Pozzi Antonia, Nelle immagini l’anima. Antologia fotografica a cura di Onorina Dino e Ludovica Pellegatta, Ancora edizioni, 2018

Due sono state le passioni di Antonia Pozzi: in primis la poesia (per la quale è conosciuta), quindi la fotografia. I suoi scatti possono essere considerati poesie con la macchina fotografica e hanno pari valenza qualitativa delle produzioni letterarie.

Il saggio è strutturato come segue:

  • Biografia di Antonia Pozzi (a cura di Onorina Dino)
  • Saggio introduttivo (a cura di Ludovica Pellegatta)

  • 70 foto in bianco e nero/color seppia con relative didascalie a destra; commenti, poesie, citazioni a sinistra

vai alla scheda dell’editore: https://www.ancoralibri.it/scheda-libro/antonia-pozzi/nelle-immagini-lanima-9788851420499-1911.html

Alessandra Cenni, In riva alla vita. Storia di Antonia Pozzi poetessa, Rizzoli, 2002

Antonia Pozzi, Poesia, mi confesso con te. Ultime poesie inedite (1929-1933), Viennepierre edizioni, 2004

Antonia Pozzi, Mentre tu dormivi le stagioni passano …, a cura di Alessandra Cenni e Onorina Dino, 1998

Antonia Pozzi. Desiderio di cose leggere, a cura di Elisabetta Vergani. Prefazione di Eugenio Borgna, Salani editore, 2018

Fulvio Papi, L’infinita speranza di un ritorno. Sentieri di Antonia Pozzi, Viennepierre edizioni, 2009

VINCENZO GUARRACINO: attimi di riflessione su Carlo Ferrario e Antonia Pozzi. “In un giorno di giugno / (io avevo sei anni)…”

TRACCE e SENTIERI

CARLO FERRARIO E ANTONIA POZZI

17498587_619069784965263_4385724337349416001_n“In un giorno di giugno / (io avevo sei anni)…”

Paganus

Una precisazione cronologica, questa, che mi aveva incuriosito non poco, posto proprio all’inizio dell’ultima fatica poetica di Carlo Ferrario, ossia il “romanzo in versi” intitolato Paganus, in cui si racconta la storia di un’iniziazione alla vita sul teatro di un’età aurea che si avvia ad un tempo grigio di rovine e di violenza.

Posta come dicevo all’inizio della seconda delle 34 strofe di cui il poemetto si compone, mi ha indotto a interrogarmi sulla sua consistenza, sulle ragioni della sua perentoria verità, per darmi conto che si tratta di un atto in un certo modo fondativo. Come tutte le date che si rispettino assume infatti un carattere per così dire sacrale, da momento su cui si costituisce una piccola e privata storia sacra, come di un qualcosa da cui la vita dell’individuo acquista…

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dedicata alla gatta Luna: PER UN CANE, in ANTONIA POZZI, Desiderio di cose leggere, a cura di Elisabetta Vergani, Salani editore 2018 – LUOGHI del LARIO e oltre …

da

dedicata alla gatta Luna: PER UN CANE, in ANTONIA POZZI, Desiderio di cose leggere, a cura di Elisabetta Vergani, Salani editore 2018 – LUOGHI del LARIO e oltre …

Per un cane

in ANTONIA POZZI, Desiderio di cose leggere, a cura di Elisabetta Vergani, Salani editore 2018


Sei stato con noi per undici anni

 Una sera siamo tornati:

eri disteso davanti al cancello

il muso nella polvere della strada

le zampe già fredde, il dorso

tepido ancora.
Ora sei tutto

nella buca che ti abbiamo scavata.
Ma gli undici anni

della tua umile vita

il gemere

per ognuno che partiva

il soffrire di gioia

per ognuno che ritornava

e verso sera

se qualcuno

per una sua tristezza

piangeva

tu gli leccavi le mani:

oh gli undici anni del tuo amore

tutto qui
sotto questa terra

sotto questa pioggia 

crudele?
Esitavi 

sulla ghiaia umida: 

sollevavi 

una zampa tremando 
Ora nessuno ti difende

dal freddo, 

Non ti si può chiamare

non ti si può più dare

niente. 
Sole le foglie fradicie morte

cadono su questo pezzo
di prato.
E pensare che altro rimanga

di te

è vietato:

di questo il nostro assurdo

pianto si accresce.

