“Per quanto grandi siano le speranze e le supposizioni umane“, scrive Emanuele Severino sulla soglia di questo suo nuovo libro, “esse si accontentano di poco, rispetto a ciò da cui l’uomo è atteso dopo la morte e a cui è necessario che egli pervenga“.
Severino procede qui risolvendo un problema decisivo, lasciato ancora aperto: se “la terra isolata dal destino è oltrepassata dalla terra che salva e dalla Gloria“, nondimeno su questa nostra vita – si potrebbe dire – incombe la morte, e continuamente vi irrompe.
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