Carlo Emilio Gadda, Eros e Priapo, Adelphi, 1967

una citazione dedicata all’allora benito mussolini (minuscolo):

sudicio Poffarbacco, Somaro principe, kuce, imbianchino, il Sozzo nostro, furioso babbeo, ladro, mascelluto, gradasso, faccia ’e malu culori, capocamorra, Caino Giuda Maramaldo, gaglioffo ipocalcico dalle gambe a roncola, autoerotòmane, eredoalcoolico ed eredoluetico, luetico, teratocèfalo, rachitoide babbeo, spiritato basedòwico, scacarcione sifoloso, mortuario smargiasso, Merda di cervellone Caino, farabutto-Giuda-Maramaldo, Paflagone smargiasso, Scacarcione giacomo-giacomo, maccherone furioso, Napoleone fesso, sanguinolento porcello, Scipione Africano del due di coppe, provolone imbischerito, mascelluto Caino in peste, forlimpopolesco mascellone, principe Maramaldo, Giuda pestifero, il fass tutt mè, il son chè mè, dittatore di scemenze, Gran Cacchio, parolaio-istrione, lurido Poffarbacco, virulento babbeo, provinciale saturo di sifilide e di furori blasfemi, Costruttore, ex agitatore ed agitato sempiterno, ficaiolo, discepolo del messer Niccolò buggeratissimo, poltrone e istrione, sanguinolenta jena, Priapo Ottimo Massimo, Batrace luetico, tumescente Priapo, Priapo-Imagine, Super Balano, il beneficiente, mascelluto e stivaluto Poffarbacco, furbo di provinciaccia, tumefatto balano, messer Mastro Pùgolo, Predappioculo, bel maschione, Sbrodolini, asino indomenicato al giro d’Italia, Priapo Esibito, Priapo marcio, Maramaldo omicida, Appiccata Carogna, kuce Cacchio, culone a cavallo, bellone, fezzone, buccone, stivalone, maschio maschione, sifilitico sifiliticone, rincoglionito Quirino, inturgidito Predappio, Forlimpopoli Priapomastro, pietoso mimo, Pirgopolinice Spirochetato, kùce-verga, tracotante birro, tetro feneratore de le genti, Priapo Maccherone Maramaldo, trombone in fiera, Gran Correggia del Nulla, Predappiofava, batrace, Somaro Sopracciò, Maccherone Ingrognato, acromegalico e batracico avortone, il ragghiante, l’Impestato, Batrace Tritacco, Priapo Concionante, nanonzolo, batracico testone-mascellone acromegalico, rachitoide ipocalcico, eredoalcool, eredolue, Predappiofesso, Fava, Favente Genio, Favante Tutore della Italia, Condottiero d’Italia in Guerra Lampo, Tempista/Politico, Gran Somaro Nocchiero, Scacarcione Mago, Fottutissimo Scacarcione Bombarda di Tripla Greca, kuce grasso, appiattato Scacarcione a dugento miglia da battaglia, Fava Unica, Fava Maramaldo, Invincibile Fava, Predappioasino, el Fava (Impestatissimo), Pupazzo, Nullapensante, Maramaldo dal viso livido, Somaro Fava, il Leccato-che-Lecca, Coglione, provolone sciocco, Trombone trombatissimo, Socero Schifoso, mentecatto principe Fava, Naticone ottimo massimo, Pavone Etico Ufficiale, Priapo Tumefatto, Batrace dalle mascelle forzute, Priapo luetico, τύραννος, furioso, pavido idolatra del numero e della forza, φαλλός, l’Estrovertito, mietitore degli universi frumenti, agitato-sempiterno, Sovrano seminatore e trebbiatore pometino, il vessillifero della spaghettifera patria co’ ’a pommarola in coppa, Gran Khan, messer Mastro Pùngolo, ex-Bomba in pullover, tiranno vaniloquente, cavalcatore di cavalli e di femine in gloria, inturgidito Modellone, Pirgopolinice il glorioso, Modellone Torsolone, frivolo e fortunato mimico, il Maestro, Sopraumano Sopracciò, Furioso Ingrogato, il Mugliante, sozzo e priapesco istrione

Poesie per un anno: ESTATE, a cura di Milton Fernandez, Rayuela edizioni, 2020

VAI ALLA SCHEDA DELL’EDITORE

Poesie per un anno – Estate

Comincio a desiderare un linguaggio frugale come quello che usano gli amanti, parole rotte, parole spezzate, come lo sfiorare dei passi sulla strada, parole di una sillaba come quelle dei bambini quando entrano in una stanza nella quale la loro mamma sta cucendo e prendono da terra un filo di lana bianca, una piuma o uno scampolo di chintz. Ho bisogno di un urlo, un grido.

Virginia Woolf

Poesie per un anno: PRIMAVERA, a cura di Milton Fernandez, Rayuela edizioni, 2020

VAI ALLA SCHEDA DELL’EDITORE:

Poesie per un anno – Primavera

Come te

Io, come te,

amo l’amore, la vita, il dolce incanto

delle cose, il paesaggio

celeste dei giorni di gennaio.

Anche il mio sangue freme

e rido attraverso occhi

che hanno conosciuto il germogliare delle lacrime.

Credo che il mondo sia bello,

che la poesia sia come il pane, di tutti.

E che le mie vene non finiscano in me

ma nel sangue unanime

di coloro che lottano per la vita,

l’amore,

le cose,

il paesaggio e il pane,

la poesia di tutti.

Roque Dalton

copertinaprimavera

Poesie per un anno: INVERNO, a cura di Milton Fernandez, Rayuela edizioni, 2020

VAI ALLA SCHEDA DELL’EDITORE:

Poesie per un anno – Inverno

La poesia e lì, dice qualcuno, accanto a noi, basta saperla riconoscere. È quel segno rimasto nel guanciale dopo una notte d’amore con una sconosciuta. Il cenno di un manifesto nel metrò. Quell’uomo insignificante che spazza lucernari e parapetti solo per cortesia nei confronti del cielo. Quei pazzi che continuano imperterriti a cercare i loro mulini a vento nell’aria ammorbante della città. Lo sguardo assente di un ubriaco dopo la sbornia…

Proviamoci anche noi, a tempo perso. Proviamo a fare uscire i poeti dalla loro tana. Adottiamone uno a distanza, e portiamolo a vivere tra la gente. Trascriviamolo, traduciamolo, faxiamolo, incidiamolo; vandalizziamo i muri con la sua presenza, regaliamolo a qualcuno a cui vogliamo bene, a quelli con cui non vorremmo condividere nemmeno l’aria del pianeta; abbandoniamolo dal parrucchiere, dal medico, dal dentista; piazziamo una sua pagina tra i rotocalchi del giornalaio, i tanti Chi, Di Chi, Con Chi, (c’è il rischio di provocare uno shock anafilattico, ma dopo tutto nessuno vive in eterno) appendiamolo sulla porta della cabina, mentre ci cambiamo il costume, attacchiamolo sul muro nei bagni delle stazioni, tra le proposte d’incontro e la dimensione dei peni in offerta speciale, infiliamolo in una bottiglia e buttiamola nel cesso, indirizzata al mare; inseriamolo di soppiatto nell’urna elettorale…
Non m’illudo. Lo so che la poesia non salverà il mondo. Non basterebbe l’acqua dell’universo per lavare tutta la sporcizia accumulata. Ma senza quell’acqua, il mondo sarebbe già morto di sete.(…)

Dalla prefazione di Milton Fernández

 

Copertina_INVERNO_05_11TAG

Poesie per un anno: AUTUNNO, a cura di Milton Fernandez, Rayuela edizioni, 2020

vai alla scheda dell’editore:

Poesie per un anno – Autunno

Yehoshua Abraham, Il tunnel, Einaudi 2018

e

Faber Andrew, Ti passo a perdere, Interno Poesia, 2022

vai alla scheda dell’editore:

Ci si può perdere senza il bisogno di sentirsi persi? Quanti significati assume, nel corso della vita, questo predicato verbale dalle infinite forme? Andrew Faber stravolge il concetto di fragilità, trasformandola in forza. Più che un libro di poesie, Ti passo a perdere è un manuale di resistenza in versi. Uno stradario dell’anima dove perdersi per poi ritrovarsi. Un viaggio verso la conoscenza di sé stessi e un invito alla scoperta dell’Amore, in tutte le sue forme.

 

A chi sta attraversando il suo buio

A chi sta attraversando
il suo buio
dico soltanto di non mollare.
Ci siamo finiti tutti
in quel posto maledetto
dove il freddo ti morde le ossa
e il silenzio ti piove nel cuore.
A chi sta attraversando
il suo buio
dico soltanto di allontanarsi
da chi dice di darsi una mossa
di smettere di piangersi addosso.
Quella gente vuole farvi del bene
ma non sa cosa dice.
Quella gente lì dove siamo finiti noi
non c’è mai arrivata.
A chi sta attraversando
il suo buio
dico soltanto di avere coraggio
bisogna stringere i denti
e aspettare che il sole riprenda a brillare.
A chi sta attraversando
il suo buio
dico soltanto di credere
nella poesia.
Negli occhi di chi
quella strada l’ha già ritrovata.
C’è un cielo
di qua che vi aspetta
con un panorama di sogni
da togliere il fiato.

