la domanda “cosa rimane quando il tempo passa ?” nei romanzi di Ian Mc Ewan e Julian Barnes


1. La memoria come residuo imperfetto

Julian Barnes

Barnes è forse lo scrittore contemporaneo che più ha indagato la memoria come costruzione fragile e ingannevole.
In Il senso di una fine, il protagonista scopre che ciò che credeva di ricordare non coincide con ciò che è realmente accaduto.
Il tempo non lascia un deposito stabile: rimane una memoria che tradisce, che si riscrive, che protegge e inganna.

Per Barnes, ciò che resta è spesso una versione di noi stessi, non la verità.

Ian McEwan

McEwan lavora sulla memoria in modo più drammatico e morale.
In Espiazione, la memoria diventa colpa che non si dissolve, un tentativo di riparare l’irreparabile attraverso la scrittura.
Il tempo non cancella: rimane la responsabilità, rimane il peso delle scelte.


2. Il tempo come giudice delle relazioni

Barnes

In Il rumore del tempo e Livelli di vita, Barnes mostra come il tempo trasformi l’amore in lutto, e il lutto in riflessione.
Ciò che rimane è la traccia emotiva, spesso più intensa dell’evento stesso.

McEwan

Nei romanzi di McEwan (da Sabato a Chesil Beach), il tempo rivela quanto un singolo momento possa determinare un’intera vita.
Rimane la consapevolezza tardiva, la percezione di ciò che si sarebbe potuto fare diversamente.


3. Il tempo come distorsione della verità

Entrambi gli autori mostrano che il tempo non è neutrale.

  • Per Barnes, il tempo riscrive.
  • Per McEwan, il tempo svela.

Barnes mette in scena la soggettività della memoria; McEwan la tensione morale tra ciò che ricordiamo e ciò che dovremmo ricordare.


4. La narrazione come ciò che davvero rimane

In entrambi, ciò che resta dopo il passare del tempo è la storia che raccontiamo.

  • Barnes: la narrazione è un tentativo di dare forma al caos.
  • McEwan: la narrazione è un atto etico, un modo per fare i conti con la colpa o con il caso.

Il tempo porta via tutto, ma la parola diventa un modo per trattenere qualcosa.


In sintesi

Cosa rimane quando il tempo passa?

TemaIan McEwanJulian Barnes
MemoriaColpa, responsabilità, tentativo di espiazioneDistorsione, soggettività, autoinganno
RelazioniRimpianto, momenti decisiviLutto, sopravvivenza emotiva
VeritàIl tempo rivelaIl tempo confonde
NarrazioneAtto moraleAtto interpretativo

Sia Ian McEwan che Julian Barnes sono ossessionati dalla memoria, ma la affrontano con lenti molto diverse: McEwan è il chirurgo che analizza le conseguenze, Barnes è il filosofo che interroga la persistenza.

Ecco cosa rimane, secondo le loro opere, quando il tempo passa.


Ian McEwan: Il peso delle conseguenze

Per McEwan, ciò che rimane non è un vago ricordo, ma un fatto indelebile che altera la traiettoria di una vita intera. Il tempo per lui è un meccanismo che cristallizza un singolo istante di errore o caso.

  • Il trauma e l’espiazione: In Espiazione, ciò che rimane è il senso di colpa. Il tempo non cancella l’errore di Briony; lo rende solo più pesante, trasformandolo in un debito che la letteratura cerca (invano) di ripagare.
  • La fragilità del presente: In Sabato o Bambini nel tempo, il tempo mette in luce quanto siamo vulnerabili. Ciò che resta è la consapevolezza che la “normalità” può essere spazzata via in un secondo, lasciando dietro di sé solo il tentativo umano di ricostruire un ordine.
  • La biologia e la materia: Spesso McEwan suggerisce che, a livello fisico, rimangono i corpi e il loro decadimento. La memoria è quasi un processo biochimico che ci tiene legati a eventi che preferiremmo dimenticare.

Julian Barnes: La nebbia della soggettività

Per Barnes, il tempo non è un nastro registrato, ma un processo di erosione. Ciò che rimane è raramente la “verità”, quanto piuttosto una versione della storia che ci raccontiamo per sopravvivere.

