scheda dell’editore: https://www.einaudi.it/catalogo-libri/poesia-e-teatro/teatro/piccolo-manuale-di-comicita-femminista-luisa-merloni-9788806268190/
Che le donne amino ridere lo si è sempre saputo, che sappiano far ridere, invece, è un tabú che si è infranto di recente.
Se in passato la pratica della comicità da parte delle donne si svolgeva soprattutto nella sfera privata, da qualche anno, grazie in parte al successo della stand-up comedy, sono sempre piú numerose le comiche che salgono alla ribalta, che fanno sentire la propria voce in un panorama finora dominato dagli uomini.
Tra loro anche Luisa Merloni che, conscia dell’occasione storica, in queste pagine si chiede come convenga porsi, in quanto nuovo soggetto comico. Dopo un lungo e ricco percorso teatrale, che l’ha portata a diventare autrice dei propri testi, si rende infatti conto che non basta essere ammesse in un sistema di regole stabilito da qualcun altro: una comicità delle donne dovrebbe cambiarle, quelle regole.
Per acquisire questa consapevolezza e trovare il coraggio necessario, i testi della tradizione femminista si rivelano uno strumento imprescindibile. Prima però occorre superare proprio lo stereotipo della femminista, quella donna un po’ sciatta, ancora vestita come negli anni Settanta, sempre arrabbiata e con le ascelle pelose. La vedete? Bene, perché anche lei può diventare una perfetta maschera comica.
L’incontro tra comicità e femminismo fa scintille che non risparmiano nessuno.
In questo brillante volumetto, pieno di idee, battute, aneddoti spassosi e riflessioni filosofiche, Luisa Merloni parte da questi presupposti e dal proprio vissuto per spiegare con grande chiarezza ed efficacia i meccanismi della comicità.
A mo’ di esempio ricorda spesso maestri e maestre della tradizione comica italiana: Franca Valeri, Totò, Monica Vitti e Massimo Troisi, per citare solo i principali (in ordine di apparizione). Ma affronta anche i temi piú scottanti del presente, come la vexata quaestio del politicamente corretto. Il risultato è un saggio poetico, militante e godibile insieme, stringente come un monologo teatrale, che nel fornire preziosi consigli a chiunque voglia far ridere traccia un’idea piú aperta e femminista di società.
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