 

*

 

Perdersi

Ci ho messo un po’ a comprendere:
non volevi essere abbracciata
per paura di essere capita.
Che essere capiti
è la cosa più preziosa al mondo
ma significa
buttare giù le difese
arrendersi
consegnarsi.
Significa non potersi più difendere
per un istante
non riuscire più a mentire.
E la gente non sempre lo sa
non sempre lo capisce
cosa significa abbracciarsi
dirsi tutto senza parlare.
Perdersi.
In quella terra di nessuno
da qualche parte nel cuore.

 

*

 

Le persone che amano stare da sole

Non giudicate
le persone che amano stare da sole
non fatelo mai.
La loro non è cattiveria
non è strafottenza
ma vera e propria necessità
bisogno d’essere, appartenenza.
Abbiate sempre cura di aspettarle
di rispettarle.
Non mettetegli fretta
se i loro tempi non sono i vostri
lasciatele andare.
Se avrete pazienza
sapranno ricompensarvi
perché la loro voce
è una carezza scesa dalle labbra
che si scioglie negli occhi.
Perché il loro cuore
è un posto caldo e silenzioso
capace di accogliere e proteggere.
Non giudicate
le persone che amano stare da sole
non avete la minima idea
di quanto abbiano dovuto lottare
di quale miracolo siano state capaci
di compiere.
La solitudine spaventa
la solitudine è un patto
di purissimo Amore
con la propria anima
che quasi mai nessuno
ha il coraggio di fare
ma loro sì, e ne sono felici.
Loro ci sono riusciti.
Loro ce l’hanno fatta.

 

*

 

Chi rischia la felicità, non muore mai

Adesso ti passo a prendere
e ti porto a mangiare
un sacco di schifezze
e se ti va
balliamo un po’
davanti agli occhi increduli
della gente seria.
Ti passo a prendere
e ti porto a non pensare
che quando non si pensa
si torna un po’ bambini.
Ti porto a sognare
quelle robe da imbecilli scalmanati
che non si possono raccontare.
Adesso ti passo a prendere
e ti porto a ridere con me
perché ho bisogno di sapere chi sei
quando non hai bisogno di apparire
quando non hai bisogno di essere.
Ti porto a sbagliare
a bruciare
a impazzire.
Come l’ultima volta che hai pianto
e non sapevi perché
ma ti sentivi viva.
Ti porto a toccare la notte
ti porto a respirare il silenzio
delle parole rimaste in gola
e che finiscono negli occhi
e dentro ai baci
dati di corsa.
Ti porto a rischiare di essere felice
perché non so se lo sai
ma chi rischia la felicità vince sempre.
Chi rischia la felicità, non muore mai.

Stefano Rovai, Le avventure di P!nocchio , Edizioni della Normale/Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, 2021

v ai alla scheda dell’editore:

Franchini Antonio, Leggere possedere vendere bruciare, Marsilio, 2022

vai alla alla scheda dell’editore:

https://www.marsilioeditori.it/libri/scheda-libro/2970964/leggere-possedere-vendere-bruciare

L’oggetto di questi racconti sono i libri. Quattro azioni molto diverse che si possono fare con i libri, azioni che talvolta escludono le altre: non è detto, infatti, che chi è animato dalla smania di possedere libri sia un accanito lettore, e non sempre i grandi lettori sono anche bibliofili. Allo stesso modo vendere libri potrebbe tranquillamente non contemplare il fatto di leggerli, così come il desiderare di averne. Infine, bruciare libri – l’azione più estrema e delittuosa – potrebbe essere non soltanto l’oltraggio di chi teme la parola scritta, di chi l’ha in sospetto e la odia quando diffonde idee che avversa, ma anche l’atto supremo di un amore tanto esclusivo e assoluto da diventare perverso, omicida o forse liberatorio. I libri di mio padre ripercorre, tra tenerezza e strazio, l’eredità di un bibliofilo. Lettore di dattiloscritti e Le età dell’oro dell’editoria italiana raccolgono le riflessioni di chi ha dedicato la vita a una specie particolare di lettura, quella rivolta a testi destinati, nella maggior parte dei casi, a non veder mai la luce, a entrare nel limbo infinito delle opere non pubblicate: perché frutto di un narcisismo sterile, di ambizioni sbagliate, o di un talento non riconosciuto? Memorie di un venditore di libri apre la finestra, quasi sempre lasciata chiusa, su coloro che i libri li vendevano, e ancora li vendono, in un’Italia diversa e lontana, ma non così diversa e non così lontana. Bruciare, infine, è forse l’approdo fatale di chi, come chiunque abbia dedicato la vita a una passione esclusiva, all’improvviso si accorge che è tutto niente?

Leggere possedere vendere bruciare

Valerio Chiara, Così per sempre, Einaudi, 2022

vai alla scheda dell’editore:

L’uomo sulla terrazza è antico quasi come la città che sta guardando. Il suo gatto Zibetto, piú nero di tutti i gatti neri, come lui conosce troppe storie. L’uomo è il conte Dracula. Ama la scienza, la fragilità degli esseri umani, e una donna dal viso sempre uguale. Nel 1897 la storia d’amore con Mina Harker non è finita: per chi non è piú legato allo scorrere del tempo, nulla può mai finire. Oggi lui sta a Roma, che è una città eterna, e lei vive a Venezia, che è una città immortale. L’eternità e l’immortalità sono due cose diverse, Dracula l’ha capito e Mina no. Sarà pur vero che l’odio è anche amore, ma dove l’amore cerca passione l’odio chiede vendetta.

Giacomo Koch è il nome del conte Dracula quando questa storia comincia. Mina Harker, la donna a causa della quale stava per essere ucciso, è sfuggita alla morte, ora si chiama Mina Monroy ed è lei stessa un vampiro. Il loro gatto Zibetto può arrampicarsi anche per dieci piani e porta alle zampe anteriori due vistosi anelli d’oro, per l’esattezza due fedi nuziali. Questa storia, ambientata oggi tra Roma e Venezia, attraversa i secoli e affonda le sue radici alla fine dell’Ottocento, quando il conte Dracula lascia la Transilvania per trasferirsi in Occidente. È allora che ha preso il nome di Giacomo Koch e ha cominciato a interessarsi alla professione medica, ed è oggi che lavora come anatomopatologo all’ospedale Fatebenefratelli. Attraversando la grande stagione delle scienze, Giacomo ha capito molte cose. La prima è che tutto ciò che scorre è nutrimento, non solo il sangue, per quanto il sangue umano rappresenti ancora il suo cibo preferito. Ha capito che non si può vincere la nostalgia per i prodigiosi limiti dei viventi, e che grazie alla forza di gravità ogni uomo e ogni donna contengono l’universo; sa, soprattutto, che quando nei vampiri scorre il sangue essi diventano umani, e come gli umani sono vulnerabili, possono essere ammazzati. Mina, invece, non ha voluto capire altro che sé stessa, ha vissuto gli ultimi sessant’anni insieme a una donna che il Conte ha ucciso – come, in effetti, ha ucciso tutti gli amori della sua vita – e pensa, per punirlo, di dover distruggere l’unica vera grande passione di Dracula: gli esseri umani. Decide, nella Venezia dove tutto scorre, di aprire un salone di bellezza in cui il tempo non scorra piú. Dal salone di Mina chiunque entri uscirà uguale a sé stesso. Per sempre. Cosí per sempre.

“Quando pensi di avere tutte le risposte, la vita ti cambia tutte le domande” , Charlie Brown

NAIPUL V. S., Dolore, Adelphi editore

Handke Peter, Di notte, davanti alla parete con l’ombra degli alberi, edizioni Settecolori, 2022

vai alla scheda dell’editore:

Una confessione e un cantico, una collezione di tesori, di parole, di espressioni, esperienze e intuizioni che ha il profumo del bosco, dei funghi essiccati, dei fiori impaginati della quotidiana avventura che è la vita. Il nuovo canto di Peter Handke, pellegrino al muro del Tempo.

 

Questi taccuini originali, scritti a mano con matita,
pennarello o biro di diversi colori, ornati di disegni
– e segnati dalle tracce del vento, delle intemperie
e delle bestiole selvatiche, – sono per me i diari
più belli e preziosi dell’ultimo secolo,
anche per la bellezza indomita e selvaggia
delle forme che prende la scrittura.
Hans Höller, Der Standard

Nel tempo prolungato e sospeso che si confà alla durata e alle ore della sera, Peter Handke raccoglie frammenti di pensieri che brillano come pagliuzze d’oro e generano la luce magica più adatta ad animare gli arabeschi delle ombre. Scrive d’amore, “in cui ci si può solo perdere”, scrive di quel sentimento che nasce dalla comunione di amore e di volontà, l’entusiasmo, “che si può solo condividere”. Scrive anche delle “nefandezze della fretta”, dell’impazienza e dell’altro tempo, il tempo della natura, quello che ha a che fare con il vorticare delle foglie, l’oscillare dell’erba, il tremolio della rugiada, soglie più precise dell’alternarsi delle stagioni… Scrive infine del ritmo dell’anima (“sta lì la durata”)…
Sono note che hanno il carattere della confessione, della rivelazione e i tratti, le vibrazioni della preghiera propria di un asceta laico. Note che Handke accompagna, intervalla, incastona con disegni (qui riprodotti e che fanno del volume un piccolo libro d’arte), diorama che sono danze di luce e pittura su vetro.
Diario di uno scrittore autentico, preso di sorpresa, di notte, nell’ombra, taccuino di un cronista della durata, di un uomo che abita nella durata, che ha stretto amicizia con il tempo e si dice: “Smettila di immaginarti di essere giovane – Perché?”.
Proprio la semplicità, la chiarezza, il nitore costituiscono la cifra stilistica di questi appunti che fanno sussultare il cuore ad ogni passo. Un libro che andrebbe imparato a memoria riga per riga.

