Il Cern ha confermato, ieri pomeriggio, che la storia dei neutrini è vera: vanno più veloci della luce.

Il Cern ha confermato, ieri pomeriggio, che la storia dei neutrini è vera: vanno più veloci della luce. O meglio: la misura dell’esperimento effettuato dal Cern dà come risultato che quel certo fascio di neutrini, sparato quel giorno da Ginevra verso il Gran Sasso (732 chilometri di distanza), è arrivato a destinazione 60 nanosecondi prima del previsto. Tanto per intenderci: i neutrini dovevano arrivare in 2,4 millisecondi; il millisecondo è uguale a un millesimo di secondo; il nanosecondo è uguale a un miliardesimo di secondo. Secondo il comunicato che gli scienziati del Cern hanno emesso ieri, i 60 nanosecondi di differenza corrisponderebbero a venti metri. Rendiamoci conto che la luce viaggia a 300 mila chilometri al secondo.

Dove sta veramente la notizia? Alla fine qualcuno va più veloce di qualcun altro. Su questo giornale riferiamo continuamente di gente che batte il record mondiale dei cento o dei quattrocento.

Il fatto è che Einstein aveva dimostrato che esiste una velocità limite, una velocità che non può essere superata. Questo limite, stando alle sue equazioni, era rappresentato dalla velocità della luce. Vale a dire: per quanto se ne sa, nulla può andare più veloce della luce (i famosi 300 mila chilometri al secondo). Ci sono parecchi milioni di esperimenti che confermano la teoria della relatività. La storia della velocità-limite è un caposaldo di questa teoria. Gliela dico in un altro modo: la velocità modifica la massa di un corpo, man mano che la velocità aumenta la massa si dilata e si trasforma in energia, man mano che la velocità si avvicina a quella della luce il corpo tende a trasformarsi sempre di più in pura energia, alla fine è solo energia, cioè luce, cioè fotoni. Che altro potrebbe diventare? Dopo la luce, si pensava, non c’è niente.

Ci sono invece questi neutrini.

Il fatto è che noi siamo circondati da cose che si vedono e/o si toccano. Sappiamo anche che queste cose sono fatte di parti non visibili, o almeno non visibili a occhio nudo. Le molecole, gli atomi, gli elettroni, i protoni, i neutroni. Ci viene naturale pensare che la materia di cui sono fatte le cose che ci circondano sia tutta la materia esistente. E invece la materia di cui sono fatte le cose che conosciamo costituisce appena il 20 per cento della materia dell’universo. Ci pensi un po’: dell’80 per cento della materia non sappiamo niente. Gli scienziati la chiamano “materia oscura”.

da ALTRI MONDI.

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