Stevens Wallace, Harmonium : poesie 1915-1955, a cura di Massimo Bacigalupo, Einaudi, 1994

Autore principale: Stevens, Wallace
Titolo: Harmonium : poesie 1915-1955 / Wallace Stevens ; a cura di Massimo Bacigalupo
Editore: Torino : Einaudi, 1994
Descrizione fisica: XXXVIII, 699 p. : tav. : 21 cm.
Collana: (I millenni)
ISBN: 88-06-12621-0

Wallace Stevens, Harmonium, Einaudi

una poesia della coscienza come mondo, che si muove con tranquilla sicurezza alla scoperta della vita nella mente e della mente nella vita. Lo sguardo dell’habitué di Manhattan e del Waldorf Astoria ha la robustezza dei Padri Pellegrini che sbarcarono in Nuova Inghilterra nel 1620. Ha tuttavia rinunciato del tutto alle loro convinzioni religiose (ai contenuti, non ai modi), per fare una religione di se stesso: del sentire, del vedere e dell’essere. Del mero essere è infatti il titolo di quella che è forse l’ultima poesia dell’inesauribile libro stevensiano. Libro sacro e mondano in cui trovano posto canzonette ironiche accanto a pensosi poemi e a partecipi riflessioni sui grandi eventi di un secolo di guerre e rivoluzioni sociali. Il tutto trasformato da questo eccentrico della normalità, indistinguibile dai suoi connazionali della classe media, che però non scrisse mai una parola che non fosse assolutamente individuale. Un lento fuoco di ghiaccio.

Wallace Stevens, Harmonium < Libri < Einaudi.

LA CASA ERA SILENZIO, di Stevens Wallace, Lettura di Domenico Pelini

Ascolta la lettura di Domenico Pelini: 

La casa era silenzio e il mondo era calma

LA CASA ERA SILENZIO, di Stevens Wallace

La casa era silenzio e il mondo era calma
Il lettore divenne il libro; e la notte estiva

Era il sentire del libro
La casa era silenzio e il mondo era calma

Le parole furono dette come se il libro non ci fosse
Se non che il lettore era chino sulla pagina,

Voleva stare chino, voleva molto tanto essere
Lo studioso a cui il suo libro dice il vero, a cui

La notte estiva è come una perfezione del pensiero.
La casa era silenzio perchè così doveva essere.

Il silenzio era parte del senso, parte della mente:
Il passaggio che conduce la perfezione alla pagina.

E il mondo era calmo. La verità in un mondo calmo.
In cui non c’è altro senso,essa stessa

E’ calma, essa stessa è estate e notte, essa stessa
E’ il lettore che a tarda ora chino legge.

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PS L’audio è tratto da: http://www.youtube.com/watch?v=y08EWMVM5l4

Wallace Stevens , The snow man. Lettura di Domenico Pelini

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Wallace Stevens, La casa era silenzio, letta da Mimmo Pelini

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The house was quiet and the world was calm
The house was quiet and the world was calm.
The reader became the book; and summer night 

Was like the conscious being of the book.
The house was quiet and the world was calm.

The words were spoken as if there was no book,
Except that the reader leaned above the page,

Wanted to lean, wanted much to be
The scholar to whom his book is true, to whom

The summer night is like a perfection of thought.
The house was quiet because it had to be.

The quiet was part of the meaning, part of the mind:
The access of perfection to the page.

And the world was calm. The truth in a calm world,
In which there is no other meaning, itself

Is calm, itself is summer and night, itself
Is the reader leaning late and reading there.

Wallace Stevens

La casa era silenzio e il mondo era calma
Il lettore divenne il libro; e la notte estiva

Era il sentire del libro
La casa era silenzio e il mondo era calma

Le parole furono dette come se il libro non ci fosse
Se non che il lettore era chino sulla pagina,

Voleva stare chino, voleva molto tanto essere
Lo studioso a cui il suo libro dice il vero, a cui

La notte estiva è come una perfezione del pensiero.
La casa era silenzio perchè così doveva essere.

Il silenzio era parte del senso, parte della mente:
Il passaggio che conduce la perfezione alla pagina.

E il mondo era calmo. La verità in un mondo calmo.
In cui non c’è altro senso,essa stessa

E’ calma, essa stessa è estate e notte, essa stessa
E’ il lettore che a tarda ora chino legge.

( versione di Mimmo Pelini su note e parafrasi di Phillip Hill)

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