Caramagna Fabrizio, Il numero più grande è due, Mondadori, 2019

Il numero più grande è due

De Angelis Milo, DE RERUM NATURA di LUCREZIO, Mondadori, 2022

vai alla scheda dell’editore

https://www.mondadoristore.it/De-rerum-natura-di-Lucrezio-Milo-De-Angelis/eai978880474777/

Nicola Crocetti Jovannotti, Poesie da spiaggia, Crocetti editore, 2022. Indice del libro

Romanzo psicologico: caratteristiche, origini e libri da leggere – in ilLibraio.it

vai a:

Romanzo psicologico: caratteristiche, origini e libri da leggere – ilLibraio.it

I 10 poeti anglosassoni più influenti nella storia (e gli autori che hanno ispirato) – in ilLibraio.it

vai a

I 10 poeti anglosassoni più influenti nella storia (e gli autori che hanno ispirato) – ilLibraio.it

Recalcati Massimo, Pasolini, il fantasma dell’origine, Feltrinelli, 2022

vai alla scheda dell’editore:

https://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/pasolini–il-fantasma-delorigine/#descrizione

Luigi Guarnieri, Il segreto di Lucia Joyce, La Nave di Teseo, 2022. recensione di Federica Manzon in La Stampa/TuttoLibri 16 apr 2022

vai alla scheda dell’editore:

Il segreto di Lucia Joyce

Lucia nasce a Trieste nel 1907. Secondogenita di James e Nora Joyce, vive la sua infanzia con i genitori e il fratello Giorgio in precarie condizioni economiche. Dopo Trieste inizia un peregrinare continuo tra Parigi, la Svizzera – soprattutto Zurigo – e qualche breve ritorno in Irlanda. È a Parigi che Joyce entra in contatto con scrittori, artisti, esponenti dell’alta borghesia e generose benefattrici.
In questo contesto – un tenore di vita al di sopra delle reali possibilità dello scrittore, un successo che stenta a decollare ma un fervente interesse per la sua opera da parte di alcuni estimatori di eccezione, una routine familiare delirante – Lucia e Giorgio crescono in uno strano rapporto di simbiosi. Così il matrimonio di Giorgio è vissuto come un abbandono da Lucia, che viene anche rifiutata da tre uomini nel giro di breve tempo (tra cui Beckett e lo scultore Calder). L’unico ambito in cui riesce a esprimere se stessa è la danza: frequenta corsi teatrali e coreutici, stringe amicizie femminili che le sono di ispirazione e si inserisce in ambienti artistici molto lontani da quelli del padre. Il primo crollo psichico segna per lei l’inizio di un calvario che, tra cliniche e manicomi, terapie sperimentali, psicanalisi junghiana, diagnosi contraddittorie e mai verificate, durerà tutta la sua vita. Scoprire il segreto dell’oscura malattia mentale di Lucia, della quale Joyce continuerà sempre a sentirsi colpevole, diverrà per l’autore dell’Ulysses una vera ossessione, che non gli darà mai tregua e rischierà di distruggerlo.

recensione di Federica Manzon in La Stampa/TuttoLibri 16 apr 2022

La follia rubata alla figlia fece grande l’arte di Joyce

https://www.lastampa.it/tuttolibri/2022/04/16/recensione/la_follia_rubata_alla_figlia_fece_grande_l_arte_di_joyce-3035996/?msclkid=004914ebbd9011ec8bc83790a86b3382

Vasilij Grossman, Stalingrado – Adelphi Edizioni

vai alla scheda dell’editore:

Stalingrado | Vasilij Grossman – Adelphi Edizioni

Quando Pëtr Vavilov, un giorno del 1942, vede la giovane postina attraversare la strada con un foglio in mano, puntando dritto verso casa sua, sente una stretta al cuore. Sa che l’esercito sta richiamando i riservisti. Il 29 aprile, a Salisburgo, nel loro ennesimo incontro Hitler e Mussolini lo hanno stabilito: il colpo da infliggere alla Russia dev’essere “immane, tremendo e definitivo». Vavilov guarda già con rimpianto alla sua isba e alla sua vita, pur durissima, e con angoscia al distacco dalla moglie e dai figli: «…sentì, non con la mente né col pensiero, ma con gli occhi, la pelle e le ossa, tutta la forza malvagia di un gorgo crudele cui nulla importava di lui, di ciò che amava e voleva. Provò l’orrore che deve provare un pezzo di legno quando di colpo capisce che non sta scivolando lungo rive più o meno alte e frondose per sua volontà, ma perché spinto dalla forza impetuosa e inarginabile dell’acqua». È il fiume della Storia, che sta per esondare e che travolgerà tutto e tutti: lui, Vavilov, la sua famiglia, e la famiglia degli Šapošnikov – raccolta in un appartamento a Stalingrado per quella che potrebbe essere la loro «ultima riunione» –, e gli altri indimenticabili personaggi di questo romanzo sconfinato, dove si respira l’aria delle grandi epopee. Un fiume che investirà anche i lettori, attraverso pagine che si imprimeranno in loro per sempre. E se Grossman è stato definito «il Tolstoj dell’Unione Sovietica», ora possiamo finalmente aggiungere che Stalingrado, insieme a Vita e destino, è il suo Guerra e pace.

Incontro: Inseguivo frammenti di passato …, nel blog LeScritteriate

lescritteriate

Inseguivo frammenti di passato

e tu eri celato, nel labirinto del tempo,

da una coltre di fiori.

Hai forse chiamato, con voce priva di suono;

forse i tuoi occhi spenti hanno visto.

E il ricordo si fa lieve.

Quell’attimo privo di importanza,

un dolce sguardo benevolo,

conquista così l’immortalità.

L’incontro era solo sospeso, ora ti ho ritrovato.

View original post

100 LIBRI (800 a.c. – 2006) per imparare a leggere

Boris PASTERNAK (1890-1960), scheda biografica in La Ragione, 26/3/22

GALIA OZ, La mia storia di amore e di tenebra. La figlia dello scrittore Amos Oz racconta un’infanzia violenta, di Simona Siri, in La Stampa, 26/3/22

letto in edizione cartacea

cerca in:

https://www.illibraio.it/news/storie/amos-oz-abusi-1398303/

TERZA EDIZIONE CONCORSO PER RAGAZZI: RACCONTI in ilsognodigiuliettaevent.it

benvenuti nel mio sogno, associazione culturale 

TERZA EDIZIONE CONCORSO PER RAGAZZI:- RACCONTI – 

vai al regolamento, disponibile nel sito:

Concorsi – www.ilsognodigiuliettaevent.it

Racconti da leggere di ieri e di oggi: oltre 70 consigli di lettura – ilLibraio.it

proponiamo una selezione ricca di spunti di lettura di varie epoche e di vari generi: dai racconti di fantascienza a quelli dell’orrore, da quelli brevi a quelli brevissimi, passando naturalmente per i grandi classici e per quelli contemporanei…

vai a:

Racconti da leggere di ieri e di oggi: oltre 70 consigli di lettura – ilLibraio.it

Serata Pasolini,  (a 100 anni dalla nascita),  Martedì 29 marzo, ore 20.45. Proiezione del documentario Cinema in forma di mito – miti e mitologie nell’opera di PPP, del regista Mario Bianchi che dialogherà con Davide Fent.  The Art Company Como,  Via Borgovico 163 (cortile interno)

LUOGHI del LARIO e oltre ...

The Art Company Como
Donne in gabbia

Adriano Caverzasio “PPP” (2022)

Serata Pasolini,  (a 100 anni dalla nascita),  Martedì 29 marzo, ore 20.45. proiezione del documentario Cinema in forma di mito – miti e mitologie nell’opera di PPP  el regista Mario Bianchi che dialogherà con Davide Fent.  The Art Company Como,  Via Borgovico 163 (cortile interno)

Posti limitati, prenotazione necessaria al numero 335.8095646

o inviando una mail a info@theartcompanycomo.it

The Art Company Como,  Via Borgovico 163 (cortile interno)

Gli italiani

(poesia di PPP)


L’intelligenza non avrà mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione.
Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai
da uno dei milioni d’anime della nostra nazione,

un giudizio netto, interamente indignato:
irreale è ogni idea, irreale ogni passione,
di questo popolo ormai dissociato
da secoli, la cui soave saggezza
gli serve a vivere, non l’ha mai liberato.

Mostrare la mia faccia, la mia magrezza –
alzare la mia sola puerile voce –
non ha…

View original post 25 altre parole

La donna giusta (Sandor Marai) – 2

lescritteriate

“E alla fine si è dovuto accorgere che in realtà la ragione non vale niente, perché gli istinti sono più forti. La collera è più potente della ragione. E quando la collera ha la tecnica a portata di mano se ne infischiano della ragione. E allora la collera e la tecnica si lanciano in una danza assurda e selvaggia.

