Colei che con me giace
non dice parole
aspetta e osserva
E’ invisibile
eppure manifesta
Ha occhi profondi e bui
non puoi vederli
Eppure ascolto
i suoi passi leggeri
Forse non lo sapete
ma è venuta a trovarmi
bambina
non diceva parole
osservava e ascoltava
silenziosa
L’ho sentita arrivare
anche stasera
all’imbrunire
si è sdraiata nel letto
insieme a me
Non è impaziente
aspetta ,
ma stavolta ho quasi udito
il suo richiamo
un richiamo profondo
sussurrato
come un grido fioco
Piangeva a me congiunta
amante senza tempo né volto
dolce più di una madre
forte più di un amante
Aveva in mano
un mazzo di rose e di violette
Le ha posate senza un sorriso
ai piedi del letto
Poi se ne è andata
senza dire nulla
Genova, 6- 4-2009
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ne ho ricevuto un riflesso di serenità.
provo terrore pensando alla morte.
qui però il sogno poesia (alla fine mi sembra il ricordo di un sogno) rivela la sua necessaria vicinanza alla vicenda umana di ciascuno
è così che spero possa essere
grazie
paolo
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Carissimo Paolo,
pur nascendo questo scritto da un vissuto di angoscia e di morte,
quasi di totale incomunicabilità,questa visione della morte sorella-amante mi ha dato una percezione di pace profonda,come se tutto fosse già accaduto e accolto,nell’amoroso abbraccio di questa possibilità,esperita quanto desiderata.
Grazie per aver accolto questo scritto nel blog.
Sei nei miei pensieri più profondi,insieme a coloro che amo
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cara grazia
è un vero piacere verificare la tua accresciuta abilità nell’usare il blog!
sono lieto di avere percepito il senso della tua poesia
il bello della psiche consiste anche nelle diversità dei percorsi individuativi
avremo modo di parlarne ancora perchè sono ancora sulle tracce della tua ricerca poetica
un caro saluto e un segno di felicità nel conoscerti
paolo
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