TartaRugosa ha letto e scritto di: Gabriella Bernabò (2012), Per troppa vita che ho nel sangue. Antonia Pozzi e la sua poesia, Ancora Editrice, Milano

TARTARUGOSA

E’ momento di riprendere in mano e rileggere questa biografia con quel turbamento suscitato forse da un titolo contraddittorio “per troppa vita che ho nel sangue”, così lontano dall’idea che a soli 26 anni (3 dicembre 1938) Antonia abbia deciso di abbandonare la scena della vita.

D’altronde le biografie servono proprio a mettere in luce passaggi significativi per tentare di capire il mistero che ognuno di noi nasconde.

Spiegare le ragioni di un suicidio non è mai affare agevole. Scrive Bernabò: “Far dipendere la sua decisione finale semplicemente da una delusione amorosa significherebbe non capire la complessità e la profondità del suo dramma … Antonia avvertiva in sé una straordinaria energia vitale ed era portata ad esprimerla, nella vita come nell’arte, ma si accorgeva della difficoltà di viverla appieno in un universo raggelante”.

Per tentare di comprendere meglio occorre quindi contestualizzare l’epoca della sua esistenza e…

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Grazia Apisa Gloria, La tua sommessa voce. Dedicata a Paolo Ferrario, che mi ha fatto conoscere Antonia Pozzi, 27 marzo 2010

Grazia Apisa Gloria, LA TUA SOMMESSA VOCE, ispirata alla poetessa Antonia Pozzi







    LA TUA SOMMESSA VOCE
                                                                       
    Sono tornata a trovarti
    e ho udito parlare
    il tuo dolore
    il tuo spezzato sogno
    l’amore non vissuto
    Ho ascoltato
    il lieve tuo canto
    in quella terra
    avvolta nel silenzio
    terra dove l’incanto
    dolce
    della primavera
    può  rendere più acuto
    il dolore del cuore
    e la solitudine
    diviene grave peso
    di memorie
    che accompagnano
    note di morte
    pensieri d’amore tramutano
    in deserto
    La tua sommessa voce
    ho quasi udito
    venirmi incontro
    quasi lamento
    Antonia
    la tua anima
    nell’abbraccio divino
    ha forse oggi trovato
    la pace
    Lieve fu il tuo passare su questa terra
    sconosciuta la tua poesia
    poesia d’amore
    di dolci armonie
    che solo la natura
    la vicinanza dei tuoi amati luoghi
    ti concesse
    Fu la tua vita un sospiro nel vento
    l’impotenza di esistere
    dove l’amore tace
    Al cadere di foglie il vento sospirante
    ti sottrasse all’inutile mondo
    Lasciasti solo
    la tua verde spoglia
    e volasti lontano
    nell’infinito cielo
    che ti accolse e ti amò
    nel firmamento di dilette stelle 

    Grazia Apisa Gloria, Genova,27 marzo 2010
    dedicata a Paolo Ferrario, che mi ha fatto conoscere Antonia Pozzi







    Largo (Antonia Pozzi)


    O lasciate lasciate che io sia
    una cosa di nessuno
    per queste vecchie strade
    in cui la sera affonda –

    O lasciate lasciate ch’io mi perda
    ombra nell’ombra –
    gli occhi
    due coppe alzate
    verso l’ultima luce –

    E non chiedetemi – non chiedetemi
    quello che voglio
    e quello che sono
    se per me nella folla è il vuoto
    e nel vuoto l’arcana folla
    dei miei fantasmi –
    e non cercate – non cercate
    quello ch’io cerco
    se l’estremo pallore del cielo
    m’illumina la porta di una chiesa
    e mi sospinge a entrare –
    Non domandatemi se prego
    e chi prego
    e perch
    é prego –

    Io entro soltanto
    per avere un po’ di tregua
    e una panca e il silenzio
    in cui parlino le cose sorelle –
    Poi ch’io sono una cosa –
    una cosa di nessuno
    che va per le vecchie vie del suo mondo –
    gli occhi
    due coppe alzate
    verso l’ultima luce –

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