Federico Roncoroni: Tra l’ampiezza del sapere e il vero ritegno, di Alberto Longatti, La Provincia 5 febbraio 2021 – Tracce e Sentieri

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Federico Roncoroni: Tra l’ampiezza del sapere e il vero ritegno, di Alberto Longatti, La Provincia 5 febbraio 2021 – Tracce e Sentieri

La grande lezione di Roncoroni vivo nel ricordo, di Fulvio Panzeri in La Provincia 5 febbraio 2021

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ricordo di Federico Roncoroni: La curiosità incessante, di Vincenzo Guarracino, in Corriere di Como 5 febbraio 2021

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Maestro di parole: colleghi e amici ricordano Federico Roncoroni, di Lorenzo Morandotti in Corriere di Como, 5 febbraio 2021

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GRAY John, Filosofia felina. I gatti e il significato dell’esistenza, Rizzoli, 2020 – Coatesa sul Lario e dintorni

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GRAY John, Filosofia felina. I gatti e il significato dell’esistenza, Rizzoli, 2020 – Coatesa sul Lario e dintorni

Vincenzo Guarracino: «Leopardi, un canto oltre l’Infinito» – in Cultura e Spettacoli – La Città di Salerno, febbraio 2021

Da pochi giorni è uscita la nuova edizione di un classico del pensiero leopardiano, “Giacomo Leopardi. Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani” nel quale lei analizza il contenuto dell’opera…

L’attenzione verso Leopardi, che mi ha sempre accompagnato e guidato, fin dai tempi del Liceo e dell’Università (ricordo con venerazione il professore Salvatore Battaglia), è la fedeltà a un sistema di valori antichi in cui guardarsi come in uno specchio, all’idea che la poesia non è solo linguaggio dell’emozione e della sensibilità, ma soprattutto esercizio di complessità, pensiero che si fa profondità di stile e linguaggio. Questo, Leopardi mi ha fatto capire. Dicendomi che i limiti materiali, o psicologici, al desiderio di infinito, non sono ostacoli, ma piuttosto incentivi alla propria espansione e realizzazione (la famosa “siepe” dell’Infinito), sempre che in gioco entri l’immaginazione.  ….

segue

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Guarracino: «Leopardi, un canto oltre l’Infinito» – Cultura e Spettacoli – La Città di Salerno

Addio Roncoroni. La passione per libri e parole, di Mario Schiani, in La Provincia di Como, 4 febbraio 2021

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Addii. “Il lascito morale di Federico Roncoroni (1944-2021)”: Un ritratto a cura di Vincenzo Guarracino – in JSC15 – Journal dal Lago di Como, Lecco e Brianza

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Addii. “Il lascito morale di Federico Roncoroni” – JSC15 – Journal dal Lago di Como, Lecco e Brianza

per ricordare FEDERICO RONCORONI (1944-2021), dal blog mappeser.com

Federico Roncoroni, MANUALE DI SCRITTURA NON CREATIVA, Rizzoli-Bur, 2010, p. 544

la variante “ARROGANZA TONINELLIANA” della più generale ARROGANZA

in tema di COMUNICAZIONE DETURPANTE: Alessio Brunialti sul libro: FEDERICO RONCORONI, Ingiurie & insulti. Un manuale di pronto impiego, Mondadori Scuola, in BiBazz | Mercoledì 1 marzo

Federico Roncoroni, Margherita Sboarina, MODELLI TESTUALI, dal testo descrittivo al testo letterario, Arnoldo Mondadori Scuola editore, 1992

Lettere a Marilino (Testimonianza di Federico Roncoroni), NodoLibri

Federico Roncoroni, La mia mamma non mi riconosce più, in La Provincia di Como, 21 maggio 2006

per ricordare FEDERICO RONCORONI (1944 – feb 2021), dal blog coatesa.com

MICI e MICIE, di Federico Roncoroni in Filastrocche ocche ocche

Lodi di Micio Macio, da Federico Roncoroni, UN GIORNO, ALTROVE, Mondadori, 2013, p. 106-107

Intervista a Federico Roncoroni su UN GIORNO, ALTROVE, Mondadori. Oggi a INCONTRI DELL’UNIVERSITÀ POPOLARE Ordine degli Ingegneri, via Volta 62, ore 15.30, ingresso libero

Lettere a Marilino (Testimonianza di Federico Roncoroni), NodoLibri

altra preziosità dell’editore Nodo Libri di Como: Geo Roncoroni, LETTERE A MARILINO, 2011

Si è spento domenica scorsa, a Como, Federico Roncoroni, 1944-feb 2021

Addio a Federico Roncoroni

Si è spento domenica scorsa, a Como, Federico Roncoroni. Intellettuale, scrittore, linguista di chiara fama.

Nel capoluogo lombardo era nato 76 anni fa.

La sua “Grammatica essenziale della lingua italiana” (Mondadori) è tra i testi più adottati in assoluto nelle scuole italiane e resta tutt’oggi un manuale fondamentale per gli studenti.

Alla sua firma si deve anche il celeberrimo “Testo e contesto. Guida all’analisi delle opere degli autori nel loro tempo” su cui si sono formate più generazioni.

Alla sua vita di “professore a distanza prestato ai libri” -secondo una sua stessa locuzione- Roncoroni era arrivato dopo vent’anni di insegnamento (e tutt’oggi schiere di studenti lo ricordano come un docente straordinario).

Stretto collaboratore e amico di Piero Chiara, Roncoroni di tanto in tanto concedeva ai suoi lettori qualche rarità, qualche chicca tratta dalle carte private dello scrittore di Luino che lo lasciò erede del suo patrimonio letterario.

Nel volume “In Viaggio”, edito da Aragno, opera cui Roncoroni tenne molto, sono raccolti, con la sua amorosa curatela, testi sparsi di Chiara.Alla collaborazione con Chiara, ancora, si devono una traduzione del “Satyricon” di Petronio e una minuziosa e acuta “Vita di Gabriele d’Annunzio” che riscontrò un grande successo.

A proposito di D’Annunzio:sono da ricordare le curatele di volumi preziosi (“Il piacere”, “Alcyone”, “Solus ad solam” e le “Lettere d’amore a Barbara Leoni”); non sono da meno l’edizione di un epistolario inedito di Carlo Emilio Gadda, la raccolta di poesie “Nella deriva del tempo” (ES Edizioni 2007), tradotte anche in spagnolo, e il “Manuale di scrittura non creativa”, pubblicato nel 2010 nella BUR.

Roncoroni amava la scrittura aforistica tanto da tenere diverse rubriche in diversi giornali. Una selezione delle sue ricerche apparve nel fortunatissimo “Il libro degli aforismi” (uscito per Mondadori e giunto oggi alla 28esima edizione). Raffinato cultore d’arte andava abbinando parole ad immagini, come in “Un incanto senza fine” (NodoLibri) e, più in generale, nei suoi racconti e sui suoi profili social.

L’esordio narrativo risale al 2010 con i racconti dell’importante “Sillabario della memoria”, pubblicato da Salani, la cui ultima edizione aggiornata è del 2019.

Nel 2013 uscì il suo primo romanzo “Un giorno, altrove”, edito da Mondadori, che ottenne grande apprezzamento sia dalla critica sia dal pubblico (successivamente, nel 2020, il titolo entrò anche negli Oscar).

Nel 2015 aveva peraltro pubblicato per A. Mondadori una raccolta di racconti di passione linguistica, letteraria e libraria intitolata “In principio era la parola” – all’antologia di testi poetici e sorprendenti, in libretto, rivolti a un pubblico di amorevoli piccoli lettori, Roncoroni era già arrivato nel 1998 con le “Filastrocche ocche ocche” (Einaudi).

Per Mondadori education sono usciti anche i titoli “Parole. Un dizionario privato” (2016), “Ingiurie & Insulti. Un manuale di pronto impiego” (2017) e “Libere letture” (2018).

