Il primo libro di filosofia della scienza – Samir Okasha

Avatar di AriannaNuvole narranti

INFORMAZIONI GENERALI:

  • TITOLO: Il primo libro di filosofia della scienza
  • AUTORE: Samir Okasha
  • GENERE: Libro filosofico
  • VOTO:

IL LIBRO:

Il primo libro di filosofia della scienza è un’agile introduzione a quelli che sono i temi principali della filosofia in ambito scientifico.

Esso si articola in sette capitoli, ognuno riguardante un diverso argomento:

  1. Che cos’è la scienza?
  2. Il ragionamento scientifico
  3. La spiegazione nella scienza
  4. Realismo e anti-realismo
  5. Cambiamento e rivoluzione nella scienza
  6. Problemi filosofici in fisica, biologia e psicologia
  7. La scienza e i suoi critici

Dunque l’autore inizialmente si dedica a un breve excursus di storia della scienza per poi passare a illustrare come, in diversi ambiti, la scienza e la filosofia siano realtà intensamente intrecciate l’una all’altra.

[…] uno dei problemi principali della filosofia della scienza è proprio spiegare in che modo tecniche come la sperimentazione, l’osservazione e la costruzione di teorie abbiano permesso agli scienziati di…

View original post 183 altre parole

Recalcati: “A Cacciari e Agamben dico: la filosofia può rendere ciechi” | HuffPost Italia Life

Avatar di Paolo FerrarioMAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario

… “La filosofia può rendere ciechi. Pensa a come Heidegger ha letto l’avvento terrificante del nazismo. Perché ha potuto commettere un errore simile? Perché la filosofia rischia sempre di cadere nell’ideologia, se per ideologia intendiamo, come ricorda Arendt, far prevalere l’Idea sulla realtà. È quello che è accaduto a Heidegger: l’idea del destino nichilistico dell’Occidente, della storia come oblio dell’essere, ha voluto vedere nel nazismo una possibilità di ritornare a pensare gli dei, la verità come aletheia, la resistenza di fronte al narcisismo umanistico dell’Occidente. Un delirio ideologico. Lo stesso che ha accecato pensatori di grande spessore, come Agamben e Cacciari. Con il riferimento ideologico alla biopolitica, al biopotere, allo stato di eccezione, eccetera, hanno piegato la realtà agli interessi dell’ideologia.

VAI ALLA INTERA INTERVISTA:

Recalcati: “A Cacciari e Agamben dico: la filosofia può rendere ciechi” | HuffPost Italia Life

View original post

DUCCIO DEMETRIO, INGRATITUDINE, La memoria breve della riconoscenza, Raffaello Cortina Editore, 2016. Presentazione con Paolo Ferrario e Luciana Quaia alla LIBRERIA UBIK, Como, 28 Marzo 2017

vai a

DUCCIO DEMETRIO, INGRATITUDINE, La memoria breve della riconoscenza, Raffaello Cortina Editore, 2016. Presentazione con Paolo Ferrario e Luciana Quaia alla LIBRERIA UBIK, Como, 28 Marzo 2017. AUDIO dell’incontro – Coatesa sul Lario e dintorni

ROBERTO BOLLE, Danza con me, Rai 1, 1 gennaio 2022

https://www.raiplay.it/programmi/robertobolle-danzaconme

PROUST , istruzioni per l’uso, di Daria Galateria, in Il Venerdì di Repubblica 31 dic 21

letto in ediziona cartacea

cerca in:

https://www.repubblica.it/venerdi/2021/12/31/news/proust_anniversario_romanzo_recherche_guida_daria_galateria_venerdi_repubblica-331796907/

La sua “Recherche” è lunga e piena di personaggi, proprio come una serie tv. Si può cominciare e interrompere dove si vuole. E fa (anche) ridere. Ecco una guida per affrontare un capolavoro senza rimanerci sotto

La Recherche (Alla ricerca del tempo perduto, di Marcel Proust) sgomenta: 7 volumi, 3.724 pagine, il romanzo-capolavoro più lungo del mondo. Vasti argomenti: la mondanità al volger dell’altro secolo; feste e palchi all’Opéra; aristocratici e borghesi, valletti e cameriere. Amori perversi: uomini in catene flagellati in case d’appuntamento; una ragazza sequestrata per gelosia; in famiglia, tutte le crudeltà e le tenerezze; un protagonista, “Io”, di cui sappiamo tutto, e conosciamo poco; le arti; e, su tutto, il tempo. “È normale averne paura”, dice il grande critico Antoine Compagnon “perché i grandi libri ci cambiano”.

E se fosse adesso il momento di affrontare quest’impresa estrema: leggerla, da cima a fondo? L’anno che si apre è il centenario della morte di Marcel Proust, scomparso il 19 novembre 1822 a 51 anni, avendo messo la parola “Fine” al suo romanzo. Per chi vuole provarci, ecco qualche suggerimento. 

il “tetrafarmaco” di EPICURO: 1 non si devono temere gli dei; 2 non bisogna temere la morte; 3 non bisogna considerare tutti i piaceri un bene; 4 non dobbiamo fuggire indistintamente ogni dolore

tratto da:

Epicuro, Lettere sulla felicità, sul cielo e sulla fisica. Frammenti dell’Epistolario, prefazione di Fancesco Adorno, Introduzione e note di Nicoletta Russello,  Corriere della Sera/Pur Rizzoli, 1984/2016

Il “tetrafarmaco” di Epicuro è un insieme di quattro regole filosofiche, concepite come una sorta di medicina per liberare l’anima dalle quattro grandi paure umane e raggiungere la felicità. Questi quattro “farmaci” sono:

  1. Non temere gli dei: Gli dei esistono ma sono indifferenti alle vicende umane e non interferiscono con la vita degli uomini, quindi non devono essere temuti.
  2. Non temere la morte: La morte è la cessazione di ogni sensazione, quindi non è nulla per noi, poiché quando siamo vivi la morte non è presente e quando c’è la morte noi non siamo.
  3. Non considerare tutti i piaceri un bene: Bisogna distinguere i piaceri naturali e necessari da quelli non naturali o inutili, imparando a soddisfare i desideri essenziali con moderazione.
  4. Non fuggire indistintamente ogni dolore: Il dolore è sopportabile perché o è lieve e duraturo oppure è acuto ma breve; la paura del dolore va superata pensando anche che la morte, se arriva, non deve spaventare.

Queste regole hanno la funzione di liberare l’individuo dalle paure irrazionali e dalle turbolenze dell’anima, conducendolo a uno stato di serenità e felicità, caratterizzato dall’assenza di dolore (aponia) e di turbamento dell’anima (atarassia).antemp.com+5

Il modello del tetrafarmaco riprende simbolicamente un farmaco reale, usato nell’antica Grecia per curare le malattie del corpo, e lo trasforma in strumenti per curare i mali dell’anima.blogphilosophica.wordpress.com

Questa dottrina era esposta pubblicamente anche da Epicuro e dai suoi seguaci, come Diogene di Enoanda che fece incidere il testo su un muro della scuola epicurea chiamata il Giardino.blogphilosophica.wordpress.com

In sintesi, il tetrafarmaco è una guida filosofica per vivere senza paure irrazionali, centrata su una visione materialista e naturalistica della realtà e mirata a una vita serena e felice.

