Haiku

gli Haiku, di Laura di Firenze

siccome amo appassionatamente l’haiku -paolo lo sa e ne scrivo ormai da dodici anni mi sento di aggiungere la mia voce, come chiamata in causa ma è per passione che rispondo!

 

Haiku la vita
un attimo di vita
diventa poesia

 

quest’haiku era in epigrafe ad una mia ispirata tesina sull’argomento haiku nel 2001, e proprio da quella vorrei estrapolare qualche frammento significativo, se può interessare come vivamente immagino!


Solo diciassette sillabe per circoscrivere un’emozione.
Sono sufficienti per tuffarsi nel proprio
Sé connesso al Tutto,
nell’universo della nostra percezione.

A mio giudizio, ferma restando la regola sillabica, dalla quale non sento possibile allontanarmi (e comunque l’applicazione della sinalefe, nella nostra metrica, “comporta” qualche sillaba in più),
sento invece sensata ed agevole la sperimentazione di una libertà espressiva per i contenuti, un agio mentale di poter spaziare dall’osservazione e dallo stupore della natura al mio proprio
microcosmo emozionale, a qualsiasi riflesso, appunto, della mia personale interiorità sentimentale e percettiva.

Miracolo di sintesi di linguaggio e di carica espressiva l’ haiku è rapido, folgorante, intenso, emozionante ma anche concreto preciso, contingente.
….

La visione simbolista e crepuscolare di un haiku carico di dissolvenza, di aloni, di allusività, di vaghezza e mancamento, di atmosfera indistinta, “quell’aria di scusarsi di esistere” -come ebbe a dire Andrea Zanzotto, non è un’interpretazione del tutto esauriente in quanto il haiku dice degli stati d’animo ma parla, anche, di cose, di oggetti precisi che nella loro particolare contingenza rispecchiano il mondo. In altri termini la concretezza della vita quotidiana si congiunge al senso del mistero e della profondità, quella particolare atmosfera che viene definita “lo yugen”.
L’atmosfera del haiku è caratterizzata da intime profondità, inaccessibili ad una lettura disattenta, è come la punta di un iceberg che cela un’altra massa di ghiaccio nascosta ed impercettibile.
Il tratto essenziale di quell’atmosfera è lo yugen appunto, termine che si può rendere con profondità misteriosa. Chi sa coglierla si troverà in contatto con il mistero che mai può essere
completamente vagliato e svelato.

Come D. T. Suzuki ci ricorda “la realtà ovvero l’origine di tutte le cose, è una quantità ignota all’intelletto umano ma che comunque possiamo sentire nel modo più concreto”.
Ogni haiku è un universo compiuto in una percezione istantanea di tempo e di luogo definiti.

Analizzando il celebre sublime haiku di Basho:

 

Furu ike ya
Kawazu tobikomu
Mizu no oto

 

vecchio stagno
tonfo di rana
suono d’acqua

 

viene così subito chiaro e in risalto l’aspetto cosiddetto yohaku (da intendersi come qualità che connota ogni forma di riduzione all’essenziale): la riduzione al minimo delle parole impiegate, così
al livello semantico, la realtà e l’evento rappresentato non vengono accompagnati da alcuna allusione al soggetto che li percepisce né tanto meno da una sua riflessione o da un suo commento sentimentale (la rappresentazione dell’attimo in cui si danno il tonfo nell’acqua della rana e il suono corrispondente non è accompagnata da alcuna considerazione del poeta sulla fugacità del tempo o sull’interruzione di una situazione di pace o di silenzio) ma viene a prodursi una alta concentrazione spaziale (una semplice linea chiusa, lo stagno al cui interno si colloca solo un punto, quello in cui avviene il tonfo della rana) ed una concentrazione temporale di tre tempi in uno: l’aggettivo vecchio che conferisce all’intera scena la qualità sabi (di semplicità, naturalità, rusticità)indica il tempo passato, mentre tonfo indica un primo tempo presente e suono
un secondo tempo presente leggermente sfasato rispetto al primo. Questa serie di minuziose considerazioni analitiche non devono e non fanno tuttavia dimenticare che questi tre versi sprigionano una prodigiosa potenza sintetica. Ecco il miracolo del haiku!

