Filosofia dell’esistenza in True Detective

True Detective – Filosofia dell’esistenza


Scrive sul suo blog Leonardo Ostuni:

Ho trovato straordinaria la sceneggiatura della prima stagione di True Detective; se può interessare, qui alcune mie considerazionihttps://leonardostuni.wordpress.com/2017/08/05/lindimenticabile-prima-stagione-true-detective/

5 pensieri riguardo “Filosofia dell’esistenza in True Detective

  1. Beh! almeno qui non si va sullo scurrile, e non è poca cosa per gli americani (che rimangono comunque un grande popolo nel bene e nel male). Ma cose dette e ridette, sentite e risentite oramai fino quasi alla nausea da almeno 200 anni e dette con una profondità di pensiero al cui confronto questi sono pensieri di bambini (perchè non fondati, non argomentati ma sottesi solo da una superficiale fede). Magari c’è anche una voce che dice che proprio in quell’attimo di fine vita forse la coscienza si rende conto che non sia una cosa così effimera e caduca (che a volte ha bisogno di un salvatore per sopportare questa visione terrificante) e che forse il vero sogno è proprio quello di credersi misera cosa che aspetta tutta la vita che il mostro la raggiunga (ahhahah la maschera a gas, oh gli americani sò forti e per queste cose anche divertenti in fondo) forse perchè questo mostro non esiste o per lo meno c’è ma non è quello terribile e tremendo che da milleni l’uomo pensa e forse è invece ciò che annuncia qualcosa che gli uomini neanche sperano nè attendono.
    Ciao Paolo
    Gabriele

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