  1. https://antemp.com/2021/12/31/il-tetrafarmaco-di-epicuro-1-non-si-devono-temere-gli-dei-2-non-bisogna-temere-la-morte-3-non-bisogna-considerare-tutti-i-piaceri-un-bene-4-non-dobbiamo-fuggire-indistinatamente-ogni-dolore/
  2. https://blogphilosophica.wordpress.com/2018/04/10/epicureismo-il-tetrafarmaco-del-saggio/
  3. https://lecuriositadisophia.wordpress.com/2019/04/23/le-quattro-vie-per-raggiungere-la-felicita-il-tetrafarmaco-di-epicuro/
  4. https://www.museoalessandroroccavilla.it/2020/12/18/epicuro-il-tetrafarmaco-e-il-concetto-di-felicita/
  5. https://www.treccani.it/vocabolario/tetrafarmaco/
  6. https://www.skuola.net/filosofia-antica/epicuro-dimensione-terapeutica.html
  7. https://it.wikiversity.org/wiki/Epicuro_e_l’epicureismo_(superiori)
  8. https://www.youtube.com/watch?v=vxD9C7xje2c
  9. https://www.rmfonline.it/18/11/2022/il-tetrafarmaco/55085/
  10. https://www.youtube.com/watch?v=M8_bkZnpDBA

Susan Sontag, Davanti al dolore degli altri (2003), Nottetempo editore, 2021

vai a

Susan Sontag, Davanti al dolore degli altri, Nottetempo editore, 2021 – Mappeser.com: Mappe nel sistema dei Servizi

Joan DIDION ci ha insegnato cosa fare delle nostre paure, di Ginevra Lamberti, in Domani 28 dic 21

letto in edizione cartacea

  • Quando si scrive, tra le varie cose, si decide come posizionarsi rispetto a una forma di superstizione primitiva. 
  • Da una parte mettiamo chi crede nella scrittura come esorcismo delle proprie paure. Dall’altra mettiamo chi teme che scrivere di una determinata cosa contribuirà a evocarla.
  • Della sua personale paura, la scrittrice (saggista, giornalista, sceneggiatrice) Joan Didion, ha fatto tutto il fattibile.
  • Quando si scrive, tra le varie cose, si decide come posizionarsi rispetto a una forma di superstizione primitiva. Questa è una semplificazione e, come di norma accade con le semplificazioni, considereremo due correnti principali senza troppe sfumature nel mezzo … segue ….

vai al quotidiano Domani: https://www.editorialedomani.it/idee/cultura/joan-didion-ci-ha-insegnato-cosa-fare-delle-nostre-paure-skf76cdn

LEONARDO DA VINCI, di Andrea Dusio, La Gazzetta dello Sport/Corriere della Sera, 2021

La figura di Leonardo da Vinci è come un punto mobile, che continua a produrre nuove scoperte e connessioni con il progresso della tecnica. Il suo sapere procede attraverso l’osservazione e lo strumento del disegno. Leonardo è stato naturalmente anche un pittore e un artista straordinario. Nella sua opera bellezza e intelligenza del mondo si fondono, governate dalla sensibilità per la luce, che determina il colore e modella le forme, e dalla formidabile invenzione dello sfumato. Ma la dimensione del genio è legata anche ai progetti intrapresi e non conclusi, spesso per il desiderio di sperimentare nuove soluzioni, altre volte perché l’altezza e la profondità della visione avevano travalicato la sua epoca.

i MESTIERI del LIBRO: cosa fanno tutti quelli che fanno qualcosa nell’editoria: EDITORE, AMMINISTRATORE DELEGATO; DIRETTORE EDITORIALE; EDITOR; CONSULENTE; CAPO REDATTORE; REDATTORE; CORRETTORE DI BOZZE; LETTORE; TRADUTTORE; ART DIRECTOR; GRAFICO; MARKETING; UFFICIO STAMPA; COMMERCIALE; AGENTE DELLA RETE VENDITA; AMMINISTRAZIONE; UFFICIO CONTRATTI; AGENTE LETTERARIO; UFFICIO DIRITTI; UFFICIO TECNICO; SCOUT; DIGITAL MANAGER; SOCIALE MEDIA MANAGER. in A proposito di LIBRI. Come nascono e diventano questi oggetti di carta dove leggiamo storie, idee e mondi interi. Autori: Arianna Cavallo, Gabriele Gargantini, Ludovica Lugli, Giacomo Papi, Marco Verdura, Iperborea editore, 2021, pagine 23-32

VAI A:

i MESTIERI del LIBRO: cosa fanno tutti quelli che fanno qualcosa nell’editoria: EDITORE, AMMINISTRATORE DELEGATO; DIRETTORE EDITORIALE; EDITOR; CONSULENTE; CAPO REDATTORE; REDATTORE; CORRETTORE DI BOZZE; LETTORE; TRADUTTORE; ART DIRECTOR; GRAFICO; MARKETING; UFFICIO STAMPA; COMMERCIALE; AGENTE DELLA RETE VENDITA; AMMINISTRAZIONE; UFFICIO CONTRATTI; AGENTE LETTERARIO; UFFICIO DIRITTI; UFFICIO TECNICO; SCOUT; DIGITAL MANAGER; SOCIALE MEDIA MANAGER. in A proposito di LIBRI. Come nascono e diventano questi oggetti di carta dove leggiamo storie, idee e mondi interi. Autori: Arianna Cavallo, Gabriele Gargantini, Ludovica Lugli, Giacomo Papi, Marco Verdura, Iperborea editore, 2021, pagine 23-32 – Mappeser.com: Mappe nel sistema dei Servizi

Migliaresi Andreoli Laura, Rocca Antonio, EDVARD MUNCH, Mind/La Repubblica, 2021

vai alla scheda dell’editore

https://www.repubblica.it/cultura/2021/12/23/news/pittura_e_solitudine_edvard_munch_nel_nuovo_volume_di_genio_e_follia_-331108482/

Artista simbolo per la Norvegia e per la sua capitale Oslo, in cui si è da poco inaugurato un grande e avveniristico museo che raccoglie la sua straordinaria collezione di opere, Edvard Much ha saputo come pochi altri esprimere nei suoi quadri le inquietudini della modernità, tanto che il suo L’urlo (1910) è considerato una sorta di profezia della tragedia delle guerre mondiali.

Elisabeth Hardwick, Notti insonni, Prefazione di Joan Didion, traduzione di Claudia Durastanti, Blackie editore, 2021

VAI ALLA SCHEDA DELL’EDITORE:

Ubriachi, attori, giocatori d’azzardo, «amore e alcol e tutti i vestiti sul pavimento». La musica di Billie Holiday nei night club, gli incontri erotici e le feste, le delusioni, le amicizie e «le persone che ho sepolto». Da un alberghetto bohémien di Manhattan, una giovane donna scappata dalla casa d’infanzia nel Kentucky osserva New York e il mondo, iniziando a diventare sé stessa attraverso i ricordi, le esperienze, gli incontri che gettano luce sul razzismo, il sessismo, le miserie e le grandezze dell’epoca.
Quella giovane donna sarebbe diventata la più influente critica letteraria americana, un’intellettuale capace di plasmare la cultura del suo tempo. Notti insonni, pubblicato per la prima volta nel 1979, è la storia della sua vita e la storia di un secolo, il Novecento. Un collage unico di romanzo, memoir, saggio, lettera, poesia e sogno. Un linguaggio in cui perdersi e, infine, ritrovarsi.

Brian Dillon, Inseguendo eclissi. il piacere inafferrabile di una frase, traduzione di Andrea Sirotti, Il Saggiatore

vai alla scheda dell’editore:

Guidato dal suo «istinto per il particolare», per circa venticinque anni Brian Dillon ha trascritto nei suoi taccuini frasi di qualsiasi libro leggesse. Andava «a caccia di eclissi: quei momenti di lettura in cui la luce cambia, una lucentezza più scura prende il sopravvento, le cose (le parole) sembrano farsi di colpo opache, anche nella più semplice tra le frasi, e ti accorgi di dover guardare due volte, o più di due volte».

In Inseguendo eclissi Dillon raccoglie una selezione di quelle frasi e a ciascuna dedica uno scritto, un’indagine di stili, voci, vite, inevitabilmente intrecciata con la propria visione di lettore. Racconta lo stupore di fronte a una frase di Virginia Woolf che all’improvviso vira verso una conclusione grammaticalmente sbagliata; la meraviglia davanti agli «O, o, o, o» che Shakespeare ha fatto pronunciare ad Amleto, Otello e Lady Macbeth, racchiudendo il mondo in una serie di vocali; o ancora di come Vogue divenne la fucina della scrittura di Joan Didion.

Da William Shakespeare a Joan Didion, Brian Dillon porta alla luce ventisette frasi della letteratura di ogni tempo. Non necessariamente le migliori; né, tantomeno, le più celebri. La sua è una ricerca tutta personale, alla scoperta di che cosa significhi fare letteratura e che cosa, viceversa, esserne posseduti.

