Cyrulnik Boris, Il dolore meraviglioso, Frassinelli, , 2000, p. 4-6 (SULLA “RESILIENZA”)

Cyrulnik Boris, Il dolore meraviglioso, Frassinelli, , 2000, p. 4-6 (SULLA “RESILIENZA“)


Due sono le parole chiave che caratterizzeranno il modo di osservare e di comprendere il mistero di chi ha superato un trauma e, una volta adulto, riguarda le cicatrici del passato.
Le due strane parole che preparano il nostro sguardo sono «resilienza» e «ossimoro».
Il termine «resilienza» è stato coniato in fìsica per descrivere l’attitudine di un corpo a resistere a un urto. Ma tale definizione attribuiva eccessiva importanza alla sostanza. Il termine è stato mutuato dalle scienze sociali per indicare «la capacità di riuscire, di vivere e svilupparsi positivamente, in maniera socialmente accettabile, nonostante lo stress o un evento traumatico che generalmente comportano il grave rischio di un esito negativo» (Vanistendael S., Cles pour devenir: la resilience, 1998).
Come diventare umani nonostante gli scherzi del destino? Questi interrogativi pieni di ammirazione sono emersi quando
si è deciso di esplorare il continente dimenticato dell’infanzia.
Il dolce Remi, in Senza famiglia, poneva il problema con parole molto chiare: «Sono un trovatello. Ho creduto di avere una mamma, come tutti gli altri bambini…» Due volumi dopo, una volta conosciuta l’infanzia di strada, lo sfruttamento del lavoro minorile, le percosse, il furto e la malattia, Remi si guadagna il diritto di condurre una vita socialmente accettabile a Londra e conclude con una canzone napoletana che canta le «dolci parole» e il «diritto di amare». Il principio è esattamente lo stesso adottato da Charles Dickens che aveva attinto il tema della sofferenza e della vittoria dalla sua infanzia infelice e sfruttata. «Non vedevo alcuna ragione per cui […] la feccia del popolo non servisse […] a fini morali, così come il suo fiore più fine […] Essa comprende le più belle e le più brutte sfumature della nostra natura […] i suoi aspetti più vili e parte dei più belli.».
Dopo aver letto Giovinezza di Lev Tolstoi, toma sempre alla mente il verso di Aragon: «È così che vivono gli uomini?» Anche Infanzia di Maksim Gorki7 descrive lo stesso percorso archetipico. Atto I, la desolazione: La mia infanzia (1913-1914); atto II, la riparazione: Fra la gente (1915-1916); atto III, il trionfo: Le mie università (1923). Tutti i romanzi popolari citati sono imperniati su un’unica idea: le nostre sofferenze non sono vane, una vittoria è sempre possibile.
Un tema che viene assurto a bisogno fondamentale, a unica speranza dei disperati: «Se sai veder distrutta l’opera della tua vita / E senza dire una sola parola rimetterti a costruire […j / Se sai essere duro senza mai infuriarti […] / Se sai essere coraggioso e mai imprudente […J / Se sai ottenere la vittoria dopo la sconfitta […] / Sarai un uomo figlio mio» (Rudyard Kipling).
Pel di carota, il bambino maltrattato, riacquista la speranza alla fine del libro; Hervé Bazin ritrova la pace quando suo padre finalmente mette a tacere Folcoche; Tarzan, bimbo indifeso in una giungla ostile, finisce per diventare l’amatissimo capo degli animali più feroci; Zorro e Superman, eroi dalla doppia vita, da un lato comuni individui e dall’altro paladini della giustizia; Francois Truffaut e Jean-Luc Lahaye raccontano il vero romanzo della loro infanzia tormentata. Ne “La città della gioia”, Dominique Lapierre descrive l’incredibile serenità dei derelitti come confermato da tutte le persone che si sono occupate dei bambini di strada.

 


“Ogni persona brilla con luce propria fra tutte le altre. Non ci sono due fuochi uguali, ci sono fuochi grandi, fuochi piccoli e fuochi di ogni colore. Ci sono persone di un fuoco sereno, che non sente neanche il vento, e persone di un fuoco pazzesco, che riempie l´ aria di scintille. Alcuni fuochi, fuochi sciocchi, né illuminano né bruciano, ma altri si infiammano con tanta forza che non si puó guardarli senza esserne colpiti, e chi si avvicina si accende”.

Eduardo Galeano

Cosa significa Resilienza? Questa parola non é molto conosciuta perció conviene andare a consultare il vocabolario.
– Diccionario Enciclopédico Salvat (Salvat Editores, Madrid, 1973): Fisica, resistenza che pongono i corpi, specialmente i metalli, alla rotura per urti o colpi.
– Lo Zingarelli (Zanichelli, Milano, 1995): Capacitá di un materiale di resistere a urti improvvisi senza spezzarsi.

– 1 TS tecn., capacità di un materiale di resistere a deformazioni o rotture dinamiche, rappresentata dal rapporto tra il lavoro occorrente per rompere un’asta di tale materiale e la sezione dell’asta stessa: indice, valore di r.

– 2 TS tess., capacità di un filato o di un tessuto di riprendere la forma originale dopo una deformazione
Da Dizionario De Mauro

Se consideriamo questo concetto in rapporto alle Scienze Sociali, possiamo dire che “la resilienza corrisponderebbe alla capacitá umana di affrontare le avversitá della vita, superarle e uscirne rinforzato o, addirittura, trasformato” (Grotberg, 1996).