Il libretto “Ave Maria” era stata edito, invece, nel 2015 dal quotidiano “La Provincia” di cui Roncoroni era affezionato collaboratore. Più di recente: con plaquette di tiratura limitatissima, riservati agli amici più cari, proseguiva la sua passione letteraria.

Il funerale si è svolto a Como, in forma strettamente privata, il giorno 3 febbraio. Per volontà dello stesso Federico Roncoroni la notizia della sua scomparsa viene diffusa a esequie concluse.

Roberto VECCHIONI, Lezioni di volo e di atterraggio, Einaudi , 2020

Le lezioni che tutti avremmo voluto ascoltare, a scuola e nella vita.

«È gioco, sfida, provocazione. È gettare un sasso e contare i cerchi che si allargano sull’acqua. Porte che si aprono su altre porte, senza mai fermarsi alla prima».

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… degli alberi noi vediamo solo una parte …, di Marco di Salvo, pensieri gettati, tracce analogiche di un tecnico ravveduto, WriteUp, 2020, pag.33 – in Coatesa sul Lario e dintorni

E pensare che degli alberi noi vediamo solo una parte, quella lussureggiante che si erge verso il cielo. La parte delle radici, che lavorano nel buio, piantata nel terreno alla ricerca di nutrimeno, sfugge allo sguardo ma è l’essenza dell’albero

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… degli alberi noi vediamo solo una parte …, di Marco di Salvo, pensieri gettati, tracce analogiche di un tecnico ravveduto, WriteUp, 2020, pag.33 – Coatesa sul Lario e dintorni

Linea intera, linea spezzata di Milo De Angelis (Mondadori).

Linea intera, linea spezzata di Milo De Angelis (Mondadori).

Mary B. Tolusso su Tuttolibri (La Stampa): «“Mi hanno sempre attratto in modo irresistibile gli scrittori del Contrasto. Forse ho amato solo quelli, da Empedocle a Lucrezio, Tasso, Leopardi, Pavese. Sono autori che non si limitano a rappresentare un ‘ossimoro’ – termine troppo tecnico –, ma vivono con se stessi e con il mondo uno scontro frontale, sanguinoso, assetato di vita”.  Milo De Angelis, uno dei maestri della poesia contemporanea, è sempre stato un autore concentrico, pochi temi ma potenti, che ritornano in un affresco di varianti e perfetti contrasti, l’adolescenza e il declino, l’eternità spezzata, l’infinito nel poco, gli istanti perpetui. In fondo le contraddizioni stesse sono una contraddizione: tragedia ma anche motore dell’umano. Tanto più in un poeta che ce le restituisce nella pienezza della ricerca di un senso. Quest’anno compirà settant’anni, un’età importante, quando alle spalle hai un’opera ma hai anche esperito quell’eccezionalità che ci rende unici, quegli istanti esclusivi che l’artista sa rendere collettivi; e De Angelis ha attraversato l’esistenza al servizio della poesia. […] Iniziamo dalla fine, dal suo ultimo libro, Linea intera, linea spezzata. Cosa significa? “È un’espressione presente nell’I Ching che mi ha subito colpito. Mi ha colpito questo modo semplicissimo e lampante di definire la vita umana. Una linea, una pura linea che prosegue fino all’attimo in cui si spezza e interrompe il suo cammino. E la sezione finale del libro è una passerella di creature che scelgono di recidere la linea della propria vita, raccontando gli ultimi istanti della mente e del respiro”. In giugno compirà settant’anni. Lei crede in un’età anagrafica? “Diciamo che stasera ci credo. Vedo che i foglietti del calendario appeso in cucina cadono per terra uno alla volta con un volo demoniaco, dettano le leggi di ogni vita e la rinchiudono in un segmento, la riducono alla verità matematica del suo inizio e della sua fine”. […] In quest’ultimo libro scrive: “la poesia non sta dalla nostra parte”. Dove, allora? “La poesia ci parla da un luogo sconosciuto e, ascoltandola, ci accorgiamo di non conoscere più nemmeno il nostro. D’altra parte sono fatte così le parole poetiche, non si lasciano osservare in santa pace, come diceva Karl Kraus: più noi le guardiamo da vicino, più loro ci guardano da lontano”».

Intervista a Vincenzo Guarracino sul libro Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani, La Nave di Teseo editore : Leopardi, filosofo della società italiana e il cinismo del Belpaese, 22 gennaio 2021

A cura di Vincenzo Guarracino

intervista a NICOLA CROCETTI, Siamo un paese di poeti che non leggono libri di poesia, di Fabrizo Sinisi, in Domani 19 gennaio 2021

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https://www.editorialedomani.it/idee/cultura/siamo-un-paese-di-poeti-che-non-leggono-libri-di-poesia-e3u3bt67

omaggio (in Petit 11): Emanuele lo suggerì: è il ricordo ciò che ci renderà eterni. – lescritteriate

Emanuele lo suggerì: è il ricordo ciò che ci renderà eterni.

omaggio (in Petit 11) – lescritteriate

Un ritratto di EMANUELE SEVERINO, di Lucia Pessoiana, 16 gennaio 2021

ESERCIZI SPIRITUALI: Solo il vero sapere ha potenza sul dolore (Eschilo), di Gabriele De Ritis, rimando al Blog Ai confini dello sguardo |

Ασκήσεις è parola greca (è il plurale di Àσκησις), che sta peresercizi spirituali. La preferiamo al più chiaro ‘esercizi spirituali‘ di Hadot, perché ci consente di ‘risalire’ alla fase precristiana della nostra civiltà morale. Non per opporre una tradizione all’altra o per esprimere una preferenza ‘laica’ da anteporre allo spirito cristiano… Piuttosto, per una ragione terminologica.  Esercizi. Semplicemente, esercizi che vedranno impegnata sicuramente la parte immateriale della nostra esperienza, ma nondimeno graveranno, accanto alla presenza di atteggiamenti emozioni sentimenti passioni, gli stati di corpo, le pratiche a cui ci sottoporremo per entrare nella nuova condizione che ci aspetta. 

Ai confini dello sguardo | Solo il vero sapere ha potenza sul dolore (Eschilo) | Pagina 2

1 – La nostra esperienza moraleAσκήσεις 

2 – Lo spirituale un tempoAσκήσεις 

3 – La dissimulazione onestaAσκήσεις 

4 – Strategie di apparizioneAσκήσεις 

5 – I nostri EserciziAσκήσεις 

6 – Di fronte al rifiuto di rispondere alla domanda d’amoreAσκήσεις 

7 – Parlare in pubblicoAσκήσεις 

8 – Prima di ogni più esatto sentireAσκήσεις 

9 – La pratica letterariaAσκήσεις 

10 – Imparare a dialogareAσκήσεις 

11 – Ricordati di vivere- un elogio dell’aldiquaAσκήσεις 

12 – Imparare a morireAσκήσεις 

13 – Imparare a leggereAσκήσεις 

14 – Elaborare l’esperienza vissutaAσκήσεις

15 – Il tempo lungo della simbolizzazione e della categorizzazione del nostro sentire

SEVERINO Emanuele, Il dito e la luna. Riflessioni su filosofia, fede e politica, a cura della Redazione Cultura, Corriere della Sera, 2021. Indice del libro. Ripubblicato da Solferino editore nel 2022

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Amore, eternità, errore, morte nella scena finale del film LA CORRISPONDENZA, di Giuseppe Tornatore, con Olga Kurylenko, Jeromy Irons, 2015 – Tracce e Sentieri

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Amore, eternità, errore, morte nella scena finale del film LA CORRISPONDENZA, di Giuseppe Tornatore, con Olga Kurylenko, Jeromy Irons, 2015 – Tracce e Sentieri

