alcuni punti chiave del pensiero filosofico di EMANUELE SEVERINO (1929-2000)

Il pensiero di Emanuele Severino è uno dei più radicali e originali del panorama filosofico contemporaneo, centrato sul recupero dell’ontologia parmenidea per denunciare quello che egli definisce il “nichilismo” dell’intera civiltà occidentale. [1, 2]

1. L’Eternità di tutti gli Enti

Il pilastro fondamentale della sua filosofia è che ogni ente è eterno.

Riprendendo il principio di Parmenide (“l’essere è e non può non essere”), Severino sostiene che se una cosa è, non può mai diventare un nulla. [3, 4, 5]

  • Contro il divenire: La convinzione comune che le cose nascano dal nulla e vi ritornino (il divenire) è per Severino un errore logico insostenibile.
  • Apparire e scomparire: Ciò che noi chiamiamo “nascita” o “morte” è in realtà solo l’entrare o l’uscire di un ente dall’orizzonte degli apparire, non la sua distruzione o creazione. [3, 4, 6, 7, 8]

2. La Critica al Nichilismo Occidentale [9]

Severino definisce il nichilismo come la “persuasione che l’ente sia niente”. [10, 11]

  • Secondo il filosofo, tutta la storia dell’Occidente — dalla filosofia greca post-parmenidea al cristianesimo, fino alla scienza moderna — è nichilista perché accetta l’idea che gli enti possano diventare nulla attraverso il divenire.
  • Questa “follia” ha permesso all’uomo di pensare di poter manipolare e distruggere la realtà a proprio piacimento. [11, 12]

3. Il Destino della Tecnica

Nella fase più recente del suo pensiero, Severino analizza il ruolo della tecnica come scopo supremo della civiltà. [13, 14]

  • Mezzo diventato fine: Le grandi ideologie (capitalismo, socialismo) e religioni usano la tecnica come mezzo per i propri scopi. Tuttavia, per essere efficace, la tecnica deve liberarsi da ogni vincolo morale o religioso, diventando essa stessa lo scopo finale del mondo contemporaneo.
  • Predominio globale: La tecnica è destinata a vincere su ogni altra forma di sapere perché è l’unica forza capace di produrre risultati concreti in un mondo che non crede più in verità immutabili. [14, 15, 16]

4. Il Destino della Verità (Episteme)

Severino contrappone al sapere ipotetico della scienza l’Episteme, ovvero il sapere che “sta sopra” e che non può essere smentito da nulla, nemmeno da un Dio. [17, 18]

  • La filosofia nasce dal terrore della morte e del dolore (lo Zauma greco), cercando un rimedio che non sia un mito ma una verità incontrovertibile.
  • Il “Destino della verità” è l’apparire dell’eternità di ogni istante e di ogni cosa, che libera l’uomo dall’angoscia del nulla. [4, 6, 17, 18, 19]

Opere principali per approfondire

  • La struttura originaria (1958): Il testo fondamentale dove viene fondata la sua ontologia dell’essere eterno.
  • Essenza del nichilismo (1972): Analisi critica della storia della filosofia come oblio dell’essere.
  • Il destino della tecnica (1998): Riflessione sul potere tecnologico nel mondo contemporaneo. [10, 14, 20, 21]

fonti informative e di studio:

[1] https://leggeretutti.eu

[2] https://www.mimesis-scenari.it

[3] https://www.lelettere.it

[4] https://www.marcelloveneziani.com

[5] https://www.facebook.com

[6] https://www.frasicelebri.it

[7] https://www.youtube.com

[8] https://www.emanueleseverino.it

[9] https://antemp.com

[10] https://www.adelphi.it

[11] https://it.wikipedia.org

[12] https://www.ilmiogiornale.net

[13] https://arenaphilosophika.it

[14] https://www.rizzolilibri.it

[15] https://eticaeconomia.it

[16] https://www.filosofico.net

[17] https://www.youtube.com

[18] https://www.youtube.com

[19] https://www.filosofia.it

[20] https://www.lachiavedisophia.com

[21] https://it.wikipedia.org


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