Colloquio con Emanuele Severino, a cura di di Saverio Mariani e Andrea Cimarelli, in Ritiri Filosofici

Primo febbraio 2014.  Un lungo viaggio in auto ci porta a Brescia. Profondo settentrione d’Italia. La città ci accoglie, nel primo pomeriggio, fredda, con una leggera pioggia ed il cielo plumbeo. Attraversiamo corso Garibaldi, dove il grigio dei sampietrini è amplificato dalle pozze d’acqua. Gli abitanti di questa città stanno iniziando il pomeriggio libero, prima del sabato sera. Una passeggiata in centro, un caffé in un bar di piazza Pio VI, un giro in libreria. Noi ci posizioniamo in un B&B, con una finestrella che dà sui tetti di Brescia. Bagnati, umidi, refrattari al calore. Quando attraversiamo le vie centrali della città, in largo anticipo – per goderci anche il luogo nel quale siamo venuti – sembra che le persone a passeggio stiano trascorrendo un pomeriggio di svago, di divertimento e di relax.

Noi, come semplici turisti, guardiamo i palazzi di quella città lombarda, affascinante e anche un po’ magica. In realtà è per noi un giorno speciale, perché alle sei del pomeriggio abbiamo un appuntamento con Emanuele Severino.

Ci accoglie a casa sua come fossimo due suoi amici. Con la cordialità e la signorilità che solo i grandi hanno. Ci accomodiamo in una splendida stanza, arredata da altissime librerie piene zeppe, da alcuni tappeti, da un pianoforte a coda e dall’Orfeo scolpito da suo figlio. Il tutto illuminato, soavemente, da alcune lampade. Sediamo su un divano rosso bordeaux, che fa angolo con due poltrone.

Severino è curioso di sapere quali sono i nostri studi, il nostro ambito di ricerca. Ognuno di noi gli racconta, brevemente, ciò che studia e l’argomento sul quale sta lavorando per la tesi di laurea. Lui è interessato, regalandoci spunti possibili e consigli di lettura.

Comincia così il nostro colloquio con Emanuele Severino.

segue qui:

Ritiri Filosofici – Colloquio con Emanuele Severino.

2 pensieri riguardo “Colloquio con Emanuele Severino, a cura di di Saverio Mariani e Andrea Cimarelli, in Ritiri Filosofici

  1. Anche in questa bella intervista si è toccata la questione riguardante il Nietzsche di Severino.
    Per chi non l’avesse letto consiglio il formidabile “Anello del ritorno”.

    “Una cosa che ci è sembrata forse un po’ più frutto della sua lettura, piuttosto che presente negli scritti di Nietzsche è il fatto che la volontà di potenza, definita come il cuore che spinge l’uomo nietzschiano e anche il superuomo, lo spinge a dominare e, come si dice ne L’anello del ritorno, confluisce in un’abbracciare la tecnica quale strumento per esercitare in maniera sempre più potente, sempre più efficace il dominio sulla realtà. Tuttavia, Nietzsche si rivolge al superuomo sempre in modo elitario, come fosse una figura che si distingue dai comuni mortali. Affermando, in definitiva, che certe cose non sono alla portata di tutti. Nonostante ciò, nel suo scritto, il superuomo è descritto come un percorso che progressivamente porterà al dominio della volontà di potenza, e quindi della tecnica”.

    Riflettendo su questa domanda, mi vien da dire che diversamente dalla lettura storico-filologica che si arresta al detto, l’interpretazione filosofica si spinge oltre, portando alla luce l’implicito necessariamente richiesto dal dettato esplicito. La filosofia di Nietzsche, ridotta spesso ad un innocuo ed ingenuo scetticismo o racchiusa all’interno di stereotipi psicologistici (si pensi al Superuomo interpretato come coscienza individuale, Io), nonostante non sia sempre lineare, nel complesso procede coerentemente verso l’affermazione del divenire in quanto Verità assoluta (trascendentale) – “imprimere al divenire il carattere dell’essere”, dice Nietzsche.
    L’inferenza negativa basata sulla fede nell’evidenza del divenir altro è l’affermazione del Divenire come Totalità dell’ente (poiché c’è divenire, tutto è divenire), ossia come Verità=Scopo; il che implica necessariamente la negazione dialettica di quelle forme massimamente incoerenti di volontà manifestatesi lungo la Storia (ad esempio, Dio o l’Idea di Platone e in ultimo lo stesso Paradiso della Tecnica). Infatti, l’Apparato tecnologico (che, come direbbe Severino, presta ascolto al sottosuolo essenziale rappresentato dalla filosofia contemporanea), è la modalità in cui più coerentemente, rispetto alle premesse, si incarna (si media) la verità del Divenire assoluto. D’altro canto, se da una parte la Tecnica eleva il grado di riconoscimento nei confronti del Divenire, dall’altro non può comunque esprimere la massima coerentizzazione possibile, in quanto il suo rapporto nei confronti del Divenire è comunque ambivalente: si di riconoscimento, ma finalizzato al dominio; dominio non più rappresentato dal Dio epistemico che vanificava sul nascere la novità del divenire, ma attuato tramite quella forma di predeterminazione basata su una logica statistico-probabilistica. Il culmine del Divenire assoluto non è la Tecnocrazia, ma è il Caos come produzione di sé; la Volontà che vuole se stessa. La manifestazione empirico/storica dell’assoluto trascendentale in quanto Caos, Divenire, Dioniso, Superuomo, Volontà di potenza, può essere delineata da queste terribili parole di Nietzsche estratte da “La Gaia scienza”: “Colui che è più ricco di pienezza vitale, il Dio e il dionisiaco, non solo può concedersi lo spettacolo dell’orrore e della precarietà, ma perfino l’azione terribile e ogni lusso di distruzione, di dissolvimento, di negazione; in lui malvagità, assurdità, deformità appaiono in un certo senso permesse in conseguenza di uno straripamento di forze generatrici e fecondanti che può fare di ogni deserto una contrada fertile e ubertosa”. E più avanti:”Il desiderio di distruzione, di mutamento, di divenire può essere l’espressione della forza sovrabbondante, gravida d’avvenire (il mio terminus per tutto questo è, come è noto, la parola <>),
    ma può anche essere l’odio della creatura mal riuscita, indigente, fallita, che distrugge, deve distruggere,
    perché quel che sussiste, anzi ogni sussistere, ogni essere stesso rimescola il suo sdegno, e aizza la sua ferocia…”
    Complimenti per il bel sito!
    Un saluto.

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