«Possiamo continuare a vedere le stelle morte benché esse non esistano più. Anzi è proprio la loro disastrosa fine a rivelarcele». Come la lunga corrispondenza che permette a una stella di continuare a vivere grazie allo sguardo dell’osservatore, l’amore di Ed e di Amy è un legame che sconvolge le leggi del tempo e della presenza.
Ed Phoerum è un astrofisico di fama internazionale di età matura, con una famiglia e due figli. Amy Ryan, una studentessa di fisica che si mantiene con un riuscito lavoro di stuntwoman. Da controfigura, lei imita la morte, e nel suo stesso passato c’è una tragica fine che non riesce ad accettare e a raccontare per il senso di colpa lacerante. I doveri pubblici e privati dello scienziato gli impediscono di vivere alla luce del sole la relazione con la giovane amante. I loro incontri sono rari e clandestini, vissuti soprattutto nell’intima magia di una casa su un’isola. Invece, la quotidianità fortissima del loro amore è retta da una serie di rapporti virtuali. Questa rete a poco a poco li invade, li prende del tutto e trascina il loro amore oltre le porte della realtà ordinaria.
Tra il mistero di una scomparsa inspiegabile che non rompe però i segnali della comunicazione e la domanda su quale tipo di sentimento sia quello che lega a una presenza solo virtuale, il primo romanzo di Giuseppe Tornatore racconta della lotta di un amore contro la sua fine nell’età di internet. Il libro esce contemporaneamente al film. Ma, scrive il regista nella Nota al volume: «Di solito è il secondo a nascere dal primo. Non in questo caso. Ciò che vi accingete a leggere è il romanzo La corrispondenza, tratto dall’omonimo film. Un’originale e formidabile opportunità per restituire alla parola scritta la supremazia usurpata dall’immagine. Una ragionevole occasione per riscattare tutto ciò che lo schermo cinematografico deve o preferisce sottintendere».

vai alla scheda del libro:

https://sellerio.it/it/catalogo/Corrispondenza/Tornatore/8612

Emanuele SEVERINO, Il dito e la luna, in uscita con il Corriere della Sera il 15 gennaio 2021

il sito della ACCADEMIA DELLA CRUSCA

Punto di riferimento per le ricerche sulla lingua italiana.

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https://accademiadellacrusca.it/

http://facebook.com/AccademiaCrusca |

http://youtube.com/user/AccademiaCrusca

Giacomo LEOPARDI, Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani, a cura di Vincenzo Guarracino | La Nave di Teseo, 2021

Il Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani è un’appassionata riflessione sulla mentalità, il carattere e la moralità della società italiana. Dall’osservatorio privilegiato della sua solitudine recanatese, Leopardi guarda ai suoi contemporanei per smascherarne vizi e limiti.

Eppure questo testo, scritto tra la primavera e l’estate del 1824, sembra profeticamente parlare dell’oggi.

… vai alla scheda dell’editore:

Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani | La Nave di Teseo

Vincenzo Guarracino

Vincenzo Guarracino è poeta, critico letterario e d’arte e traduttore. Tra le sue opere ricordiamo le raccolte di poesie Gli gnomi del verso (1979), Dieci inverni (1989) e Una visione elementare (2005); le traduzioni Carmi di Catullo (1986), Versi aurei di Pitagora (1988), Lirici greci (1991), Poeti latini (1993), Poema sulla Natura di Parmenide (2006), Poeti greci (2011), Poeti cristiani latini (2017). Per quanto riguarda Leopardi, ha curato l’edizione dell’Appressamento della morte (1993), il Diario del primo amore e altri scritti autobiografici (1998), le antologie Infinito Leopardi (1999), Il verso all’infinito. L’idillio leopardiano e i poeti italiani alla fine del Millennio (1999), Interminati spazi sovrumani silenzi. Un infinito commento: critici, filosofi e scrittori alla ricerca dell’Infinito di Leopardi (2001), l’antologia Caro Giacomo. Poeti e Pittori per Giacomo Leopardi (1998), Giacomo Leopardi. Canti e Pensieri (2005) e il carteggio con Antonio Ranieri Addio, anima mia (2003)

vai alla pagina Facebook di Vincenzo Guarracino:

https://www.facebook.com/vincenzo.guarracino.1481

Il viaggio di Dante nei tre regni: Inferno di Dante, riassunto e schema; Purgatorio riassunto e schema; Paradiso riassunto e schema; Divina Commedia riassunto e analisi – in Studia Rapido

* Il viaggio di Dante nei tre regni

* Inferno di Dante riassunto e schema

* Purgatorio riassunto e schema

* Paradiso riassunto e schema

* Divina Commedia riassunto e analisi

Dante 2021: 700 anni dalla morte di Dante – Studia Rapido

Dante 2021: 700 anni dalla morte di Dante

Dante 2021: 700 anni dalla morte di Dante – Studia Rapido

Frasi latine nell’italiano di oggi, in StudiaRapido

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10 in poesia: da Saffo ad Alda Merini, protagoniste nei versi, di Vivian Lamarque in Settecorriere.it , gennaio 2021

1 – SAFFO, intorno al 630 a.C. – intorno al 570 a.C.;
2 – ELIZABETH BARRETT BROWNING, 1806-1861;
3- EMILY DICKINSON, 1830-1886;
4 – ANNA ACHMATOVA, 1889-1966;
5 – MARINA CVETAEVA, 1892-1941;
6 – ANTONIA POZZI, 1912-1928;
7 – WISLAWA SZYMBORSKA, 1923-2012;
8 – AMELIA ROSSELLI, 1930-1996;
9 – ALDA MERINI, 1931-2009;
10 – SYLVIA PLATH, 1932-1963.

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https://www.corriere.it/sette/cultura-societa/21_gennaio_07/10-poesia-saffo-ad-alda-merini-protagoniste-versi-9ee2c90c-4e13-11eb-9cf1-84344d938408.shtml

Dizionario illustrato di mitologia greca e romana, Crescere edizioni, 2019

Chi era la madre di Achille? Come ebbe inizio la guerra di Troia? Quali sono i nomi delle Muse? Chi era Proteo? A queste e a tante altre domande e curiosità può rispondere il praticissimo Dizionario illustrato di mitologia classica, che, come recita il sottotitolo, raccoglie in ordine alfabetico “i miti, gli eroi, gli dei, le leggende, i luoghi mitologici del mondo greco e romano”. Quest’opera offre un esaustivo panorama del variegato mondo della mitologia classica, che da sempre affascina e incuriosisce, forse perché in esso si trovano le radici dell’Occidente. È un mondo governato da un magico caos, in cui guerre, avventure e imprese eroiche si succedono a ritmo incalzante e in cui tutto può accadere: da Atena, partorita dal cranio del padre Zeus, al neonato Ercole, che strozza due serpenti, le vicende delle divinità che hanno abitato il monte Olimpo sono straordinarie. Tutto, però, è governato dall’ineluttabile Fato, per cui ogni cosa è già stata scritta.

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http://www.edizionicrescere.it/libro-isbn-9788883377587.aspx

MIGLIORINI Pietro, Tempus fugit. Il grande libro delle sentenze latine, Book Time, 2020

Corrado AUGIAS, Breviario per un confuso presente, Einaudi, 2020

Viviamo un presente confuso, in cui sono incessanti, e talvolta allarmanti, le innovazioni scientifiche e tecnologiche e i cambiamenti politici, sociali e culturali. Abbiamo bisogno di bussole che indichino la direzione verso cui andare e di mappe che ci ricordino da dove veniamo.

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PIEVANI Telmo, Finitudine. Un romanzo filosofico su fragilità e libertà, Raffaello Cortina, 2020

Lo scrittore Albert Camus non è morto nell’incidente del 4 gennaio 1960. Un suo grande amico, il genetista Jacques Monod, va a trovarlo in ospedale. Stanno scrivendo un libro insieme. Leggono le bozze, ricordano le avventure durante la Resistenza a Parigi. Nel segno del disincanto, prende forma una visione del mondo. La scienza ha svelato la finitudine di tutte le cose: dell’universo, della Terra, delle specie, di ognuno di noi. Come trovare un senso all’esistenza accettando la nostra finitezza? In un gioco raffinato di fatti e finzioni, Finitudine è la storia della vera amicizia tra due premi Nobel, un dialogo avvincente, un libro dentro un libro. Dopo il successo di Imperfezione, Telmo Pievani torna con un testo sorprendente che affronta con poesia un tema filosofico e scientifico che ci tocca tutti.