Ecco perché non si aspettava più nulla dalle parole. Non credeva più che le parole messe l’una dietro l’altra in maniera razionale potessero ancora aiutare il mondo e le persone. Ed è proprio vero, al giorno d’oggi le parole sono state talmente deformate… persino le più semplici, quelle che anche noi adesso stiamo usando per parlare. Sono diventate inutili, come i monumenti. Si sono trasformate in brusio… il loro suono si è distorto, come quando vengono urlate e gracchiate dagli altoparlanti.

Non credeva più nelle parole… ma continuava ad amarle, le…

View original post 3 altre parole

Sostiene Pereira – Antonio Tabucchi

Nuvole narranti

Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare che Pereira stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era in ferie, lui si trovava nell’imbarazzo di mettere su la pagina culturale, perché il “Lisboa” aveva ormai una pagina culturale, e l’avevano affidata a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte. Quel bel giorno d’estate, con la brezza atlantica che accarezzava le cime degli alberi e il sole che splendeva, e con una città che scintillava, letteralmente scintillava sotto la sua finestra, e un azzurro, un azzurro mai visto, sostiene Pereira, di un nitore che quasi feriva gli occhi, lui si mise a pensare alla morte.

Dal libro Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi

INFORMAZIONI GENERALI:

  • TITOLO: Sostiene Pereira
  • AUTORE: Antonio Tabucchi
  • GENERE: Romanzo civile
  • VOTO:

IL LIBRO:

Proprio questo è l’incipit di un…

View original post 241 altre parole

Grazia Apisa Gloria, La tua sommessa voce. Dedicata a Paolo Ferrario, che mi ha fatto conoscere Antonia Pozzi, 27 marzo 2010

Grazia Apisa Gloria, Sito web

vai a:

Sito web: Grazia Apisa Gloria

Giuseppe Ungaretti, Il gusto della vita rivelato nell’orrore della guerra, di Antonio Cangemi, in la Ragione 11.3.22

Cheril STRAYED. Wild. Una storia selvaggia di avventura e rinascita, traduzione di Sara Puggioni, Pickwick, 2018

TRACCE e SENTIERI

vai alla scheda dell’editore:

http://www.pickwicklibri.it/Wild-storia-selvaggia-Cheryl-Strayed/

Dopo la morte prematura della madre, il traumatico naufragio del suo matrimonio, una giovinezza disordinata e difficile, Cheryl a soli ventisei anni si ritrova con la vita sconvolta.

Alla ricerca di sé oltre che di un senso, decide di attraversare a piedi l’America selvaggia tra montagne, foreste, animali selvatici, rocce impervie, torrenti impetuosi, caldo torrido e freddo estremo.

Una storia di avventura e formazione, di fuga e rinascita, di paura e coraggio. Una scrittura intensa come la vicenda che racconta, da cui emergono con forza il fascino degli spazi incontaminati e la fragilità della condizione umana di fronte a una natura grandiosa e potente

View original post

BASILIO LUONI ricorda: EZIO FRIGERIO, “Io sono un mago”, Baldini&Castoldi, 2021. Articolo in La Provincia/Stendhal, 5 marzo 2021

Massimo Recalcati, Caro PASOLINI mi hai insegnato a essere libero, in La Repubblica 5 marzo 2022

vai a:

https://www.repubblica.it/cultura/2022/03/04/news/caro_pasolini_mi_hai_insegnato_a_essere_libero-340300461/

TartaRugosa ha letto e scritto di: Emanuele Trevi (2021), Due vite, Neri Pozza, Vicenza

TARTARUGOSA

La scrittura è un mezzo singolarmente buono per evocare i morti, e consiglio a chiunque abbia nostalgia di chiunque di fare lo stesso: non pensarlo ma scriverne; accorgendosi ben presto che il morto è attirato dalla scrittura, trova sempre un suo modo inaspettato per affiorare nelle parole che scriviamo di lui, e si manifesta di sua propria volontà.

Perché noi viviamo due vite, entrambe destinate a finire: la prima è la vita fisica, fatta di sangue e respiro, la seconda è quella che si svolge nella mente di chi ci ha voluto bene. E quando anche l’ultima persona che ci ha conosciuto da vicino muore, ebbene, allora davvero noi ci dissolviamo, evaporiamo, e inizia la grande festa del Nulla, dove gli aculei della mancanza non possono più pungere nessuno.

Non è l’incipit del libro di Trevi, ma trovo queste frasi potentemente suggestive per descrivere il desiderio dell’autore di far riemergere…

View original post 1.071 altre parole

cento anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini: Cosa voleva dire davvero Pasolini con il suo Petrolio, di Walter Siti, in Domani 2 mar 22

vai a:

https://www.editorialedomani.it/idee/cultura/petrolio-pasolini-cosa-vuol-dire-vxb4cz5f

  • Circolano alcuni luoghi comuni su Petrolio (l’ambizioso romanzo che Pier Paolo Pasolini stava scrivendo quando fu ucciso) che svaniscono alla prova della lettura.
  • Il libro è ancora troppo informe perché si possa affermare che sia un capolavoro; insieme a brani di indubbia bellezza ci sono pagine raffazzonate e mal scritte, il finale semplicemente non esiste perché Pasolini non ha fatto in tempo a immaginarlo.
  • La fortuna di Petrolio è stata di comparire in tempi di risorgente avanguardia, e di ricomparire ora che va di moda l’opera trans-testuale, multimediale, il testo che farà finire tutti i testi.

GROSSMAN Vasilij, a cura di Mario Alessandro Curletto, La cagnetta (1961/62), Adelphi edizioni, 2013, pagg. 88. Indice del libro

BIOGRAFIA DI  GROSSMAN Vasilij (1905-1964):

https://it.wikipedia.org/wiki/Vasilij_Sem%C3%ABnovi%C4%8D_Grossman#Biografia

Carlo Rivolta interpreta: Platone, Apologia di Socrate 

AUDIO:

Carlo Rivolta interpreta: Platone, Apologia di Socrate 

Il significato della morte

Consideriamo anche da questo lato il fatto che c’è molta speranza che il morire sia un bene. In effetti, una di queste due cose è il morire: o è come un non essere nulla e chi è morto non ha più alcuna sensazione di nulla; oppure, stando ad alcune cose che si tramandano, è un mutamento e una migrazione dell’anima da questo luo­go che è quaggiù ad un altro luogo . Ora, se la morte è il non aver più alcuna sensazione, ma è come un sonno che si ha quando nel dormire non si vede più nulla neppure in so­gno, allora la morte sarebbe un gua­dagno meraviglioso. Infatti, io riten­go che se uno, dopo aver scelto questa notte in cui avesse dormito così bene da non vedere nemmeno un sogno, e, dopo aver messo a confronto con questa le altre notti e gli altri giorni della sua vita, dovesse fare un esame e dirci quanti giorni e quante notti ab­bia vissuto in modo più felice e più piacevole di quella notte durante tut­ta la sua vita; ebbene, io credo che costui, anche se non fosse non solo un qualche privato cittadino, ma il Gran Re, troverebbe lui pure che que­sti giorni e queste notti sono pochi da contare rispetto agli altri giorni e alle altre notti. Se, dunque, la morte è qualcosa di tal genere, io dico che è un guadagno. Infatti, tutto quanto il tempo della morte non sembra essere altro che un’unica notte.

Invece, se la morte è come un partire di qui per andare in un altro luogo, e sono vere le cose che si raccontano, ossia che in quel luogo ci sono tutti i morti, quale bene, o giudici, ci potrebbe essere più grande di questo? Infatti, se uno,giunto al­l’Ade, liberatosi di quelli che qui da noi si dicono giudici, ne troverà di veri, quelli che si dice che là pronun­ciano sentenza: Minosse, Radamante, Eaco, Trittolemo e quanti altri dei se­midei sono stati giusti nella loro vita”; ebbene, in tal caso, questo passare nell’aldilà sarebbe forse una cosa da poco?

E poi, quanto non sarebbe dispo­sto a pagare ciascuno di voi, per stare insieme con Orfeo e con Museo, con Omero e con Esiodo?

Per quello che mi riguarda, sono disposto a morire molte volte, se questo è vero. Infatti, per me, sarebbe straordinario tra­scorrere il mio tempo, allorché mi incontrassi con Palamede, con Aiace figlio di Telamonio e con qualche altro degli antichi che sono morti a causa di un ingiusto giudizio, metten­do a confronto i miei casi con i loro ! E io credo che questo non sarebbe davvero spiacevole.

Ma la cosa per me più bella sarebbe sottoporre ad esame quelli che stanno di là, interrogandoli come facevo con questi che stanno qui, per vedere chi è sapiente e chi ritiene di essere tale, ma non lo è.

Quanto sarebbe disposto a pagare uno di voi, o giudici, per esaminare chi ha portato a Troia  il grande esercito, oppure Odisseo o Sisifo e altre innumerevoli persone che si possono menzionare, sia uomini che donne?

E il discutere e lo stare là insieme con loro e interrogarli, non sarebbe davvero il colmo della felicità?

