Italo Calvino: PERCHE’ LEGGERE I CLASSICI

PERCHE’ LEGGERE I CLASSICI

Nel 1981 Calvino pubblicò un breve saggio sul perchè leggere i classici (e su cosa si debba intendere per un “classico”).

1. I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito “sto rileggendo…” e non “sto leggendo…”

2. Si dicono classici quei libri che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati; ma costituiscono una ricchezza non minore per chi si riserba la fortuna di leggerli per la prima volta nelle condizioni migliori per gustarli

3. I classici sono libri che esercitano un’influenza particolare sia quando s’impongono come indimenticabili, sia quando si nascondono nelle pieghe della memoria mimetizzandosi da inconscio collettivo o individuale

4. D’un classico ogni rilettura è una lettura di scoperta come la prima

5. D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura

6. Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire

7. I classici sono quei libri che ci arrivano portando su di sé la traccia delle letture che hanno preceduto la nostra e dietro di sé la traccia che hanno lasciato nella cultura o nelle culture che hanno attraversato (o più semplicemente nel linguaggio o nel costume)

8. Un classico è un’opera che provoca incessantemente un pulviscolo di discorsi critici su di sé, ma continuamente se li scrolla di dosso

9. I classici sono libri che quanto più si crede di conoscere per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti

10. Chiamasi classico un libro che si configura come equivalente dell’universo, al pari degli antichi talismani

11. Il “tuo” classico è quello che non può esserti indifferente e che ti serve per definire te stesso in rapporto e magari in contrasto con lui

12. Un classico è un libro che viene prima degli altri classici; ma chi ha letto prima gli altri e poi legge quello, riconosce subito il suo posto nella genealogia

13. E’ classico tutto ciò che tende a relegare l’attualità al rango di rumore di fondo, ma nello stesso tempo di questo rumore di fondo non può fare a meno

14. E’ classico ciò che persiste come rumore di fondo anche là dove l’attualità più incompatibile fa da padrona.

Italo Calvino. Da “Perchè leggere i classici”, 1981


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2 commenti

  1. Aggiungerei che un classico è quel libro di cui vorresti ricordare ogni frase, ogni parola, perchè non ne sai scegliere la frase migliore, essendo tutte all’altezza.

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    • sì, sciusciu
      come per me leggere e sentire dire questa poesia:

      Wallace Stevens, La casa era silenzio, letta da Mimmo Pelini

      The house was quiet and the world was calm
      The house was quiet and the world was calm.
      The reader became the book; and summer night

      Was like the conscious being of the book.
      The house was quiet and the world was calm.

      The words were spoken as if there was no book,
      Except that the reader leaned above the page,

      Wanted to lean, wanted much to be
      The scholar to whom his book is true, to whom

      The summer night is like a perfection of thought.
      The house was quiet because it had to be.

      The quiet was part of the meaning, part of the mind:
      The access of perfection to the page.

      And the world was calm. The truth in a calm world,
      In which there is no other meaning, itself

      Is calm, itself is summer and night, itself
      Is the reader leaning late and reading there.

      Wallace Stevens

      La casa era silenzio e il mondo era calma
      Il lettore divenne il libro; e la notte estiva

      Era il sentire del libro
      La casa era silenzio e il mondo era calma

      Le parole furono dette come se il libro non ci fosse
      Se non che il lettore era chino sulla pagina,

      Voleva stare chino, voleva molto tanto essere
      Lo studioso a cui il suo libro dice il vero, a cui

      La notte estiva è come una perfezione del pensiero.
      La casa era silenzio perchè così doveva essere.

      Il silenzio era parte del senso, parte della mente:
      Il passaggio che conduce la perfezione alla pagina.

      E il mondo era calmo. La verità in un mondo calmo.
      In cui non c’è altro senso,essa stessa

      E’ calma, essa stessa è estate e notte, essa stessa
      E’ il lettore che a tarda ora chino legge.

      ( versione di Mimmo Pelini su note e parafrasi di Phillip Hill)

      24 Apr 2011, 21:12 0 boosts 0 preferiti

      grazie per il passaggio
      paolo ferrario

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