  • La memoria selettiva: In Il senso di una fine, il protagonista Tony Webster scopre che ciò che credeva di ricordare con precisione è una bugia. Barnes suggerisce che quando il tempo passa, rimane l’accumulo delle nostre giustificazioni.
  • L’incertezza: “La storia è quella certezza che nasce laddove le imperfezioni della memoria incontrano le inadeguatezze della documentazione”. Per Barnes, ciò che resta è il dubbio. Più ci allontaniamo da un evento, meno possiamo esserne certi.
  • L’amore e il dolore: In Livelli di vita, Barnes esplora il lutto. Ciò che rimane quando il tempo passa non è la guarigione, ma una nuova forma di esistenza “piatta”, dove il dolore si trasforma da picco acuto a un paesaggio costante.

Confronto rapido

ElementoIn Ian McEwanIn Julian Barnes
Cosa resta?L’atto compiuto e le sue onde d’urto.La narrazione soggettiva e distorta.
Natura del tempoUna freccia che colpisce un bersaglio.Una nebbia che avvolge i fatti.
Il passato è…Una responsabilità da affrontare.Un enigma da interpretare.
Esempio chiaveEspiazione (il peso del fatto).Il senso di una fine (il peso del dubbio).

In sintesi

Se per McEwan il tempo lascia dietro di sé dei detriti solidi (segreti, colpe, traumi) con cui dobbiamo imparare a convivere, per Barnes il tempo lascia delle ombre; ciò che rimane non è il passato così com’era, ma il modo in cui noi lo abbiamo “curato” e manipolato per non impazzire.

La domanda “cosa rimane quando il tempo passa?” è un tema ricorrente nei romanzi di Ian McEwan e Julian Barnes, esplorato attraverso la memoria fragile, l’identità personale e le illusioni del passato. Entrambi gli autori mettono in scena personaggi che confrontano il fluire del tempo con ciò che persiste o si dissolve, rivelando spesso l’ingannevolezza della ricostruzione storica individuale.mescalina+1

Ian McEwan

Nei romanzi di McEwan, come Lessons e Quello che possiamo sapere, ciò che rimane è una memoria inaffidabile e parziale, segnata da traumi e oblii. In Lessons, i ricordi intrecciano passato e presente, mostrando come la memoria complichi la realtà senza offrire chiusura, mentre in Quello che possiamo sapere emerge l’opacità del passato nonostante archivi digitali esaustivi: la memoria individuale si spezza (come nell’Alzheimer di un personaggio), e resta solo un nucleo inconoscibile di vite altrui.academia+2

L’autore insiste sull’impatto psicologico duraturo dei ricordi, che modellano l’identità ma portano anche rimpianti irrisolti, contrapposti a un futuro ignorato.rivistablam+1

Julian Barnes

Barnes, in opere come Il senso di una fine, indaga la fallacia della memoria e del tempo “inquieto”, dove ciò che resta è una versione autoingannevole della storia personale. Il protagonista Tony Webster rivede il passato riscrivendolo con emozioni distorte, rivelando che la memoria mitizza o cancella, lasciando solo dubbi su responsabilità e senso individuale.mielelavandaeturchese.wordpress+2

In Livelli di vita, il lutto persiste oltre la morte: l’amore sopravvive come presenza immateriale, superando le barriere temporali. La nostalgia, per Barnes, è il dolore del non ritorno, con la storia ridotta a “qualcosa è successo”.newrepublic+2

Paralleli

AspettoMcEwanBarnes
MemoriaInaffidabile per traumi e oblio (Alzheimer, diari bruciati) mescalina+1Distorta da emozioni e rimozioni (ricostruzione fallace) mielelavandaeturchese.wordpress+1
TempoPassato opaco vs futuro prevedibile ma negato [mescalina]​“Inquieto”, nostalgia irrisolta mielelavandaeturchese.wordpress+1
ResiduoIdentità frammentata, lezioni irrisolte academia+1Amore immateriale, senso inconoscibile gruppodilettura+1

Entrambi gli autori suggeriscono che rimane poco di solido: memorie manipolate e echi emotivi, invitando a dubitare delle certezze autoimposte.bostonreview+1

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Autore: Paolo Ferrario

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1 commento su “la domanda “cosa rimane quando il tempo passa ?” nei romanzi di Ian Mc Ewan e Julian Barnes”

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