Giglio Margherita

IL LAGO, Da “Favole per Renno”, inviato da Margherita Giglio

(Renno é una renna peluche nata nel dicembre 2017. Indossa la maglietta della Roma. Sin dal suo apparire ha manifestato il desiderio di favole prima di addormentarsi).

IL LAGO

C’era una volta un lago molto profondo, circondato da montagne di altezza diversa che fungevano da barriera all’ingresso degli intrusi.

Su quel lago circolavano molte teorie che vantavano il privilegio di conoscerne i segreti. C’era chi parlava della presenza di luci improvvise che danzavano sull’acqua nelle notti più buie. Alcuni erano certi di aver visto fate e folletti che si rincorrevano scivolando sulla superficie senza mai riuscire a toccarsi. La voce più diffusa ed accreditata sosteneva che nel profondo delle acque s’intravedeva Atlantide scomparsa, abitata da gente vestita di bianco che celebrava riti dedicati al Sole e alla Luna.

Nel corso degli anni si era intensificata l’attività di ricerca per scoprire il segreto del lago. C’era un motivo. Una profezia di origine misteriosa avvertiva che il lago sarebbe scomparso nel corso di una ricorrenza molto importante per l’umanità, a causa del franare delle montagne intorno. La parola d’ordine era accelerare la ricerca del segreto del lago prima della scomparsa di quest’ultimo.

Il tempo passava senza risultati attendibili e le domande continuavano a restare domande senza risposta. Uno dopo l’altro i ricercatori si arresero e abbandonarono il lago ai suoi misteri. Il lento e inesorabile trascorrere del tempo, la tranquilla stabilità delle montagne intorno convinsero il mondo che la profezia era falsa, un espediente per impedire la colonizzazione dei luoghi atta a favorire lo sviluppo dell’urbanesimo.

La frenetica ricerca perse la sua forza fino a spegnersi, prima nell’indifferenza, poi nella dimenticanza. In tutto il mondo si sviluppò un nuovo progetto per violentare le montagne attraverso l’abbattimento dei loro boschi e delle loro scoscese pareti per adattarle a luogo di turismo.

Nel corso di una notte di dicembre dei primi anni del nostro secolo, una notte speciale, quella in cui si attende l’apparire di una cometa, una ragazzina scelse di trascorrere il tempo dell’attesa sulla riva del lago. Faceva molto freddo ma lei, la ragazzina, s’inoltro’ lo stesso nel fitto bosco e percorse il sentiero che conduceva ad un salotto naturale fatto di tronchi e pietre, proprio vicino alla riva del lago. Si sedette e alzò lo sguardo verso il cielo in cerca della cometa. Sentì all’improvviso crescere in sé un dolore sordo, una malinconia struggente che si tradussero in un pianto senza lacrime. Nascose il volto tra le mani e ascoltò una voce sommessa che le parlava con dolcezza. Non capiva le parole, ma il suono della voce la indusse ad alzarsi e dirigersi verso l’acqua del lago. Accarezzo’ con tenerezza una piccola onda. Improvvisa, la cometa saetto’ e, come una freccia, si diresse verso il centro del lago illuminandone il fondo.

Quello che la ragazzina vide non fu altro che la propria vita come aveva sempre desiderato che fosse.. Si guardo intorno, chiamò per nome la voce, alzò lo sguardo verso le montagne inventandosi una muta preghiera. Una mano si tese verso la sua, quella mano che aveva sempre cercato e si lascio’ andare verso il fondo, nell’ assoluta consapevolezza che non c’era niente altro da desiderare.Le montagne si sgretolarono in pietre che favoriscono la sua discesa e si adagiarono , le une sulle altre, fino a coprire tutto il lago e il suo mistero.Più in là, il mondo scartava regali sotto gli abeti addobbati così come accadeva e sarebbe accaduto ancora ogni Natale.Per la ragazzina il regalo più bello. Il silenzio.

Buonanotte Renno, é ora di dormire.

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