«Inseguendo eclissi è un manifesto sulle potenzialità della lettura.»  Olivia Laing

«Brian Dillon è uno dei veri tesori della letteratura contemporanea – un critico e saggista di stile e sensibilità senza pari – e Inseguendo eclissi è un libro che solo lui avrebbe potuto scrivere. Leggerlo ha rinvigorito in me il senso stesso della scrittura.» Mark O’Connell

Traduzione di Andrea Sirotti


Brian Dillon (1969) insegna Critical Writing al Royal College of Art di Londra ed è editor della rivista Cabinet. Scrive abitualmente per The GuardianLondon Review of BooksThe Times Literary SupplementArtforum e Frieze. Tra i suoi libri ricordiamo In the Dark Room (2005), con cui ha vinto l’Irish Book Award, Ruins (2011), Sanctuary (2011) e Objects in This Mirror (2014).

dill3532dill3533dill3534

 

SALMO RESPONSORIALE: strofa VII nella traduzione del poeta Lorenzo Morandotti, in POETI CRISTIANI LATINI DEI PRIMI SECOLI (a cura di V.G.), Casa Editrice Mimep-Docete, 2017. Segnalato da Vincenzo Guarracino il 27 dic 21

SALMO RESPONSORIALE
Il “Salmo responsoriale” (Psalmus responsorius) è un inno anonimo, scoperto nel 1965 in un codice papiraceo in Egitto e conservato a Barcellona (Pap.Barcinonensis 149b-153).
Composto molto probabilmente nella prima metà del IV secolo, se non addirittura molto prima, come ipotizzano alcuni studiosi (cosa che ne farebbe una delle più antiche manifestazioni della poesia cristiana), il Salmo è un’importante testimonianza del culto della Madonna, la cui figura campeggia in tutte le strofe in cui scorrono i fatti salienti della vita di Maria, dalla sua nascita fino al “primo miracolo” del Cristo alle nozze di Cana.
In questo senso può davvero ritenersi un testo fondamentale, non tanto dal punto di vista letterario, quanto perché interpreta e incanala la devozione popolare nei confronti della Madre di Dio, segnando in un certo senso la nascita della Mariologia, destinata a trovare nei secoli successivi straordinario impulso e sviluppo (si pensi a Paolino di Nola, specialmente nei Carmina VI e XXV).
Dal punto di vista strutturale, il testo, incompleto, è un carme abecedario in prosa ritmica, di evidente funzione liturgica, composto di dodici strofe, precedute da quattro versi, una responsio, che costituisce una sorta di refrain ad uso dei fedeli in risposta ad ogni strofa iniziante con lettera alfabetica successiva, intonata dal corista. Dal punto di vista linguistico e stilistico, infine, il salmo rivela un livello culturale abbastanza basso, anche se non è privo di una certa sensibilità poetica.
Qui, nella strofa VII che viene riportata (nella traduzione del poeta Lorenzo Morandotti), c’è il racconto della Nascita di Gesù.
VII
Gioiosa fu Maria, per sempre…
Gli sposi durante il cammino
arrivarono in un campo.
“Aiuto, Giuseppe – disse lei –
ciò che porto in grembo vuole uscire”.
Lui cercò un luogo adatto, vide una grotta.
Era quasi buia, ma entrò.
Subito si udì il vagito di un neonato
e si vide enorme una luce fortissima,
un segno scendeva dal cielo
e annunciava la nascita di Cristo.
in POETI CRISTIANI LATINI DEI PRIMI SECOLI (a cura di V.G.), Casa Editrice Mimep-Docete, 2017

EPICURO, Il fine ultimo della filosofia è raggiungere la felicità,a cura di Gabriela Berti, RBA edizioni, 2015

EPICURO, a cura di Roberto Radice, Corriere della Sera, 2014

Tullio De Mauro incontra Epicuro, Le interviste immaginarie , Bompiani, 2010, 21 pagine

Intervista impossibile a Epicuro – interpretazione di Paolo Poli, Rai Teche

vai a

Carlo Collodi, PINOCCHIO, illustrato da Carlo Chiostri, Giunti, 2000. Indice del libro

è scomparsa JOAN DIDION (1934-2021) … affrontò in prosa il senso della perdita, articolo di Matteo Persivale, in Corriere della Sera, 24 dic 21

letto in formato cartaceo

cerca informazioni in rete:

https://tinyurl.com/y9j5ptmn

EMILY DICKINSON è diventata un’influencer dell’anima, di Luca Mastrantonio, in sette.corriere.it, 24 dic 21

letto in edizione cartacea

cerca in https://www.corriere.it/sette/

Salvador Dalì, La PERSISTENZA della MEMORIA

LATINO, cultura e lingua alle radici dell’Occidente, a cura di Elisabetta Cantone, Corriere della Sera, 2021/2022, Venti volumi: 1. politica, 2. guerra, 3. società, 4. valori e tradizioni, 5. tempo libero, 6. filosofia, 7. città, 8. scienza e tecnica, 9. religione, 10. donna, 11. libertà e schiavitù, 12. sesso e amore, 13. famiglia, 14. amicizia, 15. gioventù e educazione, 16. piaceri della tavola, 17. natura, 18. satira e commedia, 19. lettere e comunicazione, 20. vecchiaia

La cultura e la lingua di Roma in una collana inedita.

Un’opera nuova, che ripercorre le nostre radici culturali e linguistiche riscoprendo il piacere di studiare il latino. In ogni libro, approfondiremo la conoscenza della storia e della civiltà romana – dalla guerra alla politica, dalle arti all’educazione – e impareremo la sua lingua, spiegata come in un vero e proprio corso, con grammatica e sintassi corredate da esercizi e giochi.

E in più, la presentazione degli autori che hanno fondato la nostra cultura: Cicerone, Livio, Tacito, Catullo e molti altri.

Perché mai come ora il latino, lingua antica ma viva, permette di riscoprire da dove veniamo e chi siamo veramente.

La collana è composta da 20 volumi

vai alla scheda dell’editore

https://store.corriere.it/Collana-Completa/nGcKEgLWtocAAAF8Y.t0rwkN/pc?CatalogCategoryID=tGAKEgLWON4AAAF8lJR0rwkN

PODCAST suddivisi per generi, in Raiplaysound

vai a:

https://www.raiplaysound.it/generi

AUDIOLIBRI (narrativa italiana, narrativa straniera, racconti, romnzi), in raiplaysound.it

VAI A

https://www.raiplaysound.it/generi/Audiolibri-bb15c098-6692-48f6-b7be-94afb06399ff.html

Jean Genet: i libri e la vita dello scrittore francese – ilLibraio.it

I romanzi di Jean Genet (1910-1986), per via dei riferimenti espliciti all’omosessualità, inizialmente sono stati censurati e venduti sottobanco. E ancora oggi l’autore viene riconosciuto come una delle icone gay della letteratura del Novecento. Un viaggio alla scoperta dell’autore francese, che visse un’esistenza ai margini della società, in occasione della riedizione del suo secondo romanzo, “Il miracolo della rosa”

VAI A

Jean Genet: i libri e la vita dello scrittore francese – ilLibraio.it

Zarathustra | Rai Radio 3 | RaiPlay Sound

Zarathustra Zarathustra. Tracce per non perdersi nella nebbia è il nuovo programma di Radio3 che affronta i grandi temi dell’esistenza intrecciando storie di vita raccontate in prima persona con il pensiero di filosofi e filosofe, scrittori e scrittrici di ogni epoca. Il diffuso senso di solitudine, la sensibilità dei giovani per l’ambiente, la difficoltà di capire chi è un vero amico, l’eccesso di competitività a scuola ma anche la grande voglia di cooperare, il narcisismo che dilaga sui social network o la precarizzazione del lavoro e dei legami sentimentali. Un programma di Pietro Del Soldà, con Pietro Del Soldà e Ilaria Gaspari, a cura di Giulia Nucci, regia di Sara Sanzi ed Elisabetta Parisi. In onda La domenica dalle 10.15 alle 10.45

vai a:

Zarathustra | Rai Radio 3 | RaiPlay Sound

Tanti libri che parlano di libri (e di librerie…) – ilLibraio.it

VAI A:

