Armando Torno sul convegno di Venezia su Emanuele Severino, 29 e 30 maggio 2012

Tutto su Severino, dall’Essere al capitalismo
di Armando Torno  Corriere 28.5.12

 

Oggi all’Università di Venezia si tiene un incontro preparatorio, con molti giovani ricercatori, per il convegno di studi «Il destino dell’essere. Dialogo con (e intorno al pensiero di) Emanuele Severino», che si svolgerà domani e dopodomani a Ca’ Dolfin. È stato organizzato dal dipartimento di Filosofia, dove si è formato e insegna un gruppo di docenti di alto profilo che sono stati, appunto, studenti di Severino.
Non capita, se non raramente, che si organizzi un convegno su un filosofo vivente, ma per Severino si è fatta un’eccezione. Del resto i suoi allievi, oltre che da Venezia, giungono da ogni parte d’Italia (da Milano, Bari, Padova e Verona) e da atenei europei e americani. Non manca nemmeno un professore che ha insegnato a Pechino. Le due giornate si chiuderanno con una tavola rotonda (il 30 maggio alle 15) alla quale, oltre una dozzina di ex allievi della prima generazione, parteciperà lo stesso protagonista.
Non si tratterà comunque di un incontro «in famiglia». Ci saranno anche economisti, esperti di diritto, psicologi, eccetera, estranei alla «covata di Severino». Il quale si sente, al tempo stesso, «stuzzicato» a proseguire le sue indagini sulla società. Ed esse si dimostrano particolarmente attuali, avendo egli trattato i rapporti tra capitalismo, politica e tecnica. Tale incontro offre inoltre la possibilità di far luce sulla filosofia italiana, nella quale il dipartimento di Venezia (fondato dal medesimo Severino nel 1970, allorché lasciò la Cattolica di Milano) ha una posizione di spicco. Di più: in questo momento — usiamo le sue parole — «la filosofia italiana non ha nulla da invidiare alle ricerche che si fanno all’estero e i nostri pensatori, pur con lo svantaggio della lingua, offrono una serie di contributi degni della massima attenzione».
Emanuele Severino, che è un giovanotto di 83 anni, sta ultimando tre libri. Stando alle indiscrezioni, che sempre vagolano nel mondo dell’editoria, sappiamo che uno uscirà da Adelphi alla fine dell’anno (entrerà a far parte della collana a lui dedicata da questo editore); il secondo vedrà la luce in autunno da Rizzoli e tratterà di capitalismo e tecnica; il terzo sarà una intervista edita da La Scuola di Brescia, dedicata al rapporto tra educazione e pensiero.
A Venezia — ed è l’unico nome che qui ricordiamo — non potrà esserci purtroppo Italo Valent, scomparso da qualche anno, allievo tra i cari a Severino, che fra l’altro fu direttore del dipartimento che si appresta a dar vita all’incontro di Ca’ Dolfin. Tutte le sue opere sono in corso di pubblicazione da Moretti & Vitali. Severino lo ricorda con tre densi aggettivi: «Dolce, profondo, originale».

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