scheda dell’editore: Raffaele Simone, La vita anteriore, Laterza, 2024
Intrecciando la scrittura di memoria e la pura narrazione, La vita anteriore è l’autobiografia dell’unica generazione nella storia –quella nata a cavallo degli anni Quaranta –che in una sola vita abbia ‘saltato un evo intero’, trascinata da un turbine incessante dalla fine del Medioevo a un Mondo Nuovo ancora senza nome.
Con una scrittura lucida e appassionata, potenti zoomate tra allora e ora e continue dissolvenze tra la memoria personale e lo sguardo storico, La vita anteriore racconta questo turbine, con l’aiuto di un ricco album di fotografie (di persone, oggetti, ambienti, situazioni sociali e personali) che danno forte evidenza visiva al lungo cammino da ‘come eravamo’ a come siamo diventati.
La vita anteriore è l’autobiografia della generazione nata a cavallo degli anni Quaranta, che ha un tratto che la rende particolare. È l’unica nella storia che si sia trovata a ‘saltare un evo intero’ – o forse più di uno – e a superare in una vita sola tanti radicali capovolgimenti di modi di vivere e di pensare.
Nell’intervallo tra allora e ora è infatti cambiata ogni cosa, più volte, fuori e dentro di noi: le case e le famiglie, l’ambiente, i codici di comportamento, i modi di divertirsi, di lavorare, di stare insieme, di amarsi, le relazioni tra le persone e i rituali sociali, l’educazione e la scuola, gli oggetti e i gadget della vita quotidiana, l’abbigliamento e la concezione del corpo, dell’identità personale e del sesso, le pratiche religiose, il modo di guardare e di fotografare, di parlarsi e di telefonare, i mezzi di trasporto e il modo di viaggiare, la cura della salute, il modo di mangiare, l’eros e le passioni, la compassione e la pietà, le forme politiche e la socialità. Questo incessante turbine di cambiamenti, di cui le generazioni successive non sanno nulla, ha bisogno di essere raccontato perché, per una strana deformazione imposta dalla modernità, quanto più sappiamo di quel che accade, tanto meno ci rendiamo conto di quel che scompare e va via.
Con una scrittura appassionata, forti zoomate tra passato e presente e continue dissolvenze tra la memoria personale e lo sguardo storico, La vita anteriore racconta questo turbine, vividamente restituito dalle molte fotografie di persone, oggetti, ambienti, situazioni sociali e personali.
Il libro si presenta come una riflessione profonda e a tratti nostalgica su un mondo che sta scomparendo o che è già mutato radicalmente sotto la spinta della modernità e della digitalizzazione. Raffaele Simone — noto linguista e saggista, autore di successi come La Terza Fase — adotta qui un tono più intimo, quasi da “biografo del passato collettivo”.
punti chiave dell’opera:
1. Il tema: Ciò che scompare
Il cuore del libro è il cambiamento antropologico e materiale. Simone analizza come oggetti, gesti quotidiani, modi di relazionarsi e persino suoni che hanno definito la vita di intere generazioni stiano svanendo senza che ce ne rendiamo pienamente conto.
2. La memoria come “vita anteriore”
Il titolo suggerisce l’esistenza di un’epoca precedente (quella “anteriore”, appunto) che oggi appare quasi mitica o aliena ai giovani. Non è però un semplice esercizio di nostalgia fine a se stessa, ma un tentativo di “mettere in salvo” la memoria di un’Italia e di un’Europa che avevano ritmi, spazi e relazioni sociali completamente diversi da quelli attuali, dominati dall’istantaneità.
3. La trasformazione del quotidiano
L’autore si sofferma su:
- La sparizione del silenzio e della lentezza.
- L’erosione dei legami fisici a favore di quelli digitali.
- La mutazione della conoscenza, che da profonda e strutturata si sta facendo orizzontale e frammentaria.
4. Lo stile
A differenza dei suoi saggi più accademici, in questo volume Simone usa una scrittura molto coinvolgente e narrativa. Alterna l’analisi sociologica e linguistica al ricordo personale, rendendo il libro accessibile a un pubblico ampio che voglia riflettere sul “prezzo” del progresso.



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