c’è questa teoria dei “non luoghi” dell’antropologo francese Marc Augè (“NONLUOGHI introduzione a una antropologia della surmodernità”, Eleuthera editore).
Ebbene, può apparire strano, eppure il cimitero non è un “nonluogo”: anzi può diventare (e molto dipende dagli architetti e dalle amministrazioni comunali) un luogo denso di significati esistenziali.
questo perchè svolge la umanissima funzione di rendere eterna la memoria. non solo quella pubblica, ma anche quella privata
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