E certamente, per questo, quelli di là non condannano nessuno a morte. Infatti, quelli di là, oltre ad essere più felici di quelli di qua, sono altresì per tutto il tempo immortali, se sono vere le cose che si dicono.

Messaggio conclusivo di Socrate e commiato

Ebbene, anche voi, o giudici, biso­gna che abbiate buone speranze da­vanti alla morte, e dovete pensare che una cosa è vera in modo particolare, che ad un uomo buono non può capitare nessun male, né in vita né in morte. Le cose che lo riguardano non vengono trascurate dagli dèi.

E anche le cose che ora mi riguar­dano non sono successe per caso; ma per me è evidente questo, che ormai morire e liberarmi degli affanni era meglio per me.

Per questo motivo il segno divino non mi ha mai deviato dalla via seguita.

Perciò io non ho un grande rancore contro coloro che hanno votato per la mia condanna, né contro i miei accu­satori, anche se mi hanno condannato e mi hanno accusato non certo con tale proposito, bensì nella convinzio­ne di farmi del male.E in ciò meritano biasimo.

Però io vi prego proprio di questo. Quando i miei figli saranno diventati adulti, puniteli, o cittadini, procuran­do a loro quegli stessi dolori che io ho procurato a voi, se vi sembreranno prendersi cura delle ricchezze o di qualche altra cosa prima che della virtù.

E se si daranno arie di valere qual­che cosa, mentre non valgono nulla, rimproverateli così come io ho rim­proverato voi, perché non si danno cura di ciò di cui dovrebbero darsi cura, e perché credono di valere qual­che cosa, mentre in realtà non valgo­no niente.]

Se farete questo, avrò ricevuto da voi quello che è giusto: io e i miei figli.

Ma è ormai venuta l’ora di andare: io a morire, e voi, invece, a vivere.

Ma chi di noi vada verso ciò che è meglio, è oscuro a tutti, tranne che al dio.

Platone, Apologia di Socrate


In: Platone, Tutti gli scritti, a cura di Giovanni Reale, Rusconi, 1991, p. 44-46

Gigi Proietti recita “Ninna nanna della guerra” di TRILUSSA

Ninna nanna della guerra

Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vò la zinna:
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujermone
che se mette a pecorone,
Gujermone e Ceccopeppe
che se regge co le zeppe,
co le zeppe d’un impero
mezzo giallo e mezzo nero.

Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili

Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s’ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d’una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.

Ché quer covo d’assassini
che c’insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.

Fa la ninna, cocco bello,
finché dura sto macello:
fa la ninna, ché domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.

E riuniti fra de loro
senza l’ombra d’un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!

Biografia di DINO CAMPANA, Audio in Mangiafuoco sono io, Radio 1, 27 febbraio 2022

VAI A:

https://www.raiplaysound.it/audio/2022/02/Mangiafuoco-sono-io-del-27022022-be81b5ae-c7b0-45cd-910d-2f773c79f087.html

Rai Play Sound: LIBRI E LETTERATURA

VAI A:

https://www.raiplaysound.it/generi/Libri-e-letteratura-87276922-178a-4e03-a66d-f77819078aea.html

La Fra – video su YouTube

Ciao a tutti ragazzi, benvenuti, io sono La Fra!Questo canale nasce dalla mia passione per il mondo video ludico, ma in particolare per la saga di Metal Gear Solid. Nel 2017 ho infatti deciso di iniziare a produrre dei video di approfondimento del lavoro di Hideo Kojima con l’intento di realizzare quella che si potrebbe definire un’enciclopedia della saga. Più recentemente ho iniziato a dilettarmi in serie di gameplay, sia su Metal Gear, che su altri titoli: esplorando le playlist potrete trovare serie di gameplay dedicate.Recentemente, ho iniziato ad espandermi trattando analisi di personaggi del mondo anime, del cinema e tanto altro. Insomma, tutto ciò che mi appassiona!

VAI AL CANALE: La Fra – YouTube

Francesca ZUCCATO, Delivery Dreams. La leggenda del chakra bianco, Triskell Edizioni, 2022, p. 310. Intervista di Federica Rossi, in La Provincia, febbraio 2022

VAI ALLA SCHEDA DELL’EDITORE:

Delivery Dreams – Francesca Zuccato – Triskell Edizioni

INFORMAZION I IN RETE SU QUESTO LIBRO:

https://tinyurl.com/5n7tt7xf

A Rantan, decadente metropoli nel deserto, esseri umani e Volpi vivono separati, odiandosi e temendosi a vicenda. La vita scorre fra la violenza e la paura del diverso e i bambini vengono separati alla nascita a seconda della specie di appartenenza. Ma qual è allora il posto giusto per una creatura nata nel mezzo?

Kit, un diciassettenne schivo e solitario, non ha mai compreso la sua vera natura. Grazie al suo potere può vedere le shine, immagini di chakra prodotte dai sentimenti e dai pensieri degli esseri umani. Alla disperata ricerca di sé stesso, Kit passa le nottate a lavorare come corriere per la Daruma Express osservando il mondo da dietro una maschera e nascondendo la sua vera identità.

Presto però, qualcosa di strano inizierà a rompere il precario equilibrio che umani e Volpi hanno faticosamente instaurato. Con l’aiuto di Cho, una misteriosa bambina dagli strani poteri e Koinu, un goffo ma ardito poliziotto, Kit scoprirà di essere l’unico in grado di salvare la città e cambiare per sempre le cose.

Romanzo storico: 10 libri da leggere – ilLibraio.it

vai a

Romanzo storico: 10 libri da leggere assolutamente – ilLibraio.it

Emanuele Severino citazioni su: POIESIS; LUOGO DI DOMINIO; TEMPO; ENTE

1. PlatoneSimposio, pf. 205: Ogni atto per cui una cosa passa dal non essere all’essere: creazione (poiesis, pro-duzione, portare alla presenza):

2. “l’elemento decisivo del pensiero greco è l’apertura del mondo inteso come luogo dove le cose escono e ritornano nel nulla, quindi come luogo di dominio” (E. Severino, Intervista, “Lotta Continua”, 09.03.1980);

3. “Il concetto fondamentale di tempo, anche se la scienza e la cultura occidentali non se ne rendono perfettamente conto, è quello in cui ’le cose hanno a che fare con il senso dell’essere e del niente’ illuminato dall’ontologia greca. Il tempo è la nientificazione delle cose: il loro uscire e ritornare dal niente (E. Severino,cit.);

4. “Per gli abitatori del tempo … l’ente è ciò che esce e ritorna nel niente. Quando non ne era ancora uscito era un niente; quando vi ritorna è daccapo un niente. Ma solo perché l’ente è nel tempo – cioè solo perché l’ente è pensato e vissuto come un niente – può sorgere il progetto di guidare l’oscillazione dell’ente tra l’essere e il niente. Solo sul fondamento del tempo è possibile il dominio dell’ente. E, nell’apertura del tempo, la nascita del progetto di dominio e di sfruttamento dell’ente non solo è possibile, ma è inevitabile” (E. Severino, “Gli abitatori del tempo”, Roma 1978, p. 31).

BUZZATI Dino , a cura di Domenico Porzio, prefazione di Lorenzo Viganò, CRONACHE TERRESTRI, Mondadori /Corriere della Sera, 2022

A superar lo inferno. La crescita personale e professionale con Dante e Virgilio, di Simone Terreni, Fiaco Edizioni, 2021

vai alla scheda dell’editore:

https://www.flacoedizioni.com/70-inferno-dante-crescita-personale.html

La Divina Commedia è un cammino interiore che porta dallo stato di miseria allo stato di felicità. Dante stesso scrive una lettera di presentazione dell’opera al Signore di Verona, Cangrande della Scala, spiegando che si tratta di una Commedia perché c’è il lieto fine.

Tutti almeno una volta ci siamo persi nella selva oscura del peccato e della depressione, abbiamo incontrato fiere, mostri, diavoli, anime dannate, e siamo scesi nei gironi infernali fino ad arrivare di fronte a Lucifero, il nemico più grande, noi stessi.

Dalla nostra parte abbiamo Virgilio, la ragione, la conoscenza, il nostro coach che ci aiuta a superare tutte le difficoltà incontrate nel nostro cammino infernale. E ci aspettano gli occhi di Beatrice, la donna che porta alla beatitudine, la nostra ispirazione spirituale, la nostra motivazione quotidiana. Dante ci parla da molto lontano, dal Medio Evo, ma se smettiamo di vedere per un attimo il Poeta e il Padre della nostra lingua, possiamo vederlo come un amico, come un esempio, come qualcuno che ce l’ha fatta.

Esiliato a vita, costretto a vivere lontano dalla sua Firenze per venti anni, costretto a morire a Ravenna, Dante è sull’orlo della fine, smarrito, senza più la retta via. E cosa fa? Scrive il libro più bello del mondo. E ci mette dentro tutte le difficoltà incontrate per uscire dalla crisi. Ma mette anche tutte le soluzioni per superarle, per uscire dal suo Inferno personale. Che poi è anche il nostro… Parla con le anime dannate, cerca di capire, di creare empatia. Francesca, Farinata, Ulisse, Ugolino. Ascoltandoli sviluppa competenze trasversali, capacità relazionali e comportamentali che sono così importanti anche oggi nella vita e nel lavoro. Dante impara a gestire le soft skill, riconducendole nel concetto più ampio dell’intelligenza emotiva, cioè quella capacità di riconoscere i propri e altrui sentimenti gestendo positivamente gli stati d’animo: empatia, capacità di ascolto, assertività, gestione del conflitto, capacità comunicative, pensiero critico, spirito di innovazione, gestione del cambiamento, creatività, networking, flessibilità, pubic speaking, personal branding. Impara ad utilizzare il pensiero laterale, uscendo fuori dagli schemi.