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http://www.raffaellocortina.it/scheda-libro/telmo-pievani/finitudine-9788832852172-3383.html

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https://www.scienzainrete.it/articolo/rivoltiamoci-contro-finitudine/pietro-greco/2020-11-17

Non appena pensiamo, parliamo … , Hannah Arendt

Dante Alighieri, Divina commedia, a cura di Marcello Ciccuto e Domenico De Martino. Commento di Paola Siano, Gedi edizioni/grandi opere. Distribuito dalla Repubblica fra il 31 dicembre 2020 e il 22 aprile 2021

Fabrizio GIFUNI legge l’Incipit da “Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana” di Carlo Emilio GADDA

WRONG HAND, i CLASSICI IN PILLOLE di John Atkinson

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https://wronghands1.com/

LE PAROLE VALGONO, di Valeria Della Valle, Giuseppe Patota, Treccani Libri editore, 2020

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https://www.treccanilibri.it/catalogo/le-parole-valgono/

Per reagire all’ondata di violenza e di sciatta volgarità che ha invaso la lingua italiana, gli autori hanno scelto, come strumento di redazione, le parole che valgono, accompagnando il lettore a scoprirle in testi pieni di sorprese.

Dalle diciassette parole usate in una famosa sentenza medievale a quelle di una canzone d’amore in una pergamena del XII secolo; da quelle di san Francesco, Dante, Leonardo e Ludovico Ariosto a quelle raccolte nel Vocabolario della Crusca; da quelle di Cesare Beccaria contro la tortura e la pena di morte a quelle struggenti di Bella ciao, fino alle parole di due grandi presidenti della Repubblica, Einaudi e Ciampi

Le parole per dirlo, RayPlay

Un appassionante viaggio nella lingua italiana per raccontare il nostro modo di parlare nei suoi aspetti più vitali e concreti.

la scrittura di MARCEL PROUST: … e come … che … e … ma … ma non … in modo … parecchi anni dopo scoprimmo che se quell’estate avevamo mangiato asparagi quasi quotidianamente , era stato perché ….

[…] E come l’imenottero studiato da Fabre, la vespa scarificatrice, che per assicurare ai piccoli, dopo la sua morte, della carne fresca da mangiare, chiama l’anatomia in aiuto della crudeltà e, catturato qualche ragno o punteruolo, gli trafigge con una sapienza e un’abilità meravigliosa il centro nervoso da cui dipende il movimento delle zampe, ma non le altre funzioni vitali, in modo che l’insetto paralizzato, accanto al quale depone le proprie uova, fornisca alle larve, quando si schiuderanno, una preda docile, inoffensiva, incapace di fuga o di resistenza, ma non ancora frollata, Franҫoise escogitava, per assecondare la sua pervicace volontà di rendere la casa insostenibile da parte di qualsiasi domestico, degli accorgimenti così sottili e così spietati che, parecchi anni dopo scoprimmo che se quell’estate avevamo mangiato asparagi quasi quotidianamente, era stato perché il loro odore provocava alla povera sguattera incaricata di pulirli delle crisi d’asma d’una violenza tale che, alla fine fu, costretta ad andarsene.

Marcel Proust in Dalla parte di Swann, p. 128-9

L’aria, lì, era satura della quintessenza di un silenzio così sostanzioso, così succulento, che non m’addentravo in esso senza una sorta di golosità, …, Marcel Proust,

L’aria, lì, era satura della quintessenza di un silenzio così sostanzioso, così succulento, che non m’addentravo in esso senza una sorta di golosità, soprattutto in quei primi mattini ancora freddi della settimana di Pasqua in cui lo gustavo di più perché ero appena arrivato a Combray: prima di lasciarmi entrare ad augurare il buongiorno alla zia, mi facevano attendere un istante nella prima stanza dove il sole, ancora invernale, era venuto a scaldarsi davanti al fuoco che, già acceso tra i due mattoni, avvolgeva tutta la camera in un odore di fuliggine, facendone qualcosa come uno di quei grandi “antiforni” di campagna o una di quelle cappe di camino dei castelli sotto le quali ci si augura che fuori rompano gli indugi la pioggia, la neve, magari qualche catastrofe diluviesca per aggiungere al conforto del riparo la poesia della reclusione invernale; muovevo qualche passo dall’inginocchiatoio alle poltrone di velluto arabescato, sempre ricoperte con un poggiatesta all’uncinetto; e il fuoco, che cuoceva come una pasta gli odori appetitosi di cui l’aria della camera era tutta grumosa e già “lavorati” e fatti lievitare dalla freschezza umida e soleggiata del mattino, li tirava a sfoglia, li dorava, li gonfiava, li faceva bombare, trasformandoli in un’invisibile e palpabile leccornia provinciale, un immenso “calzone” nel quale, assaggiati appena gli aromi più stuzzicanti, più fini, più pregiati, ma anche più secchi, dell’armadio a muro, del cassettone, della tappezzeria a “ramages”, tornavo sempre con inconfessata ingordigia a invischiarmi nell’odore medio, appiccicoso, scipito, indigesto e fruttato del copriletto a fiori. 

Marcel Proust. DALLA PARTE DI SWANN. 
(Primo volume de “Alla ricerca del tempo perduto”). Copyright 1983 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano. 
Tomo 1. Edizione diretta da Luciano De Maria e annotata da Alberto Beretta Anguissola e Daria Galateria. Traduzione di Giovanni Raboni. Prefazione di Carlo Bo. Copyright 1983 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano. Titolo dell’opera originale: “A la recherche du temps perdu”. Prima edizione I Meridiani giugno 1983.  (da https://mabastainsoma.blogspot.com/2019/11/marcel-proust_8.html)

James JOYCE, Ulisse, traduzione di Mario Biondi, La Nave di Teseo, giugno 2020

Massimo Arcangeli, Edoardo Boncinelli, Le magnifiche 100. Dizionario delle parole immateriali, Bollati Boringhieri, 2017

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https://www.repubblica.it/rubriche/passaparola/2017/12/08/news/passaparola_magnifiche_100-183497938/

Massimo Gramellini, C’era una volta adesso (Longanesi), 2020

Massimo Gramellini, C’era una volta adesso (Longanesi)

 qui l’estratto in anteprima).

vai alla recensione di Teresa Ciabatti

https://www.corriere.it/cultura/20_novembre_30/massimo-gramellini-nuovo-libro-diventare-grandi-lockdown-83dc8d30-3326-11eb-af7b-c18cb439eaf5.shtml

Alessio Torino, Al centro del mondo, Mondadori, 2020

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Franco Marcoaldi, Tomaso Montanari, CENTO LUOGHI DI-VERSI, Un viaggio in Italia, Treccani editore, 2020

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Elio Germano interpreta L’INFINITO di Giacomo Leopardi, nel film Il giovane favoloso, di Mario Martone

Dacia MARAINI, Amata scrittura. Laboratorio di analisi, letture, proposte, conversazioni. Testi raccolti da Viviana Rosi, Maria Pia Simonetti, Rizzoli, 2000

ALFANO Michela, CLIMINTI Sergio, DI GREGORIO Andrea, FEBBRARI Michele, LOCATELLI Luisa, NEGRETTI Carla, POLIZZI Elena, SENICI Fabrizio, E’ FINITO IL LIEVITO E ALLORA SCRIVO. Racconti dalla quarantena, New Press edizioni, 2020

Davide Fent presenta “Arriva il Natale”, ad Angoli, 11 dicembre 2020

Marta Cuscunà/Racconti di esperienza scenica (la Meglio Gioventù) – GiovaniFvg.it – YouTube