Tanti libri che parlano di libri (e di librerie…) – ilLibraio.it

La lista

Shaun Bythell

Tipi da libreria

Sara Nisha Adams

La biblioteca dei giusti consigli

Nadia Wassef

La libraia del Cairo

Michelle Gable

I segreti di una libraia

Vitiello Guido

Il lettore sul lettino. Tic, manie e stravaganze di chi ama i libri

Janet Skeslien Charles

La biblioteca di Parigi

Seierstad Åsne

Il libraio di Kabul

Valentina Notarberardino

Fuori di testo

Romano Montroni

L’uomo che sussurrava ai lettori

Simon Garfield

Sei proprio il mio typo

Alice Basso

Scrivere è un mestiere pericoloso

Gabrielle Zevin

La misura della felicità

Alice Basso

La scrittrice del mistero

Emily Blaine

La libreria dei sogni sospesi

Jonathan Galassi

La musa

Amy Meyerson

La libreria del tempo andato

Gian Arturo Ferrari

Libro

Robin Sloan

Il segreto della libreria sempre aperta

Oliviero Ponte di Pino

I mestieri del libro

Lucy Dillon

La libreria degli amori inattesi

Piero Dorfles

I cento libri che rendono più ricca la nostra vita

Ali BergMichelle Kalus

La vita inizia quando trovi il libro giusto

Nicola Gardini

Il libro è quella cosa

Marco Vichi

Il contratto

Castronuovo Antonio

Dizionario del bibliomane

Charles Bukowski

E così vorresti fare lo scrittore? Testo inglese a fronte

Andrea Kerbaker

Breve storia del libro (a modo mio)

Amy Witting

La lettrice testarda

Andrea Kerbaker

Lo scaffale infinito

Guido Quarzo

Il libraio sotterraneo

Nick Hornby

Una vita da lettore

George Orwell

Memorie di un libraio

Carola Barbero

La biblioteca delle emozioni

Bridget Collins

Il rilegatore

Cristina Caboni

La rilegatrice di storie perdute

John Harding

La biblioteca dei libri proibiti

Alice Basso

Un caso speciale per la ghostwriter

Proust Marcel

Il piacere della lettura

Pennac Daniel

Come un romanzo

Calvino Italo

Se una notte d’inverno un viaggiatore

Collins Paul

Al paese dei libri

Bradbury Ray; Hamilton Tim

Fahrenheit 451

Berthoud Ella; Elderkin Susan; Stassi F. (cur.)

Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno

Vargas Llosa Mario

Elogio della lettura e della finzione

Zusak Markus

Storia di una ladra di libri

Visentin Marina, Finalmente ho capito la FILOSOFIA. I filosofi, il pensiero, i concetti, le correnti, i movimenti … spiegati a tutti con la massima chiarezza, Vallardi, 2017. Indice del libro

vai alla scheda dell’editore:

https://www.vallardi.it/catalogo/scheda/finalmente-ho-capito-filosofia-libro.html

distopìa, definizione in Vocabolario – Treccani

vai a

https://www.treccani.it/vocabolario/distopia2/#:~:text=%E2%80%93%20Previsione%2C%20descrizione%20o%20rappresentazione%20di,utopia%20negativa)%3A%20le%20d.

Umberto GALIMBERTI, NUOVO DIZIONARIO DI PSICOLOGIA. Psichiatria, Psicoanalisi, Neuroscienze, Feltrinelli, 2018, pagg 1635. Video di presentazione e Indice delle voci

Avatar di Paolo FerrarioMAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario

Questo Dizionario si articola in quattromila voci relative a quattro ambiti disciplinari: la psicologia propriamente detta, la psicoanalisi, la psichiatria e le neuroscienze.

Che cos’è l’essere umano? Nel XXI secolo rispondere a questa domanda significa affrontare il campo del sapere più complesso e più affascinante, che cerca di comprendere l’esistenza umana nella sua unità e rinuncia a dicotomie e semplificazioni, come quella che separa ciecamente il corpo dalla mente. Con lo sguardo sempre rivolto all’intersezione e all’osmosi delle discipline, Umberto Galimberti ha raccolto in un’opera organica e onnicomprensiva le voci principali relative alla psicologia propriamente detta, articolata nella molteplicità dei suoi orientamenti teorici e clinici, alla psicologia del profondo, alla psicoanalisi e alla psichiatria. Le voci, ricche di brani originali della letteratura psicologica, mostrano le contaminazioni reciproche tra queste discipline e si estendono ai domini nei quali esse affondano le proprie radici, dalla filosofia all’antropologia culturale, dalla sociologia alla linguistica…

View original post 61 altre parole

GARDINI Nicola, Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo, Garzanti, 2019. ARS, SIGNUM; MODUS; STILUS; VOLVO; MEMORIA, VIRTUS; CLARITAS; SPIRITUS; RETE

Appunti su Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano – Ed. Einaudi

L’autrice racconta, o meglio fa raccontare in prima persona, ad Adriano la propria vita e ne raccoglie le impressioni,

quando l’imperatore e’ ormai prossimo alla morte e scrive al figlio adottivo Marco Aurelio.

L’imperatore esprime i suoi pensieri piu’ intimi, le sue citazioni sui riti religiosi (rimase particolarmente colpito e

influenzato dal culto del dio Mitra), e rivive la sua giovinezza lontano da Roma, al seguito degli eserciti Romani.

Adriano sa di dover morire ed aspetta questo evento, pronto a riceverlo. La lettera che egli scrive al figlio adottivo e’

 lo sfogo (comprensibile) di un uomo che non puo’ piu’ seguire gli affari dell’Impero, ormai svuotato di ogni energia, e

traspare nell’imperatore , nell’uomo, la sofferenza di un malato che libera i ricordi.

Adriano rivisita i momenti importanti e significativi del suo lungo regno (21 anni), partendo dai rapporti e dalla

confidenza che lo legava alla amica-madre Plotinia, proseguendo con il racconto delle sue campagne militari, dei

viaggi, dei luogi visitati e che lo colpirono particolarmente (Asia minore, Bitinia, la citta’ di Nicomedia, ect.).

Esprime pensieri e giudizi sulla sua famiglia, sui libri, sullo “sport” allora piu’ in voga: la caccia. Ci parla delle sue

dissertazioni filosofiche, dei suoi amori, dei rapporti con l’imperatore (e padre adottivo) Traiano, del suo matrimonio

non felice.

La Yourcenar fa raccontare la suo protagonista la sua esperienza umana, ricchissima, di un uomo che facendo

tesoro di ogni esperienza vissuta nei sui 21 anni di regno diventa uno statista, arricchito dall’emergere della verita’

interiore che l’imperatore aveva conquistato.

La scrittrice  in questo romanzo che puo’ sembrare solo epistolare,  rida’ vita a poco a poco alla personalita’ di

Adriano, alla sua grandezza, all’ambiente nel quale visse piu’ di 2000 anni fa’.

L’imperatore negli ultimi giorni di vita esamina le debolezze del suo spirito, fa considerazioni sulla sua esistenza, ed

esprime sentimenti di gratitudine per le poche persone che gli sono sempre state vicine e che non l’abbandonano

nemmeno negli ultimi dolorosi e disperati momenti della sua vita.

Chiudo questa recensione ricordando i versi composti dall’imperatore Adriano poco prima di morire:

“Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora ti appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e

spogli, ove non avrai piu’ gli svaghi consueti.

Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai piu’… cerchiamo di

entrare nella morte ad occhi aperti…”

(Marguerite Yourcenar – Memorie di Adriano – Ed. Einaudi)

Karl Jaspers e Maria Zambrano sulla POESIA

IN

K. Jaspers, Del tragico, SE editore

M. Zambrano, Filosofia e poesia, Edizioni Pendragon

“Diabolik siamo noi !”: le sorelle Angela e Luciana Giussani sono le creatrici del mitico ladro in tuta nera …. articolo di Luigi Locatelli

vedi anche:

la storia di TOPO GIGIO, nel programma DEDICATO, condotto da Serena Autieri, RaiUno, 4 dic 21

VAI A RaiPlay:

https://www.raiplay.it/programmi/dedicato

Francois Cheng, La bellezza del tramonto – lettura di Domenico Pelini

La MAPPA, di Wislawa SZYMBORSKA, in Basta così, Adelphi. Lettura poetica di Domenico PELINI. … Amo le mappe perché dicono bugie. Perché sbarrano il passo a verità aggressive. Perché con indulgenza e buon umore sul tavolo mi dispongono un mondo che non è di questo mondo …

clicca sul seguente link per ascoltare l’audio:

https://drive.google.com/file/d/1FAfNFdPiE-n-XQyLUE0I4IlZ25dQn14G/view?usp=sharing

DOMENICO PELINI

recita la poesia di Wislawa Szymborska, LA MAPPA:

Piatta come il tavolo

sul quale è posata.

