Così la Terra cominciò a parlare. Scavando nell’etimologia del greco, del latino e del sanscrito, Giovanni Semerano ha rintracciato la madre di tutte le lingue. Arriva dalla Mesopotamia

Così la Terra cominciò a parlare

Scavando nell’etimologia del greco, del latino e del sanscrito, Giovanni Semerano ha rintracciato la madre di tutte le lingue. Arriva dalla Mesopotamia

Qualcosa di nuovo, anzi di antico. Antico e sorprendente. Mettiamo Adamo… Di solito si parte da lui e si viene avanti, fino a noi.
A un certo punto, quando racconta dell’Eden, anche il professor Giovanni Semerano s’imbatte in Adamo: ma a quel punto ti sorprende e va all’ indietro: prima nell’ebraico dove “adam” vuol dire uomo e “dama” terra. Poi, scava scava, si spinge ancora più in là, e finisce per arrivare all’ugaritico di “adam”, ovvero “umanità”.
Anche la sua Eva è molto più antica della Bibbia, c’è da sempre: “Ama” in sumero significa madre, e siccome con la pronunzia accadica la emme si legge “w”, eccola già presente nel nome “Awa, Ewe”…
E Zeus, il dio trionfante degli inizi? Il professore – analizzando il beotico Deus, il miceneo Diwe, le basi delle lingue omeriche con Zen e Zena- ne – fa il punto d’arrivo di termini molto, molto antecedenti come ziu o zinnu e zananu ( pioggia, piovere) anch’essi termini accadici che ben quadrano con l’appellativo che al primo degli dei affibbiò prima Omero (“adunatore di nubi”), poi Roma (“Giove pluvio”). E con Crono suo terribile padre, allora? Finora al suo nome non fu mai data una spiegazione plausibile. (La storia del tempo è infatti roba recente, greca). Il professore, invece, ci si è messo al solito di buzzo buono: ha perlustrato Omero, vi ha rintracciato un Crono dalla falce ricurva, simbolo della Luna. Ha controllato poi in Macrobio, ha consultato Ovidio, e – scoprendovi una Crane divinità latina che qualcuno ha identificato nella Dea Luna – oggi è finalmente certo che sia Crono che Crane, siano imparentati da vicino con il “cornu” latino, che a sua volta ci arriva dall’accadico “qarna ” (corna, anche quelle della Luna). E così via, parola per parola: il vecchio mondo tutto nuovo… Un tempo nel VII secolo a. C., per incontri così, ci si doveva sbattere fino alla sacra Sais, in Egitto. E si aspettava. Si aspettava.
Se poi, a qualcuno dei sacerdoti di lì – ultimi depositari della grande sapienza dei faraoni e dei loro archivi – girava bene, potevi magari avere con uno di loro uno di quegli incontri che ti spalancano la testa, ti aprono mondi, ti forniscono parole chiave per entrare nella memoria del passato.
Giovanni Semerano, invece ….. SEGUE

VAI A    Sito Web Italiano per la Filosofia-La Repubblica-29 APRILE 2000.

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