Emanuele Severino, Quel nesso tra tecnica e idea che fu anticipato da Gentile, in Corriere della Sera 19 novembre 2014

 realismo e idealismo hanno in comune un tratto fondamentale: la convinzione che la realtà includa la realtà che diviene . Alle culture che precedono la filosofia non è certamente ignota la trasformazione continua e variegata del mondo: teogonie e cosmogonie e, in generale, le metamorfosi costantemente presenti nel mito, la attestano nel modo più esplicito. Ma è loro ignoto il senso che la filosofia, sin dal proprio inizio, assegna al divenire ? e che rimane alla base dell?intero sviluppo della civiltà occidentale, ossia della dimensione i cui tratti essenziali si son posti ormai alla base di ogni altra civiltà.Sin dall?inizio la filosofia intende il divenire come «unità di essere e di non essere». Ciò che diviene, infatti, «è» sin tanto che è, ma nel proprio passato e nel proprio futuro «non è», e quindi, come dice Platone, di esso non si può dire, separando il suo essere dal suo non essere, né soltanto che «è», né soltanto che «non è» ( Civitas , 479 e), ma è necessario dire che «insieme è e non è» ( hama on te kai me on , ibid., 478 d), ossia è appunto «unità di essere e di non essere». 

VAI ALL’INTERO ARTICOLO:

Quel nesso tra tecnica e idea che fu anticipato da Gentile.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...