La Divina Commedia è il primo libro di crescita personale della storia, che dopo aver superato tutti i gironi infernali… ci farà riveder le stelle!

Mirna Ortiz Lopez – poetessa, al Festival internazionale di Poesia Europa in versi, 23 ott 21

100 libri da leggere: dal 1950 fino alle porte del nuovo millennio (Seconda Parte) – ilLibraio.it

ecco alcuni tra i testi tra più belli (e più importanti) della contemporaneità: dal 1950 fino alle porte del nuovo millennio

VAI A

100 libri da leggere assolutamente nella vita (Seconda Parte) – ilLibraio.it

DOSTOEVSKIJ Fedor, La bellezza salverà il mondo. Pensieri, aforismi, polemiche, De Piante editore, 2021

vai alla scheda dell’editore

Fëdor Dostoevskij La bellezza salverà il mondo

Non si esce indenni da Fëdor Dostoevskij: il grande romanziere russo scrive per tormentarci, mostra ciò che non vogliamo vedere, ci pone tra estasi e scandalo. Ci mette con le spalle al muro.
“Chi vuole avvicinarsi a Dostoevskij deve compiere tutta una serie di exercitia spiritualia, e deve vivere ore, giorni, anni in un’atmosfere di evidenze contraddittorie”, ha scritto Lev Šestov.
Semplicemente, Dostoevskij ha costruito il nostro presente, è una torcia gettata tra le fauci del futuro. Critico letterario emigrato in Australia, Dmitrij Grišin (1908- 1975) ha dedicato la vita allo studio di Dostoevskij.
Il suo piccolo capolavoro è questo repertorio tematico di aforismi e pensieri, affilati come lame, estratti dall’opera di Dostoevskij, romanzi, lettere, diari. Utile per compiere un ingresso senza paracadute, a precipizio, nei romanzi di Dostoevskij, questo è, soprattutto, un manuale di lotta contro il proprio tempo, una sfida alle storture della modernità, alle strutture del potere, alle convenzioni filosofiche. Dall’Europa alla Russia, dal nichilismo alla religione all’arte, le ossessioni di Dostoevskij sono distillate in questo libro al veleno, da tenere sempre in tasca come un amuleto, fiero della sua pericolosità.

TartaRugosa ha letto e scritto di: Raymond Queneau (1983) Esercizi di stile, Einaudi Traduzione di Umberto Eco

TartaRugosa ha letto e scritto di: Raymond Queneau (1983) Esercizi di stile, Einaudi Traduzione di Umberto Eco

TartaRugosa ha letto e scritto di: Raymond Queneau (1983) Esercizi di stile, Einaudi Traduzione di Umberto Eco – TRACCE e SENTIERI: biografie fra Tempo, Luogo, Eros, Polis e Destino

PROUST , istruzioni per l’uso, di Daria Galateria, in Il Venerdì di Repubblica 31 dic 21

letto in ediziona cartacea

cerca in:

https://www.repubblica.it/venerdi/2021/12/31/news/proust_anniversario_romanzo_recherche_guida_daria_galateria_venerdi_repubblica-331796907/

La sua “Recherche” è lunga e piena di personaggi, proprio come una serie tv. Si può cominciare e interrompere dove si vuole. E fa (anche) ridere. Ecco una guida per affrontare un capolavoro senza rimanerci sotto

La Recherche (Alla ricerca del tempo perduto, di Marcel Proust) sgomenta: 7 volumi, 3.724 pagine, il romanzo-capolavoro più lungo del mondo. Vasti argomenti: la mondanità al volger dell’altro secolo; feste e palchi all’Opéra; aristocratici e borghesi, valletti e cameriere. Amori perversi: uomini in catene flagellati in case d’appuntamento; una ragazza sequestrata per gelosia; in famiglia, tutte le crudeltà e le tenerezze; un protagonista, “Io”, di cui sappiamo tutto, e conosciamo poco; le arti; e, su tutto, il tempo. “È normale averne paura”, dice il grande critico Antoine Compagnon “perché i grandi libri ci cambiano”.

E se fosse adesso il momento di affrontare quest’impresa estrema: leggerla, da cima a fondo? L’anno che si apre è il centenario della morte di Marcel Proust, scomparso il 19 novembre 1822 a 51 anni, avendo messo la parola “Fine” al suo romanzo. Per chi vuole provarci, ecco qualche suggerimento. 

Susan Sontag, Davanti al dolore degli altri (2003), Nottetempo editore, 2021

vai a

Susan Sontag, Davanti al dolore degli altri, Nottetempo editore, 2021 – Mappeser.com: Mappe nel sistema dei Servizi

Joan DIDION ci ha insegnato cosa fare delle nostre paure, di Ginevra Lamberti, in Domani 28 dic 21

letto in edizione cartacea

  • Quando si scrive, tra le varie cose, si decide come posizionarsi rispetto a una forma di superstizione primitiva. 
  • Da una parte mettiamo chi crede nella scrittura come esorcismo delle proprie paure. Dall’altra mettiamo chi teme che scrivere di una determinata cosa contribuirà a evocarla.
  • Della sua personale paura, la scrittrice (saggista, giornalista, sceneggiatrice) Joan Didion, ha fatto tutto il fattibile.
  • Quando si scrive, tra le varie cose, si decide come posizionarsi rispetto a una forma di superstizione primitiva. Questa è una semplificazione e, come di norma accade con le semplificazioni, considereremo due correnti principali senza troppe sfumature nel mezzo … segue ….

vai al quotidiano Domani: https://www.editorialedomani.it/idee/cultura/joan-didion-ci-ha-insegnato-cosa-fare-delle-nostre-paure-skf76cdn

Elisabeth Hardwick, Notti insonni, Prefazione di Joan Didion, traduzione di Claudia Durastanti, Blackie editore, 2021

VAI ALLA SCHEDA DELL’EDITORE:

Ubriachi, attori, giocatori d’azzardo, «amore e alcol e tutti i vestiti sul pavimento». La musica di Billie Holiday nei night club, gli incontri erotici e le feste, le delusioni, le amicizie e «le persone che ho sepolto». Da un alberghetto bohémien di Manhattan, una giovane donna scappata dalla casa d’infanzia nel Kentucky osserva New York e il mondo, iniziando a diventare sé stessa attraverso i ricordi, le esperienze, gli incontri che gettano luce sul razzismo, il sessismo, le miserie e le grandezze dell’epoca.
Quella giovane donna sarebbe diventata la più influente critica letteraria americana, un’intellettuale capace di plasmare la cultura del suo tempo. Notti insonni, pubblicato per la prima volta nel 1979, è la storia della sua vita e la storia di un secolo, il Novecento. Un collage unico di romanzo, memoir, saggio, lettera, poesia e sogno. Un linguaggio in cui perdersi e, infine, ritrovarsi.

Brian Dillon, Inseguendo eclissi. il piacere inafferrabile di una frase, traduzione di Andrea Sirotti, Il Saggiatore

vai alla scheda dell’editore:

Guidato dal suo «istinto per il particolare», per circa venticinque anni Brian Dillon ha trascritto nei suoi taccuini frasi di qualsiasi libro leggesse. Andava «a caccia di eclissi: quei momenti di lettura in cui la luce cambia, una lucentezza più scura prende il sopravvento, le cose (le parole) sembrano farsi di colpo opache, anche nella più semplice tra le frasi, e ti accorgi di dover guardare due volte, o più di due volte».

In Inseguendo eclissi Dillon raccoglie una selezione di quelle frasi e a ciascuna dedica uno scritto, un’indagine di stili, voci, vite, inevitabilmente intrecciata con la propria visione di lettore. Racconta lo stupore di fronte a una frase di Virginia Woolf che all’improvviso vira verso una conclusione grammaticalmente sbagliata; la meraviglia davanti agli «O, o, o, o» che Shakespeare ha fatto pronunciare ad Amleto, Otello e Lady Macbeth, racchiudendo il mondo in una serie di vocali; o ancora di come Vogue divenne la fucina della scrittura di Joan Didion.

Da William Shakespeare a Joan Didion, Brian Dillon porta alla luce ventisette frasi della letteratura di ogni tempo. Non necessariamente le migliori; né, tantomeno, le più celebri. La sua è una ricerca tutta personale, alla scoperta di che cosa significhi fare letteratura e che cosa, viceversa, esserne posseduti.

