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Emanuele Severino è stato un filosofo e compositore italiano, considerato da alcuni come uno dei più grandi filosofi del ‘9001
Il suo pensiero filosofico si basava sull’idea dell’eternità di tutti gli essenti, in contrasto con la visione nichilista che domina la storia della filosofia occidentale1
Secondo Severino, l’Occidente ha dimenticato il monito di Parmenide, che affermava che solo l’essere è, e si è consegnato al divenire, al tempo e al nulla2
Questa follia dell’Occidente ha portato alla crisi della civiltà moderna, alla perdita del senso della vita e alla distruzione della natura3
Severino ha dedicato un’opera importante allo studio del pensiero di Leopardi, che egli considerava l’autentica filosofia dell’Occidente, nella sua essenza e nel suo più rigoroso e potente sviluppo4
Per Severino, Leopardi ha affrontato le questioni ultime (la verità, l’essere, il nulla) per giungere a un linguaggio in cui la poesia diviene la forma della filosofia4
Leopardi ha scorto il lato inconscio della fede nel divenire, che implica sia l’opposizione che l’identità tra essere e nulla5
Leopardi ha raggiunto il limite della possibilità filosofica del nichilismo occidentale, ma oltre non è andato, perché oltre questo punto appare già da sempre il destino della verità dell’essere5
Severino ha anche confrontato il suo pensiero con quello delle tradizioni orientali, come il buddismo e l’induismo. Egli ha sostenuto che se l’Occidente è la grande follia, l’Oriente è l’incubazione di questa follia3
L’Oriente ha infatti anticipato la negazione dell’essere e la dissoluzione del sé nel nulla, ma non ha saputo cogliere la radice del problema, che risiede nella falsa opposizione tra essere e nulla3
Severino ha proposto una via di uscita dal nichilismo, basata sulla riscoperta dell’eternità di tutti gli essenti e sulla loro necessaria appartenenza al tutto1
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