“Ricomincio da RaiTre”: uno spazio al teatro, presentano Stefano Massini e Andrea Delogu, 12 dicembre 2020

Un nuovo format del Servizio Pubblico in quattro puntate in prima serata su Rai3, il 12, il 19, il 27 dicembre e il 3 gennaio – pensato per sostenere e dare la possibilità di esibirsi a moltissime realtà dello spettacolo dal vivo bloccato dal lockdown: “Ricomincio da RaiTre”. 
Il programma nasce da una idea di Rai3 per dare risposta ad una situazione drammatica in cui si muove lo spettacolo dal vivo in Italia a causa della pandemia: migliaia di operatori del settore rimasti senza lavoro, un flusso di arte interrotto, consuetudini e centri di arricchimento culturale congelati. “Ricomincio da RaiTre” si propone di offrire uno spazio al teatro in cui mostrarsi in tutto il suo splendore, creando una sorta di gigantesco cartellone nazionale mai rappresentato prima d’ora.
Tanti rappresentanti del mondo teatrale, ma non solo, hanno aderito immediatamente ed entusiasticamente a questo richiamo. Chi portando un estratto dello spettacolo interrotto, chi regalando le prove del prossimo, chi creando qualcosa ad hoc, e chi, semplicemente, venendo a raccontare e raccontarsi. 
Direttore artistico del programma sarà Massimo Romeo Piparo, anche autore insieme a Felice Cappa e Stefano Massini. Sarà quest’ultimo a tenere le fila di tutto e, con la sua capacità affabulatoria, costruirà legami, creerà racconti, svelerà storie nelle storie. Accanto a lui Andrea Delogu che del mondo dello spettacolo ha una visione a 360 gradi come attrice, conduttrice e scrittrice.


Il luogo in cui questa magia si ricostruisce è il Teatro Sistina di Roma dove le produzioni interrotte troveranno la loro ribalta e la possibilità di lavorare di nuovo dal vivo con i propri attori, ballerini, musicisti, cantanti, tecnici, creativi. Prosa, Musical, Danza, Varietà, Commedia, Monologhi, ma anche ensemble e cast di eccellenze artistiche italiane che rappresentano centinaia di migliaia di lavoratori del comparto e che di solito non appaiono in televisione. 

Una selezione degli spettacoli sospesi raccontati di volta in volta da Stefano Massini e Andrea Delogu che trasporteranno lo spettatore dalla platea di casa al palcoscenico – non solo attraverso la presentazione sul palco di un estratto dello spettacolo o attraverso le immagini registrate della versione integrale- ma anche con interviste, racconti, curiosità. Si conosceranno gli interpreti più da vicino, si sbircerà dietro le quinte delle loro produzioni, ripercorrendo le tappe della gestazione delle Opere, le storie e gli aneddoti correlati.
Come in un “ideale” cartellone multidisciplinare, con “Ricomincio da RaiTre” il telespettatore diventa “l’abbonato in prima fila” per continuare a godere della bellezza dello spettacolo dal vivo e ricordare che L’Arte è viva, ma anche, e sempre, che deve tornare dal vivo. 

GLI OSPITI DELLA LA PRIMA PUNTATA

Alessio Boni porterà un monologo dallo spettacolo Il Visitatore scritto dal grande drammaturgo francese Eric-Emmanuel Schmitt nel 1993 e diretto da Valerio Binasco.

Luca & Paolo faranno un pezzo sui negazionisti per poi farci entrare in clima natalizio con un estratto da Canto di Natale di Charles Dickens.

Tullio Solenghi e Massimo Lopez porteranno uno dei loro cavalli di battaglia, lo sketch dei due papi e la canzone natalizia Let it snow, con Tullio Solenghi nei panni di Dean Martin e Massimo Lopez nei panni di Frank Sinatra. 


E ancora Full Monty, il musical di Terrence Mc Cally e David Yazbec dall’omonimo film del 1997, nella messa in scena di Massimo Romeo Piparo, con Luca Ward, Paolo Conticini, Nicolas Vaporidis, Gianni Fantoni e Jonis Bascir.


L’attrice Valentina Lodovini reciterà un estratto dallo spettacolo Tutta casa letto e chiesa, il primo testo che Dario Fo ha scritto a quattro mani con Franca Rame.

Marco Paolini sarà in collegamento dal Teatro Villa dei Leoni di Mira in provincia di Venezia per commentare le immagini del suo ultimo spettacolo Teatro fra parentesi. Le mie storie per questo tempo, storie brevi che ci riportano ad una ipotetica antologia intima dell’autore.

Paolo Jannacci canterà alcuni brani e, nel corso dello spettacolo, accompagnerà alcuni monologhi dei presentatori Stefano Massini e Andrea Delogu.

Ci sarà anche la danza contemporanea, con un pezzo creato per l’occasione dal coreografo fiorentino Virgilio Sieni. Il suo linguaggio parte dal concetto di trasmissione e tattilità e, attraverso l’ Accademia sull’arte del gesto, viene ulteriormente approfondito in contesti di formazione rivolti a persone di qualsiasi età, provenienza e abilità.


Un inedito duo teatrale, formato da Vinicio Marchioni e Francesco Montanari, si esibirà in un brano concepito con Stefano Massini sui luoghi comuni del mondo del teatro e della cultura (e non solo) in questo periodo di lockdown.

La giovane attrice e drammaturga Marta Cuscunà tornerà sul tema della discriminazione di genere con un estratto dal suo spettacolo La semplicità ingannata. Satira per attrice e pupazze sul lusso d’esser donne,

mentre, in collegamento da Palermo, l’attrice e regista Emma Dante ci mostrerà le immagini del suo nuovo progetto sulle fiabe che ha sviluppato insieme a suo figlio durante quest’ultimo lockdown. 


Si chiuderà con il teatro più classico di William Shakespeare, insieme a Glauco Mauri e Roberto Sturno.


Questi solo alcuni dei numerosi ospiti previsti nelle successive puntate: Luca Zingaretti, Renzo Arbore, Amanda Sandrelli, Flavio Insinna, Ascanio Celestini, Arturo Brachetti, Serena Autieri, Toni Servillo, Fabrizio Gifuni, Anna Foglietta, Gabriele Lavia, Sonia Bergamasco, Elena Sofia Ricci, Lella Costa, Valerio Mastandrea.

Un programma di Felice Cappa, Stefano Massini, Massimo Romeo Piparo – Scritto con Serena Fornari, Pamela Maffioli – Direzione artistica Massimo Romeo Piparo – Produttore esecutivo Giulia Lanza –

Regia Stefano Vicario

GOBBATO Ivano, La Biblioteca dei libri perduti, Dominioni editore, 2020

Candido ovvero l’ottimismo – Voltaire

Nuvole narranti

INFORMAZIONI GENERALI:

  • TITOLO: Candido ovvero l’ottimismo
  • AUTORE: Voltaire
  • GENERE: Romanzo filosofico
  • VOTO:

Questa volta ho deciso di approcciarmi diversamente alla recensione del libro. Non sono impazzita, il motivo è molto semplice: a scuola abbiamo partecipato a un progetto basato sulla lettura dentro e fuori le carceri e il compito era quello di leggere Candido e, successivamente, di scrivere un testo. Non ci sono state date altre informazioni o altri parametri da seguire: dovevamo riempire il foglio di carta con qualsiasi riflessione ci venisse in mente. Abbiamo quindi letto questo libro in contemporanea ai detenuti di un carcere della zona che hanno poi, come noi, messo per iscritto i loro pensieri che poi abbiamo confrontato.

Ecco quindi ciò che Candido mi ha fatto provare, buona lettura!

RIFLESSIONE:

Non credo di aver mai riso così tanto come ho fatto con Candido.

