ricordare DARIO FO (1926-2016)

Dario Fo (1926-2016) è stato un drammaturgo, attore, regista e scenografo italiano, insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1997. È celebre per aver riportato in auge la figura del “giullare”, utilizzando la satira come strumento di critica sociale e politica. [1, 2, 3, 4, 5]

Biografia essenziale

  • Origini e formazione: Nato a Sangiano (Varese), studiò all’Accademia di Belle Arti di Brera e Architettura al Politecnico di Milano, per poi abbandonare gli studi e dedicarsi interamente allo spettacolo.
  • Il sodalizio con Franca Rame: Nel 1954 sposò l’attrice Franca Rame, con cui fondò la “Compagnia Dario Fo-Franca Rame” nel 1959. Insieme divennero i protagonisti di un teatro impegnato e militante.
  • Impegno politico: Negli anni ’70 fondò il collettivo “La Comune”, portando i suoi spettacoli fuori dai circuiti istituzionali, recitando in fabbriche e piazze per raggiungere le classi popolari.
  • Il Nobel: L’Accademia di Svezia lo premiò perché, “seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”. [2, 3, 4, 6, 7, 8, 9]

Il Teatro e lo Stile

Il teatro di Fo è caratterizzato da una forte componente fisica, mimica e da un linguaggio innovativo:

  • Il Grammelot: Fo reinventò il grammelot, un linguaggio onomatopeico e gestuale che mescola suoni, dialetti e parole inventate. Questa tecnica gli permetteva di farsi comprendere da chiunque, indipendentemente dalla lingua parlata.
  • Satira e Impegno: Le sue opere denunciano il malcostume politico, l’ipocrisia religiosa e le ingiustizie sociali attraverso l’arma dell’ironia e della farsa. [3, 4, 10, 11, 12]

Opere principali

Opera [4, 5, 13, 14, 15]AnnoDescrizione
Mistero buffo1969Il suo capolavoro; una serie di monologhi ispirati ai testi medievali e alla vita di Gesù, recitati in grammelot.
Morte accidentale di un anarchico1970Commedia basata su fatti di cronaca legati alla morte di Giuseppe Pinelli, critica serrata alla polizia e al potere giudiziario.
Non si paga! Non si paga!1974Una satira sul carovita e sull’autoriduzione dei prezzi da parte dei cittadini.
Gli arcangeli non giocano a flipper1959Una delle prime commedie di satira antiborghese della sua compagnia.

fonti informative:

[1] https://www.illibraio.it

[2] https://www.raicultura.it

[3] https://www.raiplay.it

[4] https://online.scuola.zanichelli.it

[5] https://iicamburgo.esteri.it

[6] https://www.treccani.it

[7] https://www.facebook.com

[8] https://heritage.unipd.it

[9] https://www.lifegate.it

[10] https://www.aitafederazione.it

[11] https://www.sipario.it

[12] https://sanmarinofixing.com

[13] https://www.treccani.it

[14] https://libreriamo.it

[15] https://teatropertutti.it

ricorda amche:

La questione del passato “mussoliniano” di Dario Fo si riferisce alla sua adesione, da giovanissimo, alla Repubblica Sociale Italiana (RSI) tra il 1944 e il 1945. [1, 2]

Ecco i punti chiave per inquadrare questa vicenda storica e biografica:

1. L’arruolamento nella RSI

Nel 1944, all’età di 18 anni, Fo si arruolò come volontario nel battaglione paracadutisti “Mazzarini” della Guardia Nazionale Repubblicana (GNR). Questo fatto è stato al centro di lunghe polemiche politiche, poiché Fo è stato per decenni un simbolo dell’intellettuale di sinistra e dell’antifascismo militante. [2, 3, 4, 5, 6]

2. La difesa e le motivazioni

Dario Fo ha fornito diverse spiegazioni nel tempo riguardo a quella scelta:

  • Per non essere deportato: Ha dichiarato di essersi arruolato per evitare la deportazione in Germania o per proteggere le attività antifasciste della sua famiglia (il padre era un ferroviere impegnato nel soccorso ai partigiani).
  • Errore di gioventù: Molti sostenitori, incluso il figlio Jacopo, hanno descritto l’episodio come un “errore di gioventù” in un periodo di estrema confusione storica, sottolineando come la sua intera opera successiva sia stata dedicata a valori opposti. [7, 8, 9]

3. La controversia giudiziaria

La vicenda emerse pubblicamente negli anni ’70. Nel 1978, Fo querelò per diffamazione il direttore del settimanale Nord Milano, che lo aveva definito “repubblichino”. Il tribunale di Varese, tuttavia, assolse il giornalista, stabilendo che l’arruolamento di Fo nella RSI era un fatto storico accertato e che non era stato forzato, ma volontario. [2, 4, 10, 11, 12]

4. Intellettuali e il “trapasso”

Dario Fo non fu l’unico intellettuale italiano a passare dalle fila del fascismo o della RSI a posizioni comuniste o progressiste dopo la guerra (un fenomeno che coinvolse figure come Giorgio Bocca, Eugenio Scalfari e Indro Montanelli). [1, 13]

In sintesi, sebbene Fo sia universalmente ricordato come un autore e attivista di sinistra (fino all’appoggio al Movimento 5 Stelle negli ultimi anni), il suo trascorso a Salò rimane una parte documentata della sua biografia che ha alimentato critiche sulla sua coerenza politica. [5, 14, 15, 16]

[1] https://www.youtube.com

[2] https://www.pmli.it

[3] https://www.ilgiornale.it

[4] https://www.storiaverita.org

[5] https://www.fratelli-italia.it

[6] https://www.gavinoguiso.it

[7] https://www.rifondazione.it

[8] https://www.facebook.com

[9] https://www.ilfattoquotidiano.it

[10] https://www.informazionecorretta.com

[11] https://www.pmli.it

[12] https://www.rifondazione.it

[13] https://www.facebook.com

[14] https://www.museodelcomunismo.it

[15] https://www.ilfattoquotidiano.it

[16] https://www.feltrinellieditore.it


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