il colore GIALLO nella pittura e nell’arte

Il giallo è uno dei colori più contraddittori e affascinanti della storia dell’arte. È il colore della luce solare, dell’oro e della divinità, ma storicamente è stato associato anche all’inganno, alla malattia e all’esclusione.

Ecco un viaggio sintetico attraverso l’evoluzione e il significato di questo pigmento.


1. L’evoluzione dei pigmenti

Prima di diventare un’esplosione di luce sulla tela, il giallo era una questione di chimica e terra:

  • Oca Gialla: Usata fin dalla preistoria nelle grotte di Lascaux. È un pigmento naturale, caldo e resistentissimo.
  • Giallo di Napoli: Uno dei più antichi pigmenti sintetici (antimoniato di piombo), amato dai paesaggisti per la sua delicatezza.
  • Orpimento: Un giallo brillante ma altamente tossico (conteneva arsenico). Veniva usato nei manoscritti medievali per simulare l’oro.
  • Giallo Indiano: Leggendario e controverso, si diceva venisse prodotto dall’urina di vacche nutrite solo con foglie di mango. Fu vietato all’inizio del ‘900 per crudeltà verso gli animali.
  • Giallo Cromo e Cadmio: Arrivati nell’Ottocento, hanno permesso agli Impressionisti e a Van Gogh di raggiungere una saturazione mai vista prima.

2. Significati Simbolici

Il giallo è un “colore trasformista” che cambia valore a seconda del contesto:

  • Sacralità e Oro: Nel Medioevo e nel Rinascimento, il giallo (spesso sotto forma di foglia d’oro) rappresentava la luce divina, l’eternità e il paradiso.
  • Il colore del tradimento: Per contrasto, un giallo “sporco” o spento era il colore della vergogna. Giuda Iscariota veniva spesso dipinto con una veste gialla per simboleggiare l’invidia e il tradimento.
  • Energia e Modernità: Con il passare dei secoli, è diventato il simbolo della vitalità, dell’intelletto e della rottura con la tradizione accademica.

3. Grandi interpreti del Giallo

Vincent van Gogh

Nessuno ha amato il giallo quanto lui. Per Vincent, il giallo era la felicità, il calore del sole della Provenza e la vita.

“Ora abbiamo un caldo magnifico e niente vento, proprio quello che fa per me. Un sole, una luce che, in mancanza di meglio, non posso che chiamare gialla, giallo zolfo pallido, oro limone pallido. Com’è bello il giallo!”

Johannes Vermeer

Celebre per il suo uso del Giallo di Piombo-Stagno. Lo vediamo brillare nella giacca della Donna con collana di perle o nei dettagli della Lattaia, dove il colore cattura la luce naturale in modo quasi fotografico.

J.M.W. Turner

Verso la fine della sua carriera, Turner divenne quasi ossessionato dalla luce solare, tanto che i critici del tempo lo accusarono scherzosamente di avere una “febbrile infatuazione per il giallo”. Le sue visioni atmosferiche sono quasi monocromatiche.

Gustav Klimt

Nel suo “periodo d’oro”, il giallo diventa opulenza, eros e decorazione bizantina. L’uso della foglia d’oro trasforma i soggetti in icone sacre della modernità.


4. Curiosità: Il Giallo e i Libri

In Italia, il termine “Giallo” per indicare il genere poliziesco nasce proprio dall’arte grafica: deriva dalle copertine color canarino della collana Il Giallo Mondadori, pubblicata a partire dal 1929.


Il colore giallo ha ricoperto un ruolo simbolico e tecnico fondamentale nella pittura e nell’arte, evocando luce, divinità, energia e a volte instabilità emotiva. Dalle civiltà antiche ai maestri moderni, è stato usato per rappresentare il sole, il sacro e intense vibrazioni psicologiche.

Significati Antichi

Il giallo era sacro per egizi e babilonesi, legato al Dio Sole e al femminile divino. Nelle pitture rupestri preistoriche simboleggiava il sole e oggetti luminosi, mentre pigmenti come l’ocra gialla derivavano da ossidi di ferro.

Medioevo e Rinascimento

Nel Medioevo divenne il “fondo d’oro” nelle pale d’altare, come nell’Annunciazione di Simone Martini (1333), per alludere allo spazio sacro. Nel Rinascimento, Giotto lo usava per aureole di santi, simboleggiando luce divina e santità.

Epoca Moderna

Con Turner e gli impressionisti, il giallo guadagnò energia vitale; Van Gogh lo rese iconico nei Girasoli (1889), usando tre pigmenti gialli per esprimere passione, malattia e intensità espressionista. Gauguin lo rese onirico nel Cristo giallo (1889).

Avanguardie e Contemporanei

Kandinsky lo associava a misticismo, triangolo e squillo di tromba spirituale. Klimt lo impiegò nella “golden phase” con foglia d’oro; Warhol lo fece protagonista nel dittico di Marilyn (1962), accentuando vitalità pop.


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