Alessandro Baricco/Mantova Lectures, La deposizione di Van der Weyden. Sulla Felicità – 28/01/2017, AUDIO e VIDEO RaiPlay. Appunti di Paolo Ferrario

AUDIO:

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http://www.raiplay.it/video/2017/01/TEATRO—MANTOVA-LECTURES-6f8a3926-7031-416e-8219-3bd013bea64b.html

 

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Visita ai Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer, Hangar Bicocca, Milano 27 luglio 2014

Tracce e Sentieri

Zoele disegna le torri di Kiefer:

Entrata:

Ludovico Einaudi:

“Nel corso della mia attività concertistica, mi è capitato di suonare in alcuni spazi che emananavano un’energia speciale, in alcuni casi il luogo sprigionava una tale forza che mi ha spinto a modificare radicalmente il concerto, a creare qualcosa che vibrasse insieme allo spazio. Così è stato il 10 febbraio del 2005 quando suonai all’Hangar della Bicocca attorniato da “I Sette Palazzi Celesti” di Anselm Kiefer.

Due giorni prima del concerto feci le prove, era come suonare dentro un’immensa cattedrale, il suono viaggiava verso l’alto, non finiva mai, le “sette torri” evocavano una potenza misteriosa con cui non si poteva non dialogare. Decisi di fare qualcosa di completamente diverso da quello che avevo pensato, avevo solo un giorno a disposizione per prepararmi, e buttai giù una serie di schizzi, decidendo che mi sarei lanciato a improvvisare intorno alle nuove idee che avevo…

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I sette palazzi celesti di Anselm Kiefer, in mostra permanente all’hangar Bicocca di Milano

Tutto questo è rappresentato in uno spazio di 7000 metri quadrati decorati come un’immensa navata blu sulla quale si stagliano sette monumentali torri di cemento armato: Sefirot,

Melancolia,

Ararat,

Linee di campo magnetico,

JH&WH,

Torre dei quadri cadenti.

Sono alte tutte dai 14 ai 18 metri ed hanno la forma di contaniners per il trasporto delle merci; per Kiefer sono l’espressione e simbolo dei sette livelli della spiritualità, del cammino che deve intraprendere colui che intende arrivare al cospetto di Dio.

La torre più imponente dell’intera installazione è “Linee di campo magnetico”: misura 18 metri di altezza. Essa è caratterizzata da una pellicola di piombo che la percorre interamente fino a depositarsi ai piedi dell’edificio, dove si trova una bobina cinematografica e di una cinepresa. La scelta del piombo, in quanto materiale che non può essere attraversato dalle radiazioni luminose e non permette quindi la produzione di alcuna immagine, si presta a diverse interpretazioni: dal tentativo nazista di cancellare la cultura ebraica e le minoranze etniche, alla lotta iconoclasta che percorre periodicamente la cultura occidentale dall’epoca bizantina fino all’epoca luterana, alla concezione, più volte enunciata da Kiefer, che “ogni opera d’arte cancella la precedente”.

Questa molteplicità di lettura è connaturata all’opera stessa nel suo complesso che vuole essere insieme interpretazione della religione ebraica, ma anche rappresentazione delle macerie dell’Occidente dopo la Seconda Guerra Mondiale, e proiezione in un futuro possibile – al quale l’artista ci invita a guardare a partire dall’oggi, dal nostro presente rovinoso. Come qualcuno ha scritto, quest’opera è “il ritratto di una catastrofe avvenuta, la rappresentazione di un pianeta disabitato e ridotto in macerie, rappresentazione di un pianeta disabitato, ridotto a maceria”.

I sette palazzi celesti di Anselm Kiefer – Mosaico.

IL CORPO E IL DOLORE ATTRAVERSO I SECOLI, Como Mag – Marsiglione Arts Gallery, via Vitani 31, ore 18.30, ingresso libero, da La settimana InCom

Immagine IL CORPO E IL DOLORE ATTRAVERSO I SECOLIMag – Marsiglione Arts Gallery, via Vitani 31, ore 18.30, ingresso libero

Anteprima nazionale del progetto artistico ideato e organizzato dal direttore della Mag, Salvatore Marsiglione, con Giancarlo Marcali, artista milanese che dal 2007 espone le sue opere in Italia e all’estero, riscuotendo notevole successo di pubblico e critica. Una mostra personale che, nell’accostamento e nel confronto delle opere eseguite dall’artista appositamente per l’occasione, con alcune opere d’arte classica, attraversa i secoli e propone allo spettatore un approccio inedito con il linguaggio e i contenuti dell’arte di Marcali. Giancarlo Marcali sviluppa la sua ricerca artistica in un percorso di indagine dell’attimo doloroso. Quanti tipi di dolore lacerano l’essere umano? Infiniti, quanto l’abisso dell’anima. Ma tutti lasciano una traccia del loro passaggio, una cicatrice, visibile o meno. A dispetto delle nostre diversità, Giancarlo ci riunisce tutti in virtù della nostra comune essenza, per la materia di luce di cui siamo composti, ricordandoci che malgrado lunghi percorsi abbiamo un’origine comune e che il dolore di ognuno ha il diritto di essere espresso. È un dolore composto che non cerca il momento drammatico. È l’enfasi liberatoria di un uomo non più prigioniero di paure sue e altrui che si apre con fiducia al suo prossimo, mostrando anche le ferite dell’anima. Finalmente, ha imparato che un dolore condiviso viene dimezzato. La società è uno specchio della cultura; il corpo, l’epifania della sua civiltà. La mostra sarà visibile fino al 27 ottobre, da martedì a sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.30.

