L’isola di Arturo (1957) è un romanzo di formazione di Elsa Morante ambientato sull’isola di Procida negli anni Trenta.
Il libro esplora la fine dell’infanzia, la scoperta dell’amore e il doloroso passaggio all’età adulta attraverso gli occhi del giovane protagonista. [1, 2, 3, 4]
Trama principale
- L’infanzia solitaria: Arturo Gerace cresce da solo a Procida, privo della madre (morta di parto) e affascinato dal padre Wilhelm, che viaggia continuamente ed è idealizzato come un eroe mitico.
- L’arrivo di Nunziata: Wilhelm sposa in seconde nozze Nunziata, una ragazza napoletana poco più grande di Arturo, che si trasferisce sull’isola alterando l’equilibrio della casa.
- La nascita della passione: Inizialmente ostile, Arturo sviluppa col tempo un amore tormentato e segreto per la giovane matrigna, specialmente dopo la nascita del fratellastro Carmine.
- Il crollo del mito: Arturo scopre la vera natura del padre Wilhelm, un uomo debole, immaturo e sottomesso all’amore per un carcerato del penitenziario locale, Tonino Stella.
- L’addio a Procida: Disilluso e ormai cresciuto, Arturo decide di lasciare per sempre l’isola natia per arruolarsi e partecipare alla Seconda Guerra Mondiale. [5, 6, 7, 8, 9]
Temi chiave
- Il mito dell’infanzia: L’isola rappresenta un paradiso protetto e senza tempo che deve essere abbandonato per crescere.
- Il complesso edipico: Il rapporto conflittuale con la figura paterna e l’attrazione proibita per la matrigna guidano la psicologia di Arturo.
- La disillusione: Il passaggio all’età adulta coincide con la distruzione dei miti infantili e la scoperta dei difetti dei genitori.
- La solitudine: Tutti i personaggi principali vivono isolati, incapaci di comunicare davvero le proprie fragilità. [10]
[1] https://bookblog.salonelibro.it
[2] https://www.lafeltrinelli.it
[5] https://bookblog.salonelibro.it
[7] https://www.raccontarerosi.com
[9] https://bookblog.salonelibro.it
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