Sotto – nulla si muove,

né cerca uno sbocco.

Sopra – il mio fiato umano

non crea vortici d’aria

e lascia tranquilla

la sua intera superficie.

Bassopiani e vallate sono sempre verdi,

altopiani e montagne sono gialli e marrone,

oceani e mari – di un azzurro amico

sui margini sdruciti.

Qui tutto è piccolo, vicino, alla portata.

Con la punta dell’unghia posso schiacciare i vulcani,

accarezzare i poli senza guanti grossi,

posso con un’occhiata

abbracciare ogni deserto

insieme al fiume che sta lì accanto.

Segnalano le selve alcuni alberelli

tra i quali è ben difficile smarrirsi.

A est e ovest, sopra e sotto

l’equatore, un assoluto

silenzio sparso come semi,

ma in ogni seme nero

la gente vive.

Forse comuni e improvvise rovine

sono assenti in questo quadro.

I confini si intravedono appena,

quasi esitanti – esserci o non esserci?

Amo le mappe perché dicono bugie.

Perché sbarrano il passo a verità aggressive.

Perché con indulgenza e buon umore

sul tavolo mi dispongono un mondo

che non è di questo mondo.

Map

Flat as the table
it’s placed on.
Nothing moves beneath it
and it seeks no outlet.
Above—my human breath
creates no stirring air
and leaves its total surface
undisturbed.
Its plains, valleys are always green,
uplands, mountains are yellow and brown,
while seas, oceans remain a kindly blue
beside the tattered shores.
Everything here is small, near, accessible.
I can press volcanoes with my fingertip,
stroke the poles without thick mittens,
I can with a single glance
encompass every desert
with the river lying just beside it.
A few trees stand for ancient forests,
you couldn’t lose your way among them.
In the east and west,
above and below the equator—
quiet like pins dropping,
and in every black pinprick
people keep on living.
Mass graves and sudden ruins
are out of the picture.
Nations’ borders are barely visible
as if they wavered—to be or not.
I like maps, because they lie.
Because they give no access to the vicious truth.
Because great-heartedly, good-naturedly
they spread before me a world
not of this world.

(Translated, from the Polish, by Clare Cavanagh)


fonte:

La mappa, Wislawa Szymborska

SCRIVE Lou:

“l’occhio del poeta svela la bellezza, il sentimento, l’emozione che è celata in ogni cosa, anche in una mappa”

Bravi Soledad, Frey Pascale, QUESTO L’ HAI LETTO ? I classici della letteratura come non li avete mai visti, Il Castoro, 2021

vai alla scheda dell’editore

CASTRONUOVO Antonio, Dizionario del bibliomane, Sellerio, 2021. Indice del libro

THOMPSON Jonny, Filosofia in breve. 150 grandi idee in poche parole, Corbaccio, 2021. Indice del libro

“Ogni esser “uomo” è un ricordare . E quindi in ogni uomo il suo ricordare è il suo ricordo eterno degli eterni – dove eterni sono, appunto, sia le cose ricordate, sia il ricordante”, in Emanuele Severino, Il mio ricordo degli eterni. Autobiografia, Rizzoli, 2011, pagine 136/137

in https://antemp.com/2011/05/11/il-mio-ricordo-degli-eterni-emanuele-severino-rizzoli/

“La poesia è la più alta comunicazione del sè”, Pupi Avati a CheTempoCheFa, 28 nov 21

La poesia è la più alta comunicazione del sè

I classici compagni di scuola, di Paolo Di Paolo, Feltrinelli, 2021

vai alla scheda dell’editore:

https://www.lafeltrinelli.it/classici-compagni-di-scuola-libro-paolo-di-paolo/e/9788807894534

Facciamo l’appello! March, Jo. Twist, Oliver. Caulfield, Holden. Sawyer, Tom. Darling, Wendy. Immaginate una classe di scuola fatta dei protagonisti dei grandi classici della letteratura. Ciascuno con il suo carattere, le sue attitudini… e la sua pagella. Jo March, la “piccola donna”, è bravissima a scrivere. Tom Sawyer è un disastro in tutte le materie ma è leale come nessuno. Wendy Darling ha dieci in condotta, anche se dimostra una spiccata propensione al sogno. I classici sono compagni di classe molto speciali perché ognuno ha una storia straordinaria da raccontare. Per avvicinare le lettrici e i lettori più giovani a romanzi che hanno segnato la storia della letteratura per ragazzi, Paolo Di Paolo ha scelto dieci personaggi. Ce ne racconta pregi e difetti, rivela avventure e azzardi, li avvicina a noi come se fossero davvero i nostri compagni di banco. Perché, in fondo, leggere significa questo: incontrare gli altri. Scoprirli, innamorarsene, trovarli alleati nella scoperta del mondo, sentirli complici nelle imprese più spericolate e di fronte alle paure… per poi non lasciarli più!

“Questo l’hai letto?”. I classici della letteratura come non li avete mai visti, di Soledad Bravi, Frey Pascale, Il Castoro, 2021

via alla scheda dell’editore

Hai fatto il tifo per Rossella O’Hara e Rhett Butler in Via col Vento? Hai pianto per la triste sorte di Heathcliff e Catherine in Cime Tempestose? Lasciati coinvolgere dalle scintillanti feste del Grande Gatsby, dagli incontri segreti tra Romeo e Giulietta, dalla rocambolesca fuga dei Promessi Sposi: i più famosi classici della letteratura raccontati in un modo sorprendente e ironico, dalla matita affilata di Soledad Bravi.

SCHOLE’: alle origini del significato nella lingua dei greci

RACCONTARE STORIE, citazione da Yuval Noah Harari

COMUNITA’, etimologia, definizione

LOGOS, etimologia, significato

Quante storie: dai libri alla realtà, a cura di Giorgio Zanchini e Emilia Zazza, Rai3 – RaiPlay

Dai libri alla realtà Quante storie

vai a

Quante storie – RaiPlay

CARLO RIVOLTA (Lodi, 14 aprile 1943 – Lodi, 21 giugno 2008) interpreta GIUSEPPE PONTIGGIA, Erba 14 giugno 2006, 2 Audio

Grandi scrittori
I grandi scrittori sono in continuo aumento
Quelli che scarseggiano sono gli scrittori.
Giuseppe Pontiggia, Prima persona, Mondadori2002

Domani saranno due settimane dalla morte di Carlo rivolta, attore (1943-2008, 65 anni).

Nel corso degli ultimi anni (purtroppo solo dal 2004) ho registrato alcune sue interpretazioni e letture.