Non mi sarei nemmeno mai aspettata, sinceramente parlando…

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Il sentiero dei nidi di ragno – Italo Calvino

Nuvole narranti

Prima edizione oscar moderni maggio 2016

<<Perchè noi non facciamo la rivoluzione sociale, ma la liberazione nazionale.>>

Dal libro Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino

INFORMAZIONI GENERALI:

  • TITOLO: Il sentiero dei nidi di ragno
  • AUTORE: Italo Calvino
  • GENERE: romanzo storico
  • VOTO:

IL LIBRO:

Nel suo primo romanzo, Calvino racconta il fenomeno della Resistenza visto attraverso gli occhi di un bambino di nome Pin.

Nella sinossi del libro sono riportate le parole dell’autore stesso:

<<Tutto doveva essere visto dagli occhi di un bambino, in un ambiente di monelli e vagabondi. Inventai una storia che restasse in margine alla guerra partigiana, ai suoi eroismi e sacrifici, ma nello stesso tempo ne rendesse il colore, l’aspro sapore, il ritmo…>>

Italo Calvino

Non amo particolarmente il modo di scrivere di questo autore, ma non posso fare a meno di riconoscere la genialità della sua idea, genialità dovuta all’insolito…

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Edward HOPPER, Dipinti e disegni dai libri mastri. The artist’s ledger books, introduzione di Adam D. Weinberg, saggi di Deborah Lyons e Brian O’Doherty, Jaka Book, 2020

Umberto GALIMBERTI, su SCIENZA E FEDE in inserto della Repubbica, 12 Dicembre 2020

A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia di Aldo Cazzullo (Mondadori)

Massimo Gramellini sul Corriere della Sera: «Prima che il settecentesimo anniversario della morte dell’Alighieri (1265-1321) tracimi su tutti gli schermi, con il rischio di farcelo venire quasi in uggia, Aldo Cazzullo ci offre un prezioso manuale di sopravvivenza dantesca: A riveder le stelle (Mondadori). […] L’idea di Cazzullo è semplice e necessaria. Raccontare il viaggio immaginario di Dante scena per scena, rendendo a noi lo stesso servizio che Virgilio rese a lui. Qualcuno, scrive l’autore, gli aveva suggerito di selezionare la folla d’anime di cui pullula la Commedia, limitandosi a tratteggiare i personaggi più famosi. Si vede che quel qualcuno lo conosceva poco. Non c’è contemporaneo che possa rivaleggiare con Cazzullo nella capacità di trasformare la scrittura in una corsa a perdifiato, ma al tempo stesso in punta di piedi, dove si passa da Francesca da Rimini a Vasco Rossi da Zocca nel giro di un capoverso, senza tralasciare un’informazione né un’emozione. Ignavi, taccagni, scialacquatori, demoni, giganti, lonze, sodomiti e traditori: nessuno resterà impunito. Se la Commedia è un compendio del sapere universale, il riassunto che ne ha fatto Cazzullo non è da meno: gli basta un verso di Dante sul golfo del Carnaro per apparecchiare un excursus sull’irredentismo, Alcide De Gasperi e Nazario Sauro, e non farete in tempo a riprendervi che vi avrà già scaraventato nella polvere della battaglia di Montaperti o tra le pieghe di qualche mito, raccontandovi di Ercole, di Medea, ma anche di Nesso e della camicia omonima. […] Su tutto il racconto, naturalmente, incombe la parabola umana di Dante, che Cazzullo cattura con una frase: “La dura prova dell’esilio e le divisioni tra italiani e tra cittadini sono la tragedia della sua vita”. […] Quanto ai difetti (perché un difetto bisogna pur trovarlo, in una recensione che si rispetti), l’unico che ho riscontrato è che finisce troppo presto. Si ferma alla prima cantica, lasciandoci sulla porta del Purgatorio e completamente a digiuno di Paradiso».

DICEMBRE, poesia di Margherita Giglio

Ho danzato col vento

per tutto questo giorno gelido.

Senza una meta, 

irrequieta e stanca,

torno alla mia vetta.

Ripiego le ali,

ascolto il silenzio,

guardo la restante luce di un sole

già tramontato.

Mi mancano coraggio e sogni

SUONI, poesia di Margherita Giglio

Parole, musica, silenzi

e foglie accarezzate dal vento

danno vita alla vita,

gioia e dolore nello stesso istante.

Vorrei comporre versi – come strade – 

di una poesia  capace di arrivare a me.

IO AQUILA, poesia di Margherita Giglio

A volo lento e stanco

mi perdo in un mare di nuvole,

Non mi accorgo che il sole è  dietro di me.

Un vento improvviso e tempestoso

mi manda in stallo…

Precipito

In una verità  conosciuta ma incautamente ignorata.

Mi lascio andare,

a che serve resistere?

Finzione, rimpianto, freddezza,

ostinazione, ricordi e speranze

sono la montagna

dove morire.

Dopo l’impatto scivolo ferita

nel lago sottostante,

In quelle acque amate dove galleggiano

tenerezza, nostalgia e il mio cuore stanco.

RINGHIERA, poesia di Margherita Giglio

Gialli petali di ferro

intrecciati tra la terra e i sassi. 

Io penso ad una frase

“Non poteva vivere l’amore 

perché  lei stessa era l’amore”.

 L’ autunno si veste di foglie ingiallite

E sembra quella notte

quando la pioggia cadeva fitta

e una storia incominciava.

Le luci intorno mimano 

ombre e bagliori già  passati

incapaci di illuminare…

Chi  e che cosa?

Quella strada che porta a domani?

Vorrei poter conoscere lo spazio

tra passato e futuro,

Vorrei conoscere 

Il tempo del Sempre e del Mai

E quanto dura l’Adesso.

Così,  tanto per ingannare l’attesa,

brucio il non senso di una canzone,

La magia delle parole,

lo scorrere dei ricordi.

Parlo con la notte.

Scelgo i sogni da sognare.

Racconto favole

mentre osservo gialli petali di ferro

intrecciati tra la terra e i sassi. Incapace di vivere l’amore.

E ADESSO?, poesia di Margherita Giglio

Legati 

ma liberi di essere

diversi e uguali.

Fatti di sabbia e di mare.

Non cedono alla tentazione

del miraggio.

Si allontanano.

Ma il filo invisibile resta

E si dipana senza spezzarsi

lungo il corso del tempo infinito.

IL LAGO, Da “Favole per Renno”, inviato da Margherita Giglio

(Renno é una renna peluche nata nel dicembre 2017. Indossa la maglietta della Roma. Sin dal suo apparire ha manifestato il desiderio di favole prima di addormentarsi).

IL LAGO

C’era una volta un lago molto profondo, circondato da montagne di altezza diversa che fungevano da barriera all’ingresso degli intrusi.

Su quel lago circolavano molte teorie che vantavano il privilegio di conoscerne i segreti. C’era chi parlava della presenza di luci improvvise che danzavano sull’acqua nelle notti più buie. Alcuni erano certi di aver visto fate e folletti che si rincorrevano scivolando sulla superficie senza mai riuscire a toccarsi. La voce più diffusa ed accreditata sosteneva che nel profondo delle acque s’intravedeva Atlantide scomparsa, abitata da gente vestita di bianco che celebrava riti dedicati al Sole e alla Luna.

Nel corso degli anni si era intensificata l’attività di ricerca per scoprire il segreto del lago. C’era un motivo. Una profezia di origine misteriosa avvertiva che il lago sarebbe scomparso nel corso di una ricorrenza molto importante per l’umanità, a causa del franare delle montagne intorno. La parola d’ordine era accelerare la ricerca del segreto del lago prima della scomparsa di quest’ultimo.

Il tempo passava senza risultati attendibili e le domande continuavano a restare domande senza risposta. Uno dopo l’altro i ricercatori si arresero e abbandonarono il lago ai suoi misteri. Il lento e inesorabile trascorrere del tempo, la tranquilla stabilità delle montagne intorno convinsero il mondo che la profezia era falsa, un espediente per impedire la colonizzazione dei luoghi atta a favorire lo sviluppo dell’urbanesimo.

