Giacomo Leopardi, “Elogio degli uccelli”, citazione in Operette morali

… “Sono gli uccelli naturalmente le più liete creature del mondo.

Non dico ciò in quanto se tu li vedi o gli odi, sempre ti rallegrano; ma intendo di essi medesimi in sé, volendo dire che sentono giocondità e letizia più che alcuno altro animale.

Si veggono gli altri animali comunemente seri e gravi; e molti di loro anche paiono malinconici; rade volte fanno segni di gioia, e questi piccoli e brevi; nella più parte dei loro godimenti e diletti, non fanno festa, né significazione alcuna di allegrezza; delle campagne verdi, delle vedute aperte e leggiadre, dei soli splendidi, delle arie cristalline e dolci, se anco sono dilettati, non ne sogliono dare indizio di fuori; eccetto che delle lepri si dice che la notte, ai tempi della luna, e massime della luna piena, saltano e giuocano insieme, compiacendosi di quel chiaro, secondo che scrive Senofonte.

Gli uccelli per lo più si dimostrano nei moti e nell’aspetto lietissimi; e non da altro procede quella virtù che hanno di rallegrarci colla vista, se non che le loro forme e i loro atti, universalmente, sono tali, che per natura dinotano abilità e disposizione speciale a provare godimento e gioia; la quale apparenza non è da riputare vana e ingannevole.

Non di quella immaginativa profonda, fervida e tempestosa, come ebbero Dante, il Tasso; la quale è funestissima dote, e principio di sollecitudini e angosce gravissime e perpetue; ma di quella ricca, varia, leggera, instabile e fanciullesca; la quale si è larghissima fonte di pensieri ameni e lieti, di errori dolci, di vari diletti e conforti; e il maggiore e più fruttuoso dono di cui la natura sia cortese ad anime vive.

Di modo che gli uccelli hanno di questa facoltà, in copia grande, il buono, e l’utile alla giocondità dell’animo, senza però partecipare del nocivo e penoso. E siccome abbondano della vita estrinseca, parimente sono ricchi della interiore; ma in guisa che tale abbondanza risulta in loro beneficio e diletto, come nei fanciulli, non in danno e miseria insigne, come per lo più negli uomini.

Perocché nel modo che l’uccello quanto alla vispezza e alla mobilità di fuori, ha col fanciullo una manifesta similitudine; così nelle qualità dell’animo dentro, ragionevolmente è da credere che lo somigli. I beni della quale età se fossero comuni alle altre, e i mali non maggiori in queste che in quella; forse l’uomo avrebbe cagione di portare la vita pazientemente.” …

Questa riflessione di Leopardi esprime la sua ammirazione per la gioia naturale e spontanea degli uccelli, contrapposta alla malinconia e alla complessità del sentimento umano.

  1. https://it.wikisource.org/wiki/Operette_morali_(Leopardi_-_Donati)/Elogio_degli_Uccelli
  2. https://alessandria.today/2025/04/30/giacomo-leopardi-e-il-suo-elogio-degli-uccelli-di-carlo-molinari/
  3. https://www.lacittadiisaura.it/elogio-degli-uccelli-di-giacomo-leopardi/
  4. https://agiacomoleopardi.wordpress.com/2013/10/09/elogio-degli-uccelli/
  5. https://www.sololibri.net/il-passero-solitario-Leopardi-parafrasi-analisi.html
  6. https://www.sololibri.net/Gli-uccelli-Franco-Battiato-Giacomo-Leopardi-canzone.html
  7. https://rn24.agesci.it/wp-content/uploads/2024/05/Felici-di-generare-speranza.pdf
  8. https://alessandria.today/2023/05/22/elogio-degli-uccelli-giacomo-leopardi-di-carlo-molinari-poeta-e-autore-di-alessandria-today-magazine/
  9. https://giacomoverri.wordpress.com/2018/09/06/le-nuove-operette-morali-elogio-degli-uccelli/
  10. https://www.docsity.com/it/elogio-degli-uccelli-di-giacomo-leopardi/7196571/


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