Haiku

Poesia giapponese costituita da tre righe (sarebbe improprio dire costituita da tre versi) di 5, 7, 5 sillabe (totale 17: notevole per la numerologia).

Ha per oggetto la natura e contiene una parola che evoca una stagione.

Comporre haiku è un’arte zen.

Come ha spiegato Roland Barthes, gli haiku danno luogo a una “visione senza commento“, riproducono “il gesto di un bambino che mostra con il dito qualsiasi cosa dicendo: quello!

3 Comments

  1. siccome amo appassionatamente l’haiku -paolo lo sa e ne scrivo ormai da dodici anni mi sento di aggiungere la mia voce, come chiamata in causa ma è per passione che rispondo!

    Haiku la vita
    un attimo di vita
    diventa poesia

    quest’haiku era in epigrafe ad una mia ispirata tesina sull’argomento haiku nel 2001, e proprio da quella vorrei estrapolare qualche frammento significativo, se può interessare come vivamente immagino!


    Solo diciassette sillabe per circoscrivere un’emozione.
    Sono sufficienti per tuffarsi nel proprio
    Sé connesso al Tutto,
    nell’universo della nostra percezione.

    A mio giudizio, ferma restando la regola sillabica, dalla quale non sento possibile allontanarmi (e comunque l’applicazione della sinalefe, nella nostra metrica, “comporta” qualche sillaba in più),
    sento invece sensata ed agevole la sperimentazione di una libertà espressiva per i contenuti, un agio mentale di poter spaziare dall’osservazione e dallo stupore della natura al mio proprio
    microcosmo emozionale, a qualsiasi riflesso, appunto, della mia personale interiorità sentimentale e percettiva.

    Miracolo di sintesi di linguaggio e di carica espressiva l’ haiku è rapido, folgorante, intenso, emozionante ma anche concreto preciso, contingente.
    ….

    La visione simbolista e crepuscolare di un haiku carico di dissolvenza, di aloni, di allusività, di vaghezza e mancamento, di atmosfera indistinta, “quell’aria di scusarsi di esistere” -come ebbe a dire Andrea Zanzotto, non è un’interpretazione del tutto esauriente in quanto il haiku dice degli stati d’animo ma parla, anche, di cose, di oggetti precisi che nella loro particolare contingenza
    rispecchiano il mondo. In altri termini la concretezza della vita quotidiana si congiunge al senso del mistero e della profondità, quella particolare atmosfera che viene definita “lo yugen”.
    L’atmosfera del haiku è caratterizzata da intime profondità, inaccessibili ad una lettura disattenta, è come la punta di un iceberg che cela un’altra massa di ghiaccio nascosta ed impercettibile.
    Il tratto essenziale di quell’atmosfera è lo yugen appunto, termine che si può rendere con profondità misteriosa. Chi sa coglierla si troverà in contatto con il mistero che mai può essere
    completamente vagliato e svelato. Come D. T. Suzuki ci ricorda “la realtà ovvero l’origine di tutte le cose, è una quantità ignota all’intelletto umano ma che comunque possiamo sentire nel
    modo più concreto”.
    Ogni haiku è un universo compiuto in una percezione istantanea di tempo e di luogo definiti.

    Analizzando il celebre sublime haiku di Basho:

    Furu ike ya
    Kawazu tobikomu
    Mizu no oto

    vecchio stagno
    tonfo di rana
    suono d’acqua

    viene così subito chiaro e in risalto l’aspetto cosiddetto yohaku (da intendersi come qualità che connota ogni forma di riduzione all’essenziale): la riduzione al minimo delle parole impiegate, così
    al livello semantico, la realtà e l’evento rappresentato non vengono accompagnati da alcuna allusione al soggetto che li percepisce né tanto meno da una sua riflessione o da un suo commento sentimentale (la rappresentazione dell’attimo in cui si danno il tonfo nell’acqua della rana e il suono corrispondente non è accompagnata da alcuna considerazione del poeta sulla fugacità del tempo o sull’interruzione di una situazione di pace o di silenzio) ma viene a prodursi
    una alta concentrazione spaziale (una semplice linea chiusa, lo stagno al cui interno si colloca solo un punto, quello in cui avviene il tonfo della rana) ed una concentrazione temporale di tre
    tempi in uno: l’aggettivo vecchio che conferisce all’intera scena la qualità sabi (di semplicità, naturalità, rusticità)indica il tempo passato, mentre tonfo indica un primo tempo presente e suono
    un secondo tempo presente leggermente sfasato rispetto al primo. Questa serie di minuziose considerazioni analitiche non devono e non fanno tuttavia dimenticare che questi tre versi sprigionano una prodigiosa potenza sintetica. Ecco il miracolo del haiku!

    Ancora tanto si potrebbe dire sull’haiku, tutto il dicibile ed ogni tentativo sull’indicibile, la sua bellezza, l’ineffabilità , la sua grandiosità: l’haiku non ha limiti di definizione, non ha confini, come un vasto mare, perennemente mutevole e sempre uguale, come le stagioni, come l’esistenza.
    Ecco haiku è la vita, un attimo di vita che è poesia, poesia del reale che ci comprende e ci trascende.