La frenetica ricerca perse la sua forza fino a spegnersi, prima nell’indifferenza, poi nella dimenticanza. In tutto il mondo si sviluppò un nuovo progetto per violentare le montagne attraverso l’abbattimento dei loro boschi e delle loro scoscese pareti per adattarle a luogo di turismo.

Nel corso di una notte di dicembre dei primi anni del nostro secolo, una notte speciale, quella in cui si attende l’apparire di una cometa, una ragazzina scelse di trascorrere il tempo dell’attesa sulla riva del lago. Faceva molto freddo ma lei, la ragazzina, s’inoltro’ lo stesso nel fitto bosco e percorse il sentiero che conduceva ad un salotto naturale fatto di tronchi e pietre, proprio vicino alla riva del lago. Si sedette e alzò lo sguardo verso il cielo in cerca della cometa. Sentì all’improvviso crescere in sé un dolore sordo, una malinconia struggente che si tradussero in un pianto senza lacrime. Nascose il volto tra le mani e ascoltò una voce sommessa che le parlava con dolcezza. Non capiva le parole, ma il suono della voce la indusse ad alzarsi e dirigersi verso l’acqua del lago. Accarezzo’ con tenerezza una piccola onda. Improvvisa, la cometa saetto’ e, come una freccia, si diresse verso il centro del lago illuminandone il fondo.

Quello che la ragazzina vide non fu altro che la propria vita come aveva sempre desiderato che fosse.. Si guardo intorno, chiamò per nome la voce, alzò lo sguardo verso le montagne inventandosi una muta preghiera. Una mano si tese verso la sua, quella mano che aveva sempre cercato e si lascio’ andare verso il fondo, nell’ assoluta consapevolezza che non c’era niente altro da desiderare.Le montagne si sgretolarono in pietre che favoriscono la sua discesa e si adagiarono , le une sulle altre, fino a coprire tutto il lago e il suo mistero.Più in là, il mondo scartava regali sotto gli abeti addobbati così come accadeva e sarebbe accaduto ancora ogni Natale.Per la ragazzina il regalo più bello. Il silenzio.

Buonanotte Renno, é ora di dormire.

” … A RIVEDER LE STELLE”, Gala lirico in diretta dal Teatro alla Scala di Milano. Direzione di Riccardo Chailly, regia di Davide Livermore, Raiuno, 7 dicembre 2020, ore 17-21

A riveder le stelle, lo speciale concerto inaugurale della stagione 2020/2021 del Teatro alla Scala di Milano

Alberto Mattioli su La Stampa: «La prima della Scala covidata più strana di tutti i tempi: niente pubblico in sala, niente opera, ma un concertone lirico per la tivù (quasi tutto registrato). Titolo: A riveder le stelle, insieme un augurio e una constatazione, dato che le stelle del canto ci sono quasi tutte. Unica certezza: sul podio, come sempre, il direttore musicale della Casa, Riccardo Chailly. Rimpianti? “Sinceramente sì. Dovevamo inaugurare con una Lucia di Lammermoor che non abbiamo nemmeno mai potuto annunciare ufficialmente. Avevamo però già fatto due settimane di prove, lo spettacolo iniziava a prendere forma. È un grande dolore, una sofferenza, non vederlo in scena. Era dal ’67, dalla famosa edizione Abbado-De Lullo, che la Scala non apriva con Donizetti. Allora c’ero, sarebbe stato bello riportare Lucia alla prima”. Parliamo di questo 7 dicembre. Il programma è lungo e in gran parte sarà registrato prima. Che effetto le fa? “Intanto bisogna venirne a capo. La gabbia organizzativa è molto complessa, con arrivi e partenze continui di cantanti che raggiungono Milano da tutto il mondo, in un momento in cui viaggiare non è esattamente facile”. […] Però non c’è l’opera, ma una specie di antologia… “L’idea è che non sia soltanto un serie di arie staccate, ma un vero percorso sia dentro i singoli titoli, con più brani di ognuno, sia attraverso un secolo di opera italiana, dal Tell di Rossini a Turandot di Puccini. Più qualche brano non italiano, come Carmen o il finale del primo atto di Walküre di Wagner. Per l’orchestra si tratta chiaramente di un impegno enorme: non solo per la quantità di musica, circa tre ore, ma anche per le differenze stilistiche, che ovviamente non bisogna appiattire. Per chi suona, un viaggio epocale”. La fine è l’inizio: il programma si chiude con l’apoteosi finale del Tell“L’ho voluto in italiano e non nell’originale francese perché si capiscano le parole di Calisto Bassi sulla musica sublime di Rossini: “Tutto cangia, il ciel s’abbella,/ L’aria è pura, il dì è raggiante”. Un messaggio di speranza che dalla Scala si alzerà verso Milano, l’Italia e il mondo, sperando che questa pandemia non sia soltanto una tragedia ma anche una catarsi purificatrice”. Come sarà fare musica senza pubblico? “Sono sincero: non lo so. Non mi è mai capitato. Ma so che senza il calore del pubblico, senza l’applauso finale, sarà diverso, si avvertirà un vuoto. Stiamo facendo un lavoro che non è il nostro, in condizioni che non sono quelle abituali, in una situazione di emergenza dove tutto è inusuale, a cominciare dal fatto che l’orchestra suona in platea, il coro canta nei palchi e io dirigo guardando verso il palco reale. È un unicum, un’esperienza eccezionale e non ripetibile”».

rivedi su raiplay: https://tinyurl.com/y4hp7tv7

pagina del Teatro alla Scala su youtube: https://www.youtube.com/user/teatroallascala/featured

Giuseppe PONTIGGIA , Dentro la sera. Conversazioni sullo scrivere, Belleville editore, 2016

Giuseppe PONTIGGIA, Le parole necessarie. Tecniche della scrittura e utopia della lettura, a cura di Daniela Marcheschi, Marietti 1820 editore, 2018

vertigine della lista: LISTA DEI LIBRI DI UMBERTO ECO

Risotto patrio. Récipe (di Carlo Emilio Gadda)

lescritteriate

(…)

Burro, quantum sufficit, non più, ve ne prego; non deve far bagna, o intingolo sozzo: deve untare ogni chicco, non annegarlo. Il riso ha da indurarsi, ho detto, sul fondo stagnato. Poi a poco a poco si rigonfia, e cuoce, per l’aggiungervi a mano a mano del brodo, in che vorrete esser cauti, e solerti: aggiungete un po’ per volta del brodo, a principiare da due mezze ramaiolate di quello attinto da una scodella « marginale », che avrete in pronto. In essa sarà stato disciolto lo zafferano in polvere, vivace, incomparabile stimolante del gastrico, venutoci dai pistilli disseccati e poi debitamente macinati del fiore. Per otto persone due cucchiaini da caffè.

(…)

Il risotto alla milanese non deve essere scotto, ohibò, no! solo un po’ più che al dente sul piatto: il chicco intriso ed enfiato de’ suddetti succhi, ma chicco individuo, non appiccicato ai compagni, non ammollato…

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GARDINI Nicola, Il libro è quella cosa, Garzanti, 2020

Nicola Panichi | Saggi di Montaigne | festivalfilosofia 2019

Gaston Bachelard, Aria, Acqua e Fuoco – Sociologia dello Spazio – Sogni da Svegli, dal blog simonarinaldi.net

La Dimora del Tempo Circolare

Psicanalisi delle acque e altri testi

Gaston Bachelard, Aria, Acqua, Fuoco – Sogni da Svegli

“Esistono dunque due forme del pensare: il pensare indirizzato, e il sognare o fantasticare. Il primo, operando con gli elementi del linguaggio, serve a comunicare ed è faticoso e sfibrante. Il secondo, per contro, opera senza sforzo, spontaneamente potremmo dire, con contenuti già belli e pronti e guidato da motivi inconsci. Il primo crea acquisizioni nuove, adattamenti, imita la realtà e cerca di influire su di essa. Il secondo invece volge le spalle alla realtà, mette in libertà tendenze soggettive ed è, per quel che concerne l’adattamento, improduttivo” (5)

Link

Link al video

Post del mio caro amico Paolo Ferrario

“si può studiare solo ciò che si è prima sognato. La scienza si forma più su una fantasia che su una esperienza e sono necessarie parecchie esperienze per cancellare le nebbie del sogno […]” (32) .