Il 14 giugno 2006, a Erba (Como), lesse alcune pagine di Giuseppe Pontiggia (1934-2003, 69 anni).
Il luogo era suggestivo: Il Castello di Pomerio.
La situazione di memoria era particolarmente emozionante: Pontiggia era morto nel 2003 e in sala c’erano la moglie ed il figlio da lui raccontato nel libro Nati due volte.
Lo stile letterario di Pontiggia e la sua  nitida e precisa scrittura che tratteggia due biografie locali vengono fatti risuonare dalla voce di Rivolta in questo modo:

  1. Corridoni Alfredo viene alla luce alle due di notte a Erba il 5 aprile 1988. E’ secondogenito …
  2. Ghioni Ludovico nato in una notte di pioggia il 19 novembre 1905 nella campagna di Pontelambro …


ALTRE INTERPRETAZIONI DI CARLO RIVOLTA:

CARLO RIVOLTA interpreta: CARLO EMILIO GADDA: QUER PASTICCIACCIO …

ASCOLTA GLI AUDIO:

1. “L’han trovata”
14:32
2. “Il Palazzo dell’Oro”
26:25
3. “La Zamira”
20:28

Carlo Rivolta interpreta I SOMMERSI E I SALVATI di Primo Levi, Cantù (Como), 18 aprile 2007. Registrazione AUDIO

AUDIO 1:  http://www.segnalo.it/Audio%20LIBRI/RIVOLTA/2-PRIMO%20LEVI.mp3

AUDIO 2http://www.segnalo.it/Audio%20LIBRI/RIVOLTA/3-PRIMO%20LEVI.mp3

AUDIO 3http://www.segnalo.it/Audio%20LIBRI/RIVOLTA/4-PRIMO%20LEVI.mp3

AUDIO 4http://www.segnalo.it/Audio%20LIBRI/RIVOLTA/5-PRIMO%20LEVI.mp3

CARLO RIVOLTA legge il Libro di Giobbe, Erba 22 giugno 2006

Ascolta gli audio:

DELITTO E CASTIGO: Abraham B. Yehoshua racconta il capolavoro di Fëdor Dostoevskij, la Repubblica/Scuola Holden, 2021

Abraham B. Yehoshua racconta il capolavoro di Fëdor Dostoevskij

VEDI ANCHE https://inedicola.gedi.it/prodotto/la-storia-di-delitto-e-castigo/

DORFLES Piero, Il lavoro del lettore. Perchè leggere ti cambia la vita, Bompiani, 2021. Indice del libro

scheda dell’editore:

https://www.bompiani.it/catalogo/il-lavoro-del-lettore-9788830109186

Chi non sa leggere si trova un po’ nella condizione di chi non sa nuotare: non ha la possibilità di fare un’esperienza unica. Poiché nella vita quotidiana però chi non legge libri sembra cavarsela benissimo, verrebbe da pensare che l’incapacità di leggere abbia poco a che fare con la capacità di essere bravi cittadini, lavoratori competenti, persone rispettose ed empatiche. La realtà però è che chi non legge difficilmente troverà altrove quello che chi legge trova nei libri. Nei libri c’è la storia dell’uomo, con le sue conquiste e i suoi fallimenti; ci siamo noi, con i nostri sentimenti, sogni, azioni; c’è quell’esperienza simbolica che ci spinge a sviluppare ingegno, fantasia e immaginazione. I libri sono una delle risorse più straordinarie per salvarci dalle prove della vita: chi sa leggere lo fa anche di fronte alle ansie più drammatiche, alle angosce più profonde, ai dolori più esacerbanti. Piero Dorfles illumina le prospettive che la letteratura può aprirci raccogliendo qui – senza alcuna pretesa di esaustività o sistematicità – alcune opere classiche raggruppate per grandi temi: quelli centrali dell’esperienza umana. Il risultato è una ricognizione personalissima che ci dimostra perché il lavoro del lettore è il più bello che esista.

Piero Dorfles è giornalista e critico letterario. Per la Rai ha curato diversi programmi radiofonici e televisivi tra cui Il baco del millennio e La banda.

Da anni affianca i conduttori della fortunata trasmissione televisiva Per un pugno di libri su Rai3.

Tra i suoi ultimi libri ricordiamo Il ritorno del dinosauro (2010), I 100 libri che rendono più ricca la nostra vita (2014) e Le palline di zucchero della fata turchina. Indagine su Pinocchio (2018).

 

CASTRONUOVO Antonio, Dizionario del bibliomane, Sellerio, 2021

vai alla scheda dell’editore:

https://sellerio.it/it/catalogo/Dizionario-Bibliomane/Castronuovo/13607

«Questo libro – avverte l’autore – racconta una nutrita serie di fatti inerenti all’amore per i libri, e tutti comprovano che si tratta di un mondo zeppo di ossessioni, frenesie, capricci e irragionevoli stramberie».
Chi entra in queste pagine sprofonda subito nel lazzaretto dei morbi librari, tra le monomanie, le fobie, l’avidità e gli smodati vaneggiamenti che affliggono gli accumulatori di libri (siano essi collezionisti, cacciatori, predatori, semplici compratori, bibliofili, bibliomani, bibliofagi…); una moltitudine di figure crocifisse al proprio delirio: il libro inteso come oggetto materiale, come merce e come idea, mezzo o strumento.
Tutto nasce da un’assurdità insita nella formazione stessa di una biblioteca: «Che senso ha affastellare libri, che costituiscono un pesante problema di conservazione e pulizia? Che senso ha se ognuno di quei libri verrà toccato sì e no ogni quindici anni?». Da questo ramo guasto germinano i frutti: i mille tipi di insania, le tante storie di persone reali, gli episodi stravaganti e spesso al limite dell’incredibile che queste pagine svelano.
Dominati da una ironia affilata e non feroce, i brevi ritratti di Antonio Castronuovo bersagliano anche chi di libri vive: i librai, gli editori, gli scrittori. E svelano infine il paradosso di fondo: le fonti su cui s’incardina questo catalogo di morbosità sono a loro volta libri accumulati, alcuni rari, altri bizzarri, spesso del tutto superflui.
E così, la figura del «biblio-patologo» che l’autore dichiara di voler fondare – e in cui furtivamente s’incarna – serve a diagnosticare il morbo da cui egli stesso è affetto: quello incurabile della bibliofilia.

TROVATO Saro, Parlare in versi. La poesia giusta al momento giusto, Newton Compton, 2021

vai alla scheda dell’editore:

https://www.newtoncompton.com/libro/parlare-in-versi/edizione/ebook/9788822763129

Dal fondatore di Libreriamo

La poesia giusta al momento giusto


Cosa sarebbe la nostra vita senza la poesia? Senza quella capacità che hanno i versi di esprimere, con poche, semplici parole, concetti complessi, emozioni universali? Quante volte abbiamo desiderato poter citare la poesia di un certo autore per rendere più chiaro ciò che stavamo provando? Questo libro è un ricchissimo compendio di liriche adatte a tutte le occasioni. Tra queste pagine si potrà trovare in modo immediato il verso ideale da utilizzare in ogni situazione. Come un moderno Cyrano de Bergerac, che suggerisce le parole, Saro Trovato ci conduce alla scoperta di versi più o meno noti, che è affascinante recuperare nella nostra vita quotidiana: durante un primo appuntamento, per chiedere perdono a un amico, per dire arrivederci a qualcuno, per una dedica a chi si stima. Ma anche in un colloquio di lavoro o in una riunione tra colleghi. Grazie alla parola poetica alcuni momenti diventano speciali, si fissano nella memoria in modo indelebile. E alcune situazioni delicate possono avere esiti imprevedibili.

da “Le braci” – Sàndor Màrai

Avatar di loulescritteriate

“Ma in fondo all’animo nascondevi un impulso spasmodico: il desiderio di essere diverso da quello che eri. E’ il tormento più crudele che il destino possa riservare a un uomo. Essere diversi da ciò che siamo, da tutto ciò che siamo, è il desiderio più nefasto che possa ardere in un cuore umano. Giacché l’unico modo per sopportare la vita è quello di rassegnarci ad essere ciò che siamo ai nostri occhi e a quelli del mondo. Dobbiamo accontentarci di essere fatti in un certo modo e sapere che, una volta accettata questa realtà, la vita non ci loderà per la nostra saggezza, nessuno ci conferirà una medaglia al merito solo perché ci siamo rassegnati a essere vanitosi o egoisti, o calvi e panciuti – no, in cambio di questa presa di coscienza non otterremo né premi né lodi. Dobbiamo sopportarci quali siamo, il segreto è tutto qui. Sopportare il…

View original post 96 altre parole

“Per sognare non bisogna chiudere gli occhi, bisogna leggere”, Michel Foucault

Avatar di Paolo FerrarioTRACCE e SENTIERI

“Per sognare non bisogna chiudere gli occhi,

bisogna leggere”

Michel Foucault

View original post

La morte e l’eterno: intervista a Ines Testoni, 22 marzo 2018

LA MORTE E L’ETERNO: INTERVISTA A INES TESTONI

La morte e l’eterno: intervista a Ines Testoni

L’Occidente ha un problema ingravescente con la morte. Non perché stia scendendo l’aspettativa di vita, che anzi, è piuttosto alta rispetto a tutto il resto del mondo. A partire dal ‘900 è cominciato il processo di estraniamento della morte dalla nostra quotidianità, mentre fino a prima essa è sempre stata, per quanto fenomeno individuale, un evento di comunità. I riti attorno all’ultimo passaggio hanno permeato tutte le culture fin tanto che l’unico antidoto contro la paura della morte sono state la solidarietà, la vicinanza, la relazione con i prossimi più cari. Questa storia di accompagnamento è stata improvvisamente interrotta dall’intromissione della tecnica medica, grazie al progresso della scienza. Abbiamo dovuto abbandonare le buone pratiche di accompagnamento al fine vita per mandare i malati a curarsi, fino alla morte, in luoghi protetti, specializzati, governati da professionisti determinati a lottare contro la malattia, ma che del malato spesso conoscono ben poco. Il luogo di cura per eccellenza, l’ospedale, è anche il luogo dell’occultamento della morte.

