Stefan Zweig e Joseph Roth rappresentano le due facce della stessa medaglia: quella della “Grande Austria” asburgica che svanisce sotto i colpi dei totalitarismi. Uniti da una profonda amicizia e da un destino tragico, hanno raccontato la fine di un’epoca con stili e sensibilità differenti.
Stefan Zweig (1881–1942): Il cronista dell’anima europea
Nato a Vienna da una facoltosa famiglia ebrea, Zweig è stato uno degli scrittori più famosi e tradotti al mondo tra le due guerre. Rappresentava l’intellettuale cosmopolita per eccellenza.
- Lo stile: Maestro della biografia psicologica e della novella. La sua scrittura è elegante, analitica e profondamente influenzata dalla psicanalisi di Freud.
- L’ascesa e l’esilio: Con l’avvento del nazismo, le sue opere vennero bruciate. Fuggì prima a Londra, poi a New York e infine in Brasile.
- La fine: Nonostante il successo internazionale, Zweig non resse al dolore per la distruzione della “sua” Europa. Si tolse la vita a Petrópolis nel 1942, insieme alla seconda moglie Lotte.
- Capolavori: * Il mondo di ieri (autobiografia malinconica di un’epoca perduta).
- Novella degli scacchi.
- Lettera di una sconosciuta.
Joseph Roth (1894–1939): Il cantore dell’Impero perduto
A differenza di Zweig, Roth nacque ai margini dell’Impero (in Galizia, oggi Ucraina) in una famiglia ebrea meno abbiente. La sua vita fu segnata dall’instabilità economica e dall’alcolismo.
- Lo stile: Una prosa lucida, ironica e venata di una nostalgia struggente per l’ordine imperiale, visto come unico baluardo contro il caos del nazionalismo.
- La vita errante: Lavorò come giornalista di altissimo livello (uno dei più pagati della Repubblica di Weimar). Visse gran parte della sua vita negli hotel, simbolo della sua condizione di “senza patria”.
- La tragedia personale: La malattia mentale della moglie Friedl e l’ascesa di Hitler lo spinsero verso un isolamento autodistruttivo a Parigi.
- Capolavori:
- La marcia di Radetzky (la saga della famiglia von Trotta che segue il declino degli Asburgo).
- La cripta dei cappuccini.
- La leggenda del santo bevitore.
Un’amicizia complementare
Il rapporto tra i due è documentato da un intenso epistolario. Zweig, il “fratello maggiore” ricco e protettivo, aiutò Roth finanziariamente per anni. Roth, dal canto suo, rimproverava spesso a Zweig un’eccessiva timidezza politica di fronte al nazismo.
| Caratteristica | Stefan Zweig | Joseph Roth |
| Origine | Alta borghesia viennese | Piccola borghesia di provincia |
| Visione | Umanesimo cosmopolita | Legittimismo monarchico |
| Temperamento | Malinconico e riflessivo | Irrequieto e autodistruttivo |
| Morte | Suicidio in Brasile | Alcolismo/collasso a Parigi |
“L’Europa non ha più un volto, è un teschio.” — Uno spirito che accomunava entrambi negli ultimi anni di vita.

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