La cura di Hillman, Un bel tuffo nella mitologia greca. Articolo di Daniela Mambretti pubblicato su “La Provincia” di Como, 3 gennaio 2019

La cura di Hillman
Un bel tuffo nella mitologia greca
Articolo di Daniela Mambretti pubblicato su
“La Provincia” di Como, 3 gennaio 2019
Salute. La “psicologia archetipica” del filosofo Usa spiegata dall’antropologa Selene Calloni Williams: «Affrontare la malattia ritrovando fede nell’invisibile»

Una psicologia che mette al centro della scena il mondo delle immagini e l’ani-ma che vuole essere riconosciuta, superando sterili dati, analisi cliniche e statistiche. Questo l’approccio di James Hillman psicoanalista, saggi-sta e filosofo statunitense che ha sviluppato una psicologia definita come archetipica o immaginale, perché parte dal-la realtà cosciente e la riconduce alla sua immagine originale.

Natura immaginale

«Il pensiero di Hillman presuppone la capacità di vedere la vita come sogno, come una grande imago che non ha nulla di sostanziale e di oggettivo» spiega Selene Calloni Williams, antropologa, viaggiatrice, documentarista e autrice di “James Hillman – Il cammino del fare anima e dell’ecologia profonda” (Edizioni Mediterranee). Ricondurre la realtà alla sua natura immaginale significa, per Hillman, “fare anima”, vale a dire riportare ogni oggetto, persona, evento o luogo alla sua natura originaria che è immagine e appartiene alla dimensione universale. Quando dimentichiamo questo aspetto immateriale, quando non ci rendiamo conto che la nostra anima fa parte di questo mondo sottile e oscuro che, però, ha bisogno di essere visto e considerato, insorgono disturbi e patologie. «Quando si affronta una malattia è necessario affidarsi, ritrovare fede nell’invisibile. Il curarsi, l’agire è necessario e costituisce l’aspetto rituale della tera-pia, ma, contemporaneamente, è necessario ritrovare il contatto con il mistero»sotto-linea l’esperta. Pertanto, per stare bene bisogna ristabilire l’equilibrio universale tra noi e il mondo invisibile, tra noi e la natura, in una sorta di scambio, di “darsi” continuo: nella visione immaginale, la malattia non è altro che la voce del-l’anima che chiede la ricostituzione di quell’armonia primeva e di quella propensione al darsi, esattamente come la natura si dà, si offre, incessantemente.

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La cura di James Hillman, un bel tuffo nella mitologia greca, ce ne parla Selene Calloni Williams

via La cura di Hillman e il Mantra Madre (Mother Mantra)

i due aspetti (opposti) dell’ARCHETIPO DEL SENEX ~ da Informazione Consapevole

TRACCE e SENTIERI

Soffermandoci per un momento sul Senex, vale ricordare che anch’esso è duplice, e che nella sua duplicità/polarità – costitutiva anche del Puer –  questo archetipo è sì freddo, lento e pesante, ma va detto che, nel contempo, questa pesantezza gli fornisce anche densità e stabilità; la sua lentezza è certo tristezza e melanconia, ma anche quiete e riflessione; è la notte che annuncia il giorno. Come il Puer è sessualmente potente (ma ricordiamo che lo è tendenzialmente fuori dalla relazione amorosa),

così il Senex è arido e impotente; ma  poiché appartiene a Saturno è contemporaneamente anche dio della terra e della fertilità; è colui che raccoglie  i frutti, ma che anche ne fa anche incetta;  che tende a conservare le cose, ma sovente soltanto per sé; e tende a farle durare per sempre. E’ vero che batte moneta ed è signore della ricchezza, ma è anche avaro e rapace; e poiché è divoratore…

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Archetipo

Nicolas Pethes, Jens Ruchatz, Dizionario della memoria, Bruno Mondadori, 2002
p. 33-35

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