    L’haiku esorta alla partecipazione, al godimento di un’ineffabilità mai totalmente rivelata, ci permette di intuire l’insondabile nelle sue tonalità di base. l’haiku ci porta per mano al valore delle cose vicine, quelle ordinarie e abituali, verso l’insignificante che tale non è mai e ci svela la straordinarietà dell’ordinario. Tutti gli elementi sono degni del nostro occhio poetico, ogni creatura vivente nessuna esclusa, ogni fibra del mondo vegetale, ogni minerale o sostanza inorganica: tutto è degno della stessa attenzione. Ogni cosa è se stessa ed è, nel contempo, qualcos’altro, si tratta dell’assunto basilare di una logica paradossale.
    Le distinzioni di valore non si addicono al mondo dell’haiku perché esso sottolinea, piuttosto, la totalità -unico modo, di cogliere la particolarità delle cose.

    ….
    … ancora qualche nota personale, dire che nel mio personale approccio al mondo del haiku fin dal primo cimentarmi ho sentito fortemente il rispetto delle diciassette sillabe, ho sentito potente e misteriosa la sapienza numerologica di quella scansione, essendo nuovo per me il rigore il rispetto della disciplina mi sono inchinata a questa acquisizione ed è stato ed è naturale per me rispettarla, anche se talvolta mi è capitato di avvertire i limiti di una misura ingabbiante o un senso mutilante, eppure via via che procedo è sempre più chiara ed istintuale la mia adesione a quella regola sillabica.
    Per tutto il resto voglio sperimentare libertà e naturalezza, non osservo necessariamente il kigo stagionale, penso che comunque sia sottinteso un tempo fisico che mi vede agire e vibrare di quella emozione che voglio cogliere. Mi piacciono tanti sapori anche quello del divertissement dell’ironia o dell’autoironia o addirittura del sapienziale, forse è un forzare lo spirito del haiku ma perché no? Persino in Giappone si pongono questi problemi, una tenace osservanza dei canoni strettamente classici sa di déja vissuto, di ritualistica alla fin fine se non si rinfresca con il respiro del nostro tempo e con l’alito di questo momento. Per questo mi prendo libertà per i contenuti.
    Per me, ma si può dire per chiunque si metta in sintonia, l’haiku è rapimento emozionale, folgorazione zen, trasalimento, stupore, intima connessione con la natura, abbattimento della separazione, evaporazione delle dicotomie, fusione panica, semplicità e semplificazione della realtà, luminosa comprensione della straordinarietà dell’ordinario.

    Per tutto questo con gratitudine ed amorevolezza esprimo, anch’io, la celebrazione della vita,attraverso i miei haiku. –

    -30 agosto 2001-

    aggiungo infine alcuni haiku che mi sono cari che vogliono sbucar fuori da una raccolta di haiku di sapore psicoanalitico

    Nuvole e vento
    pellegrino vagante
    il mio pensiero

    Dall’indistinto
    tracce confuse chiare
    orme d’amore

    Unisci sogno
    a realta’ e fluisce gioia
    di giocoliere

    Neve prepara
    il lento sbocciare dei
    fiori a venire

    Andiamo a casa
    e’ nel viaggio di anime
    da lontananze

    Inutili mai
    le parole d’amore
    dentro le mani

    Nuvola ignara
    di sazieta’ e digiuno
    tempo nomade

    Fluttuano voci
    sulla trama e l ‘ordito
    di vero e occulto

    Ora ti ascolto
    raccontami di me
    quello che sono

    Come uno specchio
    un haiku ecco illumina
    il nostro volto

    Oscillazioni
    spiragli di sereno
    nel cielo grigio

    E’ così umano
    disperarsi e gioire
    sentirsi vivi

    Un papavero
    aspetta d’esplodere
    vivida vita

    Quale ideogramma
    ora mi rappresenta ?
    Inquieta calma

    i papaveri
    il simbolo più bello
    di caducità

    senza parlare
    stare in calma e silenzio
    solo ascoltare

    è la parola
    – sollievo e beneficio –
    nasce il pensiero

    andare lenti
    incontrare se stessi
    e respirare

    fiore di campo
    non un fiore di serra
    così è l’amore

    vagano le idee
    come cavalli bradi
    il cuore tace

    capsula oscura
    ogni notte origine
    di vita e sogno

    foglie d’autunno
    alla vita stringersi
    poi basta poco

    i tratti oscuri
    accompagnano il viaggio
    il non sapere

    gioia ad attimi
    è come un’esplosione
    inaspettata

    ammutolire
    questo tacere dentro
    che sa di quiete

    la nebbia addosso
    per dare confidenza
    all’incertezza

    una giornata
    di respiro e di vento
    e di speranza

    ampia schiarita
    dopo il cielo coperto
    il tempo muta

    quello che senti
    può scaldarti l’anima
    strada di casa

    è la memoria
    non è l’oblio la forza
    della crescita

    È la memoria
    Papavero di campo
    Che tiene desti

    il papavero
    è vita luminosa
    un talismano

    spero di non aver esagerato..gli haiku mi prendono la mano ed ho seguito una vocina d’istinto che mi diceva condividi con gli amici angelici!

    grazie!

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  2. mi accorgo ahimé che gli haiku non risultano distanziati e non va bene
    ma gli spazi che avevo messo non risultano, quel dommage!
    beh considerate che ognuno è di tre righe!
    chissà forse c’è qualcosa da cogliere nella sequenzalunga!

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  3. ciao laura
    pensa che pensavo proprio a te quando ho scritto il pensierini sugli haiku
    sono felice che ti sia venuta la voglia di regalare ad angelicamente le tue preziosità
    ci penso io nei prossimi giorni a tramutare il commento in un post e a migliorare le distizioni fra le righe
    grazie infinite (come insegna l’angelo)
    buoni giorni
    paolo

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