Da questo punto di vista la parola viene associata sempre con tensione, stress, ansietá, situazioni traumatiche che ci colpiscono durante la nostra vita. Gli esperti segnalano che si tratta di qualcosa che corrisponde alla natura umana, ma che non sempre si mette in atto e, anche se a volte si attiva, non sempre riesce a generare situazioni positive. Questa misteriosa possibilitá ha una base innegabile, e cioé, l´ evidenza che gli elementi costitutivi della resilienza sono presenti in ogni essere umano e la loro evoluzione accompagnerá le diverse fasi dello sviluppo o del ciclo vitale dell´ uomo: sará un comportamento intuitivo durante la infanzia, poi si rinforzerá fino ad essere volitivo nella adolescenza, e dopo ancora sará completamente incorporato alla condotta propria dell´ etá adulta.

La resilienza é piú della semplice capacitá di resistere alla distruzione proteggendo il proprio io da circonstanze difficili, é pure la possibilitá di reagire positivamente a scapito delle difficoltá e la voglia di costruire utilizzando la forza interiore propria degli essere umani. Non é solo sopravvivere a tutti i costi, ma é avere la capacitá di usare l´ esperienza nata da situazioni difficili per costruire il futuro.

Le caratteristiche della resilienza sono sette:
• “insight” o introspezione: la capacitá di esaminare sé stesso, farsi le domande difficili e rispondersi con sinceritá
• Indipendenza: la capacitá di mantenersi a una certa distanza, fisica e emozionale, dei problemi, ma senza isolarsi
• Interazione: la capacitá per stabilire rapporti intimi e soddisfacenti con altre persone.
• Iniziativa: la capacitá di affrontare i problemi, capirli e riuscire a controllarli.
• Creativitá: la capacitá per creare ordine, bellezza e obbiettivi partendo dal caos e dal disordine.
• Allegria: disposizione dello spirito all´ allegria, ci permette di allontanarci dal punto focale della tensione, relativizzare e positivizzare gli avvenimenti che ci colpiscono.
• Morale: si riferisce a tutti i valori accettari da una societá in un´ epoca determinata e che ogni persona interiorizza nel corso della sua vita.

Anche nell´ area della psicologia é stato adottato il concetto di resilienza, in un primo momento nel contesto individuale, e dopo, la sua inclusione nella strategia del lavoro socio-comunitario ha ampliato grandemente la sua importanza, permettendo la sua applicazione in diversi campi dello sviluppo umano.

In ultimo, anche la Teoria Sistemica ha considerato che la resilienza sarebbe di grande aiuto durante il processo di assistenza alla famiglia, dato che la si considererebbe come “la capacitá che ha un sistema per resistere i cambiamenti provocati dall´esterno, per sovrapporsi e superare queste crisi, approfittando il cambiamento cualitativo e mantenendo la coesione strutturale attraverso il processo di sviluppo” (Hernandez Córdoba, 1997). La flessibilitá nell´ adattamento e nell’ azione é un altro principio base partecipe dell´ evoluzione, tanto a livello di ogni singolo come del sistema totale, tenendo conto che, come é stato detto prima, la vita si esprime e si sviluppa per mezzo dei cambiamenti e del progressivo aumento della sua complessitá.

Principalmente durante una crisi la famiglia trasforma la sua struttura, coesiste per resistere la tempesta: non sa quanto puó durare quella energia. Deve trovare fattori interni ed esterni che possano aiutarla per diventare meno vulnerabile e impedire che la crisi aumenti di proporzione, in principio, e dopo superarla in modo che possa affrontare una ristrutturazione del sistema, che possa uscirne rinforzata e possa trasformarla in un elemento utile al cambiamento e alla crescita positiva.

La resilienza é un fattore che puó essere accresciuto durante l´ infanzia, nelle diverse tappe dello sviluppo, a mezzo dello stimolo delle aree affettiva, cognitiva e del comportamento, sempre d´ accordo con l´ etá e il livello di comprensione delle diverse situazioni di vita. Il periodo che va dalla nascita fino alla adolescenza sarebbe quello piú opportuno per svegliare e sviluppare questa qualitá interiore che permette di affrontare le avversitá.

Riassumendo possiamo dire che la resilienza é la capacitá umana per affrontare gli avvenimenti dolorosi e risorgere dalle situazioni traumatiche, principio storicamente dimostrato nei momenti di stragi mondiali e di genocidi provocati dall´ uomo. Ci sono poi possibilitá di sviluppo della resilienza, quelle che sono comprese nelle risorse personali e sociali, in stato di latenza, in ogni individuo. Tra queste possiamo nominare: l´ autostima positiva, i legami affettuosi significativi, la creativitá naturale, il buon umore, una rete sociale e di appartenenza, una ideologia personale che consenta di dare un senso al dolore, in modo da diminuire l´ aspetto negativo di una situazione conflittiva, permettendo il risolgimento di alternative di soluzione davanti alla sofferenza.

Da una perspettiva psicosociale, si puó arrivare a concludere che la resilienza puó venire incontro al lavoro sociale e psicologico a livello di: prevenzione, riabilitazione, collaborazione in educazione, assistenza alle famiglie e ai diversi gruppi sociali, perché non attinge la sua forza soltanto dalle condizioni naturali degli individui, ma abbisogna pure di un aiuto esterno e di un ambiente che faciliti e appoggi uno sviluppo personale positivo e ricco in esperienze conducenti verso un apprendimento vitale.

L´ obbiettivo di questo articolo é quello di incominciare a diffondere il concetto di resilienza per contribuire alla comprensione del fatto che ogni persona possiede questa caratteristica ma da tutti noi dipende che possa essere sviluppata, se ci concediamo mutualmente la possibilitá di farlo.

Un pensiero riguardo “Cyrulnik Boris, Il dolore meraviglioso, Frassinelli, , 2000, p. 4-6 (SULLA “RESILIENZA”)

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...