I lavori di Robert Desoille

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conversazione con Margherita sul libro: TASSINARI Simonetta, Instant filosofia. Il corso per capire in modo facile idee, concetti e personaggi, dagli esordi a oggi, Gribaudo editore, 2020

riporto qui una conversazione che si è presentificata su facebook, dove avevo rilanciato la scheda del libro:

mi scrive Margherita

Sembra interessante. Lo stile e l’approccio didattico è come nel precedente testo dell’autrice (Il filosofo che c’è in te), finalizzato a fornire della filosofia un’ immagine semplificata e, perché no?, un mezzo per capire il mondo e se stessi. È il manuale scolastico che tenta di rispondere alla tormentata domanda “A che serve la filosofia?” Il fatto è che la filosofia, a mio parere, non “serve”, nel senso che non dà risposte. La filosofia è ricerca, una corsa agli ostacoli che sono singoli traguardi che si susseguono l’uno dietro l’altro, un confine che si sposta ininterrottamente.

rispondo

grazie !!! hai del tutto ragione: le tue parole chiariscono benissimo i contenuti di questo libro. Io non ho, purtroppo , avuto una cultura filosofica. Da studente di un istituto tecnico (perito edile alla magistri cumacini) invidiavo miei amici del liceo classico. Ma ora con questo libro riesco davvero a capire cosa è la filosofia e come essa ci aiuta nel nostro vivere con occhi attenti dentro il nostro tempo. saluti cordialissimi e ancor GRAZIE !!!

risponde Margherita

Faccio fatica a non pensarti come filosofo. Tutto il tuo lavoro e il tuo impegno i “Coatesa sul Lario” , compresa la foto recente di Gin e Noirette al computer dicono il contrario. Tu ci offri una vasta gamma di ambiti di interesse – poesia, arte, musica, flora fauna, politica, foto …e tanto altro. E ci fai pensare, esprimere. Come Vincenzo Guarracino, ci offri spunti e opportunità di esprimerci. Filosofia è questo. Spinta a cercare senza sosta. Quando insegnavo al Giovio filosofia s storia ho scoperto che i miei studenti preferiti non erano quelli che ripetavono le mie parole e quelle dei testi, ma quelli che contestavano contenuti ed esprimevano punti di vista. Nulla da eccepire per la Tassinari, ma non credo che possa darti di più di quello che già possiedi in abbondanza. Dico questo perché lo penso per davvero. Ciao

rispondo

carissima: mi hai commosso. Davvero. E mi hai fatto capire che “filosofia” è anche uno sguardo su tanti aspetti del vivere. e trovo bellissimo sentirti dire che sono filosofia anche i nostri nuovi gatti Gin e Noirette (che vanno verso gli otto mesi). mi permetto di segnalarti un mio blog che ho chiamato “antologia del tempo che resta” https://antemp.com/ dove pubblicherò questa nostra per me importante conversazione (in forma del tutto anonima , a meno che tu mi autorizzi a citare il tuo nome) GRAZIE infinite

vai alla scheda del libro:

https://antemp.com/2020/11/09/tassinari-simonetta-instant-filosofia-il-corso-per-capire-in-modo-facile-idee-concetti-e-personaggi-dagli-esordi-a-oggi-gribaudo-editore-2020/

TASSINARI Simonetta, Instant filosofia. Il corso per capire in modo facile idee, concetti e personaggi, dagli esordi a oggi, Gribaudo editore, 2020

riporto qui una conversazione che si è presentificata su facebook, dove avevo rilanciato la scheda del libro:

mi scrive Margherita

Sembra interessante. Lo stile e l’approccio didattico è come nel precedente testo dell’autrice (Il filosofo che c’è in te), finalizzato a fornire della filosofia un’ immagine semplificata e, perché no?, un mezzo per capire il mondo e se stessi. È il manuale scolastico che tenta di rispondere alla tormentata domanda “A che serve la filosofia?” Il fatto è che la filosofia, a mio parere, non “serve”, nel senso che non dà risposte. La filosofia è ricerca, una corsa agli ostacoli che sono singoli traguardi che si susseguono l’uno dietro l’altro, un confine che si sposta ininterrottamente.

rispondo

grazie !!! hai del tutto ragione: le tue parole chiariscono benissimo i contenuti di questo libro. Io non ho, purtroppo , avuto una cultura filosofica. Da studente di un istituto tecnico (perito edile alla magistri cumacini) invidiavo miei amici del liceo classico. Ma ora con questo libro riesco davvero a capire cosa è la filosofia e come essa ci aiuta nel nostro vivere con occhi attenti dentro il nostro tempo. saluti cordialissimi e ancor GRAZIE !!!

risponde Margherita

Faccio fatica a non pensarti come filosofo. Tutto il tuo lavoro e il tuo impegno i “Coatesa sul Lario” , compresa la foto recente di Gin e Noirette al computer dicono il contrario. Tu ci offri una vasta gamma di ambiti di interesse – poesia, arte, musica, flora fauna, politica, foto …e tanto altro. E ci fai pensare, esprimere. Come Vincenzo Guarracino, ci offri spunti e opportunità di esprimerci. Filosofia è questo. Spinta a cercare senza sosta. Quando insegnavo al Giovio filosofia s storia ho scoperto che i miei studenti preferiti non erano quelli che ripetavono le mie parole e quelle dei testi, ma quelli che contestavano contenuti ed esprimevano punti di vista. Nulla da eccepire per la Tassinari, ma non credo che possa darti di più di quello che già possiedi in abbondanza. Dico questo perché lo penso per davvero. Ciao

rispondo

carissima: mi hai commosso. Davvero. E mi hai fatto capire che “filosofia” è anche uno sguardo su tati aspetti del vivere. e trovo bellissimo sentirti dire che sono filosofia anche i nostri nuovi gatti Gin e Noirette (che vanno verso gli otto mesi). mi permetto di segnalarti un mio blog che ho chiamato “antologia del tempo che resta” https://antemp.com/ dove pubblicherò questa nostra per me importante conversazione (in forma del tutto anonima , a meno che tu mi autorizzi a citare il tuo nome) GRAZIE infinite

UMBERTO GALIMBERTI, Non c’è amore nella tecnica, di Antonio Gnoli, in Robinson / La Repubblica, 7 novembre 2020

letto in edizione cartacea

cerca in:

https://www.repubblica.it/robinson/

Noi assistiamo alla morte altrui, non ci è dato di assistere alla nostra! … , Emanuele Severino

Noi assistiamo alla morte altrui, non ci è dato di assistere alla nostra! Noi siamo eterni, non siamo un diventare altro. Siamo destinati a un ritorno. Noi siamo già da sempre oltre la vita, più che vita.” (Emanuele Severino, filosofo)

Riccardo Congiu e Umberto Galimberti riflettono sulla natura ammalata e sul nostro dovere di prendercene cura, rilanciando un ponte intellettuale tra le diverse età, in inserto della Repubblica, 31 ottobre 2020

letto in edizione cartacea

cerca sul web Riccardo Congiu https://tinyurl.com/y2j2scmj

Il conflitto tra scienza e fede nasce solo in chi non sa che cos’è scienza, e tanto meno che cos’è fede, UMBERTO GALIMBERTI, in inserto della Repubblica, 31 ottobre 2020

letto in edizione cartacea

cerca in https://rep.repubblica.it/pwa/d/2020/10/31/news/esiste_un_conflitto_tra_scienza_e_fede_-271941139/

CARLO FERRARIO, L’allegro e il pensieroso. 3068 aforismi e pensieri, NodoLibri editore, Como, 2009

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