Grazia Apisa Gloria, LA TUA SOMMESSA VOCE, ispirata alla poetessa Antonia Pozzi







    LA TUA SOMMESSA VOCE
                                                                       
    Sono tornata a trovarti
    e ho udito parlare
    il tuo dolore
    il tuo spezzato sogno
    l’amore non vissuto
    Ho ascoltato
    il lieve tuo canto
    in quella terra
    avvolta nel silenzio
    terra dove l’incanto
    dolce
    della primavera
    può  rendere più acuto
    il dolore del cuore
    e la solitudine
    diviene grave peso
    di memorie
    che accompagnano
    note di morte
    pensieri d’amore tramutano
    in deserto
    La tua sommessa voce
    ho quasi udito
    venirmi incontro
    quasi lamento
    Antonia
    la tua anima
    nell’abbraccio divino
    ha forse oggi trovato
    la pace
    Lieve fu il tuo passare su questa terra
    sconosciuta la tua poesia
    poesia d’amore
    di dolci armonie
    che solo la natura
    la vicinanza dei tuoi amati luoghi
    ti concesse
    Fu la tua vita un sospiro nel vento
    l’impotenza di esistere
    dove l’amore tace
    Al cadere di foglie il vento sospirante
    ti sottrasse all’inutile mondo
    Lasciasti solo
    la tua verde spoglia
    e volasti lontano
    nell’infinito cielo
    che ti accolse e ti amò
    nel firmamento di dilette stelle 

    Grazia Apisa Gloria, Genova,27 marzo 2010
    dedicata a Paolo Ferrario, che mi ha fatto conoscere Antonia Pozzi







    Largo (Antonia Pozzi)


    O lasciate lasciate che io sia
    una cosa di nessuno
    per queste vecchie strade
    in cui la sera affonda –

    O lasciate lasciate ch’io mi perda
    ombra nell’ombra –
    gli occhi
    due coppe alzate
    verso l’ultima luce –

    E non chiedetemi – non chiedetemi
    quello che voglio
    e quello che sono
    se per me nella folla è il vuoto
    e nel vuoto l’arcana folla
    dei miei fantasmi –
    e non cercate – non cercate
    quello ch’io cerco
    se l’estremo pallore del cielo
    m’illumina la porta di una chiesa
    e mi sospinge a entrare –
    Non domandatemi se prego
    e chi prego
    e perch
    é prego –

    Io entro soltanto
    per avere un po’ di tregua
    e una panca e il silenzio
    in cui parlino le cose sorelle –
    Poi ch’io sono una cosa –
    una cosa di nessuno
    che va per le vecchie vie del suo mondo –
    gli occhi
    due coppe alzate
    verso l’ultima luce –

    5 commenti

    1. Cara Graziaè stata una grande commozione leggere quasta tua bellissima poesia , davvero molto sulla ispirazione della mia conterranea Antonia Pozzie grazie per avermi ricordatoHo anche la grande gioia di averti fatto conoscere (o ri-conoscere , come tu diresti) la dolente arte poetica di Antonia PozziI suoi versi hanno sempre un suono a me molto caro, perchè parlano anche dei miei luoghi, dei paesaggi in cui mi è stato dato di abitareMi sono permesso di pubblicarla sia sul NOSTRO blog Il tempo che resta:http://tempocheresta.blogspot.com/2010/03/maria-grazia-apisa-la-tua-sommessa-voce.htmlche su quello che dedico al Luogo del Destino:http://coatesa.blogspot.com/2010/03/maria-grazia-apisa-la-tua-sommessa-voce.htmlNella mia vita ho davvero tanti amori.Ogni volta che rimetto in circolo canzoni del Nina Simone (es. http://amalteo.wordpress.com/category/nina-simone-interpreta/four-women/)scrivo "Fiori, fiori per Nina, Nina Simone"Oggi potremmo dire: "Fiori, fiori per Antonia, Antonia PozziGrazie ancorae buoni giorniPaolo

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