Ancora tanto si potrebbe dire sull’haiku, tutto il dicibile ed ogni tentativo sull’indicibile, la sua bellezza, l’ineffabilità , la sua grandiosità: l’haiku non ha limiti di definizione, non ha confini, come un vasto mare, perennemente mutevole e sempre uguale, come le stagioni, come l’esistenza.
Ecco haiku è la vita, un attimo di vita che è poesia, poesia del reale che ci comprende e ci trascende.

L’haiku esorta alla partecipazione, al godimento di un’ineffabilità mai totalmente rivelata, ci permette di intuire l’insondabile nelle sue tonalità di base. l’haiku ci porta per mano al valore delle cose vicine, quelle ordinarie e abituali, verso l’insignificante che tale non è mai e ci svela la straordinarietà dell’ordinario. Tutti gli elementi sono degni del nostro occhio poetico, ogni creatura vivente nessuna esclusa, ogni fibra del mondo vegetale, ogni minerale o sostanza inorganica: tutto è degno della stessa attenzione. Ogni cosa è se stessa ed è, nel contempo, qualcos’altro, si tratta dell’assunto basilare di una logica paradossale.
Le distinzioni di valore non si addicono al mondo dell’haiku perché esso sottolinea, piuttosto, la totalità -unico modo, di cogliere la particolarità delle cose.

….
… ancora qualche nota personale, dire che nel mio personale approccio al mondo del haiku fin dal primo cimentarmi ho sentito fortemente il rispetto delle diciassette sillabe, ho sentito potente e misteriosa la sapienza numerologica di quella scansione, essendo nuovo per me il rigore il rispetto della disciplina mi sono inchinata a questa acquisizione ed è stato ed è naturale per me rispettarla, anche se talvolta mi è capitato di avvertire i limiti di una misura ingabbiante o un senso mutilante, eppure via via che procedo è sempre più chiara ed istintuale la mia adesione a quella regola sillabica.
Per tutto il resto voglio sperimentare libertà e naturalezza, non osservo necessariamente il kigo stagionale, penso che comunque sia sottinteso un tempo fisico che mi vede agire e vibrare di quella emozione che voglio cogliere. Mi piacciono tanti sapori anche quello del divertissement dell’ironia o dell’autoironia o addirittura del sapienziale, forse è un forzare lo spirito del haiku ma perché no? Persino in Giappone si pongono questi problemi, una tenace osservanza dei canoni strettamente classici sa di déja vissuto, di ritualistica alla fin fine se non si rinfresca con il respiro del nostro tempo e con l’alito di questo momento. Per questo mi prendo libertà per i contenuti.
Per me, ma si può dire per chiunque si metta in sintonia, l’haiku è rapimento emozionale, folgorazione zen, trasalimento, stupore, intima connessione con la natura, abbattimento della separazione, evaporazione delle dicotomie, fusione panica, semplicità e semplificazione della realtà, luminosa comprensione della straordinarietà dell’ordinario.

Per tutto questo con gratitudine ed amorevolezza esprimo, anch’io, la celebrazione della vita,attraverso i miei haiku. –

-30 agosto 2001-

aggiungo infine alcuni haiku che mi sono cari che vogliono sbucar fuori da una raccolta di haiku di sapore psicoanalitico

 

Nuvole e vento
pellegrino vagante
il mio pensiero

 

Dall’indistinto
tracce confuse chiare
orme d’amore

 

Unisci sogno
a realta’ e fluisce gioia
di giocoliere

 

Neve prepara
il lento sbocciare dei
fiori a venire

 

Andiamo a casa
e’ nel viaggio di anime
da lontananze

 

Inutili mai
le parole d’amore
dentro le mani

 

Nuvola ignara
di sazieta’ e digiuno
tempo nomade

 

Fluttuano voci
sulla trama e l ‘ordito
di vero e occulto

 

