Categoria: Pelini Domenico

La MAPPA, di Wislawa Szymborska, in Basta così, Adelphi. Lettura poetica di Domenico Pelini. … Amo le mappe perché dicono bugie. Perché sbarrano il passo a verità aggressive. Perché con indulgenza e buon umore sul tavolo mi dispongono un mondo che non è di questo mondo ….

Piatta come il tavolo sul quale è posata. Sotto – nulla si muove, né cerca uno sbocco. Sopra – il mio fiato umano non crea vortici d’aria e lascia tranquilla la sua intera superficie. Bassopiani e vallate sono sempre verdi, altopiani e montagne sono gialli e marrone, oceani […]

Domenico Pelini legge: Iosif Brodskij, Fondamenta degli incurabili, Adelphi, 1989, pag. 29: “D’inverno , specialmente la domenica, ti svegli in questa città …

D’inverno, specialmente la domenica, ti svegli in questa città tra lo scrosciare festoso delle sue innumerevoli campane, come se dietro le tendine di tulle della tua stanza tutta la porcellana di un gigantesco servizio da tè vibrasse su un vassoio d’argento nel cielo grigio perla. Spalanchi la finestra, […]

DOMENICO PELINI legge IOSIF BRODSKIJ

1:00ORA IN RIPRODUZIONE Joseph Brodsky,nono frammento da Le Fondamenta Degli Incurabili, letto da Mimmo Pelini 721 visualizzazioni11 anni faSottotitoli2:16ORA IN RIPRODUZIONE Joseph Brodsky,sesto frammento da Le Fondamenta Degli Incurabili, letto da Mimmo Pelini 3061 visualizzazioni11 anni fa1:20ORA IN RIPRODUZIONE Joseph Brodsky,quinto frammento da Le fondamenta degli Incurabili, letto […]

Eugenio Montale, Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale. Lettura di Domenico Pelini

“Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede. Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr’occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue. ” (Eugenio Montale)