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Per Severino l’Occidente ha un destino, il destino dell’Occidente è quello di scadere nella volontà di potenza, privandosi di concezioni di ben diversa consistenza e validità. La volontà di potenza caratterizza l’Occidente, perché l’Occidente è in balia del «divenire». Il divenire è, in Severino, il sottrarsi continuo delle cose a se stesse, un essere e non essere contemporaneamente, un venire dal niente e andare verso il niente, esso contiene l’antitesi insormontabile, ritenere l’essere idoneo a morire. Cosa da folli: come può l’essere non essere! Il peccato originale dell’Occidente, è considerare che la realtà diviene e muore. Che rapporto ha questa convinzione di Severino con il capitalismo? L’Occidente è passato da una visione della società in cui era la filosofia a guidare la politica, ad una situazione in cui era l’economia a guidare la politica, ad una fase in cui è la tecnocrazia a guidare la politica.
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