Attraverso il nichilismo, la filosofia ha già fatto i conti con la caduta dei valori, ma è forse necessario indagare come la morte, spesso definita come l’implosione di ogni valore, possa essere essa stessa un valore da salvaguardare.

Può la morte essere un orizzonte che, una volta riconsiderato sotto un’altra ottica, dona un nuovo senso al nostro rapporto con l’eternità? Per fare luce su questa possibilità e sulle questioni di fine vita che stanno cambiando la nostra società, abbiamo interpellato una grande esperta: Ines Testoni, professoressa di Psicologia delle relazioni di fine-vita, perdita e morte, nonché direttrice e fondatrice del master Death Studies & the End of Life dell’Università degli Studi di Padova.

vai alla intera intervista:

La morte e l’eterno: intervista a Ines Testoni

Iniziare dalla fine, o sul vizio di sbirciare il finale dei libri… – ilLibraio.it

n un’era in cui lo spoiler è visto come uno dei peggiori mali, non è facile ammettere di leggere il finale ancora prima di iniziare un libro. Tuttavia, non è un’abitudine poi così sbagliata…

vai a

Iniziare dalla fine, o sul vizio di sbirciare il finale dei libri… – ilLibraio.it

Franco Nembrini, Alla ricerca dell’io perduto. L’umana avventura di Dante. Conversazioni sull’Inferno, Itaca edizioni, 2003

Bedoni Giorgio, Rocca Antonio, prefazione di Vittorino Andreoli, VINCENT VAN GOGH, Mind/La Repubblica, 2021

Da oggi in edicola con Repubblica una nuova iniziativa editoriale diretta da Vittorino Andreoli rivolta a chi ama l’arte e a chi si occupa dei disturbi della mente, ma anche a chiunque voglia avere una visione dell’uomo nella complessità che lo caratterizza: una complessità che tiene insieme polarità estreme a cui appartengono il genio e la follia. Che, appunto, è il titolo della collana di volumi in vendita a 14,90 euro oltre al quotidiano. La collana è in vendita anche con Mind.

Primo Volume, Van Gogh, è ritenuto oggi tra i massimi artisti dell’Ottocento e il valore (anche economico) delle sue opere – in tutto, circa novecento dipinti – batte record anche rispetto ad altri grandissimi pittori. Sul versante della follia, non vi è alcun dubbio sulla gravità che i comportamenti hanno evidenziato. Non ultimo, il suicidio. Emerge che la condizione del folle è espressione di una difficoltà del vivere, ma nello stesso tempo mostra come la creatività e l’arte appartengono sia all’uomo, sia all’uomo folle.

> SCOPRI LA BIBLIOTECA DIGITALE DI REPUBBLICA

Il direttore della collana, Vittorino Andreoli, è uno dei protagonisti del cammino che ci ha condotto ad ascoltare le potenzialità aperte dalla malattia psichica. Andreoli ha contribuito a forgiare gli strumenti per indagare le relazioni possibili tra arte e disturbo psichiatrico. Da questo punto di vista la collana è illuminante. È un gioco di riflessioni che si rinnova  e che trasforma la collana in un patchwork. Ogni volume, corredato da un profilo artistico, è autosufficiente eppure interagisce con tutti gli altri testi.

> Scopri tutto sul piano dell’opera

Ecco le uscite previste ogni mese – Van Gogh (29 ottobre 2021), Caravaggio (22 novembre 2021), Munch (23 dicembre 2021), Leonardo da Vinci (25 gennaio 2022), Goya (22 febbraio 2022), S chiele (22 marzo 2022), Ligabue (22 aprile 2022), Dalì (20 maggio 2022), Kahlo (22 giugno 2022), Arcimboldo (20 luglio 2022), Mondrian (23 agosto 2022), Baquiat (20 settembre 2022).

Salva una quercia e costruisce una piccola biblioteca all’interno del tronco – ilLibraio.it

Nel freddo Idaho una bibliotecaria ha salvato una quercia che stava per morire e ha creato una piccola libreria gratuita per il suo quartiere, aggiungendo al tronco ormai vuoto un tetto, una porta a vetri e un allacciamento elettrico che illumina i volumi messi a disposizione per i lettori…

Salva una quercia e costruisce una piccola biblioteca all’interno del tronco – ilLibraio.it

Tra genio e follia, i grandi della pittura svelati dalla psicologia, Mind / La Repubblica, ottobre 2021

La forma dell’Infinito – mostra di pittura ai Civici Musei di Udine, ottobre 2021/marzo 2022

La mostra “La forma dell’Infinito” intende dare al visitatore la percezione d’essere il destinatario di una rivelazione suggestiva, con opere che facciano sfiorare l’infinito. Basti pensare alle firme dei cinquanta capolavori, molte delle quali appartengono ai più importanti protagonisti dell’arte negli ultimi due secoli: Claude Monet, Paul Cézanne, Alfred Sisley, Henri Matisse, Dante Gabriele Rossetti, Michail Nesterov, František Kupka, Vasilij Kandinskij, Aristarch Lentulov, Natal’ja Gonarova, Odilon Redon, Maurice Denis, Jacek Malczewski, Mikalojus Čiurlionis, Nikolaj Rerich, Medardo Rosso, Umberto Boccioni, Pablo Picasso, Emilio Vedova, Ernst Fuchs, Hans Hartung e altri ancora

vai al sito della mostra https://www.laformadellinfinito.com/

I grandi miti classici riveduti e scorretti. Storie di dei ed eroi sui quali proprio non ci hanno detto tutto, Longanesi, 2021

VAI ALLA SCHEDA DELL’EDITORE: https://www.longanesi.it/libri/se-i-social-network-i-grandi-miti-classici-riveduti-e-scorretti-9788830457409/

Sapevate che prima di convertirsi allo steam punk Medusa era una bellissima fanciulla dai capelli ramati? E che il fratello gemello di Cassandra, Eleno, aveva qualche piccolo problema di gestione della rabbia, come quella volta che per vendicarsi del padre aiutò i greci a mettere Troia a ferro e fuoco? In questo libro scoprirete che i miti degli dei e degli eroi sono un po’ diversi da come li abbiamo studiati a scuola. Speriamo che abbiate polpacci allenati, perché vi toccherà avere il pie’ più veloce di quello di Achille per scappare dalle ire di Era, decisa a far fuori Zeus dopo la sua ennesima scappatella. E poi via con Ercole, a sterminare mezzo bestiario antico. Intanto sull’Olimpo si svolgerà il primo concorso di bellezza della storia. Voi avreste preferito Afrodite, Era o Artemide? Attenzione perché le conseguenze della scelta potrebbero essere devastanti. A un certo punto sarete così stanchi che non potrete rifiutare la gentile offerta di Ulisse e partirete per una rilassante crociera. Pessima idea! Non potremo difendervi dalle crudeltà e dai sadici sotterfugi messi in campo da dei ed eroi, ma le risate, quelle sì, sono assicurate. Scommettiamo?

