CARLO RIVOLTA (Lodi, 14 aprile 1943 – Lodi, 21 giugno 2008) interpreta GIUSEPPE PONTIGGIA, Erba 14 giugno 2006, 2 Audio

Grandi scrittori
I grandi scrittori sono in continuo aumento
Quelli che scarseggiano sono gli scrittori.
Giuseppe Pontiggia, Prima persona, Mondadori2002

Domani saranno due settimane dalla morte di Carlo rivolta, attore (1943-2008, 65 anni).

Nel corso degli ultimi anni (purtroppo solo dal 2004) ho registrato alcune sue interpretazioni e letture.

Il 14 giugno 2006, a Erba (Como), lesse alcune pagine di Giuseppe Pontiggia (1934-2003, 69 anni).
Il luogo era suggestivo: Il Castello di Pomerio.
La situazione di memoria era particolarmente emozionante: Pontiggia era morto nel 2003 e in sala c’erano la moglie ed il figlio da lui raccontato nel libro Nati due volte.
Lo stile letterario di Pontiggia e la sua  nitida e precisa scrittura che tratteggia due biografie locali vengono fatti risuonare dalla voce di Rivolta in questo modo:

  1. Corridoni Alfredo viene alla luce alle due di notte a Erba il 5 aprile 1988. E’ secondogenito …
  2. Ghioni Ludovico nato in una notte di pioggia il 19 novembre 1905 nella campagna di Pontelambro …


ALTRE INTERPRETAZIONI DI CARLO RIVOLTA:

“Mentre leggevo Oltre il linguaggio di Emanuele Severino, pubblicato da Adelphi (1992), riflettevo che dei testi filosofici sarebbe interessante analizzare, insieme con la trama delle idee, le sensazioni che suscitano …, in Giuseppe Pontiggia, L’isola volante, Mondadori, 1996, pag. 229

Mentre leggevo Oltre il linguaggio di Emanuele Severino, pubblicato da Adelphi (1992), riflettevo che dei testi filosofici sarebbe interessante analizzare, insieme con la trama delle idee, le sensazioni che suscitano.

Non credo si cadrebbe il un impressionismo arbitrario. Ogni volta che un uomo dice con precisione – al di là di quello che pensa – quello che veramente e magari paradossalmente sente, provoca negli altri un interesse non meno intenso del suo. E compie un passo ulteriore verso quella verità occulta che viene spesso elusa dalla sincerità immediata.

In Giuseppe Pontiggia, L’isola volante, Mondadori, 1996, pag. 229

Giuseppe PONTIGGIA , Dentro la sera. Conversazioni sullo scrivere, Belleville editore, 2016

Giuseppe PONTIGGIA, Le parole necessarie. Tecniche della scrittura e utopia della lettura, a cura di Daniela Marcheschi, Marietti 1820 editore, 2018

SINCERITA’: «Una delle interpretazioni più fuorvianti è quella di pensare che, quando noi comunichiamo con immediatezza una emozione, siamo nella verità. Siamo invece nella sincerità … Giuseppe Pontiggia


Sincerità
«Una delle interpretazioni più fuorvianti è quella di pensare che, quando noi comunichiamo con immediatezza una emozione, siamo nella verità. Siamo invece nella sincerità, che è una cosa diversa. Siamo sinceri, ma possiamo esprimerci con un linguaggio che non è il nostro, che è ricalcato sui modelli. L’importante non è di essere sinceri con parole altrui, ma di interessare gli altri con parole proprie. […] Ricordo una tavola di Novello che rappresenta un gruppo di turisti in deliquio in un museo.Non hanno ancora appreso che il vero Raffaello è nella stanza vicina. Sono sinceri, tanto che Raffaello li ha fatti cadere in deliquio. Sono sinceri, però il quadro è altrove» [Giuseppe Pontiggia Per scrivere bene imparate a nuotare Mondadori].

PONTIGGIA Giuseppe, Per scrivere bene imparate a nuotare. Trentasette lezioni di scrittura a cura di Cristiana De Santis. Prefazione di Paolo di Paolo, Mondadori, 2020. Indice del libro

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VOLTE DI PIETRE E SOCIETA’, testo di Giancarlo Pontiggia, in Catone, Distici, Medusa editore, 2005, pag. 24

LUOGHI del LARIO e oltre ...

“La nostra società è molto simile a una volta di pietre, essa cadrebbe se le pietre non si sostenessero a vicenda, sostenendo così tutta la volta”

PonteLibro

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Giuseppe Pontiggia, Dentro la sera. Conversazioni sullo scrivere, Belleville editore, 2017, p. 312

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Giuseppe Pontiggia, “La mia blbliofilia è la brama di inghiottire l’universo”

Giuseppe Pontiggia,

“La mia blbliofilia è la brama di inghiottire l’universo

VENTOTTOMILA volumi su metri e metri di librerie.
Nessun computer, libri schierati secondo collane, editori, argomenti e, per risparmiare spazio, anche secondo le dimensioni. Il metodo per ritrovarli? Guardarli, consultarli spesso.
E’ così che Giuseppe Pontiggia ha organizzato la sua biblioteca:

«Sono pochi i libri che elimino. Quando questo avviene non lo faccio mai con dolore. Infatti il mio criterio è di scegliere opere che avrei voglia di cominciare a leggere la stessa sera in cui le ho acquistate. Quelli che dò via non li considero necessari. Non sono un collezionista che ama i libri intonsi, solo per il piacere di averli».

Ma come fa a trovare il tempo per leggere tutto quello che le interessa o che semplicementelo incuriosisce?

«Leggo più libri insieme. In questo campo sono a favore dell’infedeltà e della poligamia. La lettura è una ricerca senza fine. Dante, è un esempio, l’ho cominciato a capire solo dopo averlo letto più volte. Però anche una rapida incursione può essere importante. E’ come vedere un paesaggio per scorci. Una biblioteca vasta può favorire questi veloci attraversamenti».
Cosa si nasconde dietro la sua passione di bibliofilo?

«Una biblioteca come la mia rappresenta sicuramente qualcosa di irresponsabile. Rappresenta un’attrazione visionaria, una spinta verso la ricerca senza confini né limiti.

E’ come una brama malinconica di poter inghiottire l’universo intero attraverso i libri».

DA www.segnalo.it – ricerche bilbiografiche.

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