 

AUDIO E VIDEO di: NATURA E SCULTURA. JEFF KOON “SPLIT ROCKER”, alla Accademia Galli, Como 24 maggio 2013 ore 17. A cura di Rosa De Rosa; relazioni di Giuliano Colline e Alessandro Castiglioni

AUDIO:

1. Introduzione di Rosa De Rosa

2. Relazione di Giuliano Collina

3. Relazione di Alessandro Castiglioni


    • http://coatesa.files.wordpress.com/2013/05/2-castiglioni-koon.mp3
    • Punti chiave dagli appunti:
      • le relazioni con la Pop Art
      • Koon vive in un’altra epoca: gli anni ’80 della new economy delle banche e dei broker: era un broker che finanzierà così le sue opere
      • economia delle PROMESSE DI DESIDERIO
      • dalla economia fordista (produzione di oggetti concreti da vendere) alla economia post – fordista (oggetti immateriali di cui non hai bisogno, me che nel momento in cui vengono offerti non puoi farne a meno)
      • pitture e sculture di Koon sono centrate sul  DESIDERIO DELLE COSE. Innesca dinamiche del desiderio
      • oggetti sui quali conta di più la pubblicità e l’immagine che essi offrono al compratore
      • ricerca artistica attorno alle cose che non servono a niente. si interessa al cattivo gusto che genera desiderio ed economia
      • da qui l’attenzione alla INFANZIA: vulnerabilità dei bambini rispetto al desiderio; economia molto basata sui consumi per l’infanzia
      • le ASPIRAPOLVERI: icone del desiderio
      • J. Koon all’incrocio fra cultura americane della East Cost (la pop art) e la west coast (cultura che guarda verso il giappone e lo zen)
      • i PALLONI DA BASKET come immagini delle possibilità di risalita sociale negli anni ’80
      • le CERAMICHE: materiali della cultura popolare
      • il gusto in rapporto a queste opere. Il gusto è una combinazione fra giudizi personali e contesti storici di informazione
      • le grandi sculture come SPLIT ROCKER (metafora dell’effimero): uso dei fiori perchè fragili, temporanei, vulnerabili. I fiori richiedono cure sproporzionate, sono dentro il TEMPO e sussistono solo con cure infinite
      • percorso artistico di Jeff Koon: sguardo cinico ed intelligente sugli aspetti economici del nostro tempo; diventare esso stesso brand (marchi0): da qui li matrimonio con la pornostar Ilona Staller; culto di se stesso come artista; agenzie che producono le sue immagini e le vendono; acquistare il NOME e gli OGGETTI IMMATERIALI (la “fiction economy)

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“OGNI COSA PUO’ VOLARE”, “Quadri per un’esposizione”, Capolavori virtuali in mostra: ” Marc Chagall, “Io e il villaggio”, Interventi di: Rosa De Rosa – Accademia di Belle Arti Aldo Galli, Maurizio Migliori – Università degli Studi di Macerata, alla Accademia di Belle Arti Aldo Galli, Via Petrarca, 9 15 marzo 2013

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Venerdì 15 marzo 2013 – ore 17.00
presso Accademia di Belle Arti Aldo Galli, Via Petrarca, 9

“Ogni cosa può volare” Marc Chagall, “Io e il villaggio” (indicato anche come “Io e il mio paese”): 1911, olio su tela, 191×150 cm, MoMA NY

Interventi di:

Prof.ssa Rosa De Rosa – Accademia di Belle Arti Aldo Galli :

audio di  De Rosa.Mp3

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Dai miei Appunti:

  • cosa guardiamo: 
    • la forze espressiva del colore (colere per esprimersi)
    • la rivoluzione dello spazio: non più profondità, ma tutto è suddiviso per spazi geometrici, per rappresentare presente e passato
  • era di origini umili (Bielorussia). Tema che lui riporta sempre
  • rimane fedele al figurativo
  • Vediamo:
    • il ritratto in verde : autoritratto, una mezza faccia che entra nel quadro
    • un muso di mucca in bianco: gli occhi si incrociano
    • in primo piano una offerta di fiori
    • nella testa della mucca una donna che munge (il ricordo della comunità)
    • più sotto un particolar delle mani
    • IL MODO CHE RAPPRESENTA E’ IL RICORDO
    • narrazione: il villaggio semplice, la sinagoga
    • pittura che diventa poesia
    • le immagini capovolte: due case, una donna
  • il presente dell’opera è il passato

Prof. Maurizio Migliori – Università degli Studi di Macerata

audio di Maurizio Migliori.Mp3

dai miei Appunti

  • tema: tutte le cose possono volare. Dunque con  Chagall si può parlare del SOGNO
  • nel SOGNO ci sono cose diverse: racconta fatti reali, ma diversi; viene fuori una realtà diversa
  • il sogno non mente. il sogno si manifesta
  • nel sogno c’è una logica diversa dalla nostra
  • è un manifestarsi del desiderio
  • è rivelatore e sincero

Pierluigi Savini e la vera vita d’artista Intervista di Alessandra Cicalini | in Muoversi Insieme di Stannah

Pierluigi Savini e la vera vita d’artista

Intervista di Alessandra Cicalini pubblicata in Muoversi Insieme di Stannah

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