SFOGLIA LE PRIME PAGINE

Parmenide, a cura di Roberto Radice, Mondadori / Sorrisi e Canzoni, 2021. Indice del libro e bibliografia

Poema sulla natura, a cura di Vincenzo Guarracino, Medusa, 2006

cerca le fonti su questo libro sul web: https://tinyurl.com/49spcttx

PELISSERO Alberto, Dizionarietto di sanscrito per filosofi, editrice Morcelliana/Scholè, 2021, pag. 511

vai alla scheda dell’editore

https://www.morcelliana.net/orso-blu/4206-dizionarietto-di-sanscrito-per-filosofi-9788828403173.html

Il vastissimo arco temporale abbracciato (dalla metà del primo millennio a.e.v. fino ai nostri giorni) e l’estensione culturale pressoché smisurata ricoperta rendono da soli ragione dell’importanza del sanscrito, a buon diritto definibile l’unica lingua di cultura panindiana. In essa si è espressa la cultura indiana classica, elaborando un lessico nel quale risulta sovente complesso tracciare una linea netta di demarcazione tra filosofia, teologia e religione. Questo dizionarietto propone una guida per orientarsi in questo contesto linguistico, nel quale feconde relazioni etimologiche si rivelano strumento imprescindibile di analisi. Rifugge, quindi, dalla tentazione di stabilire salde e univoche connessioni con termini filosofici della tradizione occidentale. Il lettore, tuttavia, può scoprire convergenze semantiche di respiro indoeuropeo (come per deva, “dio”, che si ricollega al sostantivo div, “luce diurna”, “cielo”). Un dizionarietto che, nel suo rigore, è una festa della mente: invita a scoprire differenze, analogie.


Alberto Pelissero insegna Filosofie e religioni dell’India e Lingua e letteratura sanscrita all’Università di Torino (Dipartimento di Studi umanistici). Tra le sue pubblicazioni: Letterature classiche dell’India (Morcelliana, 2007); Hinduismo. Storia, tematiche, attualità (ELS La Scuola, 2013); Filosofie classiche dell’India (Morcelliana, 2014); La filosofia indiana (ELS La Scuola, 2016); Estetica indiana (Morcelliana, 2019).

 

VITIELLO Guido, Il lettore sul lettino. Tic, manie e stravaganze di chi ama i libri, Einaudi, 2021. Intervista di Luca Mastrantonio all’autore: “Chi mette i libri di cucina vicino ai gialli? Uno snob o un assassino?”, in 7 Corriere della Sera, 15 ottobre 2021

vai alla scheda dell’editore:

Perché molti lettori sottolineano i libri, ci scribacchiano sopra, fanno le orecchie ai bordi delle pagine, mentre altri guardano con orrore al piú lieve maltrattamento? E quali segreti custodiscono gli scaffali delle biblioteche domestiche? Se i volumi sono disposti in file doppie, cosa si nasconde nelle retrovie? Una ricognizione ricca e spiazzante di quelle perversioni che rendono erotico e nevrotico il nostro rapporto con i libri.

cerca gli articoli di Luca mastrantonio:

https://www.corriere.it/firme/luca-mastrantonio

PELISSERO Alberto, Dizionarietto di sanscrito per filosofi, Morcelliana/Scholé, 2021

vai alla scheda dell’editore: http://www.morcelliana.net/search?controller=search&orderby=position&orderway=desc&search_query=pelissero&submit_search=

vai ad altre schede del libro:

https://tinyurl.com/d94bmj2k

Dario Pisano, Parla come Dante. Come e perché usare i versi del sommo poeta nella vita quotidiana – Newton Compton Editori, 2021

A molti di noi è capitato spesso di esclamare, in qualità di invito a non perdere tempo con persone che non meritano la nostra attenzione, «Non ti curar di lor, ma guarda e passa!» (prima curiosità: la citazione è sbagliata! Dante scrive: «Non ragioniam di lor…»). E chi non conosce il verso «Amor ch’a nullo amato amar perdona», che tanta fortuna ha avuto nella musica italiana? Ma cosa significa? E quante volte abbiamo detto a un amico – pieno di guai fino al collo – «stai fresco»? Che cosa hanno in comune queste espressioni e le tante altre raccolte nel libro? La medesima paternità. Nascono tutte dalla penna di Dante Alighieri, il massimo genio linguistico della storia, il quale – con la sua Divina Commedia – ha incrementato vertiginosamente il patrimonio lessicale dell’italiano. Parla come Dante ospita una ricognizione dei più famosi ma anche dei meno noti versi di Dante entrati nella lingua quotidiana, per lo più usati da chi parla senza la consapevolezza della loro provenienza. L’ampia documentazione offerta in queste pagine è la prova del fatto che, se anche noi ignoriamo Dante, Dante non ignora noi, ed è sempre sulle nostre labbra, in ogni momento della «nostra vita»! Quante volte, parlando, citiamo Dante senza saperlo? E siamo certi di citarlo bene? Un libro che svela la presenza nascosta ma costante del sommo poeta nella nostra vita quotidiana

VAI ALLA SCHEDA DELL’EDITORE

Parla come Dante – Newton Compton Editori

Chi non legge non sa cosa succede, di Umberto Galimberti, in D La repubblica delle donne 9 ottobre 2021

cerca in D La Repubblica delle donne https://www.repubblica.it/argomenti/D_-_La_Repubblica_delle_donne

Roberto Calasso, Cento lettere a uno sconosciuto, Adelphi, 2003. Indice del libro

Fra gli oltre mille risvolti che ha scritto, Roberto Calasso ha isolato quei cento che più gli sembravano capaci di una vita indipendente, e li ha inanellati come altrettante «lettere a uno sconosciuto».

vai alla scheda dell’editore:  https://www.adelphi.it/libro/9788845917981

i DISCHI DI VINILE, in Massimo Mantellini, Dieci splendidi oggetti morti, Einaudi , 2020, pagine 84/85

Citar Dante. Espressioni dantesche per l’italiano di oggi, a cura di Irene Chirico, Paolo Dainotti, Marco Galdi, ETPbooks, 2021

Sempre più diffusamente nel linguaggio anche comune e familiare, ricorrono frasi ed immagini che risalgono al testo della Divina Commedia. Il culto di Dante e l’amore che ha reso immortale nei secoli la Divina Commedia non sono sempre legati alla conoscenza integrale e filologicamente sostenuta delle sue opere. A livello dotto e a livello popolare spesso quell’amore è riconducibile ad un grumo di versi insediatisi nella memoria appena letti, o per la loro musicalità o per la loro universalità sapienziale o per balenio misterioso di ascose verità che muovono la fantasia e suscitano curiosità intellettuale per tutti gli anni della vita. Sono i versi della consapevolezza della fragilità e insieme della immensità dello spirito umano.

A cento e più studiosi di tutto il mondo si è rivolta la “Lectura Dantis Metelliana” invitandoli al commento di queste sparse gemme singolari: ciascuno nella libertà della propria sensibilità e situazione culturale di area geografica, di lingua, di fede e di disciplina coltivata. Si è così determinata una entusiastica mobilitazione di intelligenze che ha prodotto il risultato che si offre agli appassionati di Dante di tutti i Paesi del mondo, nella occasione delle celebrazioni del settecentesimo anniversario della morte del Poeta.

vai alla scheda dell’editore

https://www.etpbooks.com/it/saggi/157-citar-dante.html

dai GIORNALI CARTACEI ai social network, in Massimo Mantellini, Dieci splendidi oggetti morti, Einaudi , 2020, pagine 79/80

n Massimo Mantellini, Dieci splendidi oggetti morti, Einaudi , 2020, pagine 79/80

sui libri carta: “Esiste un legame indissolubile fra gli oggetti e le persone che li hanno posseduti …”, in Massimo Mantellini, Dieci splendidi oggetti morti, Einaudi , 2020, pagina 66

Esiste un legame indissolubile fra gli oggetti e le persone che li hanno posseduti, una relazione che si sostanzia in piccoli segni fisici.

Alcuni supporti, come i libri di carta, facilitano enormemente  questa sorta di geografia del mondo: cosa accadrà quando (e se) scompariranno.

in Massimo Mantellini, Dieci splendidi oggetti morti, Einaudi , 2020, pagina 66