Massimo Donà presenta il suo libro su Leopardi – a Pane quotidiano del 24/03/2014

vai al: Video Rai.TV – Pane Quotidiano 2013-2014 – Massimo Donà – Pane quotidiano del 24/03/2014.

 

ne scrive Gabriele Simino

Troppo poco riconoscimento al suo maestro prof Emanuele Severino i cui testi su Leopardi non sono forse stati pienamente capiti dal suo allievo prof Massimo Donà, ciò nonostante rimanendo la libertà di dire quel che si vuole.
Per Leopardi la ragione vede la nullità di tutte le cose e per questo per soprav(vivere) a questa visione terrificante l’uomo deve illudersi, deve sperare. Non è uno sperare cristiano nelle cose che non si vedono ma che saranno chiare in paradiso. L’uomo per Leopardi al contrario vede fin troppo bene l’essenziale nullità di ogni cosa e si angoscia di ciò e per vivere (per non rimanerne pietrificato) vuole illudersi (Pascal diceva divertirsi, ditogliere la vista). L’unica “speranza” è data propio dalla potente visione del nulla che temporaneamente riesca a non essere preda del nulla. (il profumo de La ginestra, canto ultimo e toltrepassante l’Infinito).
Leopardi era pessimista ai massimi livelli proprio perchè era realista (o meglio forse “materialista”)(credere nella nullità di ogni cosa, che cos’è d’altronde), sapendo che gli ottimisti sono solo inconsci pessimisti che illudendosi se lo nascondono (chiedere ai depressi che hanno perso l’illusione)
Se avessero cercato bene esiste un video di Rai Educational di introduzione a Leopardi del prof Emanuele Severino purtroppo solo spezzetato e incomprensibile su youtube ma forse interessa di più parlare del cacio lodigiano o della povera fine del goloso Giacomino con buona pace del ricordo del povero Leopardi.
Comunque nonostante il mio sarcasmo forse eccessivo RINGRAZIO la Rai di cui ho pagato il canone. Meglio questo di tanto grigezza televisiva, sempre encomiabile portare al centro grandi pensatori!

e aggiunge

mi dispiace per il tono poco rispettoso della serietà del prof Massimo Donà.
Il fatto è che sempre ammesso che Donà non debba per forza riportare il pensiero severiniano, e quindi possa benissimo sviluppare la propria interpretazione sul pensiero di Leopardi, rincresce veder sprecare un’occasione così sui media per non portare la profondità del’interpretazione severiniana di cui Donà non può non essere a conoscenza dichiarandosene allievo (adirittura ha portato il libro Cosa arcana e stupenda in studio e non ne accenna!?!). “Irriconoscenza” e “fraintendimenti” che spesso ho trovato nelle dichiarazioni di un altro noto allievo, il prof Galimberti Umberto a cui spesso al contrario Severino si è riferito con elogi.

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