Fausto Paravidino, IL DIARIO DI MARIAPIA, al Teatro Franco Parenti di Milano, dal 10 al 17 Ottobre 2012

Fausto Paravidino, Il diario di Mariapia

al Teatro Franco Parenti di Milano, dal 10 al 17  Ottobre 2012

Recita la sintesi proposta dal programma del Teatro Franco Parenti:

“da uno dei pochissimi italiani rappresentati dalla Comédie Francaise, una commedia chetrasforma il dolore di una storia comune e personale, quella della malattia terminale di sua madre, in una vittoria sul tabù della morte.”

Una scarna scenografia riempita dallo spessore degli sguardi, dei silenzi, dei sussurri, delle esitazioni, dei sorrisi, dell’amore.

Così sul palco – al centro Mariapia che vive il suo ultimo tratto – si rincorrono i diversi protagonisti che accompagnano questa vicenda, rappresentati da Fausto Paravidino e Iris Fusetti, che oltre ad essere se stessi, diventano man mano parenti, medici, operatori che si avvicendano intorno al letto della malata.

Fausto, da figlio qual è veramente anche nella realtà, diventa lo zio Cesare, fratello di Mariapia, incapace di accostare il dolore e perennemente concentrato sull’ora dei pasti.

Inoltre, con cappello e bastone, si trasforma nel vicino di camera che, con una lapidaria battuta sottolinea alla morente, circondata dai figli in un momento di lucida ilarità, che lì “c’è gente che soffre”.

Iris, compagna di Fausto, impersonifica Marta, infantile e immatura secondogenita di Mariapia che, ancora sconvolta dalla perdita del padre, trova nell’impegno universitario il falso alibi per mantenere una non troppo coinvolgente distanza da quel letto di agonia.

Veste pure i panni della rispettata dottoressa Varese, integerrima oncologa ma rincuorante terapeuta di Mariapia alla quale spiega l’origine della sua sorprendente stanchezza: la fatigue.

Iris, ancora, gioca il ruolo dell’insulsa e svicolante fisioterapista alle prese con l’ineluttabilità di un corpo in precipitoso decadimento, di cui decanta con falsi complimenti un inesistente miglioramento.

Al centro lei, Mariapia (nella magistrale recita di Monica Samassa) e le sue parole. Una voce sommessa che cerca di catturare i pensieri sfuggenti per consentire a Fausto di scriverli e consegnarli al mondo, così come le ha suggerito l’oncologa.

Parole che si ripetono mentre sfumano nella fatigue: il rullo compressore, il mare d’ovatta,l’inutilità delle “corse” della vita, il tempo perso a studiare Rifkin, il “non sentire niente”. Ripetizioni che si accavallano, confusioni della memoria che a sprazzi ritorna e mescola nomi e ruoli delle persone amate, luoghi e sapori di tempi lontani, mentre la penna di Fausto scorre veloce sulle pagine del quaderno che si riempie giorno dopo giorno.

E se lo zio Cesare rimane interdetto e fatica a ricollocare i nomi che Mariapia rievoca, Fausto accetta e interroga la madre su ciò che sente, riconducendola lentamente dal baratro depressivo al sorriso dei riccioli delle guglie e dei rotolini dietro le orecchie.

Fausto che è lì, per se stesso, per la sorella che abbraccia e conforta, per la madre che sta morendo, per fermarsi di scrivere quando non ci sono più parole e per interrompere di dar da mangiare a quel corpo che, stando alle parole dei medici, avrebbe dovuto cessare di vivere già da tempo.

Una morte in diretta?

No, non è questo ciò che accade, quanto piuttosto la rappresentazione della rarefatta visione di una storia sprofondata nel mare d’ovatta, dove però galleggiano e riaffiorano i volti più amati, quelli che la fatigue non riesce ad annullare.

Morte in diretta? No. Il volto di Mariapia sorride mentre guarda Fausto e Marta. Ci si attenderebbe l’ultimo respiro e invece improvvisamente Mariapia si eleva con un balzo sul proscenio, tenendo per mano i figli, mentre gli spettatori , sorpresi, indugiano qualche istante prima di scoppiare in un commovente applauso che richiamerà alla ribalta per quattro volte gli attori.

Vai anche alla intervista (video ed audio)  di Daria Bignardi a Fausto Paravidino (Invasioni barbariche del 30 marzo 2012)

Testo e regia Fausto Paravidino
con Monica SamassaIris Fusetti, Fausto ParavidinoProduzione Fondazione Teatro Regionale Alessandrino

Durata 98 minuti
Fausto Paravidino, trentasei anni,fuori classe della scena,attore, regista e autore,

è uno dei pochissimi italiani rappresentati

alla Comédie Française.Il diario di Maria Pia è una commedia

che trasforma il dolore di una storia comune e personale,

quella della malattia terminale di sua madre, in una vittoria sul tabù della morte,

che ci commuove e sorprendentemente ci diverte.

Una festa del teatro che comincia con Shakespeare,

alla ricerca del senso della vita, e diventa una sfida alla recitazione,

con Fausto Paravidino

Iris Fusetti impegnati, oltre che nel ruolo di se stessi,

anche in quello di medici e parenti,

Monica Samassa, elogiatissima, in quello della madre.

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