Ora ti ascolto
raccontami di me
quello che sono

 

Come uno specchio
un haiku ecco illumina
il nostro volto

 

Oscillazioni
spiragli di sereno
nel cielo grigio

 

E’ così umano
disperarsi e gioire
sentirsi vivi

 

Un papavero
aspetta d’esplodere
vivida vita

 

Quale ideogramma
ora mi rappresenta ?
Inquieta calma

 

i papaveri
il simbolo più bello
di caducità

 

senza parlare
stare in calma e silenzio
solo ascoltare

 

è la parola
– sollievo e beneficio –
nasce il pensiero

 

andare lenti
incontrare se stessi
e respirare

 

fiore di campo
non un fiore di serra
così è l’amore

 

vagano le idee
come cavalli bradi
il cuore tace

 

capsula oscura
ogni notte origine
di vita e sogno

 

foglie d’autunno
alla vita stringersi
poi basta poco

 

i tratti oscuri
accompagnano il viaggio
il non sapere

 

gioia ad attimi
è come un’esplosione
inaspettata

 

ammutolire
questo tacere dentro
che sa di quiete

 

la nebbia addosso
per dare confidenza
all’incertezza

 

una giornata
di respiro e di vento
e di speranza

 

ampia schiarita
dopo il cielo coperto
il tempo muta

 

quello che senti
può scaldarti l’anima
strada di casa

 

è la memoria
non è l’oblio la forza
della crescita

 

È la memoria
Papavero di campo
Che tiene desti

 

il papavero
è vita luminosa
un talismano

 

spero di non aver esagerato..gli haiku mi prendono la mano ed ho seguito una vocina d’istinto che mi diceva condividi con gli amici angelici!

grazie!

3 commenti su “gli Haiku, di Laura di Firenze

  1. grazie, Laura di Firenze
    per avere condiviso i tuoi haiku, indubbiamente leggeri e “psichici”, su questo spazio così poco frequentato (perfino dagli autori di angelicamente che sembrano essersi disfati pesantemente della loro scrittura sulla antologia)
    se un senso ha questo blog – da me creato e inutilmente proposto per un libro a cui ho confidato un pezzo importante del mio tratto di vita – lo stai dando tu con il recupero delle tracce poetiche che hanno costellato parte del tuo Tempo.
    rimarranno qui per altri passanti
    il luogo anche se virtuale è buono, saldo e paziente
    un caro saluto
    paolo ferrario

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  2. caro paolo ti ringrazio tanto dello spazio che hai dato ai miei pensieri sugli haiku e agli haiku stessi,

    la tua sensibilità è molto grande e vedrai che quando meno te l’aspetti farà risuonare le corde cordiali di un viandante qui in transito,

    quel che ti ho tasmesso era nel dimenticatoio di un file archiviato e dopo tanti anni ecco che miracolosamente sbuca fuori e se mi posso permettere con una certa gioia da parte mia, già sapere che tu e luciana avete letto e forse apprezzato mi rende felice,
    lentezza pazienza e tenacia sono così difformi dalla frenesia di oggi, figurati telematicamente parlando, eppure sono tracce forti (tartarugosa lo sa) che prima o poi faranno risuonare significazione e la sintonia che chiedono giungerà magari da una sola voce o da pochi riscontri eppure quanto importante per sommuovimento e germinazione,

    non amareggiarti, angelicamente ipotizziamo che la stasi è tutta un fremere vitale,

    intanto un abbraccio caro e forte di gratitudine per l’attenzione e la cura
    laura

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  3. cara laura
    è proprio questo che ho vissuto come una opportunità: rimettere in volo i tuoi haiku.
    anni fa mi avevi già inviato, personalmente, la tua tesina sugli haiku e un bella collezione di haiku (che comunque sono anche sul tuo blog dei Luoghi, dei Pavaveri, di viaggi, del mare …)
    però qui, , in angelicamente, so per certo che ci stanno bene
    grazie ancora
    un caro saluto
    paolo

    "Mi piace"

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