“I grandi filosofi d’Occidente sono costruttori di mondi, anche quando, come nel caso di Sesto Empirico, Nietzsche, Wittgenstein, pretendono di criticare ogni costruzione intellettuale.
I filosofi sono costruttori di mondi possibili.
Per “mondo possibile” intendo un insieme di idee, oggetto ideale del linguaggi (ideale= che è fatto di idee, e ha a che fare con esse) che spieghi il mondo reale facendogli da base ontologica e teoretica”
in Jacques Schlander, La solitudine di un maratoneta del pensiero, Il Melangolo, 2007, pagina 56

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