«Inseguendo eclissi è un manifesto sulle potenzialità della lettura.»  Olivia Laing

«Brian Dillon è uno dei veri tesori della letteratura contemporanea – un critico e saggista di stile e sensibilità senza pari – e Inseguendo eclissi è un libro che solo lui avrebbe potuto scrivere. Leggerlo ha rinvigorito in me il senso stesso della scrittura.» Mark O’Connell

Traduzione di Andrea Sirotti


Brian Dillon (1969) insegna Critical Writing al Royal College of Art di Londra ed è editor della rivista Cabinet. Scrive abitualmente per The GuardianLondon Review of BooksThe Times Literary SupplementArtforum e Frieze. Tra i suoi libri ricordiamo In the Dark Room (2005), con cui ha vinto l’Irish Book Award, Ruins (2011), Sanctuary (2011) e Objects in This Mirror (2014).

dill3532dill3533dill3534

 

SALMO RESPONSORIALE: strofa VII nella traduzione del poeta Lorenzo Morandotti, in POETI CRISTIANI LATINI DEI PRIMI SECOLI (a cura di V.G.), Casa Editrice Mimep-Docete, 2017. Segnalato da Vincenzo Guarracino il 27 dic 21

SALMO RESPONSORIALE
Il “Salmo responsoriale” (Psalmus responsorius) è un inno anonimo, scoperto nel 1965 in un codice papiraceo in Egitto e conservato a Barcellona (Pap.Barcinonensis 149b-153).
Composto molto probabilmente nella prima metà del IV secolo, se non addirittura molto prima, come ipotizzano alcuni studiosi (cosa che ne farebbe una delle più antiche manifestazioni della poesia cristiana), il Salmo è un’importante testimonianza del culto della Madonna, la cui figura campeggia in tutte le strofe in cui scorrono i fatti salienti della vita di Maria, dalla sua nascita fino al “primo miracolo” del Cristo alle nozze di Cana.
In questo senso può davvero ritenersi un testo fondamentale, non tanto dal punto di vista letterario, quanto perché interpreta e incanala la devozione popolare nei confronti della Madre di Dio, segnando in un certo senso la nascita della Mariologia, destinata a trovare nei secoli successivi straordinario impulso e sviluppo (si pensi a Paolino di Nola, specialmente nei Carmina VI e XXV).
Dal punto di vista strutturale, il testo, incompleto, è un carme abecedario in prosa ritmica, di evidente funzione liturgica, composto di dodici strofe, precedute da quattro versi, una responsio, che costituisce una sorta di refrain ad uso dei fedeli in risposta ad ogni strofa iniziante con lettera alfabetica successiva, intonata dal corista. Dal punto di vista linguistico e stilistico, infine, il salmo rivela un livello culturale abbastanza basso, anche se non è privo di una certa sensibilità poetica.
Qui, nella strofa VII che viene riportata (nella traduzione del poeta Lorenzo Morandotti), c’è il racconto della Nascita di Gesù.
VII
Gioiosa fu Maria, per sempre…
Gli sposi durante il cammino
arrivarono in un campo.
“Aiuto, Giuseppe – disse lei –
ciò che porto in grembo vuole uscire”.
Lui cercò un luogo adatto, vide una grotta.
Era quasi buia, ma entrò.
Subito si udì il vagito di un neonato
e si vide enorme una luce fortissima,
un segno scendeva dal cielo
e annunciava la nascita di Cristo.
in POETI CRISTIANI LATINI DEI PRIMI SECOLI (a cura di V.G.), Casa Editrice Mimep-Docete, 2017

Carlo Collodi, PINOCCHIO, illustrato da Carlo Chiostri, Giunti, 2000. Indice del libro

è scomparsa JOAN DIDION (1934-2021) … affrontò in prosa il senso della perdita, articolo di Matteo Persivale, in Corriere della Sera, 24 dic 21

letto in formato cartaceo

cerca informazioni in rete:

https://tinyurl.com/y9j5ptmn

EMILY DICKINSON è diventata un’influencer dell’anima, di Luca Mastrantonio, in sette.corriere.it, 24 dic 21

letto in edizione cartacea

cerca in https://www.corriere.it/sette/

LATINO, cultura e lingua alle radici dell’Occidente, a cura di Elisabetta Cantone, Corriere della Sera, 2021/2022, Venti volumi: 1. politica, 2. guerra, 3. società, 4. valori e tradizioni, 5. tempo libero, 6. filosofia, 7. città, 8. scienza e tecnica, 9. religione, 10. donna, 11. libertà e schiavitù, 12. sesso e amore, 13. famiglia, 14. amicizia, 15. gioventù e educazione, 16. piaceri della tavola, 17. natura, 18. satira e commedia, 19. lettere e comunicazione, 20. vecchiaia

La cultura e la lingua di Roma in una collana inedita.

Un’opera nuova, che ripercorre le nostre radici culturali e linguistiche riscoprendo il piacere di studiare il latino. In ogni libro, approfondiremo la conoscenza della storia e della civiltà romana – dalla guerra alla politica, dalle arti all’educazione – e impareremo la sua lingua, spiegata come in un vero e proprio corso, con grammatica e sintassi corredate da esercizi e giochi.

E in più, la presentazione degli autori che hanno fondato la nostra cultura: Cicerone, Livio, Tacito, Catullo e molti altri.

Perché mai come ora il latino, lingua antica ma viva, permette di riscoprire da dove veniamo e chi siamo veramente.

La collana è composta da 20 volumi

vai alla scheda dell’editore

https://store.corriere.it/Collana-Completa/nGcKEgLWtocAAAF8Y.t0rwkN/pc?CatalogCategoryID=tGAKEgLWON4AAAF8lJR0rwkN

PODCAST suddivisi per generi, in Raiplaysound

vai a:

https://www.raiplaysound.it/generi

Jean Genet: i libri e la vita dello scrittore francese – ilLibraio.it

I romanzi di Jean Genet (1910-1986), per via dei riferimenti espliciti all’omosessualità, inizialmente sono stati censurati e venduti sottobanco. E ancora oggi l’autore viene riconosciuto come una delle icone gay della letteratura del Novecento. Un viaggio alla scoperta dell’autore francese, che visse un’esistenza ai margini della società, in occasione della riedizione del suo secondo romanzo, “Il miracolo della rosa”

VAI A

Jean Genet: i libri e la vita dello scrittore francese – ilLibraio.it

Karl Jaspers e Maria Zambrano sulla POESIA

IN

K. Jaspers, Del tragico, SE editore

M. Zambrano, Filosofia e poesia, Edizioni Pendragon

“Diabolik siamo noi !”: le sorelle Angela e Luciana Giussani sono le creatrici del mitico ladro in tuta nera …. articolo di Luigi Locatelli

vedi anche:

La MAPPA, di Wislawa SZYMBORSKA, in Basta così, Adelphi. Lettura poetica di Domenico PELINI. … Amo le mappe perché dicono bugie. Perché sbarrano il passo a verità aggressive. Perché con indulgenza e buon umore sul tavolo mi dispongono un mondo che non è di questo mondo …

clicca sul seguente link per ascoltare l’audio:

https://drive.google.com/file/d/1FAfNFdPiE-n-XQyLUE0I4IlZ25dQn14G/view?usp=sharing

DOMENICO PELINI

recita la poesia di Wislawa Szymborska, LA MAPPA:

Piatta come il tavolo

sul quale è posata.

Sotto – nulla si muove,

né cerca uno sbocco.

Sopra – il mio fiato umano

non crea vortici d’aria

e lascia tranquilla

la sua intera superficie.

Bassopiani e vallate sono sempre verdi,

altopiani e montagne sono gialli e marrone,

oceani e mari – di un azzurro amico

sui margini sdruciti.

Qui tutto è piccolo, vicino, alla portata.

Con la punta dell’unghia posso schiacciare i vulcani,

accarezzare i poli senza guanti grossi,

posso con un’occhiata

abbracciare ogni deserto

insieme al fiume che sta lì accanto.

Segnalano le selve alcuni alberelli

tra i quali è ben difficile smarrirsi.

A est e ovest, sopra e sotto

l’equatore, un assoluto

silenzio sparso come semi,

ma in ogni seme nero

la gente vive.

Forse comuni e improvvise rovine

sono assenti in questo quadro.

I confini si intravedono appena,

quasi esitanti – esserci o non esserci?

Amo le mappe perché dicono bugie.

Perché sbarrano il passo a verità aggressive.

Perché con indulgenza e buon umore

sul tavolo mi dispongono un mondo

che non è di questo mondo.

Map

Flat as the table
it’s placed on.
Nothing moves beneath it
and it seeks no outlet.
Above—my human breath
creates no stirring air
and leaves its total surface
undisturbed.
Its plains, valleys are always green,
uplands, mountains are yellow and brown,
while seas, oceans remain a kindly blue
beside the tattered shores.
Everything here is small, near, accessible.
I can press volcanoes with my fingertip,
stroke the poles without thick mittens,
I can with a single glance
encompass every desert
with the river lying just beside it.
A few trees stand for ancient forests,
you couldn’t lose your way among them.
In the east and west,
above and below the equator—
quiet like pins dropping,
and in every black pinprick
people keep on living.
Mass graves and sudden ruins
are out of the picture.
Nations’ borders are barely visible
as if they wavered—to be or not.
I like maps, because they lie.
Because they give no access to the vicious truth.
Because great-heartedly, good-naturedly
they spread before me a world
not of this world.

(Translated, from the Polish, by Clare Cavanagh)


fonte:

La mappa, Wislawa Szymborska

SCRIVE Lou:

“l’occhio del poeta svela la bellezza, il sentimento, l’emozione che è celata in ogni cosa, anche in una mappa”

Bravi Soledad, Frey Pascale, QUESTO L’ HAI LETTO ? I classici della letteratura come non li avete mai visti, Il Castoro, 2021

vai alla scheda dell’editore

“La poesia è la più alta comunicazione del sè”, Pupi Avati a CheTempoCheFa, 28 nov 21

La poesia è la più alta comunicazione del sè

I classici compagni di scuola, di Paolo Di Paolo, Feltrinelli, 2021

vai alla scheda dell’editore:

https://www.lafeltrinelli.it/classici-compagni-di-scuola-libro-paolo-di-paolo/e/9788807894534

Facciamo l’appello! March, Jo. Twist, Oliver. Caulfield, Holden. Sawyer, Tom. Darling, Wendy. Immaginate una classe di scuola fatta dei protagonisti dei grandi classici della letteratura. Ciascuno con il suo carattere, le sue attitudini… e la sua pagella. Jo March, la “piccola donna”, è bravissima a scrivere. Tom Sawyer è un disastro in tutte le materie ma è leale come nessuno. Wendy Darling ha dieci in condotta, anche se dimostra una spiccata propensione al sogno. I classici sono compagni di classe molto speciali perché ognuno ha una storia straordinaria da raccontare. Per avvicinare le lettrici e i lettori più giovani a romanzi che hanno segnato la storia della letteratura per ragazzi, Paolo Di Paolo ha scelto dieci personaggi. Ce ne racconta pregi e difetti, rivela avventure e azzardi, li avvicina a noi come se fossero davvero i nostri compagni di banco. Perché, in fondo, leggere significa questo: incontrare gli altri. Scoprirli, innamorarsene, trovarli alleati nella scoperta del mondo, sentirli complici nelle imprese più spericolate e di fronte alle paure… per poi non lasciarli più!

“Questo l’hai letto?”. I classici della letteratura come non li avete mai visti, di Soledad Bravi, Frey Pascale, Il Castoro, 2021

via alla scheda dell’editore

Hai fatto il tifo per Rossella O’Hara e Rhett Butler in Via col Vento? Hai pianto per la triste sorte di Heathcliff e Catherine in Cime Tempestose? Lasciati coinvolgere dalle scintillanti feste del Grande Gatsby, dagli incontri segreti tra Romeo e Giulietta, dalla rocambolesca fuga dei Promessi Sposi: i più famosi classici della letteratura raccontati in un modo sorprendente e ironico, dalla matita affilata di Soledad Bravi.

CARLO RIVOLTA (Lodi, 14 aprile 1943 – Lodi, 21 giugno 2008) interpreta GIUSEPPE PONTIGGIA, Erba 14 giugno 2006, 2 Audio

Grandi scrittori
I grandi scrittori sono in continuo aumento
Quelli che scarseggiano sono gli scrittori.
Giuseppe Pontiggia, Prima persona, Mondadori2002

Domani saranno due settimane dalla morte di Carlo rivolta, attore (1943-2008, 65 anni).

Nel corso degli ultimi anni (purtroppo solo dal 2004) ho registrato alcune sue interpretazioni e letture.

Il 14 giugno 2006, a Erba (Como), lesse alcune pagine di Giuseppe Pontiggia (1934-2003, 69 anni).
Il luogo era suggestivo: Il Castello di Pomerio.
La situazione di memoria era particolarmente emozionante: Pontiggia era morto nel 2003 e in sala c’erano la moglie ed il figlio da lui raccontato nel libro Nati due volte.
Lo stile letterario di Pontiggia e la sua  nitida e precisa scrittura che tratteggia due biografie locali vengono fatti risuonare dalla voce di Rivolta in questo modo:

  1. Corridoni Alfredo viene alla luce alle due di notte a Erba il 5 aprile 1988. E’ secondogenito …
  2. Ghioni Ludovico nato in una notte di pioggia il 19 novembre 1905 nella campagna di Pontelambro …


ALTRE INTERPRETAZIONI DI CARLO RIVOLTA:

CARLO RIVOLTA interpreta: CARLO EMILIO GADDA: QUER PASTICCIACCIO …

ASCOLTA GLI AUDIO:

1. “L’han trovata”
14:32
2. “Il Palazzo dell’Oro”
26:25
3. “La Zamira”
20:28

Carlo Rivolta interpreta I SOMMERSI E I SALVATI di Primo Levi, Cantù (Como), 18 aprile 2007. Registrazione AUDIO

AUDIO 1:  http://www.segnalo.it/Audio%20LIBRI/RIVOLTA/2-PRIMO%20LEVI.mp3

AUDIO 2http://www.segnalo.it/Audio%20LIBRI/RIVOLTA/3-PRIMO%20LEVI.mp3

AUDIO 3http://www.segnalo.it/Audio%20LIBRI/RIVOLTA/4-PRIMO%20LEVI.mp3

AUDIO 4http://www.segnalo.it/Audio%20LIBRI/RIVOLTA/5-PRIMO%20LEVI.mp3

CARLO RIVOLTA legge il Libro di Giobbe, Erba 22 giugno 2006

Ascolta gli audio:

TROVATO Saro, Parlare in versi. La poesia giusta al momento giusto, Newton Compton, 2021

vai alla scheda dell’editore:

https://www.newtoncompton.com/libro/parlare-in-versi/edizione/ebook/9788822763129

Dal fondatore di Libreriamo

La poesia giusta al momento giusto


Cosa sarebbe la nostra vita senza la poesia? Senza quella capacità che hanno i versi di esprimere, con poche, semplici parole, concetti complessi, emozioni universali? Quante volte abbiamo desiderato poter citare la poesia di un certo autore per rendere più chiaro ciò che stavamo provando? Questo libro è un ricchissimo compendio di liriche adatte a tutte le occasioni. Tra queste pagine si potrà trovare in modo immediato il verso ideale da utilizzare in ogni situazione. Come un moderno Cyrano de Bergerac, che suggerisce le parole, Saro Trovato ci conduce alla scoperta di versi più o meno noti, che è affascinante recuperare nella nostra vita quotidiana: durante un primo appuntamento, per chiedere perdono a un amico, per dire arrivederci a qualcuno, per una dedica a chi si stima. Ma anche in un colloquio di lavoro o in una riunione tra colleghi. Grazie alla parola poetica alcuni momenti diventano speciali, si fissano nella memoria in modo indelebile. E alcune situazioni delicate possono avere esiti imprevedibili.

da “Le braci” – Sàndor Màrai

lescritteriate

“Ma in fondo all’animo nascondevi un impulso spasmodico: il desiderio di essere diverso da quello che eri. E’ il tormento più crudele che il destino possa riservare a un uomo. Essere diversi da ciò che siamo, da tutto ciò che siamo, è il desiderio più nefasto che possa ardere in un cuore umano. Giacché l’unico modo per sopportare la vita è quello di rassegnarci ad essere ciò che siamo ai nostri occhi e a quelli del mondo. Dobbiamo accontentarci di essere fatti in un certo modo e sapere che, una volta accettata questa realtà, la vita non ci loderà per la nostra saggezza, nessuno ci conferirà una medaglia al merito solo perché ci siamo rassegnati a essere vanitosi o egoisti, o calvi e panciuti – no, in cambio di questa presa di coscienza non otterremo né premi né lodi. Dobbiamo sopportarci quali siamo, il segreto è tutto qui. Sopportare il…

View original post 96 altre parole

Roberto Calasso, Cento lettere a uno sconosciuto, Adelphi, 2003. Indice del libro

Fra gli oltre mille risvolti che ha scritto, Roberto Calasso ha isolato quei cento che più gli sembravano capaci di una vita indipendente, e li ha inanellati come altrettante «lettere a uno sconosciuto».

vai alla scheda dell’editore:  https://www.adelphi.it/libro/9788845917981

Citar Dante. Espressioni dantesche per l’italiano di oggi, a cura di Irene Chirico, Paolo Dainotti, Marco Galdi, ETPbooks, 2021

Sempre più diffusamente nel linguaggio anche comune e familiare, ricorrono frasi ed immagini che risalgono al testo della Divina Commedia. Il culto di Dante e l’amore che ha reso immortale nei secoli la Divina Commedia non sono sempre legati alla conoscenza integrale e filologicamente sostenuta delle sue opere. A livello dotto e a livello popolare spesso quell’amore è riconducibile ad un grumo di versi insediatisi nella memoria appena letti, o per la loro musicalità o per la loro universalità sapienziale o per balenio misterioso di ascose verità che muovono la fantasia e suscitano curiosità intellettuale per tutti gli anni della vita. Sono i versi della consapevolezza della fragilità e insieme della immensità dello spirito umano.

A cento e più studiosi di tutto il mondo si è rivolta la “Lectura Dantis Metelliana” invitandoli al commento di queste sparse gemme singolari: ciascuno nella libertà della propria sensibilità e situazione culturale di area geografica, di lingua, di fede e di disciplina coltivata. Si è così determinata una entusiastica mobilitazione di intelligenze che ha prodotto il risultato che si offre agli appassionati di Dante di tutti i Paesi del mondo, nella occasione delle celebrazioni del settecentesimo anniversario della morte del Poeta.

vai alla scheda dell’editore

https://www.etpbooks.com/it/saggi/157-citar-dante.html

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: