, è ciò che nasce dal lavoro di chi scrive e di chi legge. Leggere comporta più sforzo rispetto a guardare un video, e questo non significa che guardare un film sia un’attività inferiore, meno arricchente, anche perché l’arricchimento dipenderà dal libro, dal film, dalla qualità dell’opera.

Significa che per leggere siamo costretti a pagare un prezzo più alto in termini di accesso, una specie di pedaggio. Dobbiamo, appunto, collaborare in modo significativo. Dobbiamo metterci del nostro.

IMPRESSIONISMO: Impressione, levar del sole (Impression, soleil levant). Dipinto del pittore francese Claude Monet, realizzato nel 1872

Impressione, levar del sole (Impression, soleil levant) è un dipinto del pittore francese Claude Monet, realizzato nel 1872. Al dipinto si attribuisce l’origine stessa del movimento impressionista. L’opera è esposta al Musée Marmottan Monet di Parigi

Giulio Cesare Maggi, Epicuro e oltre. Per un’etica della felicità, ObarraO edizioni

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Epicuro e oltre

«Ed allora poniamo mente a ciò che ci può procurare la felicità, dato che quando la possediamo nulla ci manca e, per contro, in sua assenza mettiamo in atto tutto quel che è necessario per ottenerla.»
Per Epicuro, la felicità è da ricercare nella dimensione privata del “vivere nascostamente”: l’uomo “basta a se stesso”, non necessita delle divinità o dello Stato per sperimentarla.  La felicità si realizza nel piacere al quale conduce la ragione che ha dominato le passioni.

A partire dalla Lettera a Meneceo, Maggi compie un excursus dalla filosofia classica ai giorni nostri e sottolinea il legame tra etica e felicità nella storia del pensiero, osservando come nel corso del tempo «l’uomo abbia barattato un po’ della sua felicità per un po’ di sicurezza» fino a fare della prima una questione politico-sociale.

Un ritorno alla filosofia del Giardino è allora da intendere come ripresa della dimensione privata e interiore della felicità quale ars vivendi: capacità di plasmare e dare forma alla propria vita.

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Recalcati Massimo, Pasolini, il fantasma dell’origine, Feltrinelli, 2022

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https://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/pasolini–il-fantasma-delorigine/#descrizione

Emanuele Severino, EDUCARE AL PENSIERO, La Scuola editrice, 2012, p. 158. Ripubblicato in edizione ampliata con nuovi testi nel 2022. Indice del libro

Il pensiero di Emanuele Severino nell'ambito dell'intero pensiero contemporaneo

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Emanuele Severino, in questa intervista ampliata con nuovi testi, mostra come il modello classico di educazione – la volontà di trasformare l’altro – riproduca la radice del nichilismo e quindi della civiltà della tecnica: credere che il divenire sia un venire dal e un trapassare nel nulla. Di qui l’andamento teso delle domande e delle risposte, dove i principali concetti – scuola, verità, vita, fede, linguaggio, memoria – che sembravano rassicuranti mostrano il loro aspetto inatteso: nichilistico. All’orizzonte si profila un’altra esperienza di educazione: educare al pensiero per risvegliare il senso profondo delle cose, un senso che ne svela, a chi pensi con rettitudine, il volto eterno. Un libro che è la più chiara introduzione al pensiero di Severino.

 

Emanuele Severino (1929-2020) è stato uno dei maggiori filosofi contemporanei. Nel catalogo Morcelliana ricordiamo: Democrazia, tecnica, capitalismo (2010); Piazza della Loggia. Una strage politica (2015); Istituzioni di filosofia (2020, II…

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Luigi Guarnieri, Il segreto di Lucia Joyce, La Nave di Teseo, 2022. recensione di Federica Manzon in La Stampa/TuttoLibri 16 apr 2022

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Il segreto di Lucia Joyce

Lucia nasce a Trieste nel 1907. Secondogenita di James e Nora Joyce, vive la sua infanzia con i genitori e il fratello Giorgio in precarie condizioni economiche. Dopo Trieste inizia un peregrinare continuo tra Parigi, la Svizzera – soprattutto Zurigo – e qualche breve ritorno in Irlanda. È a Parigi che Joyce entra in contatto con scrittori, artisti, esponenti dell’alta borghesia e generose benefattrici.
In questo contesto – un tenore di vita al di sopra delle reali possibilità dello scrittore, un successo che stenta a decollare ma un fervente interesse per la sua opera da parte di alcuni estimatori di eccezione, una routine familiare delirante – Lucia e Giorgio crescono in uno strano rapporto di simbiosi. Così il matrimonio di Giorgio è vissuto come un abbandono da Lucia, che viene anche rifiutata da tre uomini nel giro di breve tempo (tra cui Beckett e lo scultore Calder). L’unico ambito in cui riesce a esprimere se stessa è la danza: frequenta corsi teatrali e coreutici, stringe amicizie femminili che le sono di ispirazione e si inserisce in ambienti artistici molto lontani da quelli del padre. Il primo crollo psichico segna per lei l’inizio di un calvario che, tra cliniche e manicomi, terapie sperimentali, psicanalisi junghiana, diagnosi contraddittorie e mai verificate, durerà tutta la sua vita. Scoprire il segreto dell’oscura malattia mentale di Lucia, della quale Joyce continuerà sempre a sentirsi colpevole, diverrà per l’autore dell’Ulysses una vera ossessione, che non gli darà mai tregua e rischierà di distruggerlo.

recensione di Federica Manzon in La Stampa/TuttoLibri 16 apr 2022

La follia rubata alla figlia fece grande l’arte di Joyce

https://www.lastampa.it/tuttolibri/2022/04/16/recensione/la_follia_rubata_alla_figlia_fece_grande_l_arte_di_joyce-3035996/?msclkid=004914ebbd9011ec8bc83790a86b3382

Libri

lescritteriate

Quanti candidi fogli,

di nero agghindati,

hanno accolto lacrime

discioltesi fra le sillabe?

(In foto“Fahrenheit 451” opera di Batt)

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« Capita alle persone veramente sapienti quello che capita alle spighe di grano …, Michel de Montaigne

« Capita alle persone veramente sapienti quello che capita alle spighe di grano: si levano e alzano la testa dritta e fiera finché sono vuote, ma quando sono piene di chicchi cominciano a umiliarsi e ad abbassare il capo. »

Michel de Montaigne

da

Filosofia e Storia della filosofia | Notifiche | Facebook

Armando Torno, Alla ricerca della verità e del senso del mondo. Presentazione della nuova edizione di: Educare il pensiero, Emanuele Severino , a cura di Sara Bignotti, Scholè, 2022

Vasilij Grossman, Stalingrado – Adelphi Edizioni

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Stalingrado | Vasilij Grossman – Adelphi Edizioni

Quando Pëtr Vavilov, un giorno del 1942, vede la giovane postina attraversare la strada con un foglio in mano, puntando dritto verso casa sua, sente una stretta al cuore. Sa che l’esercito sta richiamando i riservisti. Il 29 aprile, a Salisburgo, nel loro ennesimo incontro Hitler e Mussolini lo hanno stabilito: il colpo da infliggere alla Russia dev’essere “immane, tremendo e definitivo». Vavilov guarda già con rimpianto alla sua isba e alla sua vita, pur durissima, e con angoscia al distacco dalla moglie e dai figli: «…sentì, non con la mente né col pensiero, ma con gli occhi, la pelle e le ossa, tutta la forza malvagia di un gorgo crudele cui nulla importava di lui, di ciò che amava e voleva. Provò l’orrore che deve provare un pezzo di legno quando di colpo capisce che non sta scivolando lungo rive più o meno alte e frondose per sua volontà, ma perché spinto dalla forza impetuosa e inarginabile dell’acqua». È il fiume della Storia, che sta per esondare e che travolgerà tutto e tutti: lui, Vavilov, la sua famiglia, e la famiglia degli Šapošnikov – raccolta in un appartamento a Stalingrado per quella che potrebbe essere la loro «ultima riunione» –, e gli altri indimenticabili personaggi di questo romanzo sconfinato, dove si respira l’aria delle grandi epopee. Un fiume che investirà anche i lettori, attraverso pagine che si imprimeranno in loro per sempre. E se Grossman è stato definito «il Tolstoj dell’Unione Sovietica», ora possiamo finalmente aggiungere che Stalingrado, insieme a Vita e destino, è il suo Guerra e pace.

Giacomo LEOPARDI, LA GINESTRA (1836). AUDIO della Lettura di Carmelo BENE e un commento in video di Emanuele SEVERINO (2010)

Il pensiero di Emanuele Severino nell'ambito dell'intero pensiero contemporaneo

Carmelo Bene recita LA GINESTRA: 
Καὶ ἠγάπησαν οἱ ἄνθρωποι μᾶλλον τὸ σκότος ἢ τὸ φῶς
E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce.
Giovanni,  III, 19

Qui su l’arida schiena
del formidabil monte
sterminator Vesevo,
la qual null’altro allegra arbor nè fiore,
tuoi cespi solitari intorno spargi,
odorata ginestra,
contenta dei deserti. Anco ti vidi
de’ tuoi steli abbellir l’erme contrade
che cingon la cittade
la qual fu donna de’ mortali un tempo,
e del perduto impero
par che col grave e taciturno aspetto
faccian fede e ricordo al passeggero.
Or ti riveggo in questo suol, di tristi
lochi e dal mondo abbandonati amante,
e d’afflitte fortune ognor compagna.
Questi campi cosparsi
di ceneri infeconde, e ricoperti
dell’impietrata lava,
che sotto i passi al peregrin risona;
dove s’annida e si contorce al sole
la serpe, e dove al noto
cavernoso covil torna il coniglio;
fur liete ville e…

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Vincenzo GUARRACINO: sto allestendo un DIZIONARIO LEOPARDIANO, al quale invito a partecipare quanti amano Leopardi …, 28 marzo 2022

Gentili Amici,

sto allestendo un DIZIONARIO LEOPARDIANO, al quale invito a partecipare quanti amano Leopardi, che siano specialisti o semplici appassionati della sua poesia e della sua “avventura” intellettuale.
Chi vorrà partecipare, può farlo scegliendo dall’elenco allegato una “voce” da definire in prosa, in un massimo di 2000 battute, da spedirmi entro la fine di APRILE.
Chiedo comunque che preventivamente mi si informi della disponibilità e che si alleghi, all’eventuale voce realizzata, una essenziale scheda bio-bibliografica.
Con cordiali saluti e l’augurio di una serena primavera.
Vincenzo Guarracino
 
 

Incontro: Inseguivo frammenti di passato …, nel blog LeScritteriate

lescritteriate

Inseguivo frammenti di passato

e tu eri celato, nel labirinto del tempo,

da una coltre di fiori.

Hai forse chiamato, con voce priva di suono;

forse i tuoi occhi spenti hanno visto.

E il ricordo si fa lieve.

Quell’attimo privo di importanza,

un dolce sguardo benevolo,

conquista così l’immortalità.

L’incontro era solo sospeso, ora ti ho ritrovato.

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100 LIBRI (800 a.c. – 2006) per imparare a leggere

Boris PASTERNAK (1890-1960), scheda biografica in La Ragione, 26/3/22

GALIA OZ, La mia storia di amore e di tenebra. La figlia dello scrittore Amos Oz racconta un’infanzia violenta, di Simona Siri, in La Stampa, 26/3/22

letto in edizione cartacea

cerca in:

https://www.illibraio.it/news/storie/amos-oz-abusi-1398303/

TERZA EDIZIONE CONCORSO PER RAGAZZI: RACCONTI in ilsognodigiuliettaevent.it

benvenuti nel mio sogno, associazione culturale 

TERZA EDIZIONE CONCORSO PER RAGAZZI:- RACCONTI – 

vai al regolamento, disponibile nel sito:

Concorsi – www.ilsognodigiuliettaevent.it

Racconti da leggere di ieri e di oggi: oltre 70 consigli di lettura – ilLibraio.it

proponiamo una selezione ricca di spunti di lettura di varie epoche e di vari generi: dai racconti di fantascienza a quelli dell’orrore, da quelli brevi a quelli brevissimi, passando naturalmente per i grandi classici e per quelli contemporanei…

vai a:

Racconti da leggere di ieri e di oggi: oltre 70 consigli di lettura – ilLibraio.it

Serata Pasolini,  (a 100 anni dalla nascita),  Martedì 29 marzo, ore 20.45. Proiezione del documentario Cinema in forma di mito – miti e mitologie nell’opera di PPP, del regista Mario Bianchi che dialogherà con Davide Fent.  The Art Company Como,  Via Borgovico 163 (cortile interno)

LUOGHI del LARIO e oltre ...

The Art Company Como
Donne in gabbia

Adriano Caverzasio “PPP” (2022)

Serata Pasolini,  (a 100 anni dalla nascita),  Martedì 29 marzo, ore 20.45. proiezione del documentario Cinema in forma di mito – miti e mitologie nell’opera di PPP  el regista Mario Bianchi che dialogherà con Davide Fent.  The Art Company Como,  Via Borgovico 163 (cortile interno)

Posti limitati, prenotazione necessaria al numero 335.8095646

o inviando una mail a info@theartcompanycomo.it

The Art Company Como,  Via Borgovico 163 (cortile interno)

Gli italiani

(poesia di PPP)


L’intelligenza non avrà mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione.
Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai
da uno dei milioni d’anime della nostra nazione,

un giudizio netto, interamente indignato:
irreale è ogni idea, irreale ogni passione,
di questo popolo ormai dissociato
da secoli, la cui soave saggezza
gli serve a vivere, non l’ha mai liberato.

Mostrare la mia faccia, la mia magrezza –
alzare la mia sola puerile voce –
non ha…

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La donna giusta (Sandor Marai) – 2

lescritteriate

“E alla fine si è dovuto accorgere che in realtà la ragione non vale niente, perché gli istinti sono più forti. La collera è più potente della ragione. E quando la collera ha la tecnica a portata di mano se ne infischiano della ragione. E allora la collera e la tecnica si lanciano in una danza assurda e selvaggia.

Ecco perché non si aspettava più nulla dalle parole. Non credeva più che le parole messe l’una dietro l’altra in maniera razionale potessero ancora aiutare il mondo e le persone. Ed è proprio vero, al giorno d’oggi le parole sono state talmente deformate… persino le più semplici, quelle che anche noi adesso stiamo usando per parlare. Sono diventate inutili, come i monumenti. Si sono trasformate in brusio… il loro suono si è distorto, come quando vengono urlate e gracchiate dagli altoparlanti.

Non credeva più nelle parole… ma continuava ad amarle, le…

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MARIA LAI. Il tempo dell’incalcolabile — M77 Gallery Official Website. Visita alla mostra, 19/3/22

TRACCE e SENTIERI

MARIA LAI. Il tempo dell’incalcolabile2021-10-25 / 2022-04-03M77 presenta, da martedì 26 ottobre 2021, Il tempo dell’incalcolabile, progetto espositivo dedicato all’artista Maria Lai

vai al sito della galleria

MARIA LAI. Il tempo dell’incalcolabile — M77 Gallery Official Website

ciao cara ***,
…, ti avrei invitata a vedere una mostra particolare di Maria Lai, espressione dell’arte relazionale e dei libri cuciti.
Me l’aveva segnalata una mia amica innamorata di quest’artista sarda e così ieri sono andata con lei a milano a vedere un’inedito della Lai “Legarsi alle montagne” nonchè l’illustrazione cucita di una fiaba.
Poi, tornata a casa, sono andata a cercare altri particolari e ho trovato questo video su youtube (sono tre, ma io sono partita da quello di mezzo per completarlo con i mancanti successivamente):
 
 
L’ho trovata affascinante e mi sei venuta in mente, primo perchè se dovessi immaginarti tra 20anni ti penserei così, con la dolcezza nel…

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UNO in filosofia – scheda in Wikiwand

VAI A:

Uno (filosofia) – Wikiwand

TartaRugosa ha letto e scritto di: Duccio Demetrio (2021), All’antica. Una maniera di esistere, Raffaello Cortina, Milano

TARTARUGOSA

Da questo libro è bene si astengano coloro che fanno della velocità il loro mito, che ritengono il passato qualcosa di cui è meglio liberarsi, che sono assaliti dal desiderio di sbarazzarsi dalle cianfrusaglie collezionate negli anni della vita, che considerano Gozzano leader indiscusso delle cose di pessimo gusto, che leggono nel carpe diem unicamente la voluttà edonistica e il bel vivere, che dileggiano e deridono una modalità di esistere all’antica, come il titolo cita.

Perché in queste pagine, nell’antico, si vagola carezzando autobiografia, sociologia, etnografia, filosofia, poesia, iconografia, tutto ciò che “ci spinge ad amare e cercare il volto poetico delle cose, delle persone, dei paesi, delle ore e degli stati di grazia che la memoria, a nostra insaputa, ha saputo invece difendere per noi. Per fortuna senza chiederci il permesso”.

E poiché il rievocare trova sì supporto incoraggiante nelle parole, ma anche nelle immagini, ecco che…

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La filosofia non è una barba – Matteo Saudino

Nuvole narranti

Edizione di novembre 2020 – Vallardi

INFORMAZIONI GENERALI:

  • TITOLO: La filosofia non è una barba
  • AUTORE: Matteo Saudino
  • GENERE: Biografia filosofica
  • VOTO:

IL LIBRO:

Essendo io appassionata di filosofia, dopo aver scoperto l’esistenza di questo libro non ho potuto fare a meno di leggerlo. Come far capire alla gente che la filosofia non è inutile e noiosa? Ci viene incontro Matteo Saudino:

La filosofia è un atto di ribellione rispetto all’opacità e alla noia di un presente in cui tutto è letto ed interpretato all’interno della legge del profitto e delle mercificazione. […] La bellezza della filosofia risiede proprio nella sua irriducibile inutilità rispetto a un approccio produttivo e utilitaristico alla vita. […] Pungente, ribelle e inutile come un’ortica, la filosofia oggi non è una barba, anzi gode di ottima ed effervescente salute.

Dall’introduzione del libro La filosofia non è una barba

Saudino presenta la…

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Sostiene Pereira – Antonio Tabucchi

Nuvole narranti

Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare che Pereira stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era in ferie, lui si trovava nell’imbarazzo di mettere su la pagina culturale, perché il “Lisboa” aveva ormai una pagina culturale, e l’avevano affidata a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte. Quel bel giorno d’estate, con la brezza atlantica che accarezzava le cime degli alberi e il sole che splendeva, e con una città che scintillava, letteralmente scintillava sotto la sua finestra, e un azzurro, un azzurro mai visto, sostiene Pereira, di un nitore che quasi feriva gli occhi, lui si mise a pensare alla morte.

Dal libro Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi

INFORMAZIONI GENERALI:

  • TITOLO: Sostiene Pereira
  • AUTORE: Antonio Tabucchi
  • GENERE: Romanzo civile
  • VOTO:

IL LIBRO:

Proprio questo è l’incipit di un…

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Sconfiggere l’ansia: libri da leggere contro le emozioni negative – in ilLibraio.it

Sconfiggere l’ansia: libri da leggere contro le emozioni negative

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Sconfiggere l’ansia: libri da leggere contro le emozioni negative – ilLibraio.it

Grazia Apisa Gloria, La tua sommessa voce. Dedicata a Paolo Ferrario, che mi ha fatto conoscere Antonia Pozzi, 27 marzo 2010

Grazia Apisa Gloria, Sito web

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Sito web: Grazia Apisa Gloria

IRVINE William, L’antica arte di saper vivere. Una guida alla gioia stoica (2009), Piano B edizioni, 2022. Recensione di Michela Marzano in Robinson/La Repubblica, 12.3.22. Indice del libro

cerca informazioni in rete:

https://tinyurl.com/2vw9d3yf

Giuseppe Ungaretti, Il gusto della vita rivelato nell’orrore della guerra, di Antonio Cangemi, in la Ragione 11.3.22

Il modo in cui ordiniamo i libri è una scelta sentimentale – di Ilenia Zodiaco – ilLibraio.it

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Il modo in cui ordiniamo i libri è una scelta sentimentale – di Ilenia Zodiaco – ilLibraio.it

Meneghel Roberta, Instant greco antico. Il corso facile e veloce per riscoprire una lingua più viva che mai, Gribaudo, 2020. Indice del libro

Giuseppe Cambiano, Filosofia greca e identità dell’Occidente. Le avventure di una tradizione, Il Mulino, 2021. Indice del libro

vai alla scheda dell’editore:

https://www.mulino.it/isbn/9788815295149

«Atene libera fu la madre delle scienze e dell’arti della più colta umanità e vi cominciarono i filosofi da Solone, principe de’ sette sappienti di Grecia, che ordinò la libertà ateniese con le sue leggi e lasciò quel motto, pieno di tanta civile utilità: Gnothi seauton, “Nosce te ipsum”, che fu scritto sugli architravi de’ templi, proposto come una vera divinità».
Giambattista Vico

Per caratterizzare l’identità dell’Occidente si è soliti chiamare in causa tradizioni diverse: la democrazia greca, il diritto romano, il cristianesimo, la rivoluzione scientifica e così via.

A volte si evocano anche la filosofia e la scienza greca, un’idea caratteristica non soltanto di filosofi come Husserl, Heidegger o Popper, ma anche di scrittori come Jorge Luis Borges. Studioso da sempre attento al tema dell’incontro e del contatto fra culture, l’autore scruta oltre duemila anni di storia del pensiero per mettere in dubbio che la Grecia sia sempre stata considerata terra di origine della filosofia e che quest’ultima sia una sua esclusività, fatta poi propria dall’Europa e dall’Occidente come segno identitario.

Si tratta piuttosto di una costruzione storica, dell’«invenzione di una tradizione». L’identità europea è infatti l’esito di una vicenda complessa, è un’identità plurima in continuo movimento, tutt’altro che monolitica e uniforme. E forse proprio questa è la sua peculiarità, forse anche il suo pregio.

Giuseppe Cambiano ha insegnato Storia della filosofia antica nell’Università di Torino e alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Con il Mulino ha pubblicato «Perché leggere i classici» (2011); «I filosofi in Grecia e a Roma» (2013); «I moderni e la politica degli antichi» (2018) e «Sette ragioni per amare la filosofia» (2019).

Introduzione
I. Greci e Romani, Ebrei e cristiani
1. Solo Greci o anche barbari?
2. L’ampliamento di tempi e spazi: le sapienze barbare
3. Lo sguardo da fuori: Roma e Lucrezio
4. Lo sguardo da fuori: Cicerone e Seneca
5. I Greci nell’impero e l’eredità filosofica
6. Il trionfo delle teologie orientali
7. Incontri ebraici con la filosofia greca
8. Filone: Sacra Scrittura e filosofia greca
9. San Paolo di fronte alla filosofia greca
10. Filosofia greca e storia della rivelazione
11. Clemente: la filosofia greca come furto e propedeutica
12. Conflitti tra pagani e cristiani: filosofia greca o sapienza giudaico-cristiana?
13. Cristiani di Occidente: Atene o Gerusalemme?
14. Le ambivalenze di Agostino
II. Bisanzio, islam e Occidente latino
1. Bisanzio: eclissi e riprese
2. Psello e Teodoro Metochite tra sapienze barbare e sapere greco
3. Storie di traduzioni: dalla Siria a Baghdad
4. In terre islamiche: Aristotele ovvero il filosofo
5. Perfezionare o rifiutare Aristotele?
6. Averroè e la filosofia greca nell’Occidente arabo
7. Ebrei in terre islamiche e la filosofia greca
8. Le sopravvivenze di Philosophia
9. Abelardo: la filosofia di fronte alle religioni
10. Ruggero Bacone: sapienza antica e progresso filosofico
11. Aristotele, ovvero la filosofia
12. Dannazione o salvezza del filosofo?
III. Crisi religiose e teologie antiche tra Italia ed Europa
1. Gemisto Pletone fra Platone e Zoroastro
2. Bizantini in Italia: Platone o Aristotele?
3. Cusano: unità filosofica e unità religiosa
4. Ficino: filosofia greca e prisca theologia
5. Pico e le controversie sulla prisca theologia
6. Intermezzo figurativo
7. Filosofia greca o vita cristiana?
8. La lingua della filosofia
9. Nel clima della Controriforma
10. Giordano Bruno e l’antichità senza autorità
11. La filologia e i primi scricchiolii
IV. Scienza moderna e sapere antico
1. Francesco Bacone: l’identità negativa dell’Europa
2. La nuova astronomia e il sapere degli antichi
3. Il congedo dai filosofi antichi
4. I ritorni di Mosè e l’atomismo
5. Inghilterra: la nuova scienza e gli antichi
6. La filosofia greca ha una storia
7. Filosofi cinesi e filosofi greci tra gesuiti, libertini e giansenisti
8. Leibniz: filosofia greca e pensiero cinese
9. La querelle degli antichi e dei moderni
V. La Grecia culla della filosofia?
1. Tra liberi pensatori e ortodossi: nuove prospettive?
2. Vico e la fine del diffusionismo
3. Vico: perché la filosofia nasce in Grecia?
4. Heumann: solo in Grecia poteva nascere la filosofia
5. Brucker e l’origine greca della filosofia
6. I filosofi greci: libertà e pubblicità, pluralismo e tolleranza
7. Limiti metodici delle filosofie antiche
8. Modelli etici degli antichi
9. Nuove luci da Oriente
VI. La filosofia nel mondo della bellezza
1. La bella giovinezza greca: da Winckelmann a Herder
2. Wilhelm von Humboldt: idealizzazione e confronto
3. Hölderlin e Schelling: la filosofia figlia della bellezza e della mitologia
4. Friedrich Schlegel: filosofia greca e letteratura europea
5. Friedrich Schlegel e il passaggio in India
6. Identità nazionali e lingue della filosofia
7. Alternative storiografiche in Germania
8. Hegel: filosofia greca e identità europea
9. Hegel: la filosofia e la polis
VII. Nazioni e rivoluzioni
1. Dopo la Rivoluzione: la filosofia greca fattore di progresso o decadenza?
2. Cousin: esclusività greca e apertura all’India
3. Comte: filosofia e scienza in Grecia
4. Comte: la filosofia greca tra scienza e religione
5. Miracolo greco e razze umane tra Renan e Gobineau
6. Inghilterra: la filosofia greca tra bellezza e utilità
7. Mill e Grote: filosofia e democrazia greca
8. Lewes: la filosofia cede il passo alla scienza
9. Jowett e Frazer: pro o contro Platone
10. Sguardi da Occidente: Stati Uniti
11. Sguardi da Oriente: Russia
12. Nazioni nuove ed eredità antiche: Grecia e Italia
VIII. Da Hegel a Nietzsche
1. Quale filosofia dopo Hegel?
2. Feuerbach e Marx: l’individualità storica dei filosofi
3. Kierkegaard: Socrate, il singolo contro il sistema
4. Schopenhauer e la filosofia a Occidente e a Oriente
5. Zeller e il trionfo delle storie della filosofia
6. Burckhardt: la filosofia greca, l’agonale e la polis
7. Nietzsche: lo spartiacque Socrate
8. Nietzsche: la filosofia o i filosofi?
9. Nietzsche:
10. Nietzsche: filosofia greca e alternative etiche
Riferimenti bibliografici
Indice dei nomi

Cheril STRAYED. Wild. Una storia selvaggia di avventura e rinascita, traduzione di Sara Puggioni, Pickwick, 2018

TRACCE e SENTIERI

vai alla scheda dell’editore:

http://www.pickwicklibri.it/Wild-storia-selvaggia-Cheryl-Strayed/

Dopo la morte prematura della madre, il traumatico naufragio del suo matrimonio, una giovinezza disordinata e difficile, Cheryl a soli ventisei anni si ritrova con la vita sconvolta.

Alla ricerca di sé oltre che di un senso, decide di attraversare a piedi l’America selvaggia tra montagne, foreste, animali selvatici, rocce impervie, torrenti impetuosi, caldo torrido e freddo estremo.

Una storia di avventura e formazione, di fuga e rinascita, di paura e coraggio. Una scrittura intensa come la vicenda che racconta, da cui emergono con forza il fascino degli spazi incontaminati e la fragilità della condizione umana di fronte a una natura grandiosa e potente

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Davide Toffolo, PASOLINI, La Repubblica/Rizzoli Lizard, 2022

Il rapporto complesso con suo padre e con le figure paterne in generale, tipo lo Stato. L’amore per i giovani, che voleva salvare dal consumismo, a cui continua a insegnare il valore della libertà. L’importanza di essere sé stessi. L’odio per la piccola borghesia: si schierava o dalla parte del popolo o degli intellettuali. La letteratura e il cinema. Le sue frasi famose: «La mia indipendenza, che è la mia forza, implica la mia solitudine, che è la mia debolezza». E anche: «I maestri sono fatti per essere mangiati», che dà il titolo alla serata evento del 5 marzo a Casarsa, il suo paese d’origine, nel giorno del centenario della sua nascita.

C’è tutto Pier Paolo Pasolini nel graphic novel Pasolini di Davide Toffolo, artista, fumettista, frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Il libro, pubblicato da Rizzoli Lizard, arriverà anche in edicola giovedì 3 marzo con Repubblica per un mese a 13,90 euro più il prezzo del quotidiano. Presentazione alle 21 al Teatro Pasolini con Toffolo e con il poeta e scrittore Gian Mario Villalta in un incontro organizzato dal Centro Studi Pier Paolo Pasolini con la Fondazione Pordenonelegge.

IN  https://www.repubblica.it/dossier/cultura/pasolini-cento-anni/2022/02/26/news/pasolini_il_graphic_novel_pier_paolo_un_uomo_libero-338909707/

BASILIO LUONI ricorda: EZIO FRIGERIO, “Io sono un mago”, Baldini&Castoldi, 2021. Articolo in La Provincia/Stendhal, 5 marzo 2021

Massimo Recalcati, Caro PASOLINI mi hai insegnato a essere libero, in La Repubblica 5 marzo 2022

vai a:

https://www.repubblica.it/cultura/2022/03/04/news/caro_pasolini_mi_hai_insegnato_a_essere_libero-340300461/

PASOLINI, cento anni dopo , in repubblica.it

PPP, un uomo solo che non sa ancora tacere

Il pensiero senza pregiudizio è l’eredità dell’autore che nasceva cento anni fa.

E al quale Robinson ha dedicato un numero speciale

di Francesco Piccolo

Speciale a cura di Lucio Luca

vai a:

pasolini cento anni

Libri di PIER PAOLO PASOLINI presenti nella Rete Bibliotecaria della Provincia di Como

VAI A:

https://como.biblioteche.it/shelf/view/persistent:80316:46?fbclid=IwAR1qk36buy1xjjTBhugJalAOH3RYNZIewURUlQdBUcXZcmy021aFCMh43n0

TartaRugosa ha letto e scritto di: Emanuele Trevi (2021), Due vite, Neri Pozza, Vicenza

TARTARUGOSA

La scrittura è un mezzo singolarmente buono per evocare i morti, e consiglio a chiunque abbia nostalgia di chiunque di fare lo stesso: non pensarlo ma scriverne; accorgendosi ben presto che il morto è attirato dalla scrittura, trova sempre un suo modo inaspettato per affiorare nelle parole che scriviamo di lui, e si manifesta di sua propria volontà.

Perché noi viviamo due vite, entrambe destinate a finire: la prima è la vita fisica, fatta di sangue e respiro, la seconda è quella che si svolge nella mente di chi ci ha voluto bene. E quando anche l’ultima persona che ci ha conosciuto da vicino muore, ebbene, allora davvero noi ci dissolviamo, evaporiamo, e inizia la grande festa del Nulla, dove gli aculei della mancanza non possono più pungere nessuno.

Non è l’incipit del libro di Trevi, ma trovo queste frasi potentemente suggestive per descrivere il desiderio dell’autore di far riemergere…

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Castronuovo, Dizionario del bibliomane, Sellerio. Indice in Tecalibri

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Castronuovo, Dizionario del bibliomane

Indice


Premessa                        9

A
AAA                            15
Abbigliamento                  18
Accudire tarli                 20
Altarini di cenere             23
Anti-biblioteca                25
Apatia libraria                26
ARC                            27
Arcadia                        29
Arredamento                    31
Arte della memoria             33
Attrazione monografica         35

B
Bancarellista                  39
Bandella                       41
Barbe                          45
Bella e fedele                 48
Biblioclastia                  49
Biblioclastia culinaria        51
Biblioclastia poetica          52
Bibliofabulator gloriosus      53
Bibliofobia                    55
Bibliorrea                     57
Bibliotafia 1                  59
Bibliotafia 2                  62
Burla                          65

C
Calde pergamene                69
Calpestare libri               71


[...]


T
Taglierini                    447
Tanto Migne                   448
Tascabili                     450
Temibili faville              452
Teste calde                   454
Ti dico cosa leggere          455
Timbri                        457
Topolino                      458
Tutto il pubblicato           461

U
Uffiziuoli                    465
Ulisse frollato               467
Umidi amori                   469
Unghia femminile              471
Uovo di Colombo               473
Utensili                      475

V
Vendere autografi             481
Venuta la sera                483
Virtuoso                      485
Volubili e invidiosi          487
Volumi d'arte                 491

Z
Zyklon                        497

cento anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini: Cosa voleva dire davvero Pasolini con il suo Petrolio, di Walter Siti, in Domani 2 mar 22

vai a:

https://www.editorialedomani.it/idee/cultura/petrolio-pasolini-cosa-vuol-dire-vxb4cz5f

  • Circolano alcuni luoghi comuni su Petrolio (l’ambizioso romanzo che Pier Paolo Pasolini stava scrivendo quando fu ucciso) che svaniscono alla prova della lettura.
  • Il libro è ancora troppo informe perché si possa affermare che sia un capolavoro; insieme a brani di indubbia bellezza ci sono pagine raffazzonate e mal scritte, il finale semplicemente non esiste perché Pasolini non ha fatto in tempo a immaginarlo.
  • La fortuna di Petrolio è stata di comparire in tempi di risorgente avanguardia, e di ricomparire ora che va di moda l’opera trans-testuale, multimediale, il testo che farà finire tutti i testi.

GROSSMAN Vasilij, a cura di Mario Alessandro Curletto, La cagnetta (1961/62), Adelphi edizioni, 2013, pagg. 88. Indice del libro

BIOGRAFIA DI  GROSSMAN Vasilij (1905-1964):

https://it.wikipedia.org/wiki/Vasilij_Sem%C3%ABnovi%C4%8D_Grossman#Biografia

Carlo Rivolta interpreta: Platone, Apologia di Socrate 

AUDIO:

Carlo Rivolta interpreta: Platone, Apologia di Socrate 

Il significato della morte

Consideriamo anche da questo lato il fatto che c’è molta speranza che il morire sia un bene. In effetti, una di queste due cose è il morire: o è come un non essere nulla e chi è morto non ha più alcuna sensazione di nulla; oppure, stando ad alcune cose che si tramandano, è un mutamento e una migrazione dell’anima da questo luo­go che è quaggiù ad un altro luogo . Ora, se la morte è il non aver più alcuna sensazione, ma è come un sonno che si ha quando nel dormire non si vede più nulla neppure in so­gno, allora la morte sarebbe un gua­dagno meraviglioso. Infatti, io riten­go che se uno, dopo aver scelto questa notte in cui avesse dormito così bene da non vedere nemmeno un sogno, e, dopo aver messo a confronto con questa le altre notti e gli altri giorni della sua vita, dovesse fare un esame e dirci quanti giorni e quante notti ab­bia vissuto in modo più felice e più piacevole di quella notte durante tut­ta la sua vita; ebbene, io credo che costui, anche se non fosse non solo un qualche privato cittadino, ma il Gran Re, troverebbe lui pure che que­sti giorni e queste notti sono pochi da contare rispetto agli altri giorni e alle altre notti. Se, dunque, la morte è qualcosa di tal genere, io dico che è un guadagno. Infatti, tutto quanto il tempo della morte non sembra essere altro che un’unica notte.

Invece, se la morte è come un partire di qui per andare in un altro luogo, e sono vere le cose che si raccontano, ossia che in quel luogo ci sono tutti i morti, quale bene, o giudici, ci potrebbe essere più grande di questo? Infatti, se uno,giunto al­l’Ade, liberatosi di quelli che qui da noi si dicono giudici, ne troverà di veri, quelli che si dice che là pronun­ciano sentenza: Minosse, Radamante, Eaco, Trittolemo e quanti altri dei se­midei sono stati giusti nella loro vita”; ebbene, in tal caso, questo passare nell’aldilà sarebbe forse una cosa da poco?

E poi, quanto non sarebbe dispo­sto a pagare ciascuno di voi, per stare insieme con Orfeo e con Museo, con Omero e con Esiodo?

Per quello che mi riguarda, sono disposto a morire molte volte, se questo è vero. Infatti, per me, sarebbe straordinario tra­scorrere il mio tempo, allorché mi incontrassi con Palamede, con Aiace figlio di Telamonio e con qualche altro degli antichi che sono morti a causa di un ingiusto giudizio, metten­do a confronto i miei casi con i loro ! E io credo che questo non sarebbe davvero spiacevole.

Ma la cosa per me più bella sarebbe sottoporre ad esame quelli che stanno di là, interrogandoli come facevo con questi che stanno qui, per vedere chi è sapiente e chi ritiene di essere tale, ma non lo è.

Quanto sarebbe disposto a pagare uno di voi, o giudici, per esaminare chi ha portato a Troia  il grande esercito, oppure Odisseo o Sisifo e altre innumerevoli persone che si possono menzionare, sia uomini che donne?

E il discutere e lo stare là insieme con loro e interrogarli, non sarebbe davvero il colmo della felicità?

E certamente, per questo, quelli di là non condannano nessuno a morte. Infatti, quelli di là, oltre ad essere più felici di quelli di qua, sono altresì per tutto il tempo immortali, se sono vere le cose che si dicono.

Messaggio conclusivo di Socrate e commiato

Ebbene, anche voi, o giudici, biso­gna che abbiate buone speranze da­vanti alla morte, e dovete pensare che una cosa è vera in modo particolare, che ad un uomo buono non può capitare nessun male, né in vita né in morte. Le cose che lo riguardano non vengono trascurate dagli dèi.

E anche le cose che ora mi riguar­dano non sono successe per caso; ma per me è evidente questo, che ormai morire e liberarmi degli affanni era meglio per me.

Per questo motivo il segno divino non mi ha mai deviato dalla via seguita.

Perciò io non ho un grande rancore contro coloro che hanno votato per la mia condanna, né contro i miei accu­satori, anche se mi hanno condannato e mi hanno accusato non certo con tale proposito, bensì nella convinzio­ne di farmi del male.E in ciò meritano biasimo.

Però io vi prego proprio di questo. Quando i miei figli saranno diventati adulti, puniteli, o cittadini, procuran­do a loro quegli stessi dolori che io ho procurato a voi, se vi sembreranno prendersi cura delle ricchezze o di qualche altra cosa prima che della virtù.

E se si daranno arie di valere qual­che cosa, mentre non valgono nulla, rimproverateli così come io ho rim­proverato voi, perché non si danno cura di ciò di cui dovrebbero darsi cura, e perché credono di valere qual­che cosa, mentre in realtà non valgo­no niente.]

Se farete questo, avrò ricevuto da voi quello che è giusto: io e i miei figli.

Ma è ormai venuta l’ora di andare: io a morire, e voi, invece, a vivere.

Ma chi di noi vada verso ciò che è meglio, è oscuro a tutti, tranne che al dio.

Platone, Apologia di Socrate


In: Platone, Tutti gli scritti, a cura di Giovanni Reale, Rusconi, 1991, p. 44-46

Gigi Proietti recita “Ninna nanna della guerra” di TRILUSSA

Ninna nanna della guerra

Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vò la zinna:
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujermone
che se mette a pecorone,
Gujermone e Ceccopeppe
che se regge co le zeppe,
co le zeppe d’un impero
mezzo giallo e mezzo nero.

Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili

Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s’ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d’una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.

Ché quer covo d’assassini
che c’insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.

Fa la ninna, cocco bello,
finché dura sto macello:
fa la ninna, ché domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.

E riuniti fra de loro
senza l’ombra d’un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!

in memoria dei 100 anni dalla nascita di PIER PAOLO PASOLINI (5 marzo 1922-2 novembre 1975). Articoli a cura di Pietro Berra: Il treno Pasolini nell’anima dell’ Italia; Nei dialoghi coi lettori il mondo di domani , di Giuseppe Battarino; Una poetica forte dalla pagina ai film , di Maurizio Cucchi; Un grande eretico non fatelo santo, di Massimo Bubola; Il Pasolini lombardo da Milano al Lario, di Flavio Santi; La Roma violenta raccontata dal basso, di Fabrizio Fogliato; Polemista senza dogmi, di Giovanna Gastel. In l’Ordine/La Provincia 27 febbraio 2021

articoli letti in formato cartaceo

cerca in:

https://ordine.laprovinciadicomo.it/

Biografia di DINO CAMPANA, Audio in Mangiafuoco sono io, Radio 1, 27 febbraio 2022

VAI A:

https://www.raiplaysound.it/audio/2022/02/Mangiafuoco-sono-io-del-27022022-be81b5ae-c7b0-45cd-910d-2f773c79f087.html

Podcast del programma MANGIAFUOCO SONO IO, Rai Radio 1

Rai Play Sound: LIBRI E LETTERATURA

VAI A:

https://www.raiplaysound.it/generi/Libri-e-letteratura-87276922-178a-4e03-a66d-f77819078aea.html

La Fra – video su YouTube

Ciao a tutti ragazzi, benvenuti, io sono La Fra!Questo canale nasce dalla mia passione per il mondo video ludico, ma in particolare per la saga di Metal Gear Solid. Nel 2017 ho infatti deciso di iniziare a produrre dei video di approfondimento del lavoro di Hideo Kojima con l’intento di realizzare quella che si potrebbe definire un’enciclopedia della saga. Più recentemente ho iniziato a dilettarmi in serie di gameplay, sia su Metal Gear, che su altri titoli: esplorando le playlist potrete trovare serie di gameplay dedicate.Recentemente, ho iniziato ad espandermi trattando analisi di personaggi del mondo anime, del cinema e tanto altro. Insomma, tutto ciò che mi appassiona!

VAI AL CANALE: La Fra – YouTube

Francesca ZUCCATO, Delivery Dreams. La leggenda del chakra bianco, Triskell Edizioni, 2022, p. 310. Intervista di Federica Rossi, in La Provincia, febbraio 2022

VAI ALLA SCHEDA DELL’EDITORE:

Delivery Dreams – Francesca Zuccato – Triskell Edizioni

INFORMAZION I IN RETE SU QUESTO LIBRO:

https://tinyurl.com/5n7tt7xf

A Rantan, decadente metropoli nel deserto, esseri umani e Volpi vivono separati, odiandosi e temendosi a vicenda. La vita scorre fra la violenza e la paura del diverso e i bambini vengono separati alla nascita a seconda della specie di appartenenza. Ma qual è allora il posto giusto per una creatura nata nel mezzo?

Kit, un diciassettenne schivo e solitario, non ha mai compreso la sua vera natura. Grazie al suo potere può vedere le shine, immagini di chakra prodotte dai sentimenti e dai pensieri degli esseri umani. Alla disperata ricerca di sé stesso, Kit passa le nottate a lavorare come corriere per la Daruma Express osservando il mondo da dietro una maschera e nascondendo la sua vera identità.

Presto però, qualcosa di strano inizierà a rompere il precario equilibrio che umani e Volpi hanno faticosamente instaurato. Con l’aiuto di Cho, una misteriosa bambina dagli strani poteri e Koinu, un goffo ma ardito poliziotto, Kit scoprirà di essere l’unico in grado di salvare la città e cambiare per sempre le cose.

Byung – CHUL HAN, con 24 illustrazioni di Isabella Gresser, Elogio della TERRA. Un viaggio in GIARDINO, Nottetempo edizioni, 2022. Indice del libro

Umberto GALIMBERTI si racconta, 7 video youtube, 1991/1993

Filosofi apologeti della guerra: HEGEL, DE MAISTRE, PROUDHON, JUNGER, QUINTON. Articolo di Nunzio Dell’Erba in La Ragione, febbraio 2022

SELLARS John, Sette brevi lezioni sull’epicureismo. Epicuro e l’arte della felicità, Einaudi, 2022. Indice del libro

vai alla scheda dell’editore

Con incredibile chiarezza John Sellars ci spiega i fondamenti dell’epicureismo, arrivando all’essenza di un pensiero filosofico che ha molto da insegnare al nostro presente. Di cosa abbiamo bisogno per vivere una vita felice? Duemila anni fa, a questa domanda il filosofo greco Epicuro aveva risposto: abbiamo bisogno del piacere. Detta cosí sembra una conclusione semplice. Forse perché oggi l’aggettivo «epicureo» viene associato al buon cibo, al buon vino e alla bella vita; ma in verità gli insegnamenti di Epicuro andavano un po’ piú in profondità. L’obiettivo era piuttosto il benessere mentale e l’assenza del dolore. Per essere epicurei è necessario imparare ad avere a che fare con la morte e al centro di una vita epicurea c’è l’amicizia e la cura delle relazioni con le persone intorno a noi. In poche parole una vita tranquilla. Difficile ma non impossibile.

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Romanzo storico: 10 libri da leggere – ilLibraio.it

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Romanzo storico: 10 libri da leggere assolutamente – ilLibraio.it

Umberto Galimberti: ” … La cultura greca non pone l’uomo al vertice del creato come invece lo concepisce la tradizione giudaico-cristiana, ma ritiene che …”, in D – La repubblica delle donne, 12 febbraio 2022

Friedrich Schelling (1775-1854), L’ARTE COME SINTESI TRA SOGGETTO E OGGETTO

Qual è l’attività spirituale che può riuscire a cogliere questa sintesi fra
soggetto e oggetto verso la quale la Storia tende?

L’attività dello spirito che può cogliere questa sintesi di soggetto e oggetto non è la filosofia, ma è l’arte. È solo
con l’arte che l’uomo può riuscire a cogliere l’assoluto.

Questo perché l’assoluto, come abbiamo visto, è identità totale fra soggetto e oggetto; quindi ogni attività intellettuale che separi e distingua non può cogliere questa identità totale.

 La filosofia può cogliere i due principi dell’assoluto come separati, ma non può cogliere
l’assoluto come tale; questo perché il ragionamento filosofico per sua natura porta a
separare, a distinguere, ad analizzare le diverse componenti dell’essere, quindi non
è in grado di “vedere” l’assoluto come assoluto, può solo coglierlo dal punto di vista
teoretico.

Ma questo punto di vista teoretico è un’attività intellettuale che è riservata
solamente ai filosofi di mestiere e non può essere compresa dalla coscienza
comune.
L’arte invece può cogliere questa identità assoluta perché l’artista coglie,
raggiunge, capisce l’assoluto non attraverso un’attività separante, distinguente,
tipica di qualsiasi attività intellettuale e filosofica, ma attraverso un’intuizione
immediata, totale, diretta, cioè un atto intellettuale che non ha gradini, né
mediazioni.

Nella Storia questa intuizione artistica si realizza concretamente; il
grande artista è sempre un grande interprete della sua epoca storica. Inoltre l’opera
d’arte si rivolge in maniera più diretta e allargata al grande pubblico e rende
possibile, dal punto di vista intellettuale, la contemplazione dell’assoluto da parte
della coscienza collettiva. In questo senso l’arte diventa un organo della filosofia,
anzi l’organo supremo della filosofia.
Ma è nella stessa attività artistica, cioè nell’atto della creazione di un’opera d’arte,
che esiste già questa unità assoluta di io e non-io. L’artista, nel suo operare
creativo, crea in modo conscio e inconscio nello stesso tempo; conscio perché
l’artista possiede una tecnica artistica, frutto di anni di studio, che egli applica in
modo cosciente nell’atto creativo. Inconscia perché qualsiasi opera d’arte e
qualsiasi artista non possono non essere condotti da una ispirazione (Schelling la
chiama poesia), che fa sì che l’opera d’arte stessa non sia il freddo prodotto di una
tecnica razionale portata avanti solamente con il raziocinio.

La poesia anima dall’interno il prodotto artistico, dotandolo di vitalità e di naturalità. Nell’arte, inoltre, si manifesta quell’identità di libertà e necessità che è il punto di arrivo di tutto il
movimento dell’essere; questo avviene tramite la figura dell’artista e del suo
operare artistico. La testimonianza stessa dei grandi artisti ci comunica come la
genesi di una grande opera d’arte sia il frutto di un grande travaglio interiore al
quale l’artista viene sottoposto. Egli si sente soggetto all’azione di forze e impulsi
interiori contrastanti che lo spingono ora in una direzione ora in un’altra, anche
contro la sua volontà. Mano a mano che l’opera d’arte cresce e si sviluppa
concretamente, l’intenzione dell’artista da inconscia diventa sempre più conscia e in
questo modo le due componenti dell’agire umano, libertà e necessità, vengono a
coincidere.

leggi anche:

Come è fatto l’Assoluto e chi lo può esprimere per Schelling?

https://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaS/schelling4.htm

https://www.skuola.net/filosofia-moderna/schelling.html

MERLIN DEFANTI Stella, Instant latino. Il corso facile e divertente che renderà questa lingua più viva che mai, Gribaudo editore, 2022. Indice del libro

Roberta De Monticelli, LETTERA A EMANUELE SEVERINO INTORNO A UNA – ETERNA – LEZIONE

Roberta De Monticelli, filosofo ed accademica italiana.

LETTERA A EMANUELE SEVERINO INTORNO A UNA – ETERNA – LEZIONE

Caro professore, se l’essere nella Gioia, come spero, le consente di ricevere qualche lettera senza che la Gioia sia interrotta dalla noia di leggerla, lasci pure che questa mia si depositi come foglia, soffio, ombra, umana illusione, fiato di voce o scintillio d’inchiostro là dove i più fra noi, tardi di mente e innamorati del visibile, stoltamente dimorano: nel Cerchio dell’Apparenza.
Non turberà l’eternità dell’esser suo, caro professore, questo cicaleccìo di una collega invisibile, sì, proprio quella dell’aula accanto, quella del giovedì. O forse era martedì? Che cosa conta, e chissà mai perché poi avevamo quest’abitudine di onorare gli orari di lezione, questa conformistica, veramente illogica acquiescenza alla misurazione di ciò che non esiste, il tempo. Lei poi arrivava puntualissimo, molto più di me. Ben me ne accorgevo ogni volta che la folla dei suoi allievi in festosa attesa faceva barriera davanti a tutte le porte dello stretto corridoio su cui si aprivano le nostre aule, e i quattro gatti della mia classe e io restavamo bloccati per un pezzo, prima di entrare, con loro e mio rimpianto, nell’auletta degli esercizi di fenomenologia, piena di controversie e dubbi, invece che nella luce dell’incontrovertibile. Dove per due ore quelle menti giovinette e incerte, anzi certamente scosse da ogni sorta di amore e di terrore, si sarebbero spalancate alla ben rotonda verità dell’Essere, indefettibile e immobile: che sarebbe fluita senza interruzione alcuna dalle sue labbra, nel più religioso silenzio.
Lei cominciava col ben disporle, le menti, al saldissimo fondamento dell’epi-steme – diceva così, mi arrivava il suono della sua voce che inesorabilmente spezzava la parola greca, sapientemente appoggiando, con la pausa, la voce alla solidità di ciò che sta. Il sapere che sta, e non importa dove e come. Di là dalla parete, sentivo l’ombra di Socrate, smarrita, emergere come un fantasma da quella lineetta, da quella pausa che spezzava la parola, e come in un grido afono, beckettiano articolare con la bocca muta parole simili a sospiri: conoscenza… opinione vera e… giustificata… le ragioni, vi prego, le ragioni… Le ragioni per dirlo. L’evidenza per riconoscere che è vero – fino a prova contraria. Altro che stare. Quelli che stavano lì, immobili, ierocratici, erano i dignitari immensi della statuaria babilonese; a me veniva in mente ogni volta la stazione centrale di Milano, e certo subito ne arrossivo. In Grecia erano mobilissimi anche gli dei, invece, pieni di bizze e voglie, di splendori e di furia e di grazia, come i ragazzi e le ragazze che lei sapeva affascinare e render muti – come in un’estasi iniziatica.
Così, una volta che la mia lezione cominciava più tardi, l’ardente desiderio mi prese – chissà, l’invidia – di carpire il segreto di quel fascino. E assistetti alla mirabile dimostrazione “parmenidea” dell’impossibilità di far domande, con cui quel giorno si apriva il suo corso. E fremetti anche io dall’ammirazione, caro professore. Con quella voce così musicale, e insieme ieratica, quella sì, come se non si svolgesse affatto nel tempo: «Chi domanda è evidentemente nella non-verità. Ma dall’essere nella non-verità non c’è via all’essere nella verità. [Pausa]. Non c’è via. Per la contraddizione, che non la consente». Come invidiai questo modo così suadente di trasformare in un silenziatore il paradosso platonico della conoscenza, quello che introdusse nella nostra mente e nella nostra storia l’idea della ricerca, l’idea più sconvolgente e più controvertibile! Anzi controversa, al punto che bisognò morire, con Socrate, e mica una volta sola, perché l’idea vivesse, e la ricerca pure, e da questo sfacciato parricidio, da questa insolente perplessità che obietta alla ben rotonda verità dell’Essere, nascessero, come in una cosmogonia esiodea, la Disputa e l’Argomentazione, il Dubbio e la Scoperta, il disprezzo del sentito dire e la gioia del vedere, e la veglia e la critica, e il demone giocoso eppure serissimo della ragione.
Che non è affatto una dea barricadiera e neppure una prosopopea della storia, ma solo l’irriguardosa, umile, ridente e dolente giovinezza dell’età adulta, quando ancora ha freschezza e speranza per dire, ad esempio: “No, a nessun prezzo mi si imporrà questo, piuttosto morire”; oppure “E perché no? Perché mai le cose non dovrebbero avvenire così, anche se non le vedo ancora? Perché mai, contro la tesi di un famoso professore italiano del Novecento, il possibile non dovrebbe essere tale, cioè forse vero, anche se non lo vedo?”. La filosofia, mi dicevo, non è che questo doppio ricciolo interrogativo, l’essere disposti a chiedere e dare ragione di ciò che si dice e di ciò che si fa, o di ciò che ci viene detto o imposto: e la Ragione non è affatto soltanto nostra natura, anzi! È una disponibilità, non una disposizione: si risveglia soltanto con la libertà. E ancor meno somiglia, la Ragione, a quella sorta di indomabile potenza della storia che lei, professore, e il suo predecessore tedesco chiamavate “la Tecnica”. Per carità, quel suo predecessore sì che era pericoloso: il suo, di Essere, odorava lontano un miglio di Blut und Boden.
Della tecnica invece continuavamo a servirci ogni volta che dovevamo compilare i registri elettronici, e meno male, con tutti gli allievi che aveva. Per non parlare poi del sollievo di evitare i denti strappati dalle gengive deste e sanguinanti… (mi perdoni, la natura femminea si distrae sovente in pensieri banali). Che poi, se anche sostituissimo a questo nome, “la Tecnica” (preferito nei suoi elzeviri), uno degli altri e numerosi nomi divini di quella potenza assoluta che ci destina a questo e quell’altro (il Destino dell’Occidente, il Capitalismo, il Potere, il Denaro), cambierebbe poco. Sospetto che quello che le Sue parole inducevano nell’anima dei suoi ascoltatori e lettori fosse una specie di rilassamento – in tedesco mistico si dice Gelassenheit – o meglio un gesto di virtuale auto-destituzione del soggetto morale in noi, un abbandono della responsabilità. Un gesto ben nascosto dietro l’ombra della macchinazione universale che di tutto ha colpa, e libera da ogni responsabilità nell’uso delle parole noi intellettuali, giornalisti, politici, professori, studenti, pensionati… Tutti noi operai del linguaggio.
Insomma, a pensarci bene, anche questa destituzione in noi dell’agente razionale e morale, sensibile e responsabile, era un atto di libertà – peccato, però, che fosse nella direzione della più perfetta sottomissione. Sarà per questo che i suoi ragazzi amavano tanto anche Spinoza? Libertà come inchino alla necessità? Curioso equivoco, a leggere l’autore del Trattato teologico-politico e il teorico della democrazia! Ma non divaghiamo.
Perché la ragione, appunto, o meglio il suo esercizio, è una libera disposizione, cui si può spavaldamente rifiutarsi o che pavidamente si può lasciar sopire: e fatica comunque a liberarsi come il ragazzo fatica a diventare adulto. Così che molti, nei tempi antichi e in quelli moderni, negli imperi dispotici e nelle comunità tribali, consigli di facoltà compresi, nelle città ierocratiche e in quelle demagogiche, responsabili di sé e di fronte al vero non lo diventano mai, e vivono di fake news e di costumi consortili. Per questo, caro professore, è un vero peccato zittire Socrate in culla, e farlo rimangiare da Parmenide, come da un Crono divoratore dei propri figli: perché proprio da quella fessura nella ben rotonda compattezza dell’Essere, dalla possibilità del non essere, è nata la fragile bellezza della nostra mente, la sua umiltà di fronte all’inesauribile vero e la sua fierezza di consentire – o no – alla legge. Per quella fessura è passato il doppio palpito della civiltà, il cuore pratico e quello teorico del nostro domandare ragione, cioè, infine, l’etica e la logica, la democrazia e la scienza. Che passando da quella fessura si sono lentamente fatte largo, in mezzo alle tragedie dei millenni.
Perdoni, professore, sento che la sua eterna essenza oppone un cortese ma fermo diniego all’opinione che Socrate per la dolente e felice fessura del parricidio, perché di lì passasse il possibile senso e valore della vita umana, morì proprio. Come morirono molti e molti altri suoi discendenti. Quella volta, finita la lezione, lei, con la sua grande e signorile cortesia, e dopo un baciamano galante che mi spense subito in gola ogni obiezione e mi accese un sorriso di gratitudine, mi accompagnò nel corridoio, fra due ali di giovinetti plaudenti, e c’era anche qualche dame à chapeau che mi lanciò un’occhiata di invidia. Che vuole, il suo fascino ammutolì anche me, e così mi rimangiai questa lunga obiezione che per tutta la lezione avevo rimuginato. E so che non è affatto troppo tardi per rivolgerla ora alla sua essenza eterna, dal di qua al di là del cerchio delle apparenze. Poco importa, su questo sono d’accordo con lei. Continuerà, col suo sorriso (tout just un peu compatissant, comme c’est le cas avec une dame) a lasciarmi disputare con lei, con parole sempre più affannate – come ho fatto tutta la vita.

Emanuele Severino citazioni su: POIESIS; LUOGO DI DOMINIO; TEMPO; ENTE

1. PlatoneSimposio, pf. 205: Ogni atto per cui una cosa passa dal non essere all’essere: creazione (poiesis, pro-duzione, portare alla presenza):

2. “l’elemento decisivo del pensiero greco è l’apertura del mondo inteso come luogo dove le cose escono e ritornano nel nulla, quindi come luogo di dominio” (E. Severino, Intervista, “Lotta Continua”, 09.03.1980);

3. “Il concetto fondamentale di tempo, anche se la scienza e la cultura occidentali non se ne rendono perfettamente conto, è quello in cui ’le cose hanno a che fare con il senso dell’essere e del niente’ illuminato dall’ontologia greca. Il tempo è la nientificazione delle cose: il loro uscire e ritornare dal niente (E. Severino,cit.);

4. “Per gli abitatori del tempo … l’ente è ciò che esce e ritorna nel niente. Quando non ne era ancora uscito era un niente; quando vi ritorna è daccapo un niente. Ma solo perché l’ente è nel tempo – cioè solo perché l’ente è pensato e vissuto come un niente – può sorgere il progetto di guidare l’oscillazione dell’ente tra l’essere e il niente. Solo sul fondamento del tempo è possibile il dominio dell’ente. E, nell’apertura del tempo, la nascita del progetto di dominio e di sfruttamento dell’ente non solo è possibile, ma è inevitabile” (E. Severino, “Gli abitatori del tempo”, Roma 1978, p. 31).

Mariella Marchetti, intervista a Vincenzo Guarracino, autore del libro: Giacomo LEOPARDI, Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani, a cura di Vincenzo Guarracino | La Nave di Teseo, 2021.

INTERVISTA A VINCENZO GUARRACINO:

https://www.lacittadisalerno.it/cultura-e-spettacoli/guarracino-leopardi-un-canto-oltre-l-infinito-1.2570673?fbclid=IwAR0HVR9A_UtbTN3B_q-_VZgakL3QxAHZVMwB9s2BTm0fxreaioy36rPGRPM

DUNCAN Dennis, INDICE, storia dell’, dai manoscritti a Google, l’avventurosa storia di come abbiamo imparato a orientarci nel sapere, Utet, 2022. Indice del libro

alle radici della parola RICORDARE: recŏrdari, re-, cordis «cuore»

TRACCE e SENTIERI

ricordare v. tr. [lat. recŏrdari, der., col pref. re-, di cor cordis «cuore», perché il cuore era ritenuto la sede della memoria]

VAI ALLA SCHEDA ETIMOLOGICA IN:

https://www.treccani.it/vocabolario/ricordare/

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SAFRANSKI Rudiger, Il tempo. Che cos’è e come lo viviamo, Keller editore, 2021. Indice del libro

LOGOS, di Leone TONDELLI – Goffredo COPPOLA – Guido CALOGERO – Leone TONDELLI – in Enciclopedia Italiana

Voce greca, λόγος, il cui significato oscilla tra

“ragione”,

“discorso” (interiore ed esteriore)

e “parola”

vai a:

LOGOS, di Leone TONDELLI – Goffredo COPPOLA – Guido CALOGERO – Leone TONDELLI – in Enciclopedia Italiana (1934) – Il pensiero di Emanuele Severino nella sua “regale solitudine” rispetto all’intero pensiero contemporaneo

BUZZATI Dino , a cura di Domenico Porzio, prefazione di Lorenzo Viganò, CRONACHE TERRESTRI, Mondadori /Corriere della Sera, 2022

il “PRINCIPIO DI RESPONSABILITA’ “, Hans Jonas

Mappeser.com: Mappe nel Sistema dei Servizi

“Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la sopravvivenza di un’autentica vita umana sulla terra.“

Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/173942-hans-jonas-agisci-in-modo-che-le-conseguenze-della-tua-azione/

Il principio responsabilità è un libro di Hans Jonas del 1979, da cui prende il nome il principio cardine di un’etica razionalista applicata in particolare ai temi dell’ecologia e della bioetica.Wikipedia Prima pubblicazione:1979

ogni gesto dell’uomo che “deve” prendere in considerazione le conseguenze future delle sue scelte edeisuoi atti

Laresponsabilitàci obbliga ad essere responsabili e a fare in modo che se ne garantisca la permanenza della sua presenza nel mondo. L’essere-così, l’essere-in un determinato modo è, dunque, la capacitàdiessere responsabili,diessere capacidiesercitare laresponsabilità.

Hans Jonas cerca in questo lavoro di andare alle radici filosofiche del problema della responsabilità, che non concerne soltanto la sopravvivenza, ma l’unità della specie e la dignità della sua esistenza. Tra…

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A superar lo inferno. La crescita personale e professionale con Dante e Virgilio, di Simone Terreni, Fiaco Edizioni, 2021

vai alla scheda dell’editore:

https://www.flacoedizioni.com/70-inferno-dante-crescita-personale.html

La Divina Commedia è un cammino interiore che porta dallo stato di miseria allo stato di felicità. Dante stesso scrive una lettera di presentazione dell’opera al Signore di Verona, Cangrande della Scala, spiegando che si tratta di una Commedia perché c’è il lieto fine.

Tutti almeno una volta ci siamo persi nella selva oscura del peccato e della depressione, abbiamo incontrato fiere, mostri, diavoli, anime dannate, e siamo scesi nei gironi infernali fino ad arrivare di fronte a Lucifero, il nemico più grande, noi stessi.

Dalla nostra parte abbiamo Virgilio, la ragione, la conoscenza, il nostro coach che ci aiuta a superare tutte le difficoltà incontrate nel nostro cammino infernale. E ci aspettano gli occhi di Beatrice, la donna che porta alla beatitudine, la nostra ispirazione spirituale, la nostra motivazione quotidiana. Dante ci parla da molto lontano, dal Medio Evo, ma se smettiamo di vedere per un attimo il Poeta e il Padre della nostra lingua, possiamo vederlo come un amico, come un esempio, come qualcuno che ce l’ha fatta.

Esiliato a vita, costretto a vivere lontano dalla sua Firenze per venti anni, costretto a morire a Ravenna, Dante è sull’orlo della fine, smarrito, senza più la retta via. E cosa fa? Scrive il libro più bello del mondo. E ci mette dentro tutte le difficoltà incontrate per uscire dalla crisi. Ma mette anche tutte le soluzioni per superarle, per uscire dal suo Inferno personale. Che poi è anche il nostro… Parla con le anime dannate, cerca di capire, di creare empatia. Francesca, Farinata, Ulisse, Ugolino. Ascoltandoli sviluppa competenze trasversali, capacità relazionali e comportamentali che sono così importanti anche oggi nella vita e nel lavoro. Dante impara a gestire le soft skill, riconducendole nel concetto più ampio dell’intelligenza emotiva, cioè quella capacità di riconoscere i propri e altrui sentimenti gestendo positivamente gli stati d’animo: empatia, capacità di ascolto, assertività, gestione del conflitto, capacità comunicative, pensiero critico, spirito di innovazione, gestione del cambiamento, creatività, networking, flessibilità, pubic speaking, personal branding. Impara ad utilizzare il pensiero laterale, uscendo fuori dagli schemi.

La Divina Commedia è il primo libro di crescita personale della storia, che dopo aver superato tutti i gironi infernali… ci farà riveder le stelle!

La MEMORIA è elaborazione del RICORDO, Lia Levi alla trasmissione